venerdì 18 dicembre 2009

i ragazzi discutono tra loro - arzigogolo...

TUTTO INIZIA DA UN RAGIONAMENTO A CUI SEGUONO DIVERSI PUNTI DI VISTA:
Ciao a tutti,
cercavo una scusa per scrivere e augurarvi Buone Feste, e mi è venuto in mente che forse potete aiutarmi in questo frangente:
Ipotiziamo (una o due zeta?????) ........ supponiamo di avere un'azienda che al 17 dicembre facendo i conti si accorge che sarebbe meglio prendere del venduto di dicembre e fatturarlo a gennaio, pur essendo già stato spedito al cliente.
Supponiamo che l'azienda deve anche far risultare il costo dl venduto intorno al 50, e che ha già scaricato il magazzino e registrato le fatture di acquisto (dunque merce entrata e uscita, abbiamo il costo di acquisto ma non il relativo ricavo).
Supponiamo che deve quadrare anche il magazzino.
Escludiamo dunque il conto "fatture da emettere" perchè il fatturato andrebbe nel 2009 (lo spostamento dell'IVA non ci interessa).
Non possiamo fare finta di nulla e lasciare tutto com'è perchè il costo del venduto sballa violentemente.
Quali alternative restano??????
Naturalmente tutto ciò è solo un esercizio mentale, qualsiasi riferimento alla realtà è puramente casuale...... ;o)))))
Se qualcuno ha qualche idea ringrazio fin da subito per la collaborazione.
Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta il Prof. Carlini che con abili mosse ci ha presi tutti e trasportati dal ruolo di "servizio scopa" (il furgone che raccoglie gli ultimi in coda alla corsa) che riepiloga ed elabora quello che altri hanno già fatto, al ruolo di vedetta/avanguardia/navigatore satellitare in primissima fila a dettare la rotta delle nostre aziende.
E a voi, cari condivisori di sorte, rivolgo il mio ringraziamento per aver condiviso con entusiasmo un'esperienza che può cambiarci.
Auguro a tutti voi un Buon Natale ed un 2010 ricco di belle notizie e sorprese.
Con affetto
Serenella


A SERENELLA RISPONDONO:
cavolo, mica facile! il ricavo è già maturato nel momento della consegna quindi lì non farei nulla. Non potendo toccare il magazzino, per compensare il ricavo che preferirei passare al prossimo esercizio, chiederei a qualcuno, conoscendolo, che mi faccia una fatturina di consulenza oppure qualche manutenzione se non si sono superati i limiti stabiliti.
Grazie Serenella degli auguri che ricambio con affetto. Buone feste a tutti, speriamo di ritrovarci. (c'è un corso a febbraio di "gestire la finanza in azienda a febbraio", mi sa che lo faccio)
Morena

la connessione magazzino e fattura emessa non consente una pulita gestione dell'ipotesi qui lanciata a puro esercizio contabile come ragionamento teorico di Natale per tenerci in allenamento.
Non essendoci soluzioni adeguate, intendo credibili e in grado di resistere a qualsiasi controllo (farsi fare una fattura di reso dal cliente significa perderci la faccia e chiedere qualcosa di opposto al suo interesse di fine anno)propongo di non fare nulla, giustificando l'over fatturato di fine anno quale esito di una campagna acquisti voluta dai clienti in previsione di "un teorico rialzo dei prezzi"
Carlini

lunedì 14 dicembre 2009

Contributo di Marco Merlini: dobbiamo imparare ad usare le regole

TORNANDO SULLA PRIMA LEZIONE DI RECUPERO CREDITI ECCO UNA CONFERMA AL BISOGNO NELL'USO DI REGOLE.
13/12/2009
Buon giorno Sig. Carlini,
anche se con ritardo, grazie degl'appunti che mi ha inviato per focalizzare al meglio gl'articoli che tutelano un'adempimento.
Dagli appunti è vero che non bisogna fare dello STROZZINAGGIO, ma è pure vero che un debitore non può lasciare insoluta una prestazione lavorativa avuta, prendere tempo per il pagamento (perchè come lei ha giustamente sottolineato, noi una CLAUSOLA di pagamento non ce la mettiamo mai, quasi sembrasse che offendiamo il cliente!, poi ci lamentiamo che si approfittino nel tempo).
Il rischio che di corre, almeno nella mia realtà è che ad esempio per un lavoro commissionato da un cliente, il materiale acquistato dal fornitore viene pagato regolarmente ancor prima di aver ricevuto o un'ANTICIPO o un'ACCONTO, quindi si va a scapito del capitale d'azienda che invece sarebbero potute servire per altri lavori o per altri pagamenti facendo una liquidità di cassa che trasmette tranquillità all'ambiente.
Per il resto capisco anche nel leggere il tutto va comunque consultato un tecnico in giurisprudenza perchè le interpretazioni e gl'appigli possono essere svariati, come in qualsiasi altro settore, ma è di mio interesse conoscere il PUNTI FOCALI, da dove so che io e la mia azienda possiamo essere tutelati e salvaguardati, visto che sull'ETICA del mio lavoro, del mio operato e del prodotto di qualità del risultato delle mie azioni è sempre stato garantito al cliente dal mio modo di porsi.
Un'esempio può essere un disguido sul lavoro con mia responsabilità, in maniera seria io in quanto titolare dell'azienda e dell'operato mi prendo pieno carico delle modifiche e dei lavori affinché il lavoro sia fatto correttamente, da lì ecco il cliente (over 40-50 classico volpe della situazione), che al momento del pagamento ti inizia a togliere cifre per DANNO E DOLO, dimenticandosi che non ha percepito nessun ANTICIPO a me e nessun ACCONTO, come se tutto fosse normale.
Un' azienda con questo tipo di andamento può, per quanto bravi si è a lavorare TRACOLLARE, visto che non è il mio intento, tanto meno la mia volontà, intendo cambiare certi punti nella mia strada FOCALIZZANDO il percorso giusto da seguire, che tuteli anche me.
In conclusione, secondo una mia opinione, non si può pensare che un'azienda di qualsiasi natura e settore, sia svincolata da parti fondamentali, oltre quelli tecnici del settore, anchei i settori che ti permettano giusta relazione in funzione dei parametri che tutti usano, come il recupero crediti, fondamenti giuridici, psicologia e quant'altro possa arricchire e migliorare il mio modo di pormi con la gente e la qualità dell'Azienda, perchè secondo me OGNI PUNTO D'ARRIVO VA VISTO COME PUNTO DI PARTENZA PER ULTERIORI OBBIETTIVI.
Non so se ho reso l'idea e sono stato esauriente nel risponderle, con ciò a disposizione per qualsiasi chiarimento,
Cordiali saluti,
Marco Merlini


GRAZIE MARCO PER QUANTO CI DICI.
Certo che so quanto sia "difficile" usare le regole, il che appare come uno sgarbo al cliente, ma posso assicurare a TUTTI che si è più apprezzati se lavoriamo con regole invece che "alla buona".
Invito tutti a NON accettare ordini di fornitura senza l'applicazione di almeno 1 delle due prime condizioni d'ingaggio sul lavoro espresse negli appunti.
Grazie - Giovanni Carlini

domenica 13 dicembre 2009

UN ALTRO PASSAGGIO IMPORTANTE SU CUI MEDITARE

ECCO UN CONTRIBUTO DI UN ALTRO STUDENTE DEL CORSO CHE CI DA UN PUNTO DI VISTA MOLTO IMPORTANTE SUL QUALE RIFLETTERE. ATTENZIONE ALLA RISPOSTA CHE TROVARE IN FONDO DA PARTE MIA.

Egr. Proff,
E' difficile, in uno STUDIO DENTISTICO, applicare i grafici che ci ha
proposto, certo noi abbiamo le cartelle dei pazienti, quindi già conosciamo le
varie età.., ma l' insoluto è lo stesso presente io ogni fascia d'età.
Ora Le indico il modo più usato dai nostri pazienti nel fare un insoluto
diviso per fasce d'età; così magari può darci un consiglio per evitarlo:
Esempi:
-età 16-30 un ragazzo\a dopo una cura esce e ci dice: "passerà mio\a
padre\madre a saldare tanto deve venire x un controllo..."....non si vede più
nessuno.....
-età 30-38"Non ho contanti vado a prelevare".............non si vede più
nessuno o si ripresenta al prossimo dolore di un dente saldando il precedente
debito , ma facendone un altro
-età 38-55 A parte il fatto di spostare più volte un appuntamento per motivi
di turni di lavoro o influenze strategiche dei figli piccoli i quali non si
possono lasciare soli...il modo più usato può essere: "..adesso vedo come
sto ...tanto passo la prossima settimana x il controllo e saldo tutto"....e poi
non si vedono più..
-età 55-oltre bhè con questa categoria è più semplice parlare,e secondo me
ci fanno meno insoluti , magari vengono più di una volta e pagano a
piccolissime rate però se tutto va bene saldano il loro debito....alcuni però
per farLe un esempio può succedere che come formula usino: "è guardi mi sono
proprio dimenticato...sa l'età"..., oppure "sono passato più di una volta ma
lo studio era chiuso...." anche se sotto la Targa del Dott. ci sono anche gli
orari di apertura.....!

Bhè come risposta a tutte questi modi da me ricevono solo un "Va Bene Non Si
preoccupi" xkè mi trovano impreparata...e perchè io sono una dipendente e non
posso permettermi di trattere male o rispondere male a qualcuno! Sarei grata
se mi suggerisse qualche risposta da dare a questi pazienti un pò furbetti...!
Comunque Professore io penso di aver capito cosa intendeva con Qualità, e
Prezzo di un prodotto, ma proprio non lo so riportare nel mio lavoro, anche se
faccio la segretaria, vedo che la Qualità è fondamentale in ogni Prestazione
del Dott. in ogni fascia d' età, e che tutti puntano a quello non gli interessa
ai giovani la moda o la novità, l'importante è che il lavoro sia fatto
bene,,,,....
Lei ci ha detto del fatto di essere "Preziosi"; però in questo
lavoro secondo me L'unica cosa che può portare un paziente a scegliere lo
studio del Dr..... rispetto ad un altro dentista è il fatto della
Professionalità del Dott, e della brava persona che è, e forse la disponibilità
mia e della mia collega con i pazienti
Per quanto riguarda la suddivisione Uomo Donna , avevo già notato il fatto
che un uomo necessiti di una spiegazione più diretta, mentre una donna più
articolata, ma per quanto riguarda il lavoro di segretaria c'è poco da spiegare
ad un paziente , visto che comunico al massimo le prestazione che ha fatto o
deve fare,e il prezzo.

Cordiali Saluti

E CERTO CHE SU QUESTO INTERVENTO C'è MOLTO DA PENSARE E IN EFFETTI GLI HO DEDICATO UN PAIO DI GIORNI DI RIFLESSIONE PRIMA DI SCRIVERE IL MIO PUNTO DI VISTA.
quanto qui scritto è "duro" perchè, secondo me e dopo attenta riflessione non rientra in un corso di recupero crediti in quanto il problema non è che la gente non paga con questo atteggiamento ma che se ne approfitta!!
Insomma non c'è da recuperare del denaro, ma un buon trattamento cliente che qui non leggo.
Quello che sto dicendo è che mancano le regole!
In assenza di queste disposizioni tutti se ne approfittano.
Sul dicorso delle REGOLE ne abbiamo parlato nella prima lezione e si basa su come interfacciarsi con il cliente il quale va "educato".
Cosa vuol dire questo in uno studio dentistico?
Significa apporre un banale cartello dove ci sia scritto:
- ogni prestazione inferiore agli 80 euro va liquidata al momento prima di accedere nello studio del dottore;
- per valori di prestazioni inferiori ai 3.000 euro il 30% va versato prima di accedere allo studio del dottore e la restante parte concordata;
- per prestazioni superiori ai 3.000 se necessario è possibile chiedere un aiuto alla banca tramite questo sportello;
In questa maniera stabiliamo una regola di ingaggio che sia chiara, diretta e trasparente tale da educare il cliente.
Capite che nel caso sopra esposto non c'è una deroga alle regole che identifica un insoluto ma c'è un problema più grave: l'assenza di regole!!
Spero di essere stato utile.
il prof.

un interessante passaggio prego tutti meditarci sopra

SCRIVE SONIA STUDENTESSA DEL CORSO DI RECUPERO CREDITI
Ho riflettuto su quanto discusso durante la lezione di giovedì scorso.
Ebbene, le donne sono profondamente diverse dagli uomini e viceversa, ma si completano a vicenda. Non possono stare gli uni senza gli altri ed è per questo che la vita è una cosa meravigliosa.
Io attualmente appartengo a quella fascia di donne “arrabbiate” con il mondo (ho 33 anni) ed è proprio vero. Ho una casa, una famiglia, un lavoro, amici, molte persone che mi vogliono bene, ma ho sempre l’impressione che questo non sia abbastanza. Quindi mi riconosco nella classificazione fatta.

Lei ci ha parlato dell’importanza, per conservare un buon rapporto con il cliente o per non perderlo, di invertire i ruoli, di farsi cioè “dare dagli altri ciò che noi vorremmo”. E’ necessario puntare all’obiettivo e fare in modo che si rivolga verso di noi…..in altre parole bisogna rendersi indispensabili o fargli capire che noi abbiamo quel qualcosa che lui desidera tanto.
Tutti i clienti meritano attenzione e chi viene trascurato alla fine, prima o dopo ….non ti paga. Sono d’accordo che il cliente vada monitorato costantemente ed è per questo che è sicuramente meglio ridurre il portafoglio clienti e seguirli ad uno ad uno piuttosto che averne molti e rischiare di tralasciarne qualcuno.
Questo discorso ne sottende un altro: secondo me, e mi corregga se sbaglio, se c’è un insoluto (tranne nei casi di errore bancario) la verità sta nel mezzo. Un po’ho sbagliato io e un po’ hai sbagliato tu.
Le spiego nel mio caso quale è il mio problema per quanto riguarda gli insoluti.
Nell’azienda per la quale lavoro l’ufficio amministrazione, di cui faccio parte, si occupa anche del sollecito recupero crediti. Quando si verifica che il cliente non ha pagato partono dal nostro ufficio le telefonate, i fax e le e-mail di sollecito. Spesso non conosco il mio interlocutore perché noi vendiamo anche a rivenditori in tutta Italia e personalmente non so con chi ho a che fare. Posso solamente farmi un’idea dalla voce che sento al telefono. Quel che è peggio è che chi sa di avere un debito quasi sempre non si fa trovare o comunque comunica per interposta persona. E questo non è di poco conto…….
Il mio problema principale riguarda il rapporto con il nostro ufficio commerciale/vendite: dopo aver ripetutamente sollecitato, magari anche energicamente un cliente per ottenere il pagamento di quanto dovuto, scopro che magari quel cliente aveva in qualche occasione ricevuto in ritardo la merce oppure era errata, che in corso d’ordine sono state modificate le modalità di pagamento, oppure che un nostro agente di zona gli ha promesso il mondo intero…….Insomma scopro alcune cose che, con una migliore COMUNICAZIONE INTERNA si potrebbero evitare e mi rendo sempre di più conto che è bene diffidare dai “venditori di fumo”. E la verità sta nel mezzo.
Detto questo, però, il mio problema rimane: infatti per poter incassare un insoluto devo compiere uno sforzo notevole perché in primis devo indagare tra i miei colleghi se con quel cliente è successo qualche episodio spiacevole (e questo è un nostro problema interno che cercheremo di risolvere) e intanto il tempo passa, e poi devo armarmi di inventiva per far capire a quel cliente che mi deve assolutamente pagare.
Io però ho un sacco di altre cose da fare durante la giornata e questo, mi creda, mi impiega molte energie, non mi diverte affatto e anzi, mi fa arrabbiare.
Io vorrei trovare il modo di ottimizzare il tempo a disposizione ed evitare il più possibile che ci siano altri insoluti. Non riesco a pensare a come poter “invertire i ruoli”: cioè io sollecito e devo cercare di recuperare più denaro possibile, ma non sono convinta che sia un compito di mia pertinenza quello di invertire i fattori. Chi vende ha innata questa capacità di persuasione, a me riesce un po’ difficile.

Saluti. Alla prossima lezione. Sonia Perissinotto.


Tanto per cominciare dico grazie a Sonia per questo intervento che anticipa un passaggio delle nostre prossime lezioni.
Il conetto è che il recupero crediti non può e deve essere affidato agli amm.vi perchè questi non sono stati addestrati a trarrare con il cliente.
Al posto di questi serve la funzione di CUSTOMER CARE il che significa un'apprendista preparata a metà strada tra i commerciali e gli amm.vi a cui insegnare come trattare con i clienti.
Tutto qui. Tanto facile a dirsi quanto difficile a farsi! ma è l'unica.
Buon lavoro

venerdì 11 dicembre 2009

Riepilogo seconda lezione corso di Recupero Crediti

TRASMETTO A TUTTI IL RIEPILOGO DELLA SECONDA LEZIONE DEL CORSO RECUPERO CREDITI, EMESSO DA UNA COPPIA DI FRATELLI IMPEGNATI COME IMPRENDITORI NEL SETTORE DELL'IDRAULICA A PERUGIA.
buongiorno Prof. Carlini,
Sono piacevolmente colpita del suo interessamento circa la mia opinione inerente la lezione di ieri sera.
Mi sono trovata molto bene, ho trovato interessante l'argomento relativo all'inversione dei fattori. Cosa che ho sempre pensato, ma non sono mai riuscita a mettere in pratica.
A lei forse riuscirà con facilità, grazie anche alla sua abilità nel parlare, ma a me rimane alquanto difficile. Però mi impegnerò su questo passaggio.
Altro aspetto di grande interesse è la suddivisione della propria clientela per fasce di età!
Cosa mai valutata, invece pensandoci è importante per poter capire a priori che tipo di persona ho davanti e di conseguenza sapere come muoverci.
Nel nostro caso: se fosse un cliente da 30-38 sappiamo che questi mette in risalto la qualità del prodotto al fine di meglio apparire nella sua vita di società considernado meno (rispetto le altre fasce di età) la spesa, quindi probabilmente si andrà ad operare con maggiore attenzione al materiale e alle opere di lavorazione per soddisfare l'immagine e il bisogno del cliente in questa fascia di età.
Invece con un cliente di 38-55 sappiamo che prezzo e qualità sono in perfetta uguaglianza tra di loro, quindi quì possiamo tranquillamente dire "che il prezzo fà la qualità" nel senso che va motivato il rapporto e la vendita si basa su questo equilibrio. Ciò vuol dire che potrei vendere anche a maggior prezzo patto che ci sia una corrispondente qualità.
Continuando questo corso mi rendo conto che sono molti gli argomenti che devo approfondire e dei quali ci dobbiamo rendere padroni visto che vogliamo servire al meglio, e senza trascurare niente, l'azienda.
Pensa che ci possamo riuscire, visto che sono innumerovoli gli argomenti da trattare, approfondire e conoscere?
Con grande ammirazione, la salutiamo.
Noi i Merlini

Caro Signor De Padova - vecchio studente di molti corsi

Il Signor De Padova è un imprenditore edile della Puglia.
Ci siamo incontrati face to face a Milano un 3 gennaio e abbiamo ragionato, per molte ore, sulla sua impresa da cui è nata un'idea: costruire "la casa perfetta" arricchiata di ogni particolare possibile immaginabile e ovviamente fornibile dal Signor De Padova.
Oltre a ciò credo che il Signor De Padova abbia frequentato forse 3 o 4 corsi on line di quelli che gestisco io.
Oggi so che questa casa simobolo è in corso di ultimazione.
Auguro al Signor De Padova tanta fortuna e di ricevere una coda di visitatori nella "casa perfetta".
Buon Natale e buona fortuna imprenditore del Sud!
Giovanni Carlini

venerdì 4 dicembre 2009

riassunto della prima lezione corso RECUPERO CREDITI

Buongiorno Ragazzi,
come avverrà al termine di ogni incontro, "qualcuno" è bene che si incarichi di redigere il riassunto della lezione, per la prima lo scrivo io, per le successiva "datevi una mossa".
Abbiamo detto:
- che è scandaloso ricevere 1 email completa e articolata e non gli si risponde (assenza di cultura relazionale aziendale)
- che ricevono gli appunti solo coloro che rispondono; (non è cattiveria ma stimolo ad acquisire un metodo & sistema per imparare a relazionare correttamente con fornitori e clienti)
- nel contesto di questa relazione-comunicazione aziendale con fornitori e clienti NON SI RICERCA ALCUNA FORMA DI AMICIZIA, non c'è amicizia nel lavoro, c'è solo correttezza!
(non vi scandalizzate ma dobbiamo essere pratici)
- abbiamo ribadito come l'insoluto non è un accidente che ci capita tra capo e collo, ma deriva da un'assenza di politica commerciale, ovvero dall'applicazione di normali procedure di custmere care;
- è stato anticipato il testo della prox lezione che partendo dal custmer care descriverà come trattare con le persone (a seconda del genere, maschile o femminile, età, livello culturale in quanto cambia il modo di parlare a seconda di chi ci troviamo di fronte - nozioni di psicologia spicciola tratte dal corso di PNL)
- nel merito del titolo del corso abbiamo discusso di come gestire il NO al pagamento o meglio la non disponibilità del cliente a pagarci. La soluzione è prelevare dalla prassi contrattuale norme e regole, clausole e precisazioni tali da trovare a metà strada una soluzione personalizzata tra il formalismo del contratto e la prassi commerciale. Quindi non vendere solo perchè ci arriva il fax del cliente ma fare un timbro con quelle 2 o 3 clausole scelte secondo sensibilità dalle 5 pagine di appunti inviate e descritte lezione durante.
- l'apposizione di regole stabilisce stile e serietà (quindi rispetto) nel rapporto tra noi e il cliente;
- abbiamo ribadito l'opportunità di avere un codice civile messo di fianco alla cassa reso visibile ai cliente;
- infine abbiamo prelevato argomenti tipici del corso di ANALISI DI BILANCIO per chiarire come in qualsiasi impresa ci sia una sorta di proporzionalità e ordine tra le spese e il fatturato (ad esempio, il costo industriale del personale entro il 15% del fatturato). Ciò consente di capire come ci sia una sorta di riferimento o architettura contabile in ogni realtà affinchè possa "stare in piedi" in piena analogia al quantitativo di globuli rossi nel sangue etc...
- in merito al carlini 7 qui allegato c'è la versione grezza a cui far riferimento come % e quella avanzata, in excel, che vi consente di metterci dentro i dati, prelevati dal vostro conto economico per vedere "che effetto fa"..(mi saprete dire)
- alle 22.33 ci siamo salutati ricordando che il corso non vale 5 incontri per 10 ore complessive ma 3 settimane, mezzo email e telefono tra voi-me e gli altri frequentatori al fine di approfondire e chiarire ogni passaggio detto e per altri aspetti.
In gamba figlioli
il prof.

si è aperto il nuovo corso di RECUPERO CREDITI

Buongiorno Signori,
ho inviato questa lettera ai partecipanti del corso, speriamo che agiscano!
La ringrazio.
Mi "piacerebbe" che Lei inviasse a tutti gli altri frequentanti del corso una email dove in poche righe possa descriversi:
- nome della ditta
- attività
- localizzazione
- numero dipendenti/fatturato (indicativo)
- area geografica servita
- prospettive a 6, 12 e 18 mesi
- perchè è qui con noi nel seguire questo corso.
Obiettivamente una lettera di questo tipo non è "un regalo a me" ma un'occasione di presentazione di se stesso alla altre imprese e se poi riportasse lo stesso testo sul blog del sito di isp sappia che abbiamo un'utenza annuale di 30mila imprese di cui solo io con 25 corsi on line annui ne seguo quasi 300.
Come vede la "cattiveria" di chiederLe di presentarsi è in realtà fare i suoi interessi.
Buon lavoro - carlini

sabato 21 novembre 2009

ATTENZIONE ATTENZIONE una precisione d'obbligo nel rispetto di diversi modi di vedere le cose

QUESTO MESSAGGIO VIENE DIFFUSO NEL RISPETTO DI UN DIVERSO MODO DI VEDERE LE STESSE COSE.
Per spiegarsi ecco i fatti
Stile di docenza
Nel corso delle lezioni tenute recentemente (forse un mese fa in ambito "recupero crediti") spiegando agli studenti sia quando scritto sui libri, che la dura esperienza di vita, sono ricorso a quanto ho scoperto-capito e apprezzato dalla vita di relazioni presso le aziende che servo.
Va precisato che il mio compito di docente non è solo quello di raccontare quanto scritto sui libri (scrivo e pubblico continuamente anch'io) ma come insegnante devo andare oltre il solo scritto, aiutando la comprensione degli studenti portando esempi concreti e esperienze vissute.
Cosa ho spiegato
In questo ambito ho presentato UN GRANDE E FULGIDO ESEMPIO DI CIVILTA' per cui vorrei venissero eretti monumenti ad esempio e celebrazione di tanta creatività e onestà.
In pratica, a titolo di esempio (che ha molto impressionato in positivo gli studenti) ho descritto come in una impresa, è accaduto, seppur in forma sporadica nel passato, come mi è stato raccontato, ma non in forma impegnativa, che qualcuno abbia presentato, anni fa una busta con contante per favorire la sua offerta e che questo valore monetario è stato girato per beneficienza. Successivamente e stata restituita la ricevuta a chi non avrebbe dovuto fare questa forzatura.
Il senso di quanto spiegato
Si tratta di un esempio di alto profilo di civiltà ed eleganza che andrebbe additato come metodo e stile a tutte le imprese italiane.
Desidero diere grazie a questa realtà industriale per quanto ci hai insegnato.
Nonostante ciò...
Nonostante questo fulgido esempio di trasparenza e nitidità, l'Azienda non vuole e desidera essere oggetto d'esempio e motivo di spunto.
NOI NON POSSIAMO CHE RISPETTARE QUESTO DESIDERIO
In forza di questo bisogno dell'Azienda, ovveroche non si parli di sè o perlomeno su questo aspetto, l'esempio resta come spunto e qualità nel modo di fare impresa, ma cessa ogni forma di meditazione sullo stesso perchè non gradito.
Sicuramente nel proseguo degli studi e articoli che verranno scritti si farà riferimento al fatto senza citarne il nome anche se sarebbe motivo di orgoglio.
Grazie a chi ci offre esempi di così alto profilo.

martedì 17 novembre 2009

una lettera tosta - inizio corso ANALISI DI BILANCIO

Buongiorno Signori,
il programma di questa settimana è molto "aziendalista".
Il concetto è semplice: a che serve in azienda il bilancio?
Va aperta subito una riflessione: di bilanci ce ne sono almeno 2, uno civilistico (che ai fini aziendali non serve a nulla se non a pagare le tasse) e uno riclassificato (che è strategico per le scelte d'impresa).
Considerato che in Italia la massa dei commercialisti e quindi amministrativi è impegata al 99% sulla versione civilistica e fiscale del bilancio (quella che non serve a nulla) questo corso cerca di traghettarvi in una visione e uso del bilancio a favore dell'azienda affinchè possiate discutere "a tu per tu" con l'impreditore sulle scelte più idonee per gestire l'impresa.
In pratica vi sto portando a una visione europea ma sopratutto "amerikana" del bilancio come mezzo di misura dell'efficienza aziendale per restare sul mercato.
L'attuale crisi preme sulle imprese e molte sono o stanno fallendo ( + 563% a Napoli di fallimenti nel 2009 rispetto il 2008, quindi +271,4% a Brescia, + 230,5% a Bologna, + 511,1% a Genova, + 47,3% a Milano)
Capite che in un contesto di questo tipo la risposta non può più essere quella "classica" di una chiacchierata tra di noi cultori del bilancio fiscale ma al contrario dobbiamo riscoprire il gusto della praticità e funzionalità che si misura in cose utili per l'azienda anzichè per il fisco (basta il commercialista per questo).
Fatta questa introduzione per stasera vi vorrei armati di:
- pazienza;
- carta e penna;
- calcolatrice;
- l'ultimo bilancino 1.1.-30.10 (o al 30 settembre se proprio non ce la si fa)
- con l'allegato a questa email stampato e sotto i vostri occhi.
- tenete a portata di mano il codice civile, libro V "del lavoro" dal Titolo II al VI escluso.
Grazie, a stasera.
il prof.

lunedì 16 novembre 2009

ecco due tipiche risposte alla lettera "Regole di ingaggio"

ragazzi vi chiedo più iniziativa, ecco, tra coloro che hanno risposto (pochi) cosa hanno scritto:
CASO A
Le comunico di aver ricevuto la mail con il relativo contenuto.Grazie a domani
CASO B
Gent.mo Dott. Carlini,
La ringrazio per questa lettera di presentazione che sicuramente accorcia le distanze.
Spero di entrare subito nel vivo del Suo insegnamento.
Cordialmente
CASO C
Buongiorno Professore,
è davvero insolito ricevere le "regole di ingaggio" dopo essersi iscritti ad un corso di analisi di bilancio!
Da brava lettrice di romanzi di avventura, mi sarei aspettata le "regole di ingaggio" prima di affrontare un corso sull'ultimo war game...
Ma, tornando al reale credo di aver capito cosa vuole intendere.
Sarò una spina nel fianco, farò domande per ogni virgola che non mi è chiara, ed insieme a lei (e spero di non essere l'unica) mi chiederò perché ci sono persone al corso che non dicono nemmeno buonasera....
Vado a comprarmi una cuffia con microfono.
A domani
Cordiali saluti

inizia il corso di ANALISI DI BILANCIO

anche stavolta andremo a sensibilizzare i nostri amici contabili su una lettura diversa del bilancio rispetto quanto sono abituati riunendo bisogni meramente legislativi con le effettive necessità d'impresa.
Un benvenuto ai nuovi frequentatori di corso.

giovedì 5 novembre 2009

finisce il corso RECUPERO CREDITI Forni ci saluta

Buon giorno prof,
purtroppo domani sera ho un impegno e non riesco ad essere presente alla lezione; cmq volevo ringraziarla per la disponibilità che ha avuto nei nostri confronti in queste lezioni e farle i complimenti perché ho trovato il corso molto interessante e coinvolgente.
Volevo inoltre farle una domanda: ho deciso di seguire il suo consiglio e abbonarmi al Sole 24 ore; sono intenzionato a fare l’abbonamento che prevede la ricezione di 2 edizioni alla settimana e volevo chiederle quali giorni mi consiglia di scegliere in quanto ho visto che cambiano da giorno a giorno gli argomenti trattati.
Grazie, saluti

Davide Forni

NORDOSSOLA Trasporti Srl
Via Molinetto,50
28862 Crodo (VB) ITALIA

lunedì 2 novembre 2009

quano si scrive con simpatia - Romilda Cantone (corso recupero crediti)

La lez. di sabato 31/10/09,nata come chiacchierata sulle nostre realtà aziendali,è stata forse la più significativa e di maggior effetto.Tutti noi abbiamo cominciato questo corso considerando il recupero crediti come il nostro maggiore cruccio.In realtà la lettura di questo problema e molto più ampia e meno contabile e impersonale di quanto sembri.
Soffrire di insoluti non è altro,per l'azienda,che un fastidioso sintomo di insufficienze e sregolatezze interne.
Uno degli aspetti strutturali cui si è fatto cenno nella lez.,che rappresenta un pilastro di sana gestione,è l'ORGANIZZAZIONE AZIENDALE.E' importante,a tal fine,evitare tipi di organizzaz NEVROTICA, dove ognuno non sa tracciare i limiti delle proprie mansioni,con continue e dispersive ingerenze.
Questo stato di cose distoglie i protagonisti dal raggiungimento di precisi obbiettivi,fa trasparire all'esterno un'immagine di disorganizzazione,accende tensioni e provoca inutile dispendio di energie.Indispensabile diventa in questa ottica anche il piano di MKT,il quale non solo presenta la situazione dell'azienda in modo sintetico e chiaro,ma fissa gli obiettivi tracciandone le linee guida.Una azienda sana è poi,in seconda battuta,un'azienda che s'impegna a dimostrarsi tale anche cercando di adeguarsi a standard valutativi riconosciuti a livello comunitario. Stiamo parlando dei principi fondamentali di Basilea2.
-Merito creditizio:conoscere il cliente e il suo modo di gestire i crediti.-equilibrio finanziario:la percentuale di capitalizzazione rispetto alla q.tà di crediti.
-Comunicazione:saper educare il cliente rendendogli chiare informazioni e i criteri oggettivi di valutazione usati.
Ricorrendo a tali noti principi,si otterrà credibilità dalle banche e maggiore fiducia dai clienti.
Voglio infine ricordare i pratici e utilissimi consigli seminati dal prof nel corso della lez.:
a) far presente alle banche,per ottenere migliore considerazione,che in questo frangente si sta facendo banca per i clienti.
b) valutare le perdite economiche per eccessive dilazioni di pagamento su ogni singola vendita.Stilare quindi le schede di perdita valore clienti che contabilizzino tali perdite indicando i futuri prezzi da applicare al fine del loro recupero.
c) Assumere una politica commerciale,riassunta nel piano di MKT,con comportamenti focalizzati sulle tipologie di clienti,settori ed epoche di sofferenza dei crediti.
d) Puntare,ovviamente,su approcci profondamente relazionali e comunicativi.Evitare Factoring per crediti che assicurano un basso margine di profitto.

Paola Simoncini arricchisce il resoconto della lezione di sabato 31 ottobre RECUPERO CREDITI

Direi che la lezione si è sviluppata su tre argomenti principali:

Relazione con il cliente, creare un rapporto
è sicuramnte importante cercare di creare e mantenere un rapporto che vada
un poco oltre le relazioni di lavoro, ma che arrivi ad una certa confidenza per cui
il cliente mi possa vedere in maniera diversa, più amichevole, più "confortevole"
così che quando si relaziona con me sia su un livello diverso ( migliore )
da tutti gli altri suoi interlocutori; questo discorso vale comunque per tutti i
rapporti, non solo con i clienti ma con tutte le altre figure lavorative e direi
anche in tutte le nostre relazioni

Evitare organizzazione caotica
è molto facile in una realtà aziendale ritrovarsi in una organizzazione caotica,
soprattutto quando le realtà cominciano ad essere un po più grandi
e quotidianamente devono relazionarsi decine di persone magari, non è facile
creare un ambiente tranquillo e rilassante;
bisogna sempre cercare di trovare il giusto equilibro, la giusta via di mezzo,
tra la suddivisione dei compiti e la possibilità di gestire le cose
tra più persone per coprire le assenze per esempio; e qui ci ricolleghiamo ancora
al modo di relazionarsi con gli altri


Fare banca , seguire 3 pilastri Basilea
se un'azienda è abbastanza forte da potersi permettere di "fare banca" deve
cercare di ottenere dalla propria banca delle agevolazioni supplementeri che permettono
a tutti di gestire la situazione economica particolare che dobbiamo affrontare dal 2008;
cercare quindi di gestire la propria azienda secondo i 3 principi che seguono le banche
seguento i "parametri di Basilea" può essere un modo di affrontare la difficile situazione
attuale
1. conoscendo il cliente in base a determinati paramentri che conseguentemente
ci aiutino nelle nostre relazioni con lui
2.facendo credito per quando siamo in grado di coprire tale credito
3. ??? Non riesco a ricordarmi il terzo !!!!


Gentilmente tenga presente che ho provato ad esprimermi il meglio possibile nel più breve tempo possibile.
Essendo la fine del mese le giornate sono particolarmente impegnative !!!!

un altro riepilogo della stessa lezione - Davide Forni

nella prima parte della lezione è stata analizzata la ditta di Gerardo che è una ditta abbastanza grossa di prodotti chimici per distributori farmaceutici e aziende agricole; Gerardo ci ha poi spiegato che in questo periodo di crisi stanno più attenti a dare credito ad aziende farmaceutiche in quanto quest’ultimi hanno magari solo dei magazzini e vendono all’ingrosso alle aziende agricole ma non hanno nessun bene immobiliare o di altro genere.
Un altro problema della ditta è che il loro ex direttore commerciale negli anni passati ha allungato notevolmente i termini di pagamento per aumentare il fatturato ma questo strategia alla lunga ha comportato dei problemi (ad es. mancanza di liquidità) e quindi Gerardo, che lavora con questa azienda da un anno e mezzo, sta cercando di riorganizzare tutta la politica aziendale insieme all’amministratore delegato. Da quello che ho capito Gerardo è stato assunto come controller (reportistica) ma svolge molte altre funzioni per l’organizzazione amministrativa dell’azienda.
A questo punto è poi intervenuto Felice Mondo che ha posto il quesito di come bisogna comportarsi quando abbiamo un cliente in difficoltà a cui magari abbiamo concesso un piano di rientro e che nel frattempo ha però bisogno di altre forniture o altri servizi; il prof ci ha spiegato che sarebbe meglio non concedere credito ad un imprese già in difficoltà ma che però possiamo lavorarci con cautela se questi ci può proporre qualcosa a nostro vantaggio, ad esempio presentarci un paio di nuovi buoni clienti ecc ecc.
Abbiamo poi affrontato il tema di Basilea 2 (cha io peraltro non conoscevo molto beneL): si tratta di un insieme di parametri che disciplinano il rapporto tra banche e imprese; è fondato su tre parametri pilastro:
Merito del cliente: bisogna conoscere il cliente con cui lavoriamo (chi è; con chi lavora; beni, rapporto con fornitori ecc ecc)
Rapporti matematici ossia sapere quanto mi costano ad esempio le dilazioni di pagamento; il prof ci ha fatto un esempio che spero di ricordare bene ossia che una banca, se ha un insoluto di 30000 €, per coprirlo deve prestare soldi per 700000 €.
Far sapere ed educare i nostri clienti e fornitori ossia metterli a conoscenza di qualé la politica aziendale della nostra impresa e come ci comportiamo di fronte ad esempio ad insoluti o ritardi di pagamento, sempre utilizzando un certo “stile” ( lo possiamo fare anche attraverso un piano di marketing o un codice etico).
Spero di non aver dimenticato nulla di importante.

Corso di Recupero Crediti - un simpatico riassunto da Sonia Sacco

DA SONIA SACCO FREQUENTANTE DEL CORSO ON LINE DI RECUPERO CREDITI
Stamani abbiamo discusso di diversi argomenti e situazioni differenti.
Basandoci sull’esperienza di alcuni di noi abbiamo riscontrato quanto sia importante avere un contatto, una “relazione” con il cliente, come per esempio andarlo a trovare per accordarci sulla risoluzione dei pagamenti.
“Se riusciamo a riabilitare un cliente moroso questo rimarrà sempre ns cliente e magari diverrà anche un buon amico”.
Pertanto è importante fissare un prospetto giornaliero tipo scadenzario delle visite o telefonate da effettuare ai clienti ogni 20 giorni massimo 40 per ordine di importanza di credito ed essendoci prima documentati sugli ultimi acquisti e su quello che ha acquistato.
“il cliente deve sentirsi al centro della ns attenzione” (aggiunto da me)
Fondamentale però è la ns organizzazione in azienda: NO NEVROTICA! Se facciamo casino o siamo nervosi in azienda questo lo trasportiamo anche fuori e ciò non dobbiamo sottovalutarlo perché anche questo causa insoluti.
A questo punto se riceviamo insoluti e ci rendiamo conto che stiamo facendo da banca ai ns clienti possiamo richiedere alla ns banca uno scoperto più alto del previsto, magari per un periodo di tempo determinato (esempio cliente del prof. Carlini), spiegando la ns motivazione e portando esempi come qualche insoluto avuto e il rispettivo saldo movimentato dopo un breve lasso di tempo, considerandolo solo uno spostamento di scadenza.
“l’insoluto è un mancato pagamento a scadenza che viene pagato dopo 20 giorni – 80 massimo – di ritardo.”
N.B. la ditta deve avere comunque un equilibrio interno finanziario anche se ci sono tardati pagamenti.
Da ricordare che per ogni posticipo di pagamento concesso si dovrebbe avere da quel cliente un ordine da coprire anche la spesa sostenuta per il posticipo (interessi).
POLITICA COMMERCIALE: tenere una scheda perdita valore cliente.
Riguardo alle Banche abbiamo affrontato anche il discorso Basilea 2, il codice di comportamento tra la Banca e l’impresa basato su parametri fissati dalla prima.
I tre pilastri fondamentali sono:
-MERITO DEL CLIENTE rispondere a questioni come: chi è? Cosa fa? A che livello di rischio opera? Sa trattare con i clienti? Da quanto opera e in che contesto? In che luogo geografico?
-PATRIMONIALIZZAZIONE Rapporti matematici da rispettare su dilazioni di pagamenti o su mancati pagamenti o meglio: sapere come organizzarsi per non incombere in problematiche.
-FAR SAPERE ED EDUCARE A carico delle banche il compito di far conoscere i criteri che utilizzano.
Seguendo altri parametri, sostanzialmente questo è quello che bisogna fare anche in azienda: una selezione del cliente .
“coloro che operano con noi fanno parte di un certo standard” =PRIVATIZZAZIONE DEL RAPPORTO, come fosse un club!
Importante anche che il cliente si senti partecipe alla decisione e contrattazione del prezzo, per esempio:
fare delle opzioni: “se compri a 30 gg il prezzo è 99 mentre se compri a 90 gg il prezzo è 101” e far decidere a lui, così si entrerà nella PRIVATIZZAZIONE DEL RAPPORTO col CLIENTE! (aggiunto da me).
N.B. in azienda il recupero crediti incide per l’1% pertanto è da dare importanza al restante 99% da curare e controllare!
Conclusioni:
l’azienda che si vede arrivare l’insoluto significa che ha sbagliato qualche “mossa” con il cliente in oggetto che potrebbe essere per la maggior parte di tipo relazionale o in parte marginale potrebbe aver scelto un cliente che non rientra nei parametri dei suoi clienti standard e comunque di fondo l’insoluto se lo crea l’azienda stessa che ha fatto un qualche errore e in qualche modo per recuperare il pagamento si dovrebbe provare a lavorare di più proprio con quei clienti morosi!!
Importante è che a priori ci sia una buona e stabile organizzazione dell’azienda fissata principalmente su un piano di marketing e sul codice etico.

lunedì 14 settembre 2009

presentazione: Sergio Bassano contabile nel corso GA

Le chiedo professore di girare la mail a tutti gli altri partecipanti del corso.
Salve a tutti, come ormai ben sapete il mio nome è Sergio Bassano, ho 31 annivivo in Calabria, a Cropani Marina sul mar ionio, una cittadina della provinciadi Catanzaro, mi occupo di contabilità "industriale".Svolgo la mia professione di impiegato nel settore edile presso 2 aziende.
La prima è la GRECO FER DI GRECO DOMENICO, un impresa individuale in contabilitàordinaria,con 10 dipendenti, sede in Cropani Marina (CZ) operante nel settoreedile come impresa di costruzione e movimento terra sul mercato dal 1982, nel2003 ha inserito all'interno anche l'attività di trasformazione del tondino percemento armato. La mia storia in quest'azienda inizia nel 2005, quando fuiassunto full time, per svolgere il compito di contabile, con le mansioni di:controllo fatture vendite acquisto, controllo approvigionamenti, gestioneriscossioni e pagamenti, scadenziario, gestione rapporti consulenti fiscale e dellavoro, gestione rapporti istituti di credito (home banking, gestione fidi,pagamenti, versamenti ecc.). Questo rapporto di lavoro continua ancora oggi con un contratto part-time di 6ore giornaliere. Dal 2006 ho iniziato anche il rapporto di lavoro, con un'altra azienda delsettore edile, BORELLI VITO & C. SNC IMPRESA COSTRUZIONI, con 9 dipendenti, sedelegale Cropani MArina (CZ), ho una collabborazione di tre ore giornaliere.L'azienda mi ha chiesto di gestire l'emissione delle fatture, il controllofatture acquisto, pagamenti, contabilità fornitori, pagamenti deleghe on line, loscadenziario, i rapporti con istituti di credito, rapporti con i consulentefiscale e del lavoro, contratti clienti, preventivi clienti.
Questo rapporto di lavoro continua ancora oggi con un contratto part-time di 3ore giornaliere.Il mio cammino formativo l'ho espletato presso IPSSAR di soverato, dove mi sonodiplomato come Tecnico delle Attività turistiche, specializzato i segreteria eamministrazione d'albergo, come ben si può notare adesso mi trovo spostato in unsettere che non è il mio, ma che ho scielto trovandomi all'epoca senza un lavorostabile.
Voglio esprimere qualche considerazione sul corso che sto svolgendo con Voi.Prima cosa voglio dire che il Professor Carlini è stata un sorpresa per me"bella", è il primo corso on-line al quale partecipo, e non conoscendo bene ISPITALIA avevo qualche titubanza. Ma il mio giudizio si è stravolto, iniziando lo scorso martedì con il Professor Carlini.
Voglio sottolineare che il corso è a mie spese e non finanziato dalle aziendedove lavoro, ho deciso di partecipare perchè pultroppo dove lavoro non mi èconcesso un percorso formativo, quindi sono io a dover cercare sempre più di crescere professionalmente, trovando nuovi stimoli, e posso dire che ilProfessore in questo ci sta riuscendo bene.Spero di non avervi stancato, vi ringrazio per l'attenzione concessami, e vi doun arrivederci a martedì. Sergio Bassano

i frequentatori di corso si presentano: l'ingegner Vargiu salla Sardegna

DAL CORSO DI GESTIONE AZIENDALE
Cogliendo l'invito del nostro docente anche io scrivo due righe di presentazione.
Io sono Antonio Vargiu e dopo qualche anno di esperienza come ricercatore presso un centro di ricerca IBM, una decina di anni fa ho deciso di occuparmi, con il ruolo di direttore tecnico, dell'attività di famiglia avviata da mio padre nel 1977 come concessionario Olivetti ma nel tempo diventata una società condotta da mio padre con la partecipazione mia e di altri tre fratelli. Nella sua vita l'attività dell'azienda si è rinnovata più volte (avete presente quali fossero le macchine per ufficio commercializzate alla fine degli anni settanta?) ed oggi ci occupiamo principalmente di vendita di registratori di cassa e macchine per ufficio, sistemi informatici, realizzazione di reti dati, assistenza informatica (sopratutto per gli istituti scolastici per i quali forniamo dei servizi specialistici sui software applicativi, sicurezza informatica, privacy). La mia formazione è di tipo scientifico (sono ingegnere elettrico) ma negli ultimi mesi ho preso ad occuparmi sempre più degli aspetti gestionali ed amministrativi, convinto finalmente "il capo" che può iniziare a godersi la pensione. La mia partecipazione al corso è quindi dovuta alla consapevolezza della mia ignoranza in materia di economia aziendale e alla necessità di acquisire al più presto quegli strumenti che mi permettano di portare a termine una metamorfosi da tempo in atto presso la nostra azienda. Con i margini sulle vendite sempre più ridotti, infatti, negli ultimi anni abbiamo puntato decisamente ad aumentare la quota di fatturato relativo ai servizi. Il perseguimento di tali obiettivi ha comportato degli adattamenti all'interno dell'azienda ed oggi, per fare un esempio, abbiamo sei tecnici in una struttura di 10 dipendenti complessivi.
Mi scuso fin da ora, e prima di tutti con il docente, se la mia partecipazione al corso potrà apparire passiva con ritardi sui "compiti per casa" (se qualcuno di voi ha qualche rimorso di coscienza, sappia che io il Carlini7 non l'ho ancora iniziato). Il fatto è che in questo periodo ho davvero tanto da lavorare ma farò di tutto per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal corso.
@Carlini: non si preoccupi: entro martedi le farò avere il Carlini7
Un saluto a tutti
Antonio Vargiu

venerdì 11 settembre 2009

una riflessione sui distretti italiani

buona lettura
http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/Distretti1.pdf

il pensiero del Ministro Tremonti espresso a Milano l'8 settembre

questo articolo spiega alcuni punti di vista del Ministro Tremonti spiegati a Milano, in Bocconi l'8 settembre 2009
Serve cliccare sul link, buona lettura:
http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/Tremonti-a-Milano.pdf

un nostro studente ci scrive.....

Buongiorno Prof. Carlini
Questa mail l'avevo spedita ieri sera perché non riuscivo a connettermi, ma poi in qualche modo sono riuscita ad accedere alla seconda lezione e come dice Lei giustamente, abbiamo poi parlato abbondantemente.
Approfitto dell'occasione per informarLa che alla lezione di martedì 15 non potrò partecipare, mi farò impostare l'invio della regitrazione il giovedì mattina, mentre nei prossimi giorni cercherò di esercitarmi con la bozza del Carlini 7.
Devo inoltre dirLe che ho aderito al corso in maniera un po' prevenuta invece sto scoprendo che il Suo corso é molto interessante ed il Suo metodo di insegnamento rende le lezioni, che di per se sarebbero noiose, piuttoste attive.
Buona giornata

mercoledì 9 settembre 2009

il ministro Tremonti a Milano ha detto

si è presentato in Bocconi a Milano il ministro Tremonti (7 settembre) che ha fatto un lungo discorso molto ben articolato che la stampa ha riportato solo in parte.
Per risolvere questo limite è in corso il linkaggio di un rapporto per la stampa che ho predisposto e che qui sarà visibile a breve affinchè ogni passaggio dell'intervento del Ministro sia leggibile.
In particolare, quando gli è stato chiesto dal Direttore del Sole24Ore se la crisi fosse superata, il Ministro ha risposto: affermo
a) cosa è accaduto
b) cosa non è accaduto (il collasso del sistema)
c) cosa accadrà.....

una prima difficoltà dei nostri frequentati il corso di GA (gestione aziendale)

Uno scoglio che alla prima lezione un pò tutti i frequentatori del corso di GESTIONE AZIENDALE subiscono, riguarda lo sviluppo dei costi fissisvi mediante una scala con pioli sempre più larghi,anzichè una bella linea retta come imparato al Ragioneria.
Va precisato che le semplificazioni della scuola media superiore, in un corso para-universitario come quelli che qui sosteniamo,sono da considerasi propedeutiche a nuove e più complesse dinamiche,che solo apparentemente possono sembrare semplicemente lineari quando in realtà nascondono percorsi e sviluppi molto diversi.
Ecco una prima sorpresa (e molte altre ce ne saranno) nello sviluppo di questo e altri corsi.
Forza ragazzi che è solo l'inizio.
Il vostro prof.

si è aperto il corso di GESTIONE AZIENDALE

Ieri, martedi 8 settembre si è aperto un ricco e pieno corso di GESTIONE AZIENDALE.
Si da il benvenuto ai nuovi frequentatori di corso accogliendoli in questo blog.
In gamba ragazzi!

giovedì 20 agosto 2009

Il silenzio assoluto pieno di vita


Great Sands Dunes - Colorado


da Albuquerque (New Mexico) a Colorado Springs

Di Albuquerque francamente posso anche non ricordare nulla, perché non c’è qualcosa di particolare che meriti, bella invece la strada statale percorsa per raggiungere il Colorado, dove trovi questi spazi immensi non abitati, ma in cui senti la presenza dell’uomo che ti fa capire quanto grande sia questo Paese. In Africa, in Russia il vuoto (spazio non abitato) è realmente disabitato-disorganizzato non civilizzato. Qui in Nord America invece ogni ambito, per quanto non abitato è colonizzato! In pratica come sulle Alpi da noi, che ogni vallata, cima o fondo valle che sia, ha la sua storia, la sua strada, il suo passato e presente sociale-economico quanto morfologico.
Credo la che civiltà di una Nazione si misuri anche in questo: nella capacità di abitare ampie porzioni del suo territorio senza urbanizzarle.

giovedì 13 agosto 2009

una risposta a cui desidero dare evidenza a vantaggio di tutti

Ciao Signora Francesca! (in risposta a un intervento in questo blog)
Lei lo sa, io ho solo questa vita, altra non mi è concessa. Quello che riesco a sentire oggi l'ho guadagnato e conquistato, ma quanto non ho sentito "oggi" l'ho perso e non mi torna più indietro. Non scrivo queste parole con rammarico per una vita che per la maggior parte dei suoi giorni è ormai alle mie spalle, perchè di vite credo di averne vissute parecchie in una, ma al contrario scrivo queste righe con l'energia e la determinazione a voler vivere ancora di più e tanacememente meglio di ieri.
Se si dovesse entrare in questa logica non basta sentirsi più maturi o meno amati, ma al contrario più profondi e più pronti ad amare.
Non trova?Giovanni

cronache dal 20° mese di recessione - Flagstaff (Arizona)

Flagstaff 2.300 metri sul livello del mare (Arizona)
Quante cose da dire!
L’università locale è veramente molto, ma molto ben organizzata in campus, ovvero una cittadella nella città. Il costo di frequenza annuo per uno studente non residente in Arizona, in pratica mia figlia se riuscissi a convincerla, è di 17.318 $ a cui aggiungere 9.212 per vitto, alloggio, libri e altre tasse minori. A questo valore vanno aggiunti almeno 500 euro al mese per lasciargli qualcosa in tasca, il che vuol dire che il costo annuo per un figlio in una università minore statunitense è di 30mila euro. I corsi sono di 4 anni, ma considerandone 5 per sicurezza, più un altro per il master siamo sui 6 anni. A corollario di quanto detto, c’è da considerare quanto siano anche care le felpe e magliette con scritto università di Flagstaff!! (41 dollari per la felpa e 22 per la maglietta quando a San Francisco, altra piazza molto cara con 9.9 dollari se ne prendono 3)
Detto questo passiamo ad altro!
Flagstaff ha, dal 1897 un importante osservatorio astronomico privato, che oggi ha in forza ben 70 persone e l’onore d’aver scoperto sia il più piccolo pianeta del nostro sistema solare (Pluto) che delle tracce di fiumi su Venere (dall’astrofisico milanese Schiapparelli). Non solo, ma l’intera cittadina dal 1958 “è a bassa intensità d’illuminazione” nel senso che la notte le luci sono a bassa florescenza, per non disturbare il lavoro dell’osservatorio.
Fin qui le notizie di cronaca, ma veniamo all’essenza del concetto.
Lo spazio, l’immensità, il vuoto, il tutto e il nulla che si fa vivo. Insomma ascoltando le diverse spiegazioni che al centro forniscono ai visitatori, riemerge in me una vena comune che mi ha accompagnato in tutto questo viaggio: la naturalezza della morte. Si lo so è semi assurdo quanto affermo, ma qui, in uno spazio mutevole e sconfinato, “ascoltando le voci” d’intere generazioni che hanno qui lottato, costruito, distrutto e rifatto tutto da capo, vedendo d’un colpo d’occhio la storia di almeno 200 anni di sforzi individuali, pongo la mia vita, quella proprio mia e personale, su un piano di naturale evoluzione e conclusione senza il dramma e l’orrore della fine che naturalmente accompagna questo pensiero ed evento.
Nello spazio abitato dalla storia degli uomini, percepisco ora la fine come il naturale epilogo dell’inizio. Credo che questa sia la giusta sintesi di un pensiero complesso.
A questi pensieri di filosofia individuale s’accompagnano paesaggi tipicamente alpini di questa area dove tra sentieri, laghi, teleferiche e viste panoramiche da 4.000 metri, si ragiona sul 20° mese di recessione.

lunedì 10 agosto 2009

tratto dai miei appunti di viaggio

Deserto del Mojave – California. L’intera prima settimana di agosto
Una settimana di deserto fa bene! Tanto per cominciare tornare in luoghi noti serve a capirli meglio e farli propri, ma oltre a queste considerazioni non particolarmente profonde, ciò che serve capire è che il deserto non risponde affatto a una condizione geografica definita, assoluta e immodificabile. Osservando la cittadina di Victorville, qui in California, sulla mitica Route 66 che vive nel deserto, e in questo indico solo un esempio, non si nota qualcosa di speciale o di particolarmente diverso rispetto altre località. Certo fa caldo, ma tutto sommato non è che sia una novità in questa regione. Eppure qualcosa di diverso ci dev’essere per forza di cose, altrimenti in che cosa consisterebbe vivere nel deserto? Ebbene la diversità risiede nel fatto che, a differenza di altri contesti, nel deserto la vegetazione, colture, abitazioni, fin ai centri commerciali tutto è frutto del lavoro dell’uomo. Mentre in una normale pianura o collina che sia un filo d’erba, un albero e forse dei frutti possono essere spontanei, qui è ugualmente possibile ottenere un ricco prato verde, ma serve lavorarci sopra.
Con questa osservazione allora il deserto non è più un concetto assoluto di vuoto e desolazione, ma è tale solo dove non è lavorato! Basta irrigare, organizzare, mettere e togliere per ottenere la vivibilità di un qualcosa, che altrimenti sarebbe non abitabile.
Se questa è l’osservazione nuda e cruda a livello paesaggistico-umano, il concetto è estensibile anche alla natura della personalità dell’uomo.
Cos’è un deserto nell’animo della persona? Per similitudine al contesto geografico appena descritto, si può pensare all’aridità umana come a un non fatto, non cesellato, non dedicato, non pensato, non voluto. Ecco che quindi da ogni patologia (la noia è una malattia) possiamo uscirne con un opportuno “sistema di irrigazione”, riportando a fertilità l’aridità.
Ok al concetto, ma praticamente come fare? Se l’epicentro del problema è nella sensibilità, ovvero nella nostra capacità di percezione della realtà, allora la soluzione è solo nell’attitudine per creare pensiero, ovvero studiare, pensare, osservare, capire, meditare. Ecco la cura. Pensare!

martedì 4 agosto 2009

perdere il gusto delle cose semplici (è una stupidata della vita)

Non so perché, ma di quei 2 giorni, pur pagati a caro prezzo come costo di albergazione, mangiare e quant’altro, non mi resta nulla dentro. Eppure la traversata a piedi del ponte sulla baia di San Francisco, tra Sausalito e la città è stato spettacolare come sempre. Le nubi e il freddo “tiepido” hanno sempre spazzato, con la loro rituale furia questo cammino, ma stringi stringi, si bello, ma “noto & scontato come prevedibile”. Che abbia perso la capacità di godere delle cose semplici e abbia bisogno solo delle grandi emozioni? Certo che sarebbe un problema mica da ridere, quello di essere diventato “sofisticato” nell’apprezzare le cose della vita, perché rappresenterebbe un impoverimento drammatico! Devo darmi da fare perché questo non accada.

domenica 2 agosto 2009

lasciato l'ovest sto rientrando verso est

Superato San Francisco adesso non procedo più verso west, ma ho iniziato un lungo rientro su est, ovvero su un itinerario che il 28 mi riporta a Milano.
Lasciare il punto più estremo del mio itinerario è sempre un'emozione, come percepire che qualcosa sta per giungere al suo termine e obiettivamente non sai se andare oltre (ma ormai c'è l'oceano) o tornare indietro per altre 6.000 miglia e imbarcarsi per casa.
In tutto le miglia saranno 12.000, ma il ritorno è sempre veloce e con tassi di scoperta minori dell'andata. E' un fatto psicologico.
Adesso sono nel deserto del Mojave.
L'area si trova ad est della Valle della Morte a ridosso del confine con l'Arizona.
Di giorno qui siamo sui 50 gradi per scendere sui 15 la notte; del resto che deserto sarebbe altrimenti? Perchè sono qui? nel deserto non insegno a nessuno se non a me stesso ad ascoltare e guardare. Qui è veramente vuoto, sotto tutti i punti di vista, vuoto totale e assoluto. Qui forse vive Dio, qui probabilmente è cominciato tutto, qui da un pungo di sabbia è ipotesi condivisibile tutto abbia avuto inizio.
Il mio ritorno agli albori, a una purezza indiscussa quanto crudele, mi concilia con le cose importanti della vita: respirare, mangiare, pensare.
Ecco perchè mi aggiro in una landa dove dietro l'angolo puoi anche ritrovare il Demonio che tenta Gesù. ma questi lo scaccia via.
Qui impari a scacciare, ad accogliere, a essere mimetico, a recuperare quello che eravamo e tanto ci serve. Ecco perchè sono qui.

osservate queste forme fuse tra sabbia, dune e cielo


pensare per allargare le proprie visuali


molti mi chiedono di fare un corso per capire di più, ma senza la meditazione personale..ecco perchè sono qui


la meditazione nel silenzio


andando a scoprire le radici dell'Uomo nella sua solitudine


Higway 50 la più solitaria d'America - Nevada


foto dal vuoto che contribuisce a creare pensiero


mercoledì 29 luglio 2009

questo è il lago salato


questa è una pepita di sale dal lago saltato (utha)


C'è sempre posto per tutte le scelte; grande verità

A Elko, località del Nevada, la prateria, quella verde del nord s’incontra con il deserto. In questa cittadina, sospesa tra due mondi, ci sono molti distributori di benzina attorno all’autostrada, che si indica come I80. Ciò che mi ha lasciato perplesso, sono i prezzi praticati dalla pompa per le diverse benzine. Ebbene la più economica oscillava, nello spazio di 1 miglio, tra un 3,75 $ per gallone (1 gallone è pari a 3,8 litri) e i 2,48 di un altro distributore. Verrebbe da pensare che ci fosse la fila dove la benzina costasse di meno e invece no! Ogni distributore aveva il suo carico di lavoro più o meno come gli altri. I diversi automobilisti hanno accettato la varietà del prezzo, non considerando più il costo al gallone come un punto di scelta nel fare o meno rifornimento, ma affidandosi al marchio, all’illuminazione della stazione di sera, alla facilità d’accesso, alla qualità delle persone che ci sono alla cassa per pagare etc.
L’America è veramente grande e c’è spazio per tutti, anche i prezzi assurdi!

venerdì 24 luglio 2009

musiche per scorazzare nella prateria

quest'anno ho scelto come compagnia nella traversata del continente nord americano alcuni brani di musica classica.
Che sballo ragazzi.
Tendenzialmente "pallosa" devo riconoscere che nelle 10-12 ore che mi servono per coprire quelle 400-550 miglia che percorro un giorno si e uno no, i brani più profondi di "adagio" che riescono a pormi in comunicazione con il paesaggio sono:
Frédéric Chopin: Notturno in mi bemolle op.9 n.2 e quale secondo brano "Mazurka n.3"
Dimitri Shostakovich: Valzer II
Ennio Morricone: Gabriel's Oboe
Leo Delibes: Sous le dome épais
Piotr Ilic Tchaikovsky: Valzer dei fiori
Johann Sebastian Bach: Wachet auf Ruft uns die Stiemme e quale secondo brano "Aria sulla quarta corda"
Franz Schubert: Trio per pianoforte 2
Tommaso Albioni: Adagio
Anonimo: Giochi Proibiti
Antonio Vivaldi; Le quattro stagioni
Edvard Grieg: Peer Gynt
Samuel Barber: Adagio per archi
Giacomo Puccini: O mio babbino caro e quale secondo brano "Nessuno dorma"
Wolfgang Amadeus Mozart: Concerto n.21 e come secondo brano "Concerto per clarinetto in la K622 (Adagio)
Ludwing van Beethoven: Suonata "Al chiaro di luna"
Joaquin Rodrigo: Concierto de Aranjuez
Johannes Brahms: Sinfonia n.3
Pietro Mascagni: Cavalleria Rusticana

Gli USA, una locomotiva ferma in stazione

questo è il senso di uno studio in corso di pubblicazione sulla stampa. qui ne offro la lettura ai frequentatori del blog.
Grazie e attendo vostre considerazioni
http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/Soluzioni-in-ordine-sparso.pdf

martedì 21 luglio 2009

cercando di essere migliori

Great Falls si trova nel centro dello stato del Montana, nel nord degli USA al confine con il Canada. La si raggiunge con 12 ore di auto da Bismarck (la capitale del North Dakota) L’itinerario prevede un tratto di 200 miglia scarse di “autostrada”, altre 50 di statale (la 200 Montana Sud) e altre 250 miglia di statale 200 Montana West.
Ho visto un paesaggio bellissimo in grado di smuoverti dentro, sul quale si possono usare tante parole per descriverlo, ma ce ne sono solo alcune che sento importanti: a cosa mi serve tutto ciò?
Avevo bisogno d’immergermi NELLO SPAZIO umano organizzato. Volevo vedere “a perdita d’occhio in un sol colpo” fino alla fine dell’orizzonte, un’estensione enorme di terreno vuoto, nel senso di non abitato, ma dove ogni fogliolina è frutto del lavoro paziente di un uomo.
Ecco la clamorosa incongruenza. Per 250 miglia di strada tutta diritta non c’è una casa, non si vede nulla che sia di abitato (in realtà tra le colline spuntano ogni tanto i silos dei missili intercontinentali americani, qui dislocati, per una risposta nucleare massiccia in caso di attacco) poi qualche fattoria c’è per forza di cose, ma il tutto così diluito che non lo si vede.
Ebbene in questo chiasso da silenzio assordante che provoca il vento quando pettina i campi di grano, di mais e la stessa erba alta della prateria, una persona ha bisogno di capire, di sentirsi, di riflettere, di riorganizzare, d’allargare il proprio pensiero-sensibilità alla dimensione dello spazio che sta percorrendo. Se è vero che si è capaci di pensare in base e misura allo spazio che si vive, allargando a dismisura le visuali si dovrebbero, di conseguenza, anche ampliare e arricchire le idee come i concetti. Con questa teoria, che vivo profondamente, eccomi qui.
Lo spazio immenso, disabitato ma organizzato, diventa quindi pensatoio per diventare migliori. Sono qui “in una sorta di ritiro spirituale” per pensare di più, essere più sensibile, capire di più, accogliere di più, valere di più, allargare cuore e mente per contenere di più.
Ecco un tassello di un itinerario per una propria scuola umana che ci faccia essere migliori.

che emoziona provoca in voi questo paesaggio?


la prateria: che emozione!

Da Bismarck a Great Falls – cambiando il fuso orario. Galoppando nella prairie
Come faccio a dare voce e significato in parole a quello che ho visto e provato oggi percorrendo in 12 ore 550 miglia di prateria?
Ma andiamo con ordine.
Lasciata Minneapolis in 5 ore è stata raggiunta la capitale del Nord Dakota, una cittadina il cui nome è tutto un programma: Bismarck.
Ma che ci farà la memoria del Cancelliere tedesco del 1860 quassù al confine con il Canada? Tralasciando questi particolari “imbarazzanti”, trovo una città veramente ospitale, tranquilla, solidale verso il turista, non intasata da alcuna forma di fretta, ma neppure d’indolenza. La popolazione è tutta bianca e quando gli dico che vengo dall’Italia mi rispondono: perché è qui, cosa la spinge in una città dove nevica e c’è ghiaccio da ottobre a maggio?
Simpatico poi l’albergo che non mi ha fatto pagare una delle due notti perché le inservienti si erano dimenticate di montarmi il nuovo telo della doccia che qui si cambia ogni giorno, mentre le lenzuola si tengono fino a 3 giorni! (le incongruenze)
Comunque mi interessava questo stato, che non conoscevo, perché volevo vedere la prairie (prateria) quella verde, fertile, coltivata e non la solita brulla, bruciata dal sole (Kansas) o tempestata dagli uragani (Nebraska) In effetti ho trovato quello che cercavo: una mare verde. Uno spazio senza limiti che sciocca nella sua estensione, perennemente percorso dal vento che ne segna l’andamento sull’erba. La prospettiva però s’infittisce quando, lasciato il Nord Dakota con 12 ore di auto entro in Montana, per raggiungere Great Falls e percorro la statale 200 West.
Santo cielo che paesaggi e che emozione!

giovedì 16 luglio 2009

ecco la prateria


dopo la cavalcata di 700 miglia ora solo altre 473

il consiglio è quello di prendere l'atlante e scoprire percorsi, nomi e itinerari nuovi.
Fra poche ore parto nuovamente alla volta di Bismarck, nel North Dakota, percorrendo stavolta solo 473 miglia in una mezza giornata ovviamente.
2 giorni fa le 700 miglia sono state percorse in 12 ore di viaggio praticamente continuato (tranne benzina e necessità pratiche) da Detroit a Minneapolis da cui sto per partire (stato nel Minnesota - la regione dei 10.000 laghi)
Non è che trovo qualcuno di voi che fa l'autostop e lo carico su?

mercoledì 15 luglio 2009

domani cambio fuso orario

domani mi attende una cavalcata da 11 ore e mezza per 700 miglia passando da Detroit (Michigan) a Minneapolis (Minnesota) transitando per l'Indiana, l'Illinois e un lungo tratto di Winsconsis.
E' una cavalcata lunga che mi porta anche in un altro fuso orario dove passo dalle -6 alle -7 ore dall'Italia.
Amo queste corse senza fine, anche perchè si snodano su un itinerario molto particolare qual'è la prateria.
Chicago rappresenta il "cancello d'ingresso" per questa estesa regione che è troppo umida per essere un deserto, ma troppo secca per permettere agli alberi di crescere. Una regione dove i venti li vedi correre sull'erba, dove i centri abitati si fanno rarefatti e tocca percorrere tante miglia per trovare una stazione di servizio o un albergo. Spesso un tornado si fa sotto e spazza via tutto per far riapparire il sole cocente subito dopo. Qui il fronte nero della tempesta lo vedi; è lì che ti passa sopra. Scarica una quantità di acqua e vento da mettere paura tanto da doversi accostare sul ciglio della freeway, perchè non si vede più nulla dal diluvio che viene giù.
Poco dopo (in genere una quarantina di minuti) vedi il bordo della tempesta lambita dal sereno e quindi un'aria fresca che si fa torrida non molte miglia dopo e ritorna tutto come prima. Qui il silenzio grida qualcosa e mi piace percorrere centinaia di miglia sulle note di Verdi, Mozart, il lago dei cigni, la Travita e quindi il Bolero.
La somma di così tante emozioni, tutte insieme e concentrate da un'alba al tramonto, fa scuola per chi le sa cogliere e vivere.
La scuola consiste nel saper allargare, ampliare, le visuali e le percezioni, accorgendosi di quanto in genere ci passa sotto il naso e non lo capiamo perchè assorti da troppe cose in linea di massima futili.
Qui invece è freddo o è caldo, si è soli o con altri, c'è il sole che spacca le pietre o tira un vento che ti taglia in due. Qui è tutto molto diretto, molto espressivo e in grado di scenderti dentro senza ritegno; ecco in cosa consiste la scuola umana della prateria, quella in cui domani, per 11 ore inizio a percorrere. Se andassi sempre diritto in 4 giorni sarei sul Pacifico, ma ho le soste di lavoro nei diversi posti dove andare a raccontare e capire qualcosa, altrimenti qui a che servo?
La purezza della praterie (prairie in americano) è diversa da quella della foresta. Non più insetti, di quelli che ti saltano addosso, non più orsi, non più spazi compartimentati, laghetti e radure ma lo spazio, quello assoluto, divino dove abita Dio.
Lo spazio delimitato solo dall’orizzonte che aiuta a pensare “largo” cercando di occupare una dimensione enorme che se non domini mette paura.
Se il pensiero segue le dimensioni di dove si vive qui è esteso alla sua ennesima potenza e tutto si dilata: comprensione, capacità, ascolto, visuali, attenzione, pazienza e amore.
Queste cose vanno capite perché sono la benzina della vita quotidiana.
giovanni

domenica 12 luglio 2009

per chi ha voglia di sfogliare l'atlante...

Ormai un'epoca fa (3 settimane) sono giunto a Chicago (Illinois) dove stavolta ho usato il treno per recarmi in città e all'università, anzichè sorbirmi un traffico che è sempre assurdo in questa città.
3 giorni dopo con un balzo di 315 miglia in 5 ore sono arrivato a Detroit (Michigan).
Qualche giorno dopo da Detroit con 325 miglia e quindi 5 ore, sono entrato in Canada attraversando il ponte di Sarnia, ed ho costeggiato il lago Huron fino su, nella penisola di Bruce a 250 km da Toronto.
Li ho sostato nella foresta per 2 settimane.
Ora sono rientrato a Troy - Detroit passando per Flint, dove c'è un outlet molto grande e mi preparo martedi a un salto da 11 ore di auto per 730 miglia per raggiungere Minneapolis (Minnesota) dove mi fermerò 2 giorni per proseguire per Bismarck, ma questa è un'altra storia che vi racconterò.
Credo intelligente prendere un atlante e guardarsi la regione dei "grandi laghi" per seguire un itinerario alla portata di tutti.
In gamba - giovanni

giovedì 9 luglio 2009

osservazioni di fondo - foresta canadese, oggi

Nella foresta canadese ogni giorno transita un grande camion della nettezza urbana. Al suo interno c’è un solo personaggio che svolge sia le mansioni di autista, che di colui che carica l’immondizia a seconda della sua natura, in parti diverse del mezzo e, per i carichi più ingombranti, utilizza un montacarichi.
Tranquillamente, ma con determinazione i 55 km vengono coperti e puliti, ogni giorno, dallo stesso uomo con il medesimo mezzo pesante.
Quanti sono i salariati impiegati da noi per la medesima funzione e con un pari mezzo? Forse qui c’è una diversa cultura del lavoro, che fa quadrare conti. Una differenza non da poco, per cui in un momento di crisi, con l’impostazione alla canadese maniera, si può ripartire, quando in altre latitudini si resta nel guado.

mercoledì 8 luglio 2009

ma si può sapere perchè sono per 3 mesi "quassù"?

me lo chiedono in tanti e a questo punto è saggio scriverlo direttamente nel blog: che ci faccio quassù?
Seguendo molte persone e aziende, "succhio" da loro una massa di tossine, che "sputo" fuori in contesti estremi come quello della foresta canadese dove mi trovo da 2 settimane.
Qui c'è silenzio e di quelli che non ammettono deroghe.
In un paese esteso 9,9 milioni di kmq ci sono in Canada, 30 mil. di abitanti, quando, poco più a sud, negli Usa su 9,8 milioni di kmq ce ne sono 300 di milioni di abitanti.
Qui l'aria è fredda, pura, pungente.
Il buio è assoluto, i cieli sono stellati e l'intera foresta, da qualche giorno canta Pavorotti. Anche gli orsi, che al mattino "fanno colazione con me" passando davanti la baita, orami si sono abituati alle melodie che diffondo a pieno volume in quella foresta così silenziosa di un rumore che parla e strilla anche.
Qui non c'è il bene o il male, ma la morte o la vita in un circuito continuo.
Qui puoi ascoltare o il Silenzio o la Traviata che ho appena introdotto!
Oltre a questi due estremi, gli altri protagonisti sono l'acqua, il fuoco del falò che accendo, la notte a cui segue per logica naturale il giorno per cui non ci si alza per lavorare, ma perchè il sole è ormai alto.
Pensare qui è "facile", crearlo è l'aspetto più logico del mondo se fatto all'altro mondo, e tutto questo passeggiando dove a un certo punto, ti ritrovi in una radura colorata di giallo intenso, che si staglia sul verde e marrone della foresta.
Se i colori sono violenti, le emozioni non sono da meno.
Qui "sputo" fuori i malanni assorbiti dai miei amici e rioganizzo il pensiero, le strategie, tattiche e idee necessarie a proseguire, lottare e vivere.
Finito il "ritiro spirituale", mi fiondo nella fucina delle idee dove tutto si accavalla, modifica, amplia, muore e risorge con una velocità incredibile; gli Stati Uniti dove le idee sono denaro, potere, creatività, vita, cultura.
Non ci sono altri posti nel mondo dove ci sia una concetrazione di razze così intensa e tutti impegnati a pensare. Questo pensatoio del mondo, che non è la Cina, non è l'India, non è la Russia, fornisce tecnologia, tendenze, idee, pensiero puro e applicato, quello di cui ho bisogno per vivere e lavorare. Ecco perchè sono qui.
Cosa vado a raccontare se non studio, se non sento, se non imparo?
un eterno studente - il prof.

lunedì 6 luglio 2009

e poi c'è il 4 luglio


un saluto dal Canada - festa nazionale al 1° luglio


sulla Tremonti ter ecco gli appunti utili

a beneficio di tutte le imprese che gravitano intorno ai corsi di ISP ecco uno stralcio approfondito sulla Tremonti ter.
Il documento, per chi non l'avesse ricevuto mezzo email (riferito ai miei studienti) è linkabile al seguente indirizzo:
http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/La_Manovra.pdf
Desidero ringraziare nella formulazione di questo documento, in particolar modo lo studio da commercialista e paghe della Signora Toninelli, che on line, si è rivelata sempre pronta e disponibile nell'affrontare ogni tipo di problematiche a favore delle imprese.
Specifico on line, in merito alla capacità della Toninelli di agire, in quanto non è importante dove lo studio sia ai fini della gestione e analisi delle problematiche, essendo aperto a sevire senza problemi di distanza.
Grazie Francesca!

venerdì 3 luglio 2009

il gusto di un mangiare ingurgitato - dal Canada 3 luglio

E’ noto come qui in Nord America ci siano più obesi che in Europa. Molti, su questo aspetto hanno detto la loro, tirando un po’ “la coperta” da una parte o verso l’altra, esaltando la dieta mediterranea e quindi l’import americano di pasta, sughi (Barilla) e di olio extravergine. Ma per quanto si sostituisca il vino alla birra o peggio ai superalcolici, questi statunitensi e canadesi sono prevalentemente, nella vita privata (mai o raramente in quella pubblica) “sbronzi e grassi”.
Eppure le donne sono carine (visto con gli occhi di maschio latino in trasferta)
Evidentemente qui serve il sociologo per leggere come le persone interpretano il menù a tavola e non tanto da come i cibi sono composti.
Nel rituale coast to coast (3.500 miglia, 5 giorni di viaggio andando comodi) ho notato finalmente che qui, in Nord America il gusto non è mai singolo ma la somma di altri cibi messi insieme.
Mi spiego.
A noi in Italia piace la mozzarella, quindi il prosciutto, i pomodori, un pizzico di sale e dell’olio extra vergine, quindi infine del pane. La mentalità culinaria nord americana è decisamente più semplice: perché mangiare separatamente degli ingredienti, quando questi possono essere messi tutti insieme? Ecco che la caprese diventa un ottimo panino ripieno arricchito di salse di ogni genere. Descritta in questo modo, la cosa appare decisamente molto superficiale, ma va osservato come la somma di tanti gusti ne crei uno nuovo, che non è affatto la sintesi dei singoli. Più o meno come i figli per le coppie, che si nascono dalla loro unione, ma che pur esprimendone i caratteri assumono spesso vita propria.
In questo caso l’occhio da sociologo serve per estendere dal modo di concepire la tavola e la degustazione, lo stile di vita.
Da noi in Italia, sopratutto, abbiamo specialisti in economia ad esempio, che nulla sanno di sociologia perché hanno confuso la matematica con la psicologia. L’effetto pratico è la crisi in corso sotto gli occhi di tutti, che nessuno ha saputo prevedere perché troppo concentrato nel rispettivo ambito mentale.
Qui negli Usa c’è un aspro dibattito, sulle pagine dei più importanti giornali, tra uno storico dell’economia che da dell’analfabeta a un premio nobel per l’economia perché non riesce a vedere oltre la punta del suo naso.
Insomma la sintesi tra cibi, che ha qui creato un gusto nuovo, è il segnale di una mentalità che specializzandosi, ha perso la ampie visioni panoramiche, sole in grado, di farci capire quale rotta stiamo seguendo e se stiamo per entrare in collisione con un iceberg alla deriva.
Al contempo anche il gusto per il singolo alimento, vedi casa nostra, non ci reso immuni da un eccesso di specializzazione che ha ucciso la interdisciplinarietà, ma mentre da noi ancora nessuno se ne accorto, qui la polemica è feroce!
Per concludere: un nuovo gusto che derivi dalla massificazione di altri cibi è un ottimo modo per ingrassare senza capire il perché. La lotta all’obesità, nel Nuovo Mondo, può passare solo dalla separazione dei sapori per assaggiarne quantità distinte.
Al contempo l’orgia di sapere specialistico, in particolare di matrice europea, a cui il Nord America non è immune, non ci è più particolarmente utile, perché abbiamo bisogno di visioni d’insieme e integrate, sapendo che il particolare interagisce con mille altri passaggi. Ecco la lezione che si trae per gestire un’azienda o la nostra vita personale, vedendo mangiare la gente da queste parti.

venerdì 26 giugno 2009

mercoledì 24 giugno 2009

taccuino americano

Chicago – notte tra il 23 e il 24 giungo 2009: considerazioni
Ancora per i fusi orari (ma forse anche per la vecchiaia) francamente ho preferito saltare completamente la notte e sono rimasto, sia il giorno americano che la notte, qui in università per riguardare appunti e parti di interventi da sostenere nelle prossime ore.
Come già accadde al MIT di Boston due anni fa, oggi invece sono a Chicago, gli uffici in forma di studio, che l'università offre ai docenti in transito, sono attigui alla biblioteca.
Ancora una volta ho potuto osservare come si muove di notte la fabbrica dello studio personale degli studenti, nel senso che quelli americani frequentano la biblioteca fino alle 21.30 circa, senza superare le 22.00 e sono in prevalenza ragazze.
Passate le 22.00 arrivano gli ispanici che si fermano fino alle 24.00 e sono sostanzialmente ragazzi. Dalla mezzanotte abbondante, diciamo l'una arrivano gli asiatici, sopratutto cinesi (maschi) e indiani presto sostituiti verso le 3 del mattino dai coreani, mongoli e giapponesi che occupano la sede fino alle 6 per riconfermarsi statunitense e ancora a favore delle donne, fino alle 8.30 per l'inizio delle lezioni. Che cosa vuol dire tutto questo?
Provo a sintetizzarne alcuni passaggi.
L'Occidente che studia "e' donna" (ricollocazione del genere femminile nella scala sociale che si conferma in corsa per redditi più alti, rispetto i loro futuri mariti, a patto che l'equazione formazione = reddito sia confermata, anche se, fino ad ora non ha sempre funzionato)
L'Oriente profondo, riconducibile all'area cosiddetta "Cindia" che studia e si afferma e' maschile, replicando schemi comportamentali a noi noti, dove e' l'uomo che "porta a casa i soldi e fa carriera".
Se quanto persegue l'Oriente e' della serie "già visto" (per noi); il rinnovato impegno occidentale in rosa, nella scalata a nuovi ruoli e redditi, sino ad ora, ci ha fatto vedere donne che partoriscono più tardi e di meno, con maggiori tensioni nervose e un innalzamento della conflittualità di coppia (separazioni e tradimenti).
A questo punto che si fa? stiamo forse perseguendo un modello di sviluppo sociale errato?
Quale il vero ruolo o comunque quello più integrabile delle donne nella nostra società?
Francamente, abbozzando un primo pensiero, credo che le donne da sole non ce la facciano e abbiano bisogno di maschi più sensibili, più collaborativi' più "intelligenti", ma per far questo le stesse donne dovranno spendere più tempo educando gli uomini ai loro bisogni, per dirla in una parola, serve SINERGIA tra i due generi per riportare l'Occidente a un'armonia persa dall'interno.
L'Oriente? e' destinato a subire, a stretto giro di posta, le stesse problematiche di conflittualità sociale che hanno già logorato i nostri ultimi tre decenni. (in queste ore desta grande sorpresa la rivolta iraniana quale primo serio scricchiolio dell’islam verso stili più occidentali – ma io non sono in accodo su questa traduzione semplicista dell’evento)
Ricordo ancora come negli anni Settanta si parlava del Giappone come di una potenza di cui aver paura perché capace di batterci come occidentali su molti piani. Oggi e' il turno della Cina, ma si sa, si tratta solo dell'ultimo aspirante che si e' messo in coda; pagherà anche lui lo scotto e ritornerà presto nei ranghi, ma a quale prezzo per noi adesso? Quanto stiamo pagando in prezzi alti/altissimi delle materie prime e petrolio, l'ingresso nella storia moderna di questa società orientale arretrata rispetto a noi di almeno un'ottantina di anni per dire poco?
Tanti quesiti, tanti spunti per affollare una notte che non passa mai, ma capaci di diventare spunto per nuovi studi, ragionamenti e punti di vista, per avanzare nella nostra capacità di analisi e ragionamento. Sicuramente la globalizzazione va fermata e ripensata.
giovanni carlini

lunedì 22 giugno 2009

ecco il primo spunto linkabile dagli USA

per l'estensione del ragionamento (1 pagina) lo spunto è stato messo sotto forma di link. Quando invece le "provocazioni-riflessioni" saranno più brevi, allora le potrete trovare direttamente in linea quale testo puro.
Attendo vostri punti di vista, vostre foto, vostra partecipazione, vostre idee, il vostro protagonismo in quanto io sono solo un "rompighiaccio" oltre che rompi.
Il link è:http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/ISP sbarca negli USA.pdf

mercoledì 17 giugno 2009

foto per sorridere


ANNUNCIO DI RICERCA PERSONALE; sto cercando un quadro da 3.500 euro netti al mese

per conto di un mio cliente dell'area di Milano sto cercando un quadro, ambosessi, età 40-50 anni che, assunto a tempo indeterminato, possa svolgere di fatto il ruolo di Direttore Generale. Anche se non "sa", impara!
Cerco quindi un personaggio (ripeto ambosessi!) che si stia ricollocando sul mercato. Chi interessato mi contatti mezzo email. - grazie

lunedì 15 giugno 2009

ecco dove mi ritiro per pensare


caspita che soddisfazione! - corso per arringare dei disoccupati

mi perviene questa emial che codivido con tutti voi:
....buongiorno prof.volevo ringraziarla per il corso da lei tenuto mi ha aiutato ad affrontare un colloquio di lavoro e la cosa Più sorprendente e quella che usando i suoi metodi ho portato loro ad essere interessati a me e con la volonta di volermi nel loro team.......inizio domani a lavorare...grazie ancora promuoverò il suo corso oltre ad aver già comunicato alla Lavorint il successo del corso da me frequentato -e la professionalita da lei trasmessaci grazie ancora Giovanni...per un attimo ho creduto che durante il colloquio lei fosse in piedi dietro di me!!!!!ciao Prof
Lauro Lolopi

ecco perchè siamo innovativi nei nostri corsi - recupero crediti

in questo caso (altri corsi avranno loro particolarità) noi di ISP siamo innovativi perchè mentre tutti si aspettano come gestire l'insoluto, stiamo invece insegnando ai nostri studenti come evitarlo! Ecco il segreto.

sabato 13 giugno 2009

una grande soddisfazione dal corso GESTIONE DEL CREDITO - RECUPERO INSOLUTI

Ho iniziato un corso di GESTIONE DEL CREDITO - recupero insoluti.
Non voglio dilungarmi su come lo sto gestendo, offro in lettura a questo blog una lettera pervenutami da una corsista a cui ho tolto solo i dati significativi per evitare di poter sapere chi sia. Buona lettura.
TESTO DELLA LETTERA PERVENUTA DA UNA IMPRENDITRICE STUDENTESSA DI ISP
Buon giorno,ho ricevuto le sue e-mail solo questa mattina (anche quelle spesite all'indirizzo aziendale). Ho 42 anni, sono sposata, ho 2 figli adolescenti e lavoro da 23 anni nell'azienda familiare.La nostra è una ditta artigiana con 5 soci e 15 dipendenti che si occupa da circa 90 anni della lavorazione del marmo: acquistiamo il blocco grezzo, lo seghiamo e lavoriamo fino a produrne scale, pavimenti, caminetti, piani bagno/cucine, davanzali etc.
Il fatturato annuo è di .... euro.
Da due anni a questa parte c'è stato il passaggio generazionale e sono diventata titolare dell'azienda assieme a mio cugino: io seguo l'amministrazione e lui si occupa della produzione e promozione.
AscoltandoLa mi sono resa conto che la gestione del credito fino ad ora non è stata presa con la giusta considerazione e sto cercando di capire come poter applicare i suoi metodi alla mia realtà.
I nostri clienti sono principalmente imprese di costruzione e privati.
Le imprese clienti di vecchia data si rivolgono a noi senza richiedere preventivi e gli ordini difficilmente vengono formalizzati e quasi mai controfirmati; i contatti in questi casi si hanno quasi esclusivamente con il geometra di cantiere e l'impresario compare solo se ci sono problemi. I pagamenti sono fissati a 60 giorni e non vengono richiesti acconti.
Per i nuovi clienti formuliamo il preventivo, concordiamo il pagamento 30/60 gg. e chiediamo conferma scritta dell'ordine.
Stessa cosa per il privato salvo che per il pagamento che generalmente per piccoli importi pagano a ritiro materiale oppure con bonifico per le agevolazioni fiscali comunque sempre a 30 gg. massimo.Noi cerchiamo sempre di andare in contro al cliente che dice di essere in difficoltà è che molte volte sembra di essere presi in giro. Se il cliente mi manda una ricevuta bancaria insoluta generalmente chiamo, chiedo il perchè e contestualmente invio un fax "promemoria". Capita che ci sia stato un disguido e tempo qualche giorno ho il saldo mentre altre volte il "disguido" maschera altro e dopo 15 gg. richiamo e avanti di questo passo: "... la settimana prossima" "..... attendo un pagamento a fine mese e poi saldo", "......... ho difficoltà ma vedo di fare un bonifico di almeno metà" (che spesso poi non viene fatto..). Le scuse sono infinite e mi rimandano di mese in mese...Fortunatamente quelli con importi importanti sono pochi ma la trafila si ripete anche per i 1000/2000 euro......Mi sono iscritta al corso convinta che ci fosse un modo per essere più perentori, per mettere dei paletti, per non farsi tirare alle calende greche ed ho capito che invece è il prima che deve essere curato in modo organizzato per limitare il dopo. Ancora non ho chiaro come poter agire in merito ma comincio a vedere il problema da un'altra angolazione. Grazie per l'attenzione e buona domenica.