mercoledì 29 aprile 2009

INVESTIMENTI INNOVATIVI - combattere la crisi

ARTICOLO PUBBLICATO A STAMPA - aprile 2009 (area pompe idrauliche e siderurgia)

L’investimento in un momento di crisi
di Giovanni Carlini – sociologo

Crisi o non crisi, se ne esca e si resti, il concetto di impresa non può essere messo in discussione delocalizzandolo definitivamente (significherebbe abbattere il nostro livello di civiltà) al contrario, va adattato al ciclo della domanda. Si rammenta che l’attuale momento di ripensamento dei nostri stili di vita, che ci ha colpito, qui in Italia come in Europa dall’estate 2008, non proviene dal lato dell’offerta (le aziende non hanno subito privazione di capacità produttiva) ma da quello della domanda: la gente compra meno, perché sente di vivere in un contesto di grave incertezza.
Questo stato di indefinitezza comunque è ormai entrato anche nel tessuto produttivo nazionale, trasferendosi dalle famiglie alle decisioni d’impresa. La domanda che ci si pone adesso è: che fare quando non si sa esattamente come muoversi?
A differenza delle famiglie, in effetti, le aziende hanno una “via d’uscita” da percorrere in questi momenti di incertezza, che consiste nell’investire anche per abbattere i costi di produzione. Obiettivamente questo percorso è quello che ha abbracciato l’industria siderurgica cinese, con grande impegno, pensando già al dopo-crisi, fra 2 anni, per conquistare nuove fette di mercato.
Anche in Italia c’è chi si è lanciato su questa prospettiva e il pensiero, qui riportato a livello di puro esempio, corre alla Metalpres Donati Spa di Camignone (BS) www.metalpresdonati.it attiva nel campo dello stampaggio pressofusione di parti di alluminio. Il concetto è semplice. Il costo di produzione, espresso in KW/h su tre turni lavorativi al giorno, era a quota 75.000 per produrre componenti per l'industria automobilistica, parti di tenuta a pressione e elementi per l'industria dell'arredamento, illuminazione, riscaldamento, come infine elettrodomestici.
Un livello di consumo di questo tipo, non era più tollerabile per restare sul mercato e la direzione si è posta il problema di trovare delle soluzioni. La vera difficoltà è che di brevettato e direttamente utilizzabile, in questo senso, non esiste oggi sul mercato, perché va studiato di volta in volta. Fortunatamente la Metalpres, aveva goduto, nel passato, dei servizi della GN Tecnopompe di Castell Mella (BS) www.gntecnopompe.it che si era impegnata su un livello di soluzioni mai spinto fino a rivedere l’intero assetto dei consumi di produzione. A conti fatti, quanto prima era di 75.000 KW/h al mese, oggi è di 60.000. Cosa è accaduto?
Il lavoro è stato eseguito sull’impianto di raffreddamento forni, studiando un sistema per migliorare e ottimizzare sia il funzionamento che il risparmio energetico, per mezzo di pompe; ma vediamone i particolari.
STRUTTURA DELL’IMPIANTO
Si tratta di una realizzazione basata inizialmente su 2 pompe sommerse da pozzo, con potenza 15 KW cadauna, che operando in alternanza, mantengono sia la pressione costante nell’impianto sanitario dell’azienda, che il reintegro della vasca di ritorno per le acque calde (quella evaporata per intendersi). Con l’installazione di 2 inverter si ha la modulazione delle pompe in base alla richiesta di acqua. Proseguendo nella descrizione, ci sono nella vasca dell’acqua calda 4 pompe verticali a gambo sommerso (delle quali 2 da 15 KW e le altre da 7,5 KW) che prelevano l’acqua, mandandola alle torri di raffreddamento, collocate sopra l’impianto in una vasca di recupero per l’acqua fredda. Anche queste 4 pompe lavorano sotto inverter, mantenendo il livello della vasca costante, il che permette d’avere, in caso di avaria, il tempo materiale d’intervento senza spegnere l’impianto.
Sotto queste vasche dell’acqua raffreddata, sono montate altre 5 pompe verticali per esterno, che mantengono la pressione costante in base al consumo dell’impianto di raffreddamento forni. (complessivamente il sistema richiede quindi 11 pompe)
Il quadro elettrico, appositamente rivisto e studiato è in grado di mantenere la pressione e la costanza di 3 aree: nell’impianto di raffreddamento forni, nelle vasche di prelievo e infine in quelle dell’acqua raffreddata grazie al controllo della temperatura.
Gli inverter installati nel quadro elettrico, sono subordinati alla logica di controllo del PLC (si tratta di un computer per impartire gli ordini). Così attraverso la connessione MODBUS (ovvero una metodologia di linguaggio tra il computer PLC e gli inverter) è possibile gestire la rotazione giornaliera degli inverter in modo di suddividere equamente il carico di lavoro delle pompe.
Come appena spiegato, la comunicazione tra i vari quadri è garantita e gestita, in MODBUS tra PLC e inverter; in particolare i PLC sono interconnessi con un cavo di rete ethernet collegati ad un HUB al quale è possibile connettersi con un PC remoto, per il monitoraggio dei parametri. In più se si ha la possibilità di essere collegati attraverso l’indirizzo IP, per monitorare l’impianto, è possibile agire anche da internet, collegandosi semplicemente al server aziendale.
INVESTIMENTO
L’onere di spesa è stato pari a 70.000 euro comprendenti: manutenzione completa delle pompe, fornitura e installazione del quadro elettrico come infine, il collaudo dell’impianto. Va rammentato che in base alla Legge 24 dicembre 2007, n. 244 – G.U. n. 300 del 28 dicembre 2007 (Legge Finanziaria 2008 - art 1 comma 20) è possibile usufruire di una detrazione dall’imposta lorda, pari al 20% della spesa sostenuta.
Concludendo Da questa crisi che è ancora lunga (servono 2 anni per uscirne perché non è misurabile solo in quantità di produzione industriale, ma in quote di troppo ecceduto nelle nostre vite personali, da cui una sorta di purificazione nella moderazione dei consumi) uscirà un nuovo modo di produrre, decisamente più “pulito”, ecologico e a basso impatto ambientale, come energetico. Quanto qui descritto, anticipa e ci presenta una tendenza, che conviene studiare subito per applicarla “ieri”.

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