giovedì 30 aprile 2009

La fortuna d'avere degli esempi

Stavo facendo lezione quando ad un certo punto, rispondendo a una domanda di uno studente, ho organizzato la risposta in questo modo: ....sono contento di avere 50 anni perchè ho vissuto, nella mia gioventù, con degli esempi che mi hanno dato energia e spunto nel resto della vita.
Non che oggi non ce ne siano, ma "prima" il concetto di punto di riferimento-esempio, era più marcato e quindi "vivere era più semplice".
In linea di massima, tutti gli esempi di cui ho goduto, mi hanno impresso dentro di me, energia nuova in perpetua evoluzione, pensando costantemente che "il dopo, ciò che avverrà" sarà meglio di oggi. In tal senso le mie guide mi aiutarono non tanto ad essere ottimista, ma a vedere il mondo come un meccanismo dove "puoi fare, contribuire, portare, dire, smontare, rielaborare, tornare indietro e così via".
Questa cultura del fare è quella che mi anima ogni giorno e, per chi mi conosce, rappresenta energia pura.
Ecco a cosa servono gli esempi.
giovanni

7 commenti:

  1. In effetti lo spunto del Prof. Carlini è molto profondo in quanto colpisce, questo momento storico (in pratica gli ultimi anni) dove sistematicamente si abroga il concetto di esempio esaltando, al suo contrario, l'eroismo. In pratica si da dell'eroe a chi fa il proprio mestiere con dedizione e passione, dimenticandoselo poco dopo. Anche questo rientra nel concetto di consumismo. Nella scuola pubblica, abbiamo lo stesso problema. Gli insegnanti non riescono ad assumere più un "esempio" perchè, causa una eccessiva sindalizzazione e una frammentazione tra noi, in nome della libertà di insegnamento ciò ci ha reso deboli agli occhi dei ragazzi.
    Poi, osservando i consigli di classe, la spaccatura all'interno del corpo insegnanti applicato, sulla stessa classe è clamoroso!
    Dalla scuola, come dalla famiglia nasce la diseducazione verso l'esempio che ci consegna una solitudine di fondo.

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  2. sono in accordo con questi concetti per cui prima avevamo degli esempi netti e chiari, mentre oggi soffriamo una confusione priva di figure emergenti attancandosi a falsi miti (vedi la famiglia Simpson)Grazie per avermi permesso di poter lasciare il mio pensiero in questa comunità.

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  3. Si è vero Prof Carlini e Anastasi, il vostro punto di vista merita degli approfondimenti! Troppo spesso copriamo l'assenza di leader con il mito dell'eroismo per gente che effettivamente ha solo fatto quanto è pagata per farlo! Insomma abbiamo bisogno di una riscoperta di valori, ma da dove cominiciare?

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  4. Salve!
    Riguardo la domanda retorica di prima "da dove cominciare" direi di iniziare con ... l'inizio: come dice il prof. Carlini, meno male che ci sono degli esempi!

    Per me sono sempre stati fondamentali averli davanti agli occhi, ma non è sufficente vederli, occorre anche trarre profitto, anche perche è più facile e più veloce imparare dagli altri. Ma per poter distinguere il bene dal male, occorre avere dei princìpi universali in grado di poter "smistare" quello che ci capita.

    Perchè cos'altro facciamo durante la vita se non accumulare degli esempi, positivi e negativi che ci siano...

    Importante è fare tesoro di tutto, perchè anche cadendo si impara. Certo, fa male, ma una cosa é sicura: il dolore ha l'effetto di "fissare" meglio il percorso fatto.

    Quante volte abbimo dovuto sperimentare su di noi cose che qualcun'altro ci aveva detto di non fare?

    Ritengo che, per apprezzare a fondo degli esempi degli altri, ogni uno di noi deve prima sperimentare, per essere pronto ad accettare anche altri esempi, creando dentro di sè una specia di tolleranza e complicità.

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  5. Iniziamo da noi stessi.
    Cerchiamo di dare il meglio di noi in ogni cosa che facciamo. Mettiamoci Cuore.
    Cerchiamo di “leggere” i problemi che affrontiamo, non in maniera superficiale, chiediamoci sempre perché, come un bambino curioso che si fa domande in continuo.
    Domandiamo, studiamo, curiosiamo, non diamo mai niente per scontato.
    E soprattutto non aspettiamoci ricompense. La migliore ricompensa è la soddisfazione interiore.
    Forse questo potrebbe essere un inizio cara Nadia.
    Ho avuto tanti esempi nella vita, e tante guide ma mi sono sempre posto tante domande. Non ho mai assorbito gli insegnamenti come dogmi ineluttabili, li ho sempre guardati in maniera critica.
    Non è questo l’argomento per cui ho dato la mia disponibilità professionale, ma allorquando leggo di argomenti che mi incuriosiscono e “mi stimolano la mente”, credo sia piacevole intrufolarsi nella discussione.
    A presto

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  6. si questa successione di argomenti "intriga". L'esempio.....QUANTO NE ABBIAMO BISOGNO! però deve partire sempre da un fatto veramente personale (esempio non come esibizionismo per altri) ma per noi stessi. Avremmo bisogno di riprenderci (senza attendere che altri ce la diano) la cultura di educarci a un esempio che ci faccia esperienza-avventura quotidiana.
    Cosa ho rappresentato per me stessa oggi oltre l'abitudinario? Ecco il bisogno di esempio (privato quanto personale) di cui io sento la necessità. Quindi è un lavoro al personale.
    Nadia

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  7. Su questo tema degli esempi avremmo molto da dire ancora e credo che lo riportiamo di attualità.

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