<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222</id><updated>2011-10-19T23:22:46.151+02:00</updated><category term='lavoro'/><category term='Cina'/><category term='Giovanni'/><category term='industriale'/><category term='settore'/><category term='nichhia'/><category term='ISP è in America dal 23 giugno aprendo i collegamenti on line oltreoceano come tutti gli anni'/><category term='Tremonti'/><category term='Generazione'/><category term='Brasile'/><category term='Carlini'/><category term='globalizzazione'/><category term='Dio abita qui e io vado a cercarlo: ricerca di idee'/><category term='Governo'/><category term='Canada - Bruce Peninsula nord di Ontario'/><category term='Distretto'/><category term='India'/><category term='Economia'/><category term='Ministri'/><title type='text'>Il Filo Intermentale</title><subtitle type='html'>Sai colorare la mente?
Questo Blog nasce dall'esperienza di I.S.P. Italia, impegnata nel mantenere il cervello acceso.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>214</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-4934747030833144641</id><published>2011-06-24T13:20:00.000+02:00</published><updated>2011-06-24T13:35:56.632+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='industriale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='settore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nichhia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Distretto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Un distretto industriale siderurgico di nicchia e globalizzato</title><content type='html'>Un distretto industriale siderurgico di nicchia e globalizzato&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene si! Come italiani siamo riusciti a lanciare un distretto industriale globalizzato (il primo nel suo genere al mondo) partendo dal settore siderurgico e meccanico.&lt;br /&gt;Alleluia! Dopo l’innovazione di processo alla Arvedi, di qualche mese fa, ecco oggi conclamarsi una novità nel campo dell’integrazione sinergia tra imprese. &lt;br /&gt;Mi è stato il concesso il privilegio e l’onore di poter celebrare questo evento, narrandolo a tutta la comunità siderurgica nazionale. Veniamo al dunque.&lt;br /&gt;9 imprese, piccole o medie, operanti nei servizi di deformazione dell’acciaio e distribuite per la maggior parte in Italia (cinque) ma anche negli USA, Francia, Germania e Svezia, costituiscono il Calvi Network steel profiles. Ogni realtà produttiva mantiene la sua più completa autonomia, pur contribuendo sinergicamente con le altre. Al Network Calvi piace considerarsi l’unico gruppo al mondo avente per core business la realizzazione di profili speciali in acciaio. &lt;br /&gt;Al concetto distretto (gruppo coeso di piccole imprese in sinergia su un asse produttivo, sfruttando una concentrazione geografica) la Calvi ha infatti risposto con la parola “network”, svecchiando la terminologia e adattandola al momento storico (un’era globalizzata).&lt;br /&gt;Passiamo ora alla parte tecnica. Il “core business” è in mercati di nicchia, soddisfacendo i fabbisogni dei clienti mediante tecnologie tradizionali (Laminazione, Estrusione e Trafilatura) applicate in maniera “innovativa” ed utilizzando know-how sofisticati che rappresentano il vero patrimonio di singole imprese dotate di un ampio retaggio storico. In pratica il concetto è semplice. In un mercato globale ad alta-altissima competitività sui costi e prezzi, le PMI siderurgiche tendono a scomparire, inghiottite dagli assetti sinergici dei grandi gruppi, i quali spesso non sono in grado di curare la nicchia (per ora). Al fine di garantire un futuro anche al piccolo e tecnologicamente motivato, la risposta è stata quella di creare un network (distretto globalizzato) dove il gruppo Calvi opera sul mercato acquisendo lavoro da gestire insieme.&lt;br /&gt;Sul piano dei numeri il Network Calvi nel 2009 ha ottenuto ricavi per 200mila euro che sono diventati 233mila quest’anno conquistando un incremento del 17% contro il calo fisiologico subito del 50% se i raffronti fossero fatti sul 2008. Nel 2011 si pensa a una crescita del 12% confermando quanto quest’anno sia ritenuto se non difficile, sicuramente problematico. &lt;br /&gt;Qui però si pare una parentesi. &lt;br /&gt;Qualcosa è cambiato. Seppur il 2010 si è concluso meno peggio, rispetto a come ci si poteva aspettare, non solo il 2011 ma l’intero quadriennio fino al 2015, è destinato a restare “turbolento”.&lt;br /&gt;Le motivazioni che mantengono problematico questo secondo decennio del nuovo secolo, non si limitano solo alla “crisi finanziaria ed economica” in atto dall’estate 2008.&lt;br /&gt;In realtà è cambiato il modo stesso di fare affari, di produrre, di chiedere le merci e d’interfacciarsi sul mercato. Si può dire, con poche parole, che è stato avviato un cambio generazionale nel gusto delle persone per il consumo di beni e servizi. &lt;br /&gt;Il difficile non è capire questi concetti, ma stabilire le nuove regole. Ecco il punto. Nessuno ha in mano, in questo momento, “la formula” per capire cosa dire, fare e produrre per restare sul mercato con un tornaconto, tale d’assicurare una crescita nel tempo. Intanto 30 aziende al giorno chiudono in Italia. Nel 2010 i fallimenti sono cresciuti, rispetto al 2009, del 23% raggiungendo le 8.000 dismissioni nel solo periodo gennaio-settembre.  &lt;br /&gt;Perché si fallisce? Leggendo i dati del Cerved (informazioni professionali per le imprese) emerge che chiudono l’attività soprattutto imprese del settore industriale. Infatti l’incidenza dei fallimenti sul comparto (definito Ir, “insolvency ratio”) ha toccato quota 31,7 (calcolato su 10mila imprese) che non ha alcun confronto con gli altri settori produttivi attestati su un indice di 13,9.&lt;br /&gt;Nella ricerca delle soluzioni spunta il Network Calvi, capace nella sua semplicità, d’offrire una risposta che, a giudicare dai numeri, sta in piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi sono i clienti del Network Calvi? Non esistendo un catalogo dei prodotti ma soluzioni da studiare e adottare di volta in volta, in realtà più che clienti in senso classico, si determina spesso di una forma di partenariato: chi si rivolge a questa realtà è ad esempio, un costruttore di turbine che richiede un profilo speciale trafilato in barre per realizzare a sua volta una paletta statorica, sostituendo cioè fasi di lavorazioni di macchina utensile con  un servizio di deformazione mediante trafilatura di profili speciali con beneficio diretto in termini di contenimento costi, riduzione dei lotti, del work in progress e degli stock.&lt;br /&gt;Forse andrebbe chiarito più a fondo come interagisce la Direzione con le singole realtà operative sparse tra l’Europa, l’Italia e gli Stati Uniti. Anche qui c’è la novità. Il “capo” non c’è. Più che un vertice gerarchico nella struttura decisionale, è in servizio un coordinamento strategico autorevolmente in grado di dialogare con tutti, spingendo questa nuova realtà in un mondo tutto da scoprire e perseguendo regole originali. Se volessimo chiederci dov’è il segreto di questa esperienza lo si troverebbe semplicemente qui: l’know how nel Network Calvi è manageriale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-4934747030833144641?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/4934747030833144641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2011/06/un-distretto-industriale-siderurgico-di.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4934747030833144641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4934747030833144641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2011/06/un-distretto-industriale-siderurgico-di.html' title='Un distretto industriale siderurgico di nicchia e globalizzato'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7259242604062604133</id><published>2011-06-24T13:19:00.001+02:00</published><updated>2011-06-24T13:19:53.126+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tremonti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Governo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ministri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>Tremonti a Milano in Bocconi ci da dei punti di vista</title><content type='html'>Tremonti a Milano in Bocconi ci da dei punti di vista&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentire il ministro Tremonti parlare dal vivo e leggere il suo pensiero riportato dalla stampa, cambia tutto. Non so se il problema sia semplicemente riconducibile a un modo di far giornalismo che non essendo specialistico, sintetizza male il pensiero che dovrebbe riportare, di fatto il problema c’è. Non abbiamo, ad esempio, giornalisti medici che ci commentano correttamente notizie sulla pandemia, come sono rarissimi gli economisti che scrivono sui giornali. Questo è un problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Milano in Bocconi, lunedì 7 settembre c’è stata la possibilità d’ascoltare, per un paio d’ore, tra i più importanti personaggi della cultura economica nazionale. Per il governo il ministro Tremonti, l’opposizione rappresentata dall’On. Letta e la cultura accademica si è incarnata nel Presidente dell’Università, il prof. Monti e nel suo Rettore, prof. Tabellini.&lt;br /&gt;L’occasione, intitolata LEZIONI DALLA CRISI francamente mette già a disagio chi la crisi la studia ogni giorno, in quanto essendo in pieno sviluppo, ci si chiede: siamo già arrivati a pontificare delle lezioni, quando ancora non sappiamo risolverla? Gli interventi da parte degli studiosi, che si sono sviluppati per tutta l’estate sul Sole 24Ore, ora raccolti in un libro, obiettivamente sono dei ragionamenti, senza andare oltre nella pianificazione di una gestione della crisi, quindi tradurre dei pensieri in lezioni, appare una netta forzatura. Non solo, ma assistere ogni giorno a chi afferma che la crisi sia superata, rispetto a chi lo nega, è veramente stancante. &lt;br /&gt;Per cercare di fare chiarezza è stato opportuno andare a sentire direttamente la fonte, il che si è rivelato un bene.&lt;br /&gt;Nel discorso di benvenuto il prof. Monti ha subito “messo le mani avanti”, chiarendo quanto l’Università non sa e vuole prendere parte nella discussione se la crisi sia finita, superata o in buon punto. L’Ateneo vuole restare terreno di analisi, lasciando le previsioni ai politici e agli economisti. Il Rettore, prof. Tabellini si è voluto portate più avanti, indicando quali cause della crisi in pieno sviluppo 4 fattori:&lt;br /&gt;- assenza di reale regolamentazione finanziaria nazionale e internazionale e comunque troppo protesa al singolo rischio, senza guardare a quello più generale definito sistemico;&lt;br /&gt;- assenza di regolamentazione delle società finanziarie;&lt;br /&gt;- una politica monetaria troppo attenta alla stabilità dei prezzi, incurante del rischio sistemico; &lt;br /&gt;- eccessi di debiti finanziari nazionali, pagati con altri debiti ad alto rendimento di interessi.&lt;br /&gt;Interviene il Ministro Tremonti spiegando:&lt;br /&gt;a) cosa non è successo&lt;br /&gt;b) cosa è successo&lt;br /&gt;c) cosa succederà &lt;br /&gt;Sulla domanda se la crisi sia alle spalle oppure no, il Ministro ha risposto spiegando quanto non è accaduto, ma si è rischiato. A ottobre stava per esserci la rottura del sistema; questo è un dato di fatto che è stato evitato. Che poi la crisi non riservi altri brutti colpi, nessuno può ancora dirlo, ma sicuramente quello che ad oggi, pare il peggiore di tutti, ovvero la chiusura dei mercati, grazie a una pronta sinergia collaborazione, è superato. &lt;br /&gt;Passando a quello che è accaduto, Tremonti spiega che la crisi deriva direttamente non tanto dal concetto di globalizzazione, ma dalla sua applicazione, che ha comportato il trasferimento all’estero di attività produttive e industriali nello spazio di qualche anno. E’ la velocità di accadimento che ha scardinato l’economia mondiale. Infine cosa accadrà: a differenza della Grande Crisi dove si fece uso della spesa pubblica per rilanciare l’economia, oggi si trasformano in pubblici i debiti privati. Giusto o sbagliato che sia, si è passati, in area OCSE, da un intervento finanziario pubblico di 1,5 trilioni di dollari impiegati in 10 anni a 5 trilioni negli ultimi mesi, per tappare rischi di collasso. Questa procedura porta lo Stato a un rinnovato ruolo in economia.&lt;br /&gt;Passando a spiegare cosa vede nello specifico in Italia, il Ministro osserva 2 Italie non rappresentate dai numeri della statistica. Tremonti dice: i numeri li abbiamo, ma quando scaviamo dentro al dato non troviamo la realtà. La questione meridionale è il vero problema del Paese che va risolta con il federalismo, in quanto gli “interventi a pioggia” non hanno sortito l’effetto.  &lt;br /&gt;Il Ministro conclude con il proposito di riformare il sistema degli ammortizzatori sociali, chiedendo direttamente aiuto all’apposizione per contrarre i tempi di approvazione.&lt;br /&gt;Finalmente sentire dalla viva voce del Ministro il suo pensiero, sgombra dai dubbi di eccessivo e superficiale ottimismo, che gli è stato attribuito e restituisce alla comunità degli imprenditori ed economisti del Paese, una corretta analisi della grave situazione da cui se ne esce solo con rigore e passione quotidiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7259242604062604133?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7259242604062604133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2011/06/tremonti-milano-in-bocconi-ci-da-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7259242604062604133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7259242604062604133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2011/06/tremonti-milano-in-bocconi-ci-da-dei.html' title='Tremonti a Milano in Bocconi ci da dei punti di vista'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-8201609029573150522</id><published>2011-06-24T13:09:00.001+02:00</published><updated>2011-06-24T13:14:47.161+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='India'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carlini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Generazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Brasile'/><title type='text'>Una generazione al 50%</title><content type='html'>Una generazione al 50%&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osserviamo quanto accaduto nella crisi dei subprime. Tutto ha funzionato (e anche bene) finchè il mercato immobiliare cresceva di valore. Come la tendenza si è invertita il modello finanziario utilizzato, anche se particolarmente sofisticato, ha fallito e tutto è miseramente crollato. In questo caso si sta parlando del periodo 2001-2008.&lt;br /&gt;Spostiamo la visuale su un altro fenomeno: la globalizzazione. Per mascherare un mero fenomeno di speculazione imprenditoriale (delocalizzare la produzione per lucrare sulla differenza tra costi della mano d’opera e quindi re-importare nel paese occidentale i beni e manufatti prodotti in quei paesi in via di sviluppo: Cina, Brasile, India etc..) lo si è voluto trasformare in evento culturale e d’aiuto a popolazioni povere nel mondo. Questa mistificazione “inventata” solo per coprire una semplice speculazione che ha comunque arricchito molte persone (troppe) ha funzionato solo a metà. L’errore di fondo, che non hanno saputo prevedere nei tardi anni Novanta gli imprenditori statunitensi in primis quindi quelli europei, è che l’intero impianto si sarebbe fermato appena la disoccupazione in Occidente sarebbe giunta alla soglia del 10% Poco male dicono molti speculatori perché comunque “hanno fatto i soldi” però i cocci del sistema adesso sono di tutti. Anche in questo caso la globalizzazione ha fallito, perché non ha saputo prevedere e gestire “l’inversione del mercato” ovvero che, attraverso la disoccupazione, avrebbe stroncato la capacità di spesa di quei consumatori per cui i beni vengono prodotti a costi più bassi.&lt;br /&gt;In questo caso si sta parlando del periodo 1997-2010.&lt;br /&gt;Cosa hanno in comune questi 2 aspetti? L’incompletezza. Sono stati entrambi pensati a metà dei loro effetti senza progettare alcuna reazione quando il ciclo sarebbe cambiato. In conclusione valgono il 50%. &lt;br /&gt;L’altro giorno noto nel traffico cittadino una motoretta che tagliando la strada a una Golf prosegue per la sua via. Il guidatore della Golf “offeso” da questo comportamento si lancia in un audace slalom, alquanto spericolato per cercare di raggiungere il motociclo e “fargliela pagare”, senza però riuscirci. Anche in questo caso l’autista ha dato ascolto solo alla rabbia e al “disonore” d’aver forzatamente lasciato la precedenza a chi non ne aveva diritto, ma non ha minimamente riflettuto sul rischio d’incidente che avrebbe causato ad altre auto o al conduttore della moto se l’avesse finalmente centrato o fermato, per “dargli una lezione”. In questo caso stiamo parlando di stamattina e come al solito la prospettiva si ferma sempre al solito 50% del problema: la rabbia dimenticandosi di gestire le conseguenze. Andrebbe ricordato a questo soggetto quanto l’ira sia la metastasi della mente, ma forse non capirebbe.  &lt;br /&gt;Gli esempi possono proseguire e toccare mille altri aspetti che ognuno di noi conosce perfettamente. La domanda di base che ci si pone però è se anche 50 anni fa, come 60 per non andare troppo indietro nel tempo, si viveva come oggi in Italia. Indagando potrebbe essere che la “rabbia &amp; superficialità” di oggi ci sia stata anche allora (non credo) ma i termini andrebbero tradotti più in ignoranza che conflittualità. La gente prima litigava di meno, oggi non fa altro che abbaiarsi l’uno sull’altro. La superficialità e incompletezza di visuali (appunto saper considerare solo il 50% delle opzioni) e il nervosismo-ira-conflittualità che ne deriva, solo apparentemente sembrano aspetti diversi, in realtà rappresentano due facce della stessa moneta. Chi si adira ha sempre una visuale incompleta, altrimenti reagirebbe meglio.&lt;br /&gt;Queste considerazioni tipicamente sociologiche, trasferite nella vita quotidiana aziendale, sollevano almeno due tipi di considerazioni:&lt;br /&gt;- quanto costa in tempo perso e quantità di cose fatte in meno, l’organizzazione nevrotica;&lt;br /&gt;- quanto costa in perdita di fatturato il considerare i diversi aspetti di un problema al 50% (vedi le 200 imprese che nel milanese rischiano la chiusura per fallimento per aver sottoscritto superficialmente, con le loro banche, dei contratti di tutela dalle oscillazione dei cambi che oggi, con lettere di malleva si sono rivelati capestro)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella fascia d’età tra i 30 e i 50 scarsi, principalmente in Occidente, oggi c’è una generazione che lavora, dirige, soffre e lotta quotidianamente agendo in un panorama decisionale, culturale ed emozionale pari al 50% rispetto alle generazioni più mature. Questo vuol dire essere impreparati. In un mondo di questo tipo avanza sicuramente chi ha maggiore capacità d’analisi e sintesi (tipicamente le donne) ma arretrano inesorabilmente coloro che non hanno più l’umiltà di riprendere a studiare per allargare la mente e imparare a capire di più. &lt;br /&gt;Per riempire questo gap serve studiare: quanti libri all’anno leggono i nostri imprenditori? Quante ore di formazione sostengono? Quante idee producono? Sicuramente c’è da considerare un particolare: come ha fatto un mondo così superfiale a subire la “grande crisi” solo nell’estate 2008? Buon lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8201609029573150522?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8201609029573150522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2011/06/una-generazione-al-50.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8201609029573150522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8201609029573150522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2011/06/una-generazione-al-50.html' title='Una generazione al 50%'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-871637551521478498</id><published>2010-10-10T12:19:00.001+02:00</published><updated>2010-10-10T12:19:46.898+02:00</updated><title type='text'>E' partito un corso on line di GESTIONE AZIENDALE</title><content type='html'>serve ricorrere alla Segreteria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-871637551521478498?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/871637551521478498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/e-partito-un-corso-on-line-di-gestione_10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/871637551521478498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/871637551521478498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/e-partito-un-corso-on-line-di-gestione_10.html' title='E&apos; partito un corso on line di GESTIONE AZIENDALE'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-489239368583752314</id><published>2010-10-10T12:18:00.004+02:00</published><updated>2010-10-10T12:19:14.199+02:00</updated><title type='text'>E' partito un corso on line di ANALISI DI BILANCIO</title><content type='html'>serve ricorrere alla Segreteria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-489239368583752314?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/489239368583752314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/e-partito-un-corso-on-line-di-analisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/489239368583752314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/489239368583752314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/e-partito-un-corso-on-line-di-analisi.html' title='E&apos; partito un corso on line di ANALISI DI BILANCIO'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2121305648453576277</id><published>2010-10-10T12:18:00.001+02:00</published><updated>2010-10-10T12:18:38.668+02:00</updated><title type='text'>E' partito un corso on line di GESTIONE FINANZIARIA</title><content type='html'>per iscriversi rivolgersi alla Sede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2121305648453576277?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2121305648453576277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/e-partito-un-corso-on-line-di-gestione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2121305648453576277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2121305648453576277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/e-partito-un-corso-on-line-di-gestione.html' title='E&apos; partito un corso on line di GESTIONE FINANZIARIA'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2899799761562079242</id><published>2010-10-10T12:17:00.001+02:00</published><updated>2010-10-10T12:17:53.509+02:00</updated><title type='text'>E' partito un corso in aula a Seregno</title><content type='html'>A Seregno in aula si parlerà di GESTIONE FINANZIARIA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2899799761562079242?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2899799761562079242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/e-partito-un-corso-in-aula-seregno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2899799761562079242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2899799761562079242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/e-partito-un-corso-in-aula-seregno.html' title='E&apos; partito un corso in aula a Seregno'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-958904563278517790</id><published>2010-10-10T12:16:00.001+02:00</published><updated>2010-10-10T12:20:38.932+02:00</updated><title type='text'>La sintesi sul viaggio americano 2010</title><content type='html'>La sintesi sul viaggio americano&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini &lt;br /&gt;Molti mi chiedono mezzo email, delle anticipazioni sugli USA in merito alle imminenti elezioni del 4 novembre. A questo punto è meglio scrivere un breve articolo di sintesi, elencando i diversi passaggi a beneficio di tutti.&lt;br /&gt;- L’attuale Presidente è stato una moda non un movimento politico o un personaggio di rottura con il passato. Ne consegue che come tutte le mode è finito. Non basta avere la pelle di colore per avere un ruolo e statura in grado di dirigere l’America e quindi l’Occidente. Servono idee, concetti, punti di vista e opinioni. Di tutto ciò il Presidente pro-tempore ne è sprovvisto. Sicuramente ha più carisma l’ex Capo di Stato maggiore Colin Powel, ugualmente di colore, ma dotato di attitudine al Comando. La similitudine tra il Gen Powel e l’attuale inquilino della Casa Bianca serve anche per chiarire che il razzismo non centra nulla in questa analisi.&lt;br /&gt;- Il Sen McCain aveva un programma. Forse discutibile, ma certamente si è presentato agli Americani con delle idee. Il suo concorrente era e ne è ancora privo. Né la riforma sanitaria (modello italiano importato negli Stati Uniti) si può considerare una passo in avanti, quindi la confusione tra sacralità di Ground Zero e la moschea in costruzione che offende il senso comune di tutto l’Occidente. Quindi le massicce politiche di spesa pubblica applicando un tardo senso di deficit costing di keynesiana memoria, ora sconfessate dalla stessa esperienza tedesca. Si tratta, a ben guardare, di una successione impressionante di fallimenti. &lt;br /&gt;- L’elezione di “mezzo termine” sancisce la fine pratica della Presidenza in corso. Per quella effettiva, in grado di dirigere il Paese si dovrà attendere ancora 2 anni. Il vero problema sta proprio in questa data. Necessita attendere due anni prima di uno sblocco della situazione politica americana. Il vero danno nella superficialità di un voto sbagliato è il blocco che la Nazione guida dell’Occidente subisce, coinvolgendo tutti noi.&lt;br /&gt;- Gli USA erano e restano la nazione guida dell’Occidente e del mondo, perché solo l’unico vero grande laboratorio scientifico e sociale. Nessuna impresa, governo o università spende in avanzamento dello stato della tecnica e nella qualità di vita, come gli USA. Finchè le idee nasceranno ancora in America dove lo studioso, il professore e il ricercatore sono delle istituzioni, quindi il militare che serve la società, a cui si aggiunge il vigile del fuoco come eroe, quindi una società che cerca e vuole l’esempio trovandolo nell’uomo della strada, se tutto questo continuerà a vivere, l’America sarà ancora per decenni un mito.&lt;br /&gt;- Gli Stati Uniti sono in crisi, ma hanno anche quel sistema sociale in grado di farli uscire dal grave momento, perché dotati di compattezza anziché litigiosità come in Europa e in Italia in particolare (nichilismo) Ciò significa che avere fiducia negli USA, è ancora saggio al netto di questi due prossimi anni di stop istituzionale, per il blocco che subirà la Presidenza dopo il voto di novembre, che consegnerà ai repubblicani il parlamento.&lt;br /&gt;- Il punto è chi sarà la nuova presidentessa degli Stati Uniti d’America a novembre 2012.&lt;br /&gt;- Non credo che la comunità afro americana possa ancora esprimere un suo candidato dopo che ha perso l’occasione bruciata dall’attuale Presidente.&lt;br /&gt;- Puntare sui mercati americani è un affare, laddove si voglia sia presidiare quel contesto in attesa del suo risveglio, che avvantaggiarsi di mano d’opera a basso prezzo e alta capacità e attitudini tecniche (perfettamente il contrario di quanto offre la Cina) Con premesse di questo tipo non puntare sul nord America è obiettivamente sciocco, sapendo che la prima grande area commerciale a riprendersi dal grande sonno della crisi sarà appunto l’America.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-958904563278517790?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/958904563278517790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/la-sintesi-sul-viagigo-americano-2010.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/958904563278517790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/958904563278517790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/la-sintesi-sul-viagigo-americano-2010.html' title='La sintesi sul viaggio americano 2010'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7709243646360224703</id><published>2010-10-10T12:15:00.002+02:00</published><updated>2010-10-10T12:16:38.696+02:00</updated><title type='text'>Da qualche parte si deve pur partire!</title><content type='html'>Dire la propria è antipatico, specie se contiene delle conclusioni, ma da qualche parte è necessario ripartire!&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini &lt;br /&gt;Vi racconto una storia.&lt;br /&gt;A fine settembre mi hanno telefonato 7 presidi di scuole superiori, chiedendomi la disponibilità per introdurre degli elementi di novità nei corsi regolari tenuti nelle loro scuole. Per 3 di essi ho accordato il tempo necessario.&lt;br /&gt;Per studiare, provocare e quindi capire lo spessore dei professori con cui dovrò lavorare, in ogni istituto ho promesso, con annesso messaggio scritto in sala riunioni, che avrei festeggiato l’ingresso grazie a 30 cornetti alla marmellata da offrire a tutti. Ha prevalso lo stupore. Portati, qualche giorno dopo, tutti hanno sorriso e gradito (valutando la velocità con cui sono spariti) ma pochi hanno saputo gestire la novità. La massa ha apprezzato, chiudendosi nel silenzio, quando avrebbe fatto più bella figura aprendosi nella relazione umana. &lt;br /&gt;Proseguendo nell’analisi rilevo come, per contestare alcuni provvedimenti del governo, degli impiegati statali (appunto i professori e ciò in netta maggioranza) sospendano le gite scolastiche e studino metodi di sabotaggio del normale funzionamento scolastico. La sospensione delle gite incide sull’utenza la quale è minorenne. Un profilo comportamentale di questo tipo, da parte dei professori, dovrebbe esporli al licenziamento perché hanno cessato nel ruolo di educatori; in pratica hanno perduto il senso della missione.&lt;br /&gt;Simpatica è poi la lamentala di quella professoressa che per 20 anni ha insegnato nelle ultime 3 classi e ora è stata “retrocessa” alle prime. Anche qui, se viene concesso il privilegio d’insegnare, questo vale per ogni tipo d’utenza e sul piano dell’addestramento del personale, ritengo saggio che un vero professionista ogni “tot anni”, impari a modularsi su fasce d’ascolto diverse, altrimenti non impara mai ad insegnare!&lt;br /&gt;Discutere sulla pagliuzza nell’occhio degli altri, ci consente di ragionare sulla trave che grava dentro di noi. In 25 anni vissuti a cavallo tra molti ambienti, la scuola, l’università, l’editoria, le aziende, lo Stato, l’estero a questo punto giungo a una conclusione: la parte più sana e fertile, in grado di evolversi più rapidamente, in Italia, oggi, è l’impresa.&lt;br /&gt;Parlo di uomini e donne, dall’operaio al top manager, quindi fino all’imprenditore. Questa categoria è quella che penso sia la più sana oggi nella Nazione.&lt;br /&gt;Scrivere quello che si pensa è pericoloso e anche antipatico, ma da qualche parte si deve anche partire per cercare di capire e definire le nuove strategie necessarie per sopravvivere e lottare.&lt;br /&gt;Abbiamo grandi sacche di malcontento nel paese, che diffondono i germi della conflittualità sociale. Gli insegnanti (al netto di 1 milione d’eccezioni, dove il singolo è sempre una persona molto corretta) si esprimono come degli intellettuali impotenti, privati della capacità di creare pensiero e idee nuove. In pratica non sono più in grado d’ingentilire l’anima e lo spirito degli studenti. Ripeto che questa valutazione è soggetta a un’infinità d’eccezioni pur restando, in linea di massima, valida.&lt;br /&gt;Dal mondo bancario, non più adesso ma anni fa era più accentuato, abbiamo una grande sacca di mancati economisti e finanzieri, che non possono essere che solo degli impiegati, da cui un forte malessere sociale.&lt;br /&gt;Dalla stessa magistratura si riscontra un’endemica confusione tra il ruolo istituzionale ricoperto  e le idee personali, in uno strutturale e anche voluto disorientamento che annebbia la missione assegnata.&lt;br /&gt;Tra queste 3 grandi isole di malessere sociale, c’è la politica. A essere sinceri spesso la stampa che è di un orientamento diverso rispetto all’attuale governo, non consente una corretta lettura sulla qualità del lavoro svolto dall’esecutivo, che è sicuramente notevole, ma poco visibile. Certamente lo stile vorrebbe che i panni sporchi fossero lavati in casa! Non vorrei esprimermi sulla politica. I modelli che ho in mente, per tradurre quanto avviene, sono quelli che risalgono a Camillo Benso di Cavour, per la sua lungimiranza, a De Gasperi per l’onestà e Kennedy per la capacità di svecchiamento delle strutture e culture.&lt;br /&gt;Studiato il contenitore sociale in cui l’impresa italiana opera, ecco che si perviene alla conclusione (del tutto personale, rischiosa ma che rappresenta un punto di partenza): la parte più viva della società è quella che lavora nelle imprese. Detto questo e assegnata una responsabilità non indifferente al sistema delle imprese che si fa? Qui casca l’asino! &lt;br /&gt;Tanto per cominciare credo sia saggio riabilitare quanto gli altri hanno dimenticato: il senso della missione. Ogni impresa ha un ruolo, una storia, delle prospettive che vanno spiegate per essere capite. Ogni azienda deve far si che i dipendenti si riconoscano nella propria realtà d’impresa, consegnandogli quanto la società si è dimenticata d’insegnare, fare e condividere. Quanto scritto può apparire solo parole, ma in realtà lamentano la mancanza di una politica del personale nelle nostre imprese; una prassi di coinvolgimento di uomini e donne che abbatta i costi e alzi la produttività. Il primato morale e sociale che il mondo dell’impresa può ancora oggi vantare sulla società, resterà tale solo se valorizzato attraverso la cultura d’impresa che si concretizza con idee, punti di vista e opinioni usando piani di marketing, politiche commerciali, criteri di gestione del cliente, innovazione nei prodotti, applicando il “pacchetto Harz” (quello tedesco) anche in Italia per cui il salario non dovrebbe essere più una variabile indipendente. &lt;br /&gt;Con questi accorgimenti si potrà fare di necessità virtù, vincendo anche sui mercati internazionali che sono il vero banco di scuola della nostra industria. Buon lavoro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7709243646360224703?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7709243646360224703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/da-qualche-parte-si-deve-pur-partire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7709243646360224703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7709243646360224703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/da-qualche-parte-si-deve-pur-partire.html' title='Da qualche parte si deve pur partire!'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-6843372621227441786</id><published>2010-10-10T12:15:00.001+02:00</published><updated>2010-10-10T12:15:41.595+02:00</updated><title type='text'>Il doppio colpo - tendenze di mercato nella prima settimana di ottobre</title><content type='html'>Il doppio colpo&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini&lt;br /&gt;Dai resoconti degli imprenditori che seguo giornalmente e da altri con cui mi confronto costantemente, la prima settimana di ottobre indica l’apertura di una nuova fase congiunturale che possiamo sintetizzare in “doppio colpo”. In pratica c’è una improvvisa rarefazione di ordini. &lt;br /&gt;Questo ridimensionamento del carico di lavoro non dovrebbe essere una novità. Fu anticipato molti mesi fa anche se forse non creduto.&lt;br /&gt;Vediamo i fatti. La crisi scoppiata nel 2008 ma anticipata già 2 anni prima da qualche economista, ha come tutti gli eventi umani una sua forma. Si è discusso se si snodasse come una L (caduta rapida e lunga stabilizzazione) oppure una U (caduta e successivo altrettanto rapido recupero) oppure una W (caduta, ripresa, seconda caduta, ancora una ripresa).&lt;br /&gt;Il 46% dei ricercatori negli USA quest’estate, ha dato per certo un secondo colpo della crisi negli Stati Uniti in autunno. Oggi tutti sono concordi con questa impostazione perché è ormai realtà sul lato americano dell’Atlantico. Più o meno all’unanimità, sui più lati dell’Oceano, hanno convenuto che questa dinamica non avrebbe interessato l’Europa.&lt;br /&gt;Su questo aspetto non ero e continuo a  essere in  disaccordo.&lt;br /&gt;La prova che ricevo dalla prima settimana di ottobre, conferma invece (e non sono affatto soddisfatto di ciò, però dimostra anche come superficiali siano le analisi svolte finora dalla stampa) che le conseguenze della crisi espressa con una W sono valide anche in Europa.&lt;br /&gt;Perché gli altri sbagliano? È semplice. &lt;br /&gt;La crisi, non smetterò mai di dirlo, non è economica ma sociale. Non siamo entrati nel tunnel  perché qualcuno ha smesso di pagare le rate del mutuo!&lt;br /&gt;Siamo in una profonda fase di stasi perché abbiamo troppo voluto e in così poco tempo. Ne consegue che è il consumatore in crisi e non il suo portafoglio.&lt;br /&gt;Questa conclusione appare scontata ma a ben guardare, tutti i governi curano una crisi sociale con provvedimenti economici. Se viene sbagliata la cura, la malattia forse guarirà ma su tempi molto lunghi. Ecco perché ormai si parla di 2015 o 2016.&lt;br /&gt;Non considerando il lato sociale della crisi è palese che le previsioni siano errate o parziali.&lt;br /&gt;In pratica cosa sta accadendo? Le persone, quindi le famiglie, noi tutti abbiamo timore per il futuro e questo sia in Europa come negli USA.&lt;br /&gt;Quando le persone hanno “paura”, normalmente contraggono la spesa alzando la quota di risparmio. E’ esattamente quanto accaduto sia negli USA che in Europa in agosto e settembre.&lt;br /&gt;Una manovra di questo tipo sottrae alla domanda interna denaro il che comporta calo nei consumi. Laddove si parli di un aumento della quota risparmiata del 3% abbiamo modelli matematici (sui quali però si è dimostrata l’inaffidabilità, perché non hanno saputo capire quei segnali che avrebbero manifestato poi la crisi) che traducono questo effetto in un calo del 30% della produzione e successiva commercializzazione dei beni. Se si considera la riduzione della meccanica del 60% e della siderurgia con il 30% in meno nella primavera del 2009 come esempi vissuti, la seconda parte della W nel corso di questo fine 2010 è confermata. Ecco la radice del ragionamento che porta a considerare il “secondo colpo” attuale anche per l’Europa. Questa tendenza ormai manifesta in ottobre si salda con i dati che indicano a +22% i fallimenti tra aprile e giugno 2010.&lt;br /&gt;Ora che gli scenari si sono aperti su quanto già detto mesi fa ma poco creduto, che fare e soprattutto chi resterà ancora sul mercato quando sarà tutto finito? Non è difficile anticipare che il numero degli operatori che oggi agiscono, non sarà lo stesso fra un anno. Ragioniamo ora sui provvedimenti da adottare.&lt;br /&gt;- accorpare le piccole aziende;&lt;br /&gt;- sganciarsi dal credito bancario e metterci “di tasca propria” i soldi in azienda (in pratica gli stessi che furono prelevati quando le cose andavano bene);&lt;br /&gt;- cercare immediatamente mercati sostitutivi, perché quelli tradizionali non saranno più in grado d’assicurare neppure il punto di pareggio!&lt;br /&gt;- possibilmente non solo commercializzare ma anche produrre con marchio proprio, a un prezzo d’offerta che sia notevolmente più basso della concorrenza europea (quella cinese verrebbe spazzata via se ci fosse un’alternativa italiana di buona qualità a prezzo accettabile)&lt;br /&gt;- mantenere la delocalizzazione solo se funzionale a presidiare i mercati esteri, ma tornare a nazionalizzare la produzione destinata al mercato interno. Il vero segreto oggi non è contrarre la spesa, ma organizzarla meglio e su aspetti più spinti verso le vendite, come la pubblicità, per convincere il consumatore che noi siamo i migliori. Quindi studiare nuovi sistemi di stoccaggio nel magazzino, trasporti e gestione del fattore umano; &lt;br /&gt;- la nuova spesa aziendale è molto severa con il lusso, le auto e la rappresentanza, ma si concentra sulla ricerca, innovazione, quindi l’inserimento di figure nuove (anche apprendisti) che si dedichino ai contatti commerciali da sviluppare;&lt;br /&gt;- coloro che resteranno sul mercato non saranno degli imprenditori tradizionali, ma definibili a “geometria variabile” operando in sinergia con diversi altri ambienti produttivi attigui al proprio, miscelando produzione e commercio.&lt;br /&gt;Auguriamoci buona fortuna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-6843372621227441786?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/6843372621227441786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/il-doppio-colpo-tendenze-di-mercato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6843372621227441786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6843372621227441786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/il-doppio-colpo-tendenze-di-mercato.html' title='Il doppio colpo - tendenze di mercato nella prima settimana di ottobre'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-3874626005456652344</id><published>2010-10-10T12:14:00.001+02:00</published><updated>2010-10-10T12:14:55.871+02:00</updated><title type='text'>La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione/3</title><content type='html'>La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione&lt;br /&gt;terzo articolo della serie&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini &lt;br /&gt;Sulla Germania c’è un terzo passaggio da prendere in considerazione. L’importanza e ruolo dell’euro a vantaggio dell’economia tedesca! Tutte le analisi svolte sino ad ora, su qualsiasi organo di stampa e ricerca, trascurano questo aspetto che è da ritenersi strutturale per il sistema industriale tedesco. Infatti l’economia della Germania dipende in forte misura dall’export. Dal 2000 al 2008 due terzi della crescita complessiva della domanda all’economia e sistema manifatturiero tedesco, sono pervenuti dall’estero. In fin dei conti e alla luce di quanto accaduto, questo Paese ha bisogno di due aspetti strategici: mercati legati a doppio filo alle necessità tedesche, intrappolati al carro della Bundesbank e un cambio competitivo sul quale operare fuori dalla UE.&lt;br /&gt;L’euro è stato capace di garantire entrambi questi aspetti, rivelandosi un affare per la Germania e non altrettanto per il resto d’Europa. Da qui si spiega e giustifica così tanta diffidenza verso l’euro e voci che vorrebbero un ritorno alle divise nazionali con efficacia all’interno di ogni singolo Paese, ricorrendo alla moneta unica solo nelle transazioni estere.&lt;br /&gt;Non accettando questa prospettiva di ridimensionamento del ruolo dell’euro nelle nostre singole vite nazionali, tutto si complica. Assumendo l’euro quale moneta comunitaria, le crisi che comunque sono avvenute, hanno avuto sui paesi alla periferia dell’area germanica, l’effetto di trascinare al ribasso il valore della moneta comune. Il che è stato benefico sui mercati mondiali, ma ha anche mortificato le singole economie dei partner commerciali tedeschi. Questi valgono i due quinti delle esportazioni tedesche, ovvero nove volte di più di quanto conta la Cina nell’export germanico.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La metodica perseguita per svuotare le economie europee a favore della Germania è semplice. I prodotti europei, a tutt’oggi, non sono competitivi sul mercato mitteleuropeo dopo ben un decennio d’aumento dei costi relativi. Se per un attimo si pensa a quanto accaduto se non ci fosse stato l’euro, il tasso di cambio con il marco sarebbe letteralmente schizzato alle stelle e tutte le altre valute soggette a forti svalutazioni competitive. Tutto questo avrebbe “ucciso” l’economia tedesca, che invece è oggi forte e prospera. Nei paesi della periferia, le svalutazioni delle monete nazionali sarebbero state ingenti, almeno quanto quelle della sterlina. L’assenza di questi scossoni ha ribaltato le prospettive della Germania in Europa.&lt;br /&gt;Su quest’ultimo particolare è importante fare una riflessione e meditare come una sicura disfatta si è trasformata in pieno successo per i tedeschi, grazie all’adozione della moneta unica. Con queste premesse, l’euro non appare affatto un sicuro approdo per tutti, come si vuole insistere nel far credere agli europei. Gli italiani stavano annegando nella bancarotta, quella stessa che ha poi travolto l’Argentina. Per evitarla abbiamo avuto la “scelta” (imposizione) sull’euro, pagando l’ingresso con un cambio al doppio del suo effettivo valore.&lt;br /&gt;Per poter comprendere l’importanza della moneta in un sistema economico è corretto paragonarla al ruolo che ha il sangue in un organismo. Laddove questo fluido abbia una pressione alta o bassa, il corpo ne risentirebbe. In questo caso il corpo è il sistema economico nazionale.&lt;br /&gt;Prima avevamo una moneta, la lira, pensata e strutturata per il nostro sistema economico. Cambiando la moneta, ma non il modo di lavorare in Italia (le aziende sono rimaste piccine, l’internazionalizzazione modesta, spesso non sappiamo neppure rispondere al telefono in tedesco o in inglese) abbiamo di fatto immesso nel nostro organismo un tipo di sangue, che ha una pressione e impeto calibrato per altri tipi di strutture. L’euro essendo in competizione con il dollaro, nei confronti della lira è come se l’ avesse  “dollarizzata”. Per spiegarsi meglio è come se fosse stata presa una moneta progettata per un determinato sistema di produzione e invece immessa in un altro ambiente. Praticamente il motore di una 500 Fiat su un Tir. Le conseguenze sono ora palesi, ma furono dette anche allora, dieci anni fa, però nessuno volle dare ascolto a questo paragone. Tutto ciò ha fatto la fortuna della Germania, che ha colonizzato l’Europa senza farla crescere.&lt;br /&gt;In un quadro d’analisi sul successo economico tedesco del 2010, va detto anche questo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-3874626005456652344?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/3874626005456652344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/la-locomotiva-tedesca-e-uscita-dalla_4730.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/3874626005456652344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/3874626005456652344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/la-locomotiva-tedesca-e-uscita-dalla_4730.html' title='La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione/3'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1715299549179011132</id><published>2010-10-10T12:11:00.000+02:00</published><updated>2010-10-10T12:14:09.882+02:00</updated><title type='text'>La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione/2</title><content type='html'>La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione&lt;br /&gt;secondo articolo della serie&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo studio pubblicato è stato scritto: l’exploit industriale ed economico tedesco del 2010, ha radici soprattutto sociali prima ancora che finanziarie e macroeconomiche.&lt;br /&gt;Sembra un’affermazione scontata, ma laddove si volesse imitare il “modello tedesco”, il punto di partenza non è dentro la produzione, ma nella capacità dell’impresa a intrattenere e aprire relazioni sociali (dipendenti orgogliosi d’esserlo e dotati di una missione) e anche industriali (discutere con il sindacato non più di solo busta paga, ma qualità di vita nel posto di lavoro. Vedi “pacchetto Harz”).&lt;br /&gt;Conosco grandi realtà nella stessa Brescia, ad esempio un’azienda da 120 dipendenti, che non solo non sa relazionare sul piano industriale, ma ha anche avviato da anni una prassi dichiaratamente antisindacale. Oltre i giochetti di finanza sul bilancio, un tipo d’azienda di questo tipo non può che essere destinata a scomparire, perché strutturalmente “sbagliata”, ovvero presenta un troppo alto profilo di rischio sociale per insolvenza, posti di lavoro non più certi, tfr disperso etc.. &lt;br /&gt;E’ vero che il sindacato italiano è afflitto da una consistente componente d’immaturità, da cui cerca di svecchiarsi senza apparente successo, però resta un interlocutore senza il quale la componente sociale dello sviluppo non va avanti. In pratica, l’industria italiana (la parte migliore, ad oggi, della società nazionale) necessita di un interlocutore sindacale, che oggi è ancora incapace di relazione in forme adeguate ai tempi. Orfani di un contradditorio, gli imprenditori italiani devono “far da sé”, lanciando aggressive politiche sul personale per “tagliare l’erba sotto i piedi al sindacato”. &lt;br /&gt;Non è vero che ognuno deve fare la sua parte, perché il fattore umano è determinante nelle imprese di ieri come di oggi, quindi in assenza di un serio sindacato, servono imprenditori e direttori del personale adeguati, nel saper curare questo aspetto.&lt;br /&gt;In Germania il sindacato ha accettato e sostenuto le “gabbie salariali”, ovvero stipendi differenziati a seconda del costo della vita per singola area geografica. Questo è uno dei segreti del successo tedesco. In una recente ricerca (Istituto Ifo di Monaco, pubblicata in settembre sulla rivista Super Illu) comparando la Germania dell’Est all’Ovest, emerge che tra il 1991 e il 2009 il Pil dell’Est è raddoppiato rispetto l’Ovest (12%).&lt;br /&gt;Il reddito medio di una famiglia dell’Est è passato dai 10.900 euro della caduta del muro (allora pari al 35% delle regioni occidentali) ai 19.500 euro del 2009 ovvero il 53% dell’Ovest. Sempre nel 2009 i lavoratori dell’Est guadagnano l’83% dei loro colleghi dell’Ovest (il valore era al 57% nel 1991). Con questi parametri per la prima volta dall’unificazione, il numero di disoccupati dell’Est è sceso sotto il milione, restando però percentualmente ancora elevato (11,5% nell’agosto 2010 quando era al 18% anni fa, laddove all’Ovest è oggi al 6,6%)&lt;br /&gt;Ovviamente l’intero processo è stato sostenuto da una grande quantità d’investimenti pubblici, tesi a svecchiare il parco infrastrutturale sia produttivo che nei servizi dell’Est. La conclusione è che a 26 anni dalla riunificazione, il costo del lavoro nella Germania dell’Est è più basso dell’Ovest ma questo non è il solo motivo per cui in alcuni campi l’Est è più competitivo.&lt;br /&gt;Studiando questi dati, il paragone corre verso il Mezzogiorno d’Italia, tale dal 1861. Se i tedeschi in 26 anni hanno fatto quello che gli italiani non sono riusciti in 150 anni, ecco dov’è la differenza tra 2 popoli. Al di là su tutto quanto qui documentato, passando a una fase operativa, cosa le nostre imprese possono fare, non potendo trasformare il Sud italico nell’Est germanico?&lt;br /&gt;Gli imprenditori italiani devono capire che il costo del lavoro non è l’unica determinante nella produzione, al contrario c’è l’innovazione e quindi la produttività. Su tutto ciò c’è il dipendente da addestrare, educare, elevare e anche licenziare se necessario. In una parola serve una politica del personale! Chi non ha il dono di unire uomini, mezzi e risorse per farli lavorare bene, chieda aiuto o impari; ecco perché a 50 anni sto ancora studiando e apprendendo come un normale scolaro! Buon lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1715299549179011132?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1715299549179011132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/la-locomotiva-tedesca-e-uscita-dalla_10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1715299549179011132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1715299549179011132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/la-locomotiva-tedesca-e-uscita-dalla_10.html' title='La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione/2'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-88874550967773076</id><published>2010-10-10T12:09:00.000+02:00</published><updated>2010-10-10T12:11:01.879+02:00</updated><title type='text'>La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione</title><content type='html'>La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione&lt;br /&gt;primo articolo di una serie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio d’anni fa, per un editore, scrissi un dossier Germania il cui titolo fu: “Una locomotiva ferma in stazione”. Non è passato molto tempo che il quadro complessivo è profondamente cambiato; quella locomotiva ora corre per tutta Europa.&lt;br /&gt;Quanto qui scritto non vuole andare ad aggiungersi a tutto ciò che è già stato pubblicato sull’argomento, perché ha un altro obiettivo: il taglio sociologico.&lt;br /&gt;Le aziende e in tal senso dico proprio tutte le imprese italiane, hanno dimenticato o mai introdotto nella loro gestione, concetti di sociologia. A volte si contrabbanda la gestione risorse umane (nei casi più evoluti d’impresa) con la sociologia, ma è solo una scorciatoia! Questa mancanza è grave, perché incide sulla produttività.&lt;br /&gt;La sociologia in azienda serve a raccordare le regole condivise di una comunità, con le singole necessità delle persone. Quindi ben introdurre il singolo nel clan aziendale. Se questo avviene, il personaggio lavorerà meglio e produrrà di più. Quindi serve un organigramma (meglio se corredato da foto), un mansionario, dei tesserini d’identificazione, una tuta o divisa se possibile, una mensa, forse un asilo, una bandiera nazionale nel luogo di produzione, l’istituzione del dipendente del mese, biglietti premi per viaggi ai meritevoli, aggiornare gli stili di lavorazione chiedendo ai dipendenti/operai il loro parere, abbattere il nervosismo e la “fretta” (che nulla conclude). Inoltre serve spiegare e permettere alle persone di capire come agire con gli altri; a conti fatti e ormai noto perché scritto diverse volte, un politica del personale di questo tipo abbatte mediamente del 12% i costi di gestione aziendali.&lt;br /&gt;Quest’introduzione serve per capire il fenomeno tedesco, che solitamente viene spiegato con numeri e aspetti numerici/economici, ma mai sul piano umano che in realtà è poi il motore di tutto.&lt;br /&gt;Non è che i tedeschi abbiano inventato qualcosa, in realtà sono 80 anni che se ne discute negli Stati Uniti, ma lo hanno anche tradotto in termini sindacali. Nel dettaglio e come verrà elencato fra poco, il “pacchetto Harz” è stato possibile solo perché nel tessuto aziendale tedesco, per anni si è discusso e applicata la sociologia, che ha lasciato oscillare il pendolo delle opportunità dalla cogestione degli anni Settanta, Ottanta al “salario integrale” di oggi.&lt;br /&gt;Vediamo i vari aspetti con ordine.&lt;br /&gt;Nel secondo trimestre di quest’anno, il sistema Germania è cresciuto, in termini di PIL del 2,2% contro le stime ancorate all’1,3%. Anno su anno, lo sviluppo di ricchezza sociale tedesco è del 4,1% ovvero più del doppio di quanto Eurostat ha stimato per l’area UE. &lt;br /&gt;Alla base del successo “d’Oltralpe” nella regione mitteleuropea, non c’è solo l’export, che ne rappresenta la manifestazione più immediata, ma in realtà lo sviluppo è strutturale e fonda la sua origine nelle scelte che furono adottate immediatamente dopo il 1992 all’atto della riunificazione.&lt;br /&gt;Infatti la crescita tedesca ha assunto una velocità tale che adesso è la più elevata dall’epoca della riunificazione, perché sono giunti a maturazione dei passaggi cruciali nell’organizzazione del sistema manifatturiero che, si rammenta, è il più forte in Europa. Questi passaggi chiave sono:&lt;br /&gt;a) nel confronto con l’Italia, anche a parità di settore merceologico, le aziende tedesche sono più grandi (si conferma il cosiddetto concetto “mittelstand” dove si possono trovare i tesori nascosti dell’imprenditorialità tedesca per ingegno e operosità)&lt;br /&gt;b) le medie imprese si difendono meglio sul mercato globale e questo è stato visto sia in Asia che nelle Americhe, la cui ripresa è più forte rispetto l’Europa, perché queste regioni sopportano in forme più adeguate i costi dell’internazionalizzazione, che sono molti forti in logistica, per la strutturazione delle reti di vendita, quindi l’avviamento delle nuove imprese e infine nel mantenimento delle relazione commerciali;&lt;br /&gt;c) l’industria tedesca si è concentrata in settori meno esposti alla concorrenza da parte dei paesi in via di sviluppo. In questo modo ha evitato quella parte di beni prodotti dove la dinamica della domanda è tradizionalmente più bassa e la concorrenza spietata;&lt;br /&gt;d) l’export di macchinari verso i paesi emergenti è uno dei punti di forza;&lt;br /&gt;e) è stata realizzata, e non senza fatica, una controllata delocalizzazione verso est (Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria) per quei segmenti di produzione a alta intensità di lavoro, che tradizionalmente penalizza la competitività delle proprie merci;&lt;br /&gt;f) su questo aspetto va però considerato anche un processo di ritorno in Patria per alcune produzioni, (pentole e casalinghi non elettrodomestici) in grado d’offrire al mercato interno sia prodotti di base a basso costo che a più sofisticato livello allargando così la gamma di scelta al cliente;&lt;br /&gt;g) l’applicazione nella normativa sul lavoro del cosiddetto “pacchetto Harz” che ha suggerito, nelle relazioni industriali, un nuovo livello di comparazione tra il salario reale, il livello di occupazione, gli investimenti in capitale fisso e immateriale e infine la produttività del lavoro. In pratica non ci sono più variabili indipendenti;&lt;br /&gt;h) c’è un forte sostegno dello Stato nelle esportazioni tedesche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-88874550967773076?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/88874550967773076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/la-locomotiva-tedesca-e-uscita-dalla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/88874550967773076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/88874550967773076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/10/la-locomotiva-tedesca-e-uscita-dalla.html' title='La locomotiva tedesca è uscita dalla stazione'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-8498758306012921330</id><published>2010-09-06T11:22:00.002+02:00</published><updated>2010-09-06T11:23:05.338+02:00</updated><title type='text'>Che fare?</title><content type='html'>Appena rientrato in Italia, un imprenditore italiano mi chiama e dopo un lungo elenco di fatti mi chiede: come mi muovo? A quel punto mi torna in mente un passaggio storico, che mi ha molto impressionato per anni. Parliamo della campagna d’Africa 1941-1943. Il nostro esercito si basava su grandi unità a bassissima mobilità (divisioni che a loro volta formavano armate) profondamente radicate nel terreno; in pratica erano delle roccaforti nel deserto. I tedeschi prima e gli inglesi dopo, si strutturarono invece su brigate particolarmente mobili e vivaci, articolate a loro volta in battaglioni e compagnie, capaci di scorazzare oltre le linee avversarie con estrema facilità. In breve, la “linea del fronte” diventò un’idea sorpassata; è chiaro che in queste condizioni chi condusse la guerra furono i tedeschi e gli inglesi relegando gli italiani a un ruolo secondario, benché molto numerosi, ma poco dotati di mezzi e risorse. Quale lezione trarre da questo esempio?&lt;br /&gt;Sicuramente parlare di fatti accaduti 70 anni fa, in un’epoca a forte accelerazione di reazioni tra comportamenti diversi, potrebbe apparire fuori luogo. Nonostante ciò, identificando in un simpatico animale, il comportamento che le nostre imprese dovrebbero assumere sul mercato, le vorrei tutte degli scoiattoli in grado di muoversi rapidamente, mangiare poco e vivere a lungo. Ricordate come i vietcong  alimentati con un pugno di riso al giorno e infossati nelle loro tane riuscirono a vincere sui più ricchi americani, che avevano a loro disposizione tutto e il suo contrario? Un soldato impigrito da 4 pasti al giorno, non seppe reagire a un avversario dotato di metà peso e particolarmente agile.&lt;br /&gt;Come tradurre tutto ciò in politica commerciale?&lt;br /&gt;Tanto per cominciare non basta agire su quest’area tralasciando altre funzioni aziendali; se non si è strutturati non si arriva a nulla di stabile. E’ vero che qualche imprenditore se la cava da anni risparmiano sui costi di gestione, ma ha i giorni contati. Il costo di gestione è paragonabile alla forma fisica per un atleta. Risparmiare sui muscoli dello sportivo, significa perdere la competizione. &lt;br /&gt;Ne consegue che serve una struttura, senza la quale ogni iniziativa è destinata a restare episodica. In pratica un grande sforzo che non fruttifera. Ho conosciuto degli imprenditori che passano da padre in figlio, lavorano tantissimo ma poi, stringendo, non riescono a raccogliere la ricchezza che avrebbero dovuto maturare. Certo hanno la casa di proprietà, ma non l’agiatezza che deriva da 30-40 o anche 50 anni di duro lavoro. Casi del genere derivano solo da un’inadeguata struttura aziendale a fronte di un effettivo lavoro svolto, ma che non da frutto se non sussistenza.&lt;br /&gt;Chiarito questo aspetto che troppo spesso si da per scontato, passiamo alla gestione operativa con una premessa: non esiste una politica commerciale eccellente, che non sia accompagnata da quella sulla qualità, del personale, amministrativa e finanziaria, di marketing etc.&lt;br /&gt;Considerando l’azienda nel suo aspetto “globale”, adesso analizziamo la sua “velocità” di reazione al mercato; come misurarla?&lt;br /&gt;Non esiste uno strumento definito per questo aspetto della gestione d’impresa, al pari del contachilometri di un’autovettura. Al contrario serve un piano di marketing da aggiornare ogni 6 mesi. Questo mezzo è l’unico, se accompagnato da un sistema contabile di revisione mensile degli obiettivi fissati, a permettere di capire se l’azienda sta reagendo o meno alle sollecitazioni dal mercato. Ebbene questo sistema di manovra dell’impresa è ancora troppo poco diffuso, (solo il 7% in Italia) il che spiega i ritardi e le inadeguatezze delle nostre imprese in ambito comunitario e globale. Una politica aggressiva capace, di conservare l’impresa sul mercato, che non è possibile inventarsi dalla mattina alla sera, nasce da una cultura d’impresa sedimentata giorno dopo giorno; l’importante è iniziare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8498758306012921330?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8498758306012921330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/che-fare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8498758306012921330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8498758306012921330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/che-fare.html' title='Che fare?'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5723235917030710509</id><published>2010-09-06T11:22:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:22:31.395+02:00</updated><title type='text'>Insight!</title><content type='html'>Come fa un ragazzino di 14 anni che sta per accedere al primo scientifico a leggere un testo universitario? E’ quanto mi è accaduto qualche giorno fa, tornato in Italia. Mio figlio cercando qualcosa di stimolante, mi chiede un libro specifico di cui avevo discusso a tavola, con tutta la famiglia, credo 5 anni fa.&lt;br /&gt;Il testo è di Kurt Lewin (psicologo tedesco di razza ebraica, emigrato forzatamente negli USA) dove vengono descritti diversi esperimenti sul comportamento umano. C’è quello dove alcuni studenti infliggono ad altri compagni scosse elettriche crescenti, quell’altro della Tamara Dembo sulla collera quale problema dinamico che necessita d’una motivazione per attivarsi, l’effetto Zeigarnik (il cameriere che ricorda ordinazioni per centinaia di tavoli e le dimentica tutte al rientro a casa) e molti altri. Ebbene stimolato da questo mio raccontare e discutere tra una coscia di pollo e l’insalata, mio figlio ha custodito negli anni la curiosità di leggere, che adesso è maturata fino a chiedere espressamente  questo libro. E’ palese che se non ci fosse stato l’imput, oggi il ragazzino leggerebbe altro, con probabile disperazione del padre!&lt;br /&gt;Questo particolare mi consola non poco, perché ai miei clienti faccio spendere sempre diversi soldi nell’acquisto di una vera e propria biblioteca pertinente alla gestione aziendale, da cui traggo, durante la consulenza, sputi ed esempi, educando l’imprenditore ad andarsi a cercare la fonte dei miei ragionamenti.&lt;br /&gt;E’ probabile che così facendo, anche altri, in azienda possano negli anni sfogliare “i sacri testi” del marketing, gestione risorse umane crescendo nella capacità di vivere l’impresa.&lt;br /&gt;Tutto ciò però non basta, mi rendo conto che serve un passaggio in più, sul quale con il mio ragazzino ci stiamo arrivando, ma che vorrei anche“esportare” nelle imprese. &lt;br /&gt;Il livello superiore si chiama insight.&lt;br /&gt;Per sociologi, psicologi e psicanalisti significa attivare una capacità di reazione e apprendimento che non sia più successiva a sbagli e errori, ma creativa, modificando lo spazio circostante. Insomma il lampo di genio, che deriva da uno studio applicato.&lt;br /&gt;L'apprendimento per insight è stato teorizzato negli anni '20 osservando, tra l’altro, anche il comportamento degli scimpanzé di fronte al compito di raggiungere un banana tramite l'utilizzo di una serie di bastoni di diversa lunghezza. La soluzione sarebbe stata montando insieme i due bastoni. Dopo lunga esplorazione degli strumenti a propria disposizione, quindi della gabbia e dell'ambiente esterno, lo scimpanzé all'improvviso (come per intuizione) trova la soluzione montando i due bastoni raggiunge la banana. Questo è avvenuto non per tentativi successivi, ma riconfigurando i diversi elementi del sistema (bastoni, gabbia, banana, distanze) al fine di raggiungere lo scopo. In gergo si definisce l' insight come una forma di ragionamento che, piuttosto d’analizzare un problema nei dettagli, tramite un processo di avvicinamento progressivo, consente di raggiunge la soluzione  attraverso un'intuizione improvvisa. Sebbene le due forme di ragionamento siano spesso complementari (la progressiva e l’intuizione) l'insight è particolarmente importante nel risolvere problemi nuovi, per i quali le strategie mutuate dall'esperienza si rivelano spesso insufficienti. &lt;br /&gt;La conclusione è semplice: abbiamo bisogno di un “qualcosa in più” che credo si chiami insight e la strada per ottenerlo è studiare, o chiamare in azienda chi cresce seguendo questo schema.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5723235917030710509?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5723235917030710509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/insight.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5723235917030710509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5723235917030710509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/insight.html' title='Insight!'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-8745226218781928337</id><published>2010-09-06T11:18:00.002+02:00</published><updated>2010-09-06T11:22:02.824+02:00</updated><title type='text'>L’ottimista stupido</title><content type='html'>Lascio l’America con il suo presidente che si ostina a dichiarare che la ripresa c’è, arrivo in Italia e sento lo stesso discorso dai nostri leader. Francamente che la ripresa ci sia o no, a me interessa osservarne gli effetti, più che i proclami.&lt;br /&gt;Nello scambio di posta privata, alcuni lettori mi chiedono perché sono “pessimista”. Chi mi conosce, sa che sono ottimista a oltranza e determinato nel trovare sempre una via alternativa. Qui, nella veste ufficiale di analista, non sono ottimista o pessimista, ma uno studioso che da 30 anni analizza e pensa i fatti. Nel mio mestiere è fondante l’esigenza del dubbio conoscitivo.&lt;br /&gt;Sebbene la ripresa ci sia, ma non si veda, per quanto mi riguarda non è un dato su cui riflettere! Il punto è come ci si stia organizzando per un rilancio, che prima o poi ci sarà, perché è nella logica dei fatti e, altro problema, quante imprese riusciranno a reggere fino a quel momento? Non solo, ma quando si riavvierà il sistema economico, chi ne resterà tagliato fuori? Ecco quali sono i miei pensieri. Se ciò di cui mi occupo è ragionare e non annunciare, è anche vero che sulla base dei dati riscontrati è possibile fare delle previsioni. &lt;br /&gt;Ebbene le mie sono negative per un “secondo colpo della crisi”. Perché? Semplice! Negli USA non ci sono idee per gestire la crisi o meglio, si ritiene che basti spendere denaro pubblico per rilanciare l’economia. Su questo aspetto, come economista non sono in accordo e da sociologo ho visto famiglie vivere in una autovettura parcheggiati in un distributore di benzina a Flagstaff (Arizona) quindi in una località non particolarmente depressa degli Stati Uniti. &lt;br /&gt;Ho constatato come la crisi, non sia solo un momento di difficoltà, ma assenza di idee. Con questi presupposti che senso ha essere ottimista o pessimista?&lt;br /&gt;Arrivo in Italia e vedo che la Nazione “dorme”. Il parlamento apre l’8 settembre (che fantasia nella scelta delle date e che brutto presagio!) le aziende che barcollano, cercando una via come se si fossero destate ora da un profondo sonno (solo qualche settimana di agosto) e la Germania che avanza come un panzer. Evviva i tedeschi! E’ dal 1990 che questo paese ha lavorato per dei risultati che solo adesso sono palesi. Un particolare, su questo argomento, mi pare significativo in un’Italia dove il sindacato è in urto facciale con la globalizzazione targata Fiat.&lt;br /&gt;In Germania è stata applicata una normativa sul lavoro, il cosiddetto “pacchetto Harz”, che ha suggerito, nelle relazioni industriali, un nuovo livello di comparazione tra il salario reale, il livello di occupazione, gli investimenti in capitale fisso e immateriale e infine la produttività del lavoro. In pratica non ci sono più variabili indipendenti.&lt;br /&gt;Ecco il punto. Nel cuore dell’Europa, si scopre che le variabili non sono più indipendenti. Prima o poi ci arriveranno anche gli italiani e quindi gli americani.&lt;br /&gt;Questo aspetto mi rende “ottimista” e sorrido alla Germania. Possiamo diventare tutti noi un po’ più tedeschi? Questa è la via per gestire la crisi, anche se qualche economista francese (invidioso) si lamenta che i tedeschi non hanno concordato con altri le loro scelte. Il futuro non è collettivo, ma costruito sulle scelte individuali! Ebbene imprenditori italiani, come stiamo a scelte originali puntando su nuovi manager, mercati, prodotti, fattore umano, tecnologia, relazioni industriali? Per tornare a credere in qualcosa, abbiamo bisogno di una politica che per quanto possa essere perfettibile è una direzione, ma questa politica non può più pioverci dall’alto, bensì dobbiamo farla noi, nelle singole imprese, la cui sommatoria darà un indirizzo alla Nazione. Si parla tanto di federalismo ma qui, tornando agli aspetti seri, si tratta di fare da soli per dare un segno a tutti. Ecco la ricetta per credere nel futuro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8745226218781928337?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8745226218781928337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/lottimista-stupido.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8745226218781928337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8745226218781928337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/lottimista-stupido.html' title='L’ottimista stupido'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2556133847398262847</id><published>2010-09-06T11:18:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:18:27.795+02:00</updated><title type='text'>Questa la devo proprio raccontare! – una politica degli acquisti aggressiva</title><content type='html'>Quest’anno ho comprato un navigatore satellitare per girare con più serenità sia nella prateria del nord come negli infuocati deserti del sud statunitense. La prima scelta è stata impostata sulla fiducia, rivolgendomi a un importante distributore americano di prodotti elettronici, forte di una capillare presenza in tutta la Nazione; Best Buy. Ho così comprato a 139 dollari. &lt;br /&gt;Sedici giorni dopo però, questa macchinetta nella sua espressione vocale italiana, ci sono ben 27 opzioni diverse nel linguaggio, ha iniziato a perdere colpi non pronunciando bene le vie, quindi tornando da Best Buy di un’altra città e stato, dotato di scontrino, mi lamento del prodotto e pagando la differenza, compro la versione superiore dello stesso modello. Arrivo così a quota 236 dollari.&lt;br /&gt;Passa una settimana e qualcuno mi dice che sono stato imbrogliato, perché il prezzo pagato per la versione avanzata è da considerarsi assurdo. In effetti dopo una rapida indagine di mercato, scopro che avrei potuto avere lo stesso modello “avanzato” a 129 dollari!&lt;br /&gt;Torno da Best Buy chiedendo giustificazioni sul rapporto prezzo pagato e prodotto ottenuto, ma i commessi restano a corto di argomenti, per cui mi restituiscono tutti i soldi spesi, senza alcuna resistenza, ovvero i 236 dollari. Con quell’ammontare mi reco da un altro grande distributore, Radio Shack e chiudo la partita a 129 ottenendo lo stesso prodotto “avanzato” in grado di parlare in italiano e senza difetti.&lt;br /&gt;Ovviamente prima di giungere alla conclusione, ho schivato delle emerite fregature da Fry’s a Las Vegas (altro grande distributore di elettrodomestici ed elettronica) dove il cinese di turno, nel ruolo di commesso, voleva convincermi, per 260 dollari, sulla compatibilità europea del Tom Tom rispetto al Garmin, che ho comprato e sul quale desideravo restare quale marchio e modello.&lt;br /&gt;L’indagine di mercato svolta, ha permesso di mettere a fuoco degli aspetti, nella formulazione del prezzo in America, di grande importanza e questo grazie ai consigli ottenuti dai commessi che molto professionalmente, non hanno difeso il “loro” prodotto, ma spaziato sull’intera gamma d’offerta sul mercato, a vantaggio del cliente (da qui nasce la fiducia incondizionata per questi venditori) Questi professionisti operano in negozi della catena Office Max, Office Depot e Wal Mart (altri 3 distributori molto diffusi nel Paese). Entrando nel dettaglio sulla politica dei prezzi, il sistema funziona così:&lt;br /&gt;a) il più forte distributore d’America (Wal Mart) acquista, prima di tutti gli altri “le novità”, in modo d’assicurare al mercato ampia scelta. In questo modo, ovviamente, l’ultimo prodotto della serie ha un costo elevato, ma al contempo, impone una forte contrazione di prezzo sul modello che prima rappresentava la “novità” e ciò a immediato beneficio degli acquirenti;&lt;br /&gt;b) in questo modo Wal Mart, attira consumatori allargando la sua base di distribuzione, perché richiama sia chi è disposto a spendere per un prodotto appena uscito, che anche coloro che “stavano attendendo” qualche riduzione di prezzo per risparmiare sull’acquisto, desiderando dei beni di un certo livello ma non disposti a pagare il “primo prezzo”;&lt;br /&gt;c) il meccanismo si traduce, in pratica in un nuovo prezzo di 129 o 169 dollari in luogo del precedente di 250 per lo stesso tipo di prodotto, reo d’essere “vecchio” appena di qualche mese (in genere sei, ma spesso anche quattro)&lt;br /&gt;Molti imprenditori mi hanno scritto, in queste ore, per avere dei consigli su come gestire un mercato fiacco o forse gravato da un imminente secondo colpo dalla crisi internazionale. La procedura d’acquisto qui descritta vissuta come cliente, ma studiata quale ricercatore, credo vada meditata e possibilmente applicata. E’ facile concludere che quanto qui descritto è già in uso da noi, che non c’è nulla di nuovo sotto il sole etc.. In realtà la gestione di quello che potrebbe essere definito il mutato corso dell’economia, commercio e industria, alla luce della perdurante crisi, richiede una miriade di micro applicazioni e accorgimenti nel cui complesso (quasi fosse un puzzle) è possibile trovare la personalizzazione della risposta d’impresa ai nuovi bisogni del mercato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2556133847398262847?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2556133847398262847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/questa-la-devo-proprio-raccontare-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2556133847398262847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2556133847398262847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/questa-la-devo-proprio-raccontare-una.html' title='Questa la devo proprio raccontare! – una politica degli acquisti aggressiva'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5288748171628547006</id><published>2010-09-06T11:17:00.002+02:00</published><updated>2010-09-06T11:18:00.887+02:00</updated><title type='text'>Una nuova strategia</title><content type='html'>Mettiamola giù dura così siamo sinceri quanto diretti e cerchiamo delle soluzioni.&lt;br /&gt;La crisi è forte e siamo in attesa di un secondo colpo le cui avvisaglie sono state anticipate dal Direttore della FED al Congresso degli Stati Uniti. Molti professori e studiosi fuori dal bavaglio del “non si può dire e non lo pubblicare perché produce allarme” sono concordi su un possibile collasso della Cina per ipercrescita e problematiche strutturali (non coordinamento tra un regime comunista e un’economia di mercato). &lt;br /&gt;L’ingolfamento del paese asiatico andrebbe a tutto vantaggio degli Stati Uniti, costretti di fatto a riappropriarsi di quelle manifatture che stupidamente avevano ceduto alla Cina. Ciò significa una profonda revisione del processo di globalizzazione e delocalizzazione, che così troppo frettolosamente erano stati lanciati.&lt;br /&gt;La Germania va bene e resterà la locomotiva dell’euro; in effetti è l’unico sistema paese sicuro su cui puntare. La Russia, i paesi arabi del Golfo o comunque emergenti restano folklore, perché privi di un’ordinata struttura di crescita.&lt;br /&gt;Il vero problema su tutto il sistema economico è la stagnazione e la disoccupazione, destinata a perdurare negli anni per cui bisogna tornare a capire cosa non ha funzionato in Giappone, la cui crisi prosegue da 15 anni (mercato interno immaturo e connessi consumi non in grado di sostenere un’economia moderna).&lt;br /&gt;In Italia il mercato è destinato a fermarsi o quantomeno a restringersi con una profonda ristrutturazione tra operatori. Molti nomi chiuderanno, falliranno o si lasceranno assorbire.&lt;br /&gt;Il rapporto tra consumi privati e reddito va per forza di cose rivisto al ribasso (ma del resto, generalizzando, chi vive con il cellulare attaccato all’orecchio o sistematicamente al di sopra delle proprie possibilità, come non poteva subire un ridimensionamento?) Chi può restare sul mercato o come saranno le imprese che nasceranno dall’ingegno di una nuova generazione di disoccupati? Senza dubbio questi soggetti economici sapranno:&lt;br /&gt;- operare su più mercati contemporaneamente compensando quelli in rallentamento;&lt;br /&gt;- comunicare con i consumatori in forme dirette e motivanti fidelizzandone il rapporto;&lt;br /&gt;- i consumi del futuro saranno caratterizzati da grandi guerre per la fidelizzazione;&lt;br /&gt;- i consumatori del futuro saranno poco fedeli al marchio;&lt;br /&gt;- i produttori offriranno gamme di prodotti differenziati per prezzi stroncando così la prerogativa del basso prezzo, che ha rappresentato la fortuna della Cina (e la sua maledizione). Questo aspetto è nuovo perché sinora, il basso costo del lavoro ha indirizzato le scelte di localizzazione produttiva, quando ora l’alto contenuto culturale delle maestranze ritorna nella sua importanza. I prodotti del futuro saranno realizzati nel mercato di consumo, ma differenziati per prezzi, accogliendo i più bisogni e tasche dei consumatori;&lt;br /&gt;- il processo di selezione del personale sarà più rigido, perché si richiederanno maggiori conoscenze indipendentemente dall’età;&lt;br /&gt;- le procedure d’acquisto della materia prima da parte dei produttori si faranno più rigide ed elaborate, applicando una rotazione dei prodotti molto alta. Non solo, la corsa nell’accaparrarsi l’ultimo manufatto, consentirà delle verticali cadute di prezzo verso i consumatori su quei beni in uso da pochi mesi. Ciò permetterà l’allargamento della base di vendita, aprendo alla guerra dei prezzi (metodo Wal Mart negli USA);&lt;br /&gt;- le forti spese per pubblicità sono destinate ad essere sostituite e ridotte da quelle di fidelizzazione. In pratica passeranno da un massimo del 3% sul fatturato a un 1%;&lt;br /&gt;- quelle bancarie, purtroppo, si attesteranno sul 5% del fatturato dal loro massimo 3% qual’era prima della crisi. Su questo versante il costo del personale scenderà dal massimo che era del 15% per fermarsi al 13% ma in compenso il costo dell’acquistato e lavorato dal suo massimo del 70% si attesterà definitivamente sul 50% grazie alla maggiore severità negli acquisti.&lt;br /&gt;Queste e altre soluzioni saranno studiate e adottate dalle singole imprese, in un dibattito tutto interno a quel “comitato di crisi permanente” di cui si è già detto che rappresenterà il “braccio destro” dell’imprenditore. Ecco quindi la novità: bisogna cavarsela da soli muovendosi adesso. Buon lavoro a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5288748171628547006?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5288748171628547006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/una-nuova-strategia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5288748171628547006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5288748171628547006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/una-nuova-strategia.html' title='Una nuova strategia'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1113561435511245154</id><published>2010-09-06T11:17:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:17:34.946+02:00</updated><title type='text'>L’America è in crisi, ma il vero problema è l’assenza di prospettive</title><content type='html'>Che l’America sia in crisi francamente non è più una notizia; che anche l’area Euro lo sia è meno diffuso come concetto, ma altrettanto vero (tranne che per la Germania che ha saputo ben muoversi anche in questa congiuntura). Ciò che è curioso, studiando l’attuale crisi economica e sociale dal suo epicentro, gli Stati Uniti, non è tanto solo riconoscere il concetto crisi, ma vedere che non si hanno soluzioni, idee, prospettive, in pratica non c’è una via da percorrere.&lt;br /&gt;La disoccupazione nel Nevada è del 14% (punto massimo nella nazione) mentre nel resto del Paese si aggira intorno al 10%, si vedono nelle stazioni di servizio delle famiglie che vivono dentro la loro autovettura, in quanto hanno perso la casa e probabilmente anche il lavoro. Le importazioni dalla Cina sono enormi e riguardano articoli di normale utilizzo per gli Americani, ormai incapaci di costruire l’ovvio (quel genere di beni che hanno grande mercato interno. Praticamente si vendono più penne e matite che aerei ad alta tecnologia). Così facendo gli Americani si ritirano nel fare solo “complessi e sofisticati macchinari molto costosi”, ma non soggetti a un largo utilizzo. In pratica “da queste parti” si progettano lo Shuttle e i computer, ma poi li si fa assemblare dai cinesi impoverendosi nella fase di costruzione, che è quella che assicura l’assorbimento della disoccupazione. E’ palese che una Nazione, per garantire la democrazia non può tollerare un livello di non occupati oltre una certa soglia. In Italia il terrorismo si affacciò quando il livello di inoccupati oltrepassò il 20%. La scusa ufficiale che usano in genere gli Americani per placare la loro coscienza, è che se il paese asiatico compra i debiti degli USA, allora sono da considerarsi degli “amici”, per cui delegare loro la produzione di base per le necessità dell’America è un “equo scambio”. Resta però il problema di fondo: fermare la montagna di debiti che gli Stati Uniti stanno accumulando. Ecco dove mancano sia gli scenari che le grandi guide, tra cui la Casa Bianca brilla per assenza.&lt;br /&gt;La soluzione non è “vendere” i debiti, ma produrre per il mercato interno assorbendo disoccupazione ma qui, negli USA non lo dice nessuno, anzi non lo pensano neppure! Ecco dov’è la confusione, il non aver idee o progetti su cui indirizzarsi. Sapete dov’è “il criminale”? aver chiesto voti per dirigere un mondo non sapendo quali scelte lanciare: obama. &lt;br /&gt;In conclusione, la crisi e tanto grave quando non si hanno idee, opinioni e punti di vista per affrontarla. Che momenti di riflessione o di rottura del mercato avvengano, fa parte della naturale evoluzione della vita, ma che non si sappia ancora come muoversi a 2 anni dal conclamarsi del fallimento di un sistema, pone un altro problema: ma chi studia, che cosa sta combinando?&lt;br /&gt;In attesa che venga formulata una serie di alternative, per indicarci come poter gestire questo lungo momento di stasi (va ricordato che il Giappone è fermo da 15 anni)  credo sia saggio che ogni Governo, Università, ciascuna impresa, riscriva “le regole di ingaggio”, chiedendosi cosa fare senza cercare le soluzioni nel già scritto, ma avviando una nuova ricerca originale nella lettura dei fatti.&lt;br /&gt;La novità clamorosa è che mentre negli anni Trenta come Sessanta potevamo chiedere ai ricercatori l’uso di dottrine per affrontare il mercato, oggi questa possibilità non c’è più. Ognuno fa per sè ma chi non si muove perisce. Con questa impostazione tutte le aziende devono dotarsi di una loro politica commerciale, degli acquisti, del personale, di marketing e qualità. Tutte le imprese devono saper comunicare al mercato quale scelta hanno adottato e perché, aprendo così un dialogo in grado di consentire di restare in attività. Vivere è ancora più difficile rispetto a 2 anni fa, ma privarsi degli strumenti per organizzare una risposta è sciocco. Chiarito questo passaggio ora serve organizzarsi; come si fa?&lt;br /&gt;Anche qui ci sono delle novità. Le aziende non possono più fare da sole, chi si chiude è perduto. Al contrario serve aprirsi all’Associazione di categoria frequentandone i più incontri, chiedere alle Università opinioni, leggere, studiare, ricorrere alla consulenza. Da questo mix, in cui l’imprenditore smette d’essere un operaio specializzato e assume le sue funzioni nel “pensare per agire”, ci sono le risposte per aprire una nuova stagione. Al lavoro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1113561435511245154?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1113561435511245154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/lamerica-e-in-crisi-ma-il-vero-problema.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1113561435511245154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1113561435511245154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/lamerica-e-in-crisi-ma-il-vero-problema.html' title='L’America è in crisi, ma il vero problema è l’assenza di prospettive'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5009255221343657218</id><published>2010-09-06T11:16:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:16:43.995+02:00</updated><title type='text'>Le prospettive a breve</title><content type='html'>Andando verso il Gran Canyon National Park da Flagstaff (Arizona), in uno sperduto paesino all’incrocio tra due strade, c’e’ un piccolo museo aeronautico. Qui è conservato l’aereo, da cui il Gen. MacArthur comandò le truppe sia contro la Corea del nord, nei primi anni Cinquanta, che i giapponesi durante il secondo conflitto. Il veivolo, un quadrimotore (l’Oceano Pacifico è un’area molto estesa) per quell’epoca rappresentava il 747 Jumbo Jet di oggi, che è ancora al top del trasporto aereo, per carico di persone e merci.&lt;br /&gt;Ebbene oggi questo “grande aereo” per storia e dimensioni è quasi un rottame, esposto in un museo di un paesino appena indicato sulle mappe. L’emozione storica, nel rivedere ogni anno questo apparecchio, per me è grandissima. Il Gen McArthur oltre a uscire vittorioso dal duro quanto crudele confronto militare, piegando anche i comunisti nel nord della Corea fu cacciato dall’allora Presidente Truman, perchè intenzionato a portare la reazione militare aerea oltre il confine nord coreano, quindi direttamente in Cina, ovvero colpire il mandante della guerra.&lt;br /&gt;Tutto questo oggi è storia e contribuisce a forgiare le giovani menti (almeno quelle fertili).&lt;br /&gt;Più osservo compiaciuto questo aereo e più vedo una consistente coltre di nubi, molto nere, avvicinarsi da sud verso di me, talmente minacciose da non poter scorgere neppure quel bordo di sereno, alle sue estremità, che in genere ci viene concesso. Insomma è tutto buio, tanto che presto viene giù una di quelle piogge torrenziali con grandine annessa, che solo sull’altopiano del Colorado. Ebbene se dovessi sintetizzare l’America con un’immagine dopo 2 mesi abbondanti che giro da uno stato all’altro e oltre 9.000 miglia percorse a oggi, credo che questa sia l’immagine più adeguata: un mondo di valori parcheggiato in un museo dell’estrema periferia, sotto l’incombente pioggia e grandine senza poter scorgere all’orizzonte alcun bordo di sereno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5009255221343657218?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5009255221343657218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/le-prospettive-breve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5009255221343657218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5009255221343657218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/le-prospettive-breve.html' title='Le prospettive a breve'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5429968645599626706</id><published>2010-09-06T11:15:00.002+02:00</published><updated>2010-09-06T11:16:21.516+02:00</updated><title type='text'>La cicatrice non invalidante</title><content type='html'>A Flagstaff (Arizona) scendo a fare colazione in albergo e trovo seduta davanti a me, di spalle, una Signora non più giovane, ma orgogliosa nella sua vitalità, che espone un generosa scollatura sia sulla schiena che probabilmente anche sul décolté.&lt;br /&gt;Ciò che mi ha colpito è stato vedere sulla schiena una profonda quanto estesa cicatrice.&lt;br /&gt;Credo che le “sue” coetanee italiane non sarebbero state così generose e anticonformiste, considerando generalmente la cicatrice concettualmente invalidante per la loro estetica, qui invece la Signora ha incorporato la sua storia e evoluzione fisica, accettandosi.&lt;br /&gt;A parte la profonda emozione e rispetto che ho provato per questa impavida e coraggiosa Signora, il pensiero corre alle nostre imprese. Nel paragone la cicatrice potrebbe essere una condanna, un affare non risolto adeguatamente, una causa o quant’altro. Ebbene in tanti anni, non ho mai visto degli imprenditori capaci di “capitalizzare” le brutte avventure, discutendone apertamente in azienda studiando come non ricadere nell’errore commesso, facendo scuola dalla brutta avventura. Insomma trovo poca-pochissima autocritica e molta voglia di “nascondere”. Quindi una strutturale incapacità d’analisi (in genere il ragionamento tipo che viene sovente applicato è “speriamo che me la cavo”, oppure, è sempre stato fatto così”)  quindi una diffusa tendenza “a campare alla giornata”. Ebbene questo “metodo” di sopravvivenza non è corretto! Servono politiche del personale per contenere i costi e alzare la produzione, quindi piani di marketing, ma non mi dilungo sul già detto in altre puntate di questo epistolario americano 2010. Sicuramente serve la capacità di far tesoro delle brutte esperienze ragionandoci sopra, trasformando il tutto in “casi scuola”, ampiamente dibattuti tra le persone più fidate in azienda. A tal proposito serve rammentare quanto sia strategico formare in azienda quel “comitato di crisi dedito alla formazione delle strategie” che permanentemente analizzi cosa fare al modificarsi degli scenari.&lt;br /&gt;Il comitato è un gruppo ristretto presieduto dall’imprenditore che quotidianamente riunisce per 15 minuti (non di più altrimenti subentra l’assuefazione e noia il che è un pericolo mortale) le sue teste pensanti per fare il punto della situazione. E’ importante che ognuno sia educato a dire la sua senza alcun ritegno e timore (sempre nel rispetto delle più ovvie regole di convivenza civile). Da questo scambio di opinioni si ottengono dei risultati del tipo:&lt;br /&gt;- l’imprenditore è stimolato dal contradditorio ponendosi in discussione e in questa maniera cresce in vedute e prospettive;&lt;br /&gt;- la gente più fidata si trova in una posizione evolutiva sia nel ruolo che nella partecipazione agli eventi dell’impresa sentendosene parte integrante;&lt;br /&gt;-  la “tempesta di cervelli” (brainstorm) che ne deriva dall’interazione, se verbalizzata affinchè nessuna idea vada perduta, contribuisce a costituire un diario da rileggere nel corso del tempo per trovare soluzioni ai più casi. Un metodo di lavoro di questo tipo andrebbe incontro a quel bisogno di personalizzazione delle politiche aziendali utile per saper ben fronteggiare l’attuale depressione economica. Come già affermato in altri passaggi del Taccuino Americano 2010, siamo entrati nell’era delle soluzioni individuali essendo venute meno le scuole di pensiero. La sfaccettature degli eventi è così complessa e articolata che non è più possibile parlare di “punti di equilibrio” e dottrine, ma la nuova prospettiva è quella di formare politiche commerciali-di marketing-negli acquisti-nella qualità che siano specifiche e personali per quell’impresa e non altre. Per giungere a questo livello serve l’attivazione di questo comitato di studio interno all’azienda. &lt;br /&gt;- questa iniziativa che non aumenta i costi aziendali (non c’è straordinario da pagare) apre alla formulazione delle strategie d’impresa che andrebbero anche spiegate ai consumatori per ottenere fidelizzazione.&lt;br /&gt;Gli incontri da 15 minuti al giorno è saggio che siano organizzati intorno a un caffè fumante, brioches invitanti e qualcosa che rispetti questa strategia: “fare sempre un’offerta che non si può rifiutare” Al termine di una giornata di lavoro, verso il tardo pomeriggio, nell’osservanza dell’orario, è difficile che non faccia piacere fermarsi a riflettere intorno a un aperitivo.&lt;br /&gt;Se tutto questo venisse rispettato, in azienda si penserebbe di più quindi si vale anche di più sui mercati in quote e vendite. Ecco che gli errori sono motivo di crescita e non di vergogna.&lt;br /&gt;In questa maniera potremo fregiarci di un bel décolté, con quella dignità che le donne sanno così ben esporre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5429968645599626706?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5429968645599626706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/la-cicatrice-non-invalidante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5429968645599626706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5429968645599626706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/la-cicatrice-non-invalidante.html' title='La cicatrice non invalidante'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-3327401735261584058</id><published>2010-09-06T11:15:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:15:44.853+02:00</updated><title type='text'>Quando la notizia è azzeccata</title><content type='html'>Da un anno scrivo in un sito americano ragionando sulle tendenze della società moderna e di economia internazionale. Finora ho ricevuto 750.000 click sui diversi testi pur non essendo nel grande circuito nazionale.&lt;br /&gt;Ieri, 17 agosto, ho lanciato un messaggio molto breve di questo tipo: in una società la legge e' solo l’espressione di un momento. Pensare di governare bene una nazione, solo applicando la norma scritta e i codici come la Costituzione, e'restrittivo.&lt;br /&gt;Il politico, al contrario di un mero magistrato, deve saper intercettare i bisogni della Nazione, facendosene interprete consegnando nuove chiave di lettura per l’ordinamento giuridico, in base ai mutati scenari che la comunità nazionale esprime. E' il caso della moschea che sarà costruita provocatoriamente in Ground Zero a New York. Il Presidente obama, tradizionalmente a corto di idee e spunti, ha scelto d’applicare la legge sulla parità dei credi religiosi, (allora, quando la norma fu varata, si credette che avrebbero potuto convivere pacificamente) Così facendo l’attuale presidente degli Stati Uniti ha perso la presidenza con ben 2 anni di anticipo; e' un record!&lt;br /&gt;Un testo così impostato ha riscosso, a grande sorpresa, ben 25.000 letture in un solo giorno. Sono numeri che si avvicinano a quello delle testate giornalistiche locali. Cos’è accaduto?&lt;br /&gt;E’ probabile che in un mondo di quotidianità, nel momento in cui alziamo il tiro e ci avviamo nel ragionare sulle grandi visuali e la motivazione dei fatti, impegnando in questo modo i prossimi mesi e anni, immediatamente l’attenzione del lettore si desta, risollevandosi da una noia mortale, costituita dai piccoli fatti di tutti i giorni. Con questi risultati è possibile affermare quanto la gente sia stanca di quotidianità, ricercando al contrario le grandi visuali. &lt;br /&gt;Immediatamente il pensiero corre all’Italia, di cui qualche eco giunge fin qui in Arizona attraverso internet e qualche turista, che incontro lungo i sentieri del Gran Canyon. Ebbene con questa rinnovata sensibilità non riesco a trovare notizie dal panorama politico, sociale e economico nazionale, che vadano oltre il quotidiano. &lt;br /&gt;Un politico divorzia dall’altro (dov’è la notizia?) l’opposizione dorme, priva di concetti e argomenti, qualche funerale di stato, ma in tutto questo “quotidiano”, chi  ha la capacità d’interrogarsi  su cosa saremo fra 18 mesi o 5 anni? Ecco che entrare su questi temi, alza enormemente l’audience e quindi lo spessore di riflessione. Un ragionamento come questo vale per la politica, ma anche e soprattutto per le imprese. Chi sa investire e comunicare e chi cerca di spiegare il proprio ruolo sul mercato è destinato a essere ascoltato, aumentando le vendite. Semplice vero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-3327401735261584058?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/3327401735261584058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/quando-la-notizia-e-azzeccata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/3327401735261584058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/3327401735261584058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/quando-la-notizia-e-azzeccata.html' title='Quando la notizia è azzeccata'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5981993639011407181</id><published>2010-09-06T11:14:00.000+02:00</published><updated>2010-09-06T11:15:03.904+02:00</updated><title type='text'>Las Vegas: caspita che lezione!</title><content type='html'>Concettualmente questo articolo nasce come conclusivo al Dossier America, per i lettori di SIDERWEB nel contesto del Taccuino Americano 2010, ma sono accaduti dei fatti così gravi di vita vissuta e utili a tutti, che meritano d’essere illustrati affinchè possano dare conforto in caso di difficoltà.&lt;br /&gt;Ieri, partito da Elko (nel nord del Nevada) dopo 9 ore di guida, attraversando paesaggi di una solitudine estrema, belli quanto terribili e per questo formativi, arrivo finalmente a Las Vegas. Francamente durante il tragitto, assorto dal contesto e dalle 500 miglia percorse, non ho prestato attenzione ai messaggi sul cellulare.&lt;br /&gt;Giunto in camera scopro d’aver speso, con la mia carta di credito, ben 2.500 dollari a New York durante lo stesso pomeriggio. In Italia sono le 5 del mattino e pago 30 euro in telefonate per parlare con qualcuno della carta di credito, che ovviamente non trovo, per capire se è un errore, quindi alla quarta telefonata decido di bloccare la carta. &lt;br /&gt;Non solo ma dandomi da fare, invio anche un fax di disconoscimento della spesa, al numero per le emergenze del gestore della carta che, però, nelle ore notturne ha disattivato la ricezione!&lt;br /&gt;Non resta che attendere le 9 del mattino (ora italiana) e parlare sia con la banca che ha ricevuto le mie ultime 3 email senza rispondermi, che con un operatore della carta il quale mi conferma l’addebito, ma non la sua validità (chissà che vuol dire), mi invita a stare tranquillo e mi chiede di rifarmi vivo l’11 agosto per contestare l’addebito (ma se sto parlando il 4 d’agosto, perché farmi richiamare nuovamente?) L’operatore conclude che se addebito ci sarà, al rientro in Italia (a settembre) presenterò alle autorità italiane una denuncia, quindi rigetterò le spese. In questo modo la banca è probabile, che nell’arco di qualche mese, dopo aver eseguito l’addebito, mi restituisca il tutto. Francamente perplesso da tanto distacco rispetto a chi mi dovrebbe consigliare e aiutare, decido di “fare di testa mia”, perché non mi fido del sistema italiano.&lt;br /&gt;Alle prime ore dell’alba (americane) mi reco presso uno dei punti vendita, a Las Vegas, della catena di supermercati TARGET, affinchè, tramite la locale sicurezza, informino New York che non riconosco quelle spese, fatte poche ore prima con la mia carta di credito.&lt;br /&gt;Quindi mi reco presso la stazione di polizia, sempre di Las Vegas e sporgo denuncia che viene contestualmente inviata a New York. A me si rilascia ricevuta con il numero di telefono dell’agente di polizia di New York, incaricato d’investigare sui fatti.&lt;br /&gt;Armato di denuncia, ritorno nel supermercato TARGET e completo la mia prima dichiarazione.&lt;br /&gt;Giunta a sera torno da TARGET per accertarmi che sia partita la segnalazione a New York, non trovo il funzionario, ma mi viene fornito un numero telefonico gratuito a cui spiegare nuovamente i fatti, aprire così un file e vedermi riconosciute le scuse ufficiali (per iscritto, mezzo email) dalla Società che conferma il rimborso di quanto illegalmente addebitatomi.&lt;br /&gt;Forte di tutti questi passaggi inoltro ogni cosa in Italia sia alla banca che all’Ufficio sicurezza della carta i quali non hanno risposto (forse non sanno cosa fare).&lt;br /&gt;Conclusioni. Il sistema americano sarà anche in crisi, ma funziona; quello italiano probabilmente non è in crisi ma non funziona, perché non sa gestire le problematiche.&lt;br /&gt;Al di là delle informazioni utili qui contente, la morale è semplice: passare al contrattacco! Non fidarsi del lassismo includente delle nostre istituzioni bancarie e “inventari” una propria via, costringendo le strutture italiane a inseguire e aderire alla nostra iniziativa.&lt;br /&gt;Quest’articolo doveva iniziare con queste parole: dobbiamo rassegnarci a non avere più, per i prossimi anni, una guida nelle scelte del sistema americano in economia come in politica, ma alla luce di quanto accaduto e imparato in queste ore, il pezzo va rivisto, affermando che questa nazione è sana nella struttura sociale quanto funzionale, anche se in crisi sul piano economico e politico. Ecco perché l’America sarà la prima a uscire delle difficoltà. Pensandoci bene assomiglia alle nostre aziende, sane nella struttura, ma che segnano il passo. Quindi per essere certi di superare la nostra crisi serve che la struttura aziendale, motivazionale e commerciale sia sana!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5981993639011407181?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5981993639011407181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/las-vegas-caspita-che-lezione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5981993639011407181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5981993639011407181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/las-vegas-caspita-che-lezione.html' title='Las Vegas: caspita che lezione!'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-8981829613672862877</id><published>2010-09-06T11:13:00.003+02:00</published><updated>2010-09-06T11:14:35.015+02:00</updated><title type='text'>Elko – deserto del Nevada: cosa possiamo imparare dalla crisi USA</title><content type='html'>Ormai sono 40 giorni che sto osservando l’America, percorse 7.400 miglia, incontrate molte persone e presi tanti appunti; è l’ora di un primo bilancio, anche se mancano altrettanti giorni al rientro in Italia.&lt;br /&gt;Il Paese è in crisi, lo sa ma non reagisce, perché non vede come e cosa fare. Apparentemente lo stallo è economico quindi misurato con i normali parametri macroeconomici, ma in realtà è sociale insito nel modello di sviluppo personale, per cui è molto più difficile monitorarne gli effetti.&lt;br /&gt;Per spiegarmi meglio, ecco alcuni passaggi fondamentali:&lt;br /&gt;- nei supermercati l’afflusso di clientela è ridotto del 50% e si registra un calo del 24%  nel settore del turismo;&lt;br /&gt;- oltre le statistiche sul un piano più semplice delle impressioni personali, sono stato al cinema, per vedere un film uscito da 2 settimane ed eravamo in 9 persone nella fascia oraria serale;&lt;br /&gt;- l’incidenza di obesi sul totale della popolazione è molto più alto rispetto al passato, il che spiega come qui si sprechi più che solo consumare. Ovviamente per obesi non si intende il sovrappeso, ma una condizione di triplicazione nella massa corporea. Questa trasformazione indica come gli Americani si gettino sul cibo con una voracità pari al bisogno di consumo per altri beni non essenziali, il che determina un “costo Nazione” molto alto, rispetto alla effettiva produzione. In poche parole qui negli USA si produce debito più che ricchezza.&lt;br /&gt;- Per scelta politica (più democratica che repubblicana) si è deciso di delocalizzare la produzione di base nei paesi in via di sviluppo e in Cina in particolare. In questo modo i beni di questo tipo (che sono l’80% del consumo della Nazione) come forchette, piatti, carta, penne, pentole etc.. sono tutti “made in China” e l’America compra quanto necessario da altri, delegando capitale e lavoro.&lt;br /&gt;- E’ magra la soddisfazione nel produrre macchine e impianti, perché questi coprono appena il 12% del fabbisogno della Nazione. L’effetto perverso della scelta d’aver consegnato i propri bisogni primari ai cinesi è nella disoccupazione al 10% (rispetto una media del 5% massimo negli ultimi 40 anni) &lt;br /&gt;- Con un 10% di persone che non lavorano (dato ufficiale, ma che nella realtà è più vasto) c’è minore ricchezza prodotta. Se a questo nuovo livello di massa monetaria, non corrisponde una pari contrazione del consumo, allora c’è creazione di debito. Gli USA proseguono a produrre debiti! Oggi chi compra i debiti degli americani, principalmente sono i cinesi, ma non è detto che proseguano nel tempo, inoltre questo disequilibrio non può essere strutturale. &lt;br /&gt;- In ultima analisi non c’è nessuno che sappia o voglia spiegare alla Nazione se non proprio come stanno le cose, almeno una chiave di lettura. Per cui scarseggiano le idee su quanto stia accadendo o se ne hanno talmente tante, che non c’è una linea di condotta. Quindi il re-impatrio delle attività produttive, ad esempio, per assorbire disoccupazione, non è ancora maturo come pensiero e l’educazione verso la popolazione nella quantità e qualità dei consumi, affinchè passi dallo spreco a una vita normale, non è ancora in alcuna agenda politica.&lt;br /&gt;Conclusione: per quanto ubriaca di spreco la Nazione non è insensibile, ma  la sua ricerca di soluzioni è per ora sterile perché c’è un vuoto di potere. Le promesse di 2 anni fa, concentrate nella sola persona dell’attuale presidente, sono state tutte tradite, il che comporterà un ribaltamento elettorale a novembre 2010 con una umiliante sconfitta dei democratici e la probabile perdita della Casa Bianca fra 2 anni. Questo verdetto, francamente 2 anni fa fu già predetto, ma nessuno volle ascoltarlo, mentre oggi è nuda realtà. Il vero problema adesso è che i repubblicani non hanno uomini in grado di coagulare la Nazione, quindi c’è una crisi di leadership anche nell’opposizione.&lt;br /&gt;Lo stallo sociale e quindi anche economico, nonché infine politico degli Stati Uniti, non giova a nessuno. &lt;br /&gt;Cosa possiamo imparare da questa crisi? Tantissime cose! Tanto per cominciare il benessere della Cina non è quello dell’Occidente, per cui chi produce ha in mano la ricchezza del suo futuro. Ma non basta. Per vivere servono strategie, ovvero la capacità di guardare oltre il quotidiano. Le nostre imprese, in Italia si pongono il problema di cosa saranno fra 6 o 18 mesi? Quali i modelli di sviluppo scelti per superare le stringenti difficoltà di oggi?&lt;br /&gt;In Italia contestiamo la politica che non sa farci vedere cosa saremo fra 4 o 5 anni mentre negli USA è all’ordine del giorno, ma le imprese italiane si sono poste il problema del futuro?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8981829613672862877?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8981829613672862877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/elko-deserto-del-nevada-cosa-possiamo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8981829613672862877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8981829613672862877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/elko-deserto-del-nevada-cosa-possiamo.html' title='Elko – deserto del Nevada: cosa possiamo imparare dalla crisi USA'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-9002599502778486511</id><published>2010-09-06T11:13:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:13:28.557+02:00</updated><title type='text'>Litigare fa male alla produttività (cenni di psicologia sociale)</title><content type='html'>In America la litigiosità sociale è ridotta rispetto all’Europa e di conseguenza si produce di più.&lt;br /&gt;Per cercare di comprendere questo meccanismo serve partire da un punto: la coesione sociale (nella società come in azienda) ovvero quel collante che ci permette di riconoscere come “non ostile” l’altro. In assenza di riconoscimento, per comunanza di valori, punti di vista come obiettivi, abbiamo se non proprio il nemico, una situazione sospetta dalla quale stare attenti. E’ quanto accaduto in FIAT a Pomigliano d’Arco, dove le maestranze hanno una visione targata legge 300, ovvero legata a valori di 30 anni fa, e l’azienda vuole proseguire a competere sui mercati internazionali, adattandosi alle regole. &lt;br /&gt;Quindi la coesione resta la chiave di volta della relazione sociale. In assenza di riconoscimento anche a livello empatico (simpatia) non c’è gruppo, clan, evoluzione sociale.&lt;br /&gt;Ebbene negli USA per raggiungere la coesione si è pervenuti a un modello di comportamento per cui tutti possono seguire la strada che preferiscono, senza soggiacere al giudizio (pregiudizio) altrui. La libertà più totale dell’americano, ha un limite in quella degli altri e nella Costituzione (targata 1787) Nero come ispanico, oppure cattolico come ateo, democratico o repubblicano, gli americani hanno eletto 2 anni fa un Presidente, nel quale non crede più la maggioranza degli elettori, però resta in carica fino al termine. &lt;br /&gt;Ne consegue che se il patto d’adesione ai valori fondamentali della società è libero nelle sue forme, ciò abbassa notevolmente la litigiosità sociale. Ovviamente esiste un difetto di fondo: non c’e’ critica, quindi assenza di un modello sociale. Chi ha ragione o torto? Ecco perchè le merci cinesi sono entrate cosi facilmente negli USA, rispetto all’Europa. I cinesi ancora oggi producono per gli americani, che stanno sopportando un 10% di disoccupazione (il che lascia intravedere il tramonto dei democratici al Congresso in questo autunno e dalla Casa Bianca nei prossimi 2 anni)&lt;br /&gt;In Europa e in Italia, la coesione deriva dall’uniformità a determinati clichè il cui non rispetto, alimenta contenzioso e di conseguenza litigio. In azienda il litigo è perdita di tempo, ovvero ricchezza e produttività. Tra le due società, quella americana che punta alla coesione senza formule e la nostra che chiede adesione ai modelli comportamentali, chi avanzerà di più?&lt;br /&gt;Qui cessa il ruolo del sociologo ed entra in campo il filosofo e politologo con le proprie formule tanto da divenire programma elettorale. &lt;br /&gt;Alle aziende cosa interessa di tutto ciò? Queste sono un pezzo di società, se non funziona la comunità, figuriamoci cosa possano combinare le imprese. Nonostante ciò qualcosa si può fare. Le persone, tutti gli umani, amano avere una scia da seguire (che possono contestare o amare, non ha poi una grande importanza) Ebbene la scia è il Capo, ovvero l’imprenditore, con tutti i suoi difetti  che gli vengono perdonati tranne quello di non comunicare con la sua gente. L’imprenditore comunica (se sa farlo): &lt;br /&gt;a) attraverso riunioni (lampo ma frequenti); &lt;br /&gt;b) camminando almeno una volta al giorno tra la sua gente, osservando-parlando-cosigliando; &lt;br /&gt;c) aprendo un ciclo continuo di colloqui con i dipendenti (sentire almeno 1 volta a semestre tutti in forma diretta e riservata);&lt;br /&gt;d) avviando un iter di formazione continua;&lt;br /&gt;e) consentendo che la propria azienda compaia sulla stampa locale/nazionale;&lt;br /&gt;f) eleggendo il dipendente del mese;&lt;br /&gt;h) permettendo che nei fine settimana si possa aderire a gite tra le famiglie dei dipendenti; &lt;br /&gt;i) affittando un appartamento al mare in cui accogliere a turno i dipendenti e famiglie;&lt;br /&gt;L’elenco potrebbe proseguire, ma gravitano tutti intorno a una parola: politica del personale.&lt;br /&gt;In America si litiga meno perchè ogni impresa è dotata di una politica (disegno) del dipendente tipo a cui la gente piace aderire liberamente, quale scelta in più. Ecco perche’ i dipendenti amano indossare la divisa e avere la targhetta nominativa. Chi in Italia invia dei tecnici a casa dei clienti dotandoli di tesserino visibile di riconoscimento che renda orgoglioso chi lo espone?&lt;br /&gt;Come scritto in più occasioni, ma senza il riferimento al metodo di lavoro sociale degli Stati Uniti, il differenziale di produttività tra avere e il non avere una politica del personale è del 12/14% di produttività in più. Quando la Confidustria, nelle sue massime autorità, parla di un 25% di differenza tra l’Italia e gli USA, fa riferimento anche ad altri aspetti più macrosociali qui non affrontati perché non gestibili dalla singola impresa.&lt;br /&gt;Mi scuso per aver ripreso nuovamente concetti già espressi, ma sempre utili da discutere. Più giro in lungo e per largo negli USA e più temo per il nostro sistema industriale che vuole fare tante cose, dimenticandosi i fondamentali. Le regole cambiano, ma pochi riescono a percepirne la velocità adeguandosi. Riusciamo a darci una mossa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-9002599502778486511?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/9002599502778486511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/litigare-fa-male-alla-produttivita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/9002599502778486511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/9002599502778486511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/litigare-fa-male-alla-produttivita.html' title='Litigare fa male alla produttività (cenni di psicologia sociale)'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-8120945345941102516</id><published>2010-09-06T11:12:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:12:56.917+02:00</updated><title type='text'>Breaking news</title><content type='html'>Breaking news&lt;br /&gt;Quando i programmi televisivi vengono interrotti per comunicare una notizia importante, sui video americani compare una scritta: “breaking news”.&lt;br /&gt;In questo momento in Montana, mentre scrivo, la TV ha fermato il palinsesto per annunciare che una tempesta si sta avvicinando, indicando le diverse località già colpite. Non è un uragano o tromba d’aria, però il vento è molto forte e si sta alzando sempre più; spero di poter inviare per tempo questo pezzo. Al di là delle condizioni meteo che cambiano con grande velocità, oggi ho ricevuto 43 email da clienti che servo come consulente, lettori e studenti, per ottenere un commento in merito alla notizia, di fonte francese, sul superamento della Cina sugli USA, in termini di consumi energetici pro-capite. Ovviamente se qualcuno pubblica un dato di questo tipo avrà fatto una ricerca specifica, per cui andare a contestare i criteri di analisi (come stanno facendo i cinesi) non è saggio. Preso atto del grande interesse, ecco una chiave di lettura.&lt;br /&gt;Come al solito per analizzare un fatto non basta leggere i dati nudi e crudi, ma necessita entrare dentro le diverse situazioni. &lt;br /&gt;Parliamo degli USA. Utilizzando un esempio, per un malato di cuore obeso la riduzione di peso è un fatto positivo o negativo? Gli americani hanno ricevuto un colpo al cuore e ora sono convalescenti, ma poco hanno fatto per rimuovere le condizioni critiche strutturali che hanno prodotto la grande crisi del 2008-2009.&lt;br /&gt;Osservando questo popolo è facile percepire quanto siano obesi e affamati di consumo (spreco), il che rappresenta la stessa fame sia di cibo che di “cose”. Uno dei passaggi più importanti per risollevare l’economia statunitense, sarebbe quello di rendere meno frivolo il bisogno di consumo degli americani. Una nazione più sobria saprebbe recuperare il terreno perduto. La notizia (offerta dai francesi, che amano essere critici in forme distruttive su tutto e tutti – nichilisti!) che il popolo degli Stati Uniti stia consumando di meno a livello pro-capite, francamente rende il cuore colmo di gioia per chi segue le sorti dell’economia globale.&lt;br /&gt;Ecco confermato come la lettura asettica di un semplice dato sia fuorviante se non collegata al contesto sociale, economico e politico del paese.&lt;br /&gt;Per i cinesi cosa dire? La Cina soffre di un equilibrismo pericolosamente precario. E’ una dittatura che cerca di crescere con il capitalismo. Ci riuscirà? Il prezzo che il partito deve pagare, per restare comunista, in un mondo capitalista, è quello d’alzare a dismisura il benessere indotto da consumi di tutti i tipi e generi. Praticamente la situazione rovesciata rispetto a quella statunitense (ed è questo il motivo del tacito accordo cino-statunitense , da cui il concetto coniato con il termine “cindia”).&lt;br /&gt;Quindi un governo dittatoriale per sopravvivere deve alzare i consumi, quando uno democratico per mantenere “il sistema” deve far dimagrire gli appetiti della sua gente. Cosa c’è di nuovo in questo?&lt;br /&gt;Intanto ora ci sono 13 gradi e io ho lasciato il maglione in Italia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8120945345941102516?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8120945345941102516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/breaking-news.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8120945345941102516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8120945345941102516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/breaking-news.html' title='Breaking news'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7783900769107955297</id><published>2010-09-06T11:11:00.002+02:00</published><updated>2010-09-06T11:12:16.571+02:00</updated><title type='text'>Il cervello se non lo usi lo perdi. Un luogo di meditazione per chi ha responsabilità</title><content type='html'>Il cervello se non lo usi lo perdi. Un luogo di meditazione per chi ha responsabilità&lt;br /&gt;C'e' una strada, la 212 west, che collega Rapid City (Sud Dakota) a Billings (Montana) e prosegue fino al parco di Yellostone in Wyoming. Il tratto che vorrei fosse percorso da gente che lavora con la testa, è  di 95 miglia, tra le due città.&lt;br /&gt;L’itinerario è paragonabile a tanti altri che si sviluppano in tutta l'area poco a sud del confine canadese (c’è anche la 200 del Montana) e tutte hanno in comune un aspetto: la visuale su ampi spazi disabitati, in grado di dilatare al massimo la nostra capacità di percezione, volando con l’autovettura lanciata in velocità (75 miglia al massimo) su questo mare “vuoto”, ma ricco. &lt;br /&gt;In un ambiente del genere, lo spazio circostante è assolutamente vuoto, drammatico, nella sua bellezza. Apparentemente privo di vita, pullula di altre forme viventi, che non riusciamo a capire e vedere. Questa è la prateria del west americano, troppo umida per essere un deserto, troppo arida per coltivarla. Ebbene il concetto su cui stiamo ragionando è se lo spazio che ci circonda (il campo visivo si estende normalmente su un piano di 25 kmq) può essere tradotto in idee, opinioni, punti di vista e grandi visioni oppure è solo qualcosa che si guarda.&lt;br /&gt;In pratica vivere la città, con degli scenari molto definiti (vie, piazze, strettoie, gente, urla) favorisce il pensiero puro, quello che produce idee o per farlo serve anche lo spazio illimitato, quello che mette quasi paura nell’osservarlo, perché ci si sente soli su grandi distanze?&lt;br /&gt;Credo, perché vissuto molte volte e qui torno sempre, che nell'apparente vuoto assoluto d'umanità, è possibile vedere quei particolari della propria vita e lavoro, che normalmente sfuggono, ma che sono invece fondamentali. Nel caso degli imprenditori le grandi visioni d’insieme sono il sale della loro vita, senza il quale tutto resta normale, per un quotidiano d’ansietà e logorio snervante, che nulla produce. Non dico che i manager non lavorino; assolutamente!&lt;br /&gt;Affermo che lavorano male, facendo tutto, ma riflettendo poco, il che si misura in livelli di produttività bassi. Probabilmente si dovrebbe lavorare di meno o nella stessa quantità di ore, ma più con la testa, che con l’abitudine o con dosi sempre maggiori di rischio che non sempre è favorevole (anzi).&lt;br /&gt;Ebbene dove si può imparare il metodo e sistema per usare più il cervello che l’azzardo? Del resto la mente è un muscolo; se non lo si usa lo si perde. Se quanto detto è condiviso, a questo punto serve uno spazio che sia riflessivo dove poter pensare. Questo “luogo” ha bisogno della solitudine assoluta, animata al massimo, solo dai propri cari per dominarlo specie se è cosi esteso.&lt;br /&gt;Mi spiego.&lt;br /&gt;Rendersi conto d’essere soli sulla 212 west, senza una casa nel campo visivo per miglia e miglia da utilizzare come punto di riferimento, o una stazione di servizio, quindi un paesino ogni tanto, o anche una macchina nel senso contrario, mette paura.&lt;br /&gt;La paura per questo vuoto, va dominata da un atto di coraggio da trovare in se stessi, che dia logica e forza a quanto ci spaventa. Se questo è vero, ecco stabilito il nesso tra lo spazio geografico che ci circonda e la qualità e quantità d’idee che siamo capaci di produrre. Così facendo in uno spazio illimitato, inanimato, ma ricco di altre forme di vita, l'impegno nel cercare di possedere e capire  quello che ci circonda, scatena maggiore sensibilità ai particolari, alla vista e al bisogno di vedere ciò che non si vede.&lt;br /&gt;Ecco quell'esercizio formidabile che i nostri capitani di industria, rottamai, e metallari dovrebbero  affrontare, spenti computer e cellulari: guardare per capire. Trovare alleanze, allargarsi oltre i confini, innovazione di prodotto, ricerca rivolgendosi anche alle università, investimenti, valorizzazione nelle relazioni umane e cultura per l’impresa forgiata nel silenzio del pensiero profondo. La conclusione è che per gestire un'impresa bisogna pensare con il cuore e la mente e per farlo, va spento il mondo intorno, aprendosi a una scuola che acutizzi i sensi e consenta di mettere a fuoco quello che non si vede, ma di cui se ne ha un gran bisogno, perchè i costi invisibili sono quelli che massacrano l'azienda. La mancata produttività ne è un esempio. Costo invisibile significa anche che con la stessa organizzazione esistente, si potrebbe ottenere di più di quello che normalmente si raggiunge. Per riuscire in questo esercizio serve una nuova mentalità. Benvenuti nella 212 west.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7783900769107955297?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7783900769107955297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/il-cervello-se-non-lo-usi-lo-perdi-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7783900769107955297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7783900769107955297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/il-cervello-se-non-lo-usi-lo-perdi-un.html' title='Il cervello se non lo usi lo perdi. Un luogo di meditazione per chi ha responsabilità'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-811167321531226716</id><published>2010-09-06T11:11:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:11:39.529+02:00</updated><title type='text'>Santa Fe (New Mexico) domenica alle ore 12.00 in un centro commerciale: pensieri sciolti</title><content type='html'>E’ domenica mattina, per rilassarmi scelgo di fare quattro passi in una mall (centro commerciale) celebrando il culto dello shopping e guardando le vetrine.&lt;br /&gt;Sicuramente l’economia si basa su 3 pilastri: produzione, distribuzione e consumo. Gli Americani la produzione l’hanno delocalizzata in Cina, affrontando solo adesso la piaga della conseguente disoccupazione (da cui un moto inverso di rimpatrio delle attività). Alla produzione segue la distribuzione, nella quale effettivamente dagli USA, per la logistica, abbiamo molto da imparare. Infine il consumo. Su quest’ultimo aspetto gli americani hanno confuso il benessere con la quantità di beni sprecati, più che solo consumati.&lt;br /&gt;Il culto dello shopping, quale azione inutile ai fini esistenziali, assume in questo paese un livello senza precedenti. E’ una liturgia che divide la felicità dalla povertà.&lt;br /&gt;Per consumare questo rito sono stati costruiti chilometri di centri commerciali, in ogni città dove si ripetono gli stessi marchi, prodotti e offerte con una monotonia assoluta azzerando ogni forma di originalità relativa al luogo di produzione. Fin qui francamente, ogni nazione ha le sue preferenze.&lt;br /&gt;Il guaio è quando i beni indispensabili per il vivere degli Americani sono prodotti dai cinesi. Questo aspetto è stato già discusso nel “taccuino”, però è solo ora che noto in giro dei cartelli: made in USA. Non solo, ma lo stesso messaggio lo ha lanciato la marca automobilistica Jeep Cherokee: un prodotto americano fatto da americani per americani. E’ la fine della globalizzazione intesa come delocalizzazione della produzione per le necessità domestiche E’ anche la fine della Cina intesa come fabbrica del mondo. Ebbene con questi pensieri in testa, guardando le vetrine e compatendo quelle obese signore che si sfogano oltre che sul mangiare in un’orgia di pacchetti-pacchettini (speriamo che l’America inizi una robusta cura dimagrante) mi siedo per consumare un pezzo di pizza da Sbarro. Alle mie spalle si accomodano poco dopo, due uomini. Si tratta di un colloquio di selezione. &lt;br /&gt;Improvvisamente mi viene il dubbio che non sia affatto domenica, ma ogni controllo conferma il giorno festivo. Colto da curiosità, origlio. &lt;br /&gt;Il selettore è molto professionale formulando domande chiuse per ottenere risposte dirette. Quando si arriva alle lingue straniere conosciute, chiede: parla spagnolo? l’esaminato risponde: mi spiace, conosco solo il giapponese. Senza scomodarsi il selettore formula una domanda in giapponese e l’altro gli risponde correttamente. Dentro di me non posso che convenire su un fatto: questo candidato non ha mentito. I due proseguono ma mi alzo e proseguo la mia passeggiata. &lt;br /&gt;Penso all’Italia. &lt;br /&gt;In effetti noi siamo messi meglio degli Americani, nel senso che la fase del consumo non è così esasperata e non abbiamo delocalizzato in forme selvagge per i nostri consumi domestici, anche se un rimpatrio è saggio, com’è in atto.&lt;br /&gt;Il consumatore italiano è più selettivo per cui il made in china è isolato, pur rappresentando una minaccia nelle lavorazioni più semplici. Noi troviamo il made in china quale componente di un manufatto, mentre negli USA è offerto come prodotto finito, venduto sotto il marchio Wal Mart. Per noi italiani la lezione americana è molto importante per non cadere negli stessi errori che hanno fatto e dai quali si stanno ritirando. La lezione è smettere di delocalizzare se non per presidiare quel certo mercato perché il consumatore sta selezionando i prodotti in base alla provenienza. &lt;br /&gt;Bisogna quindi produrre in Italia per gli italiani, allargando però la gamma d’offerta nel prezzo e spiegare i diversi rapporti qualità/costo.&lt;br /&gt;Quindi snellire le procedure di relazione con il personale e la sua selezione perché le attuali agenzie di reclutamento non sanno fare questo mestiere, in Italia, perché, tra l’altro, afflitte da personale giovane non preparato capace di leggere i curricula parola per parola ma non attraverso le righe. Se non sappiamo scegliere gli uomini e le donne del futuro, e neppure allenare quelli/quelle che abbiamo, non avremo una storia. Concludendo questi “pensieri sciolti” da domenica mattina guardando le vetrine, si può pensare che la Cina sia un bluff e che ci sono tanti modi diversi di lavorare, tutti altamente professionali, compreso il selettore che con il sorriso sulle labbra dà del benvenuto al candidato. Perché invece da noi siamo tutti arrabbiati?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-811167321531226716?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/811167321531226716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/santa-fe-new-mexico-domenica-alle-ore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/811167321531226716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/811167321531226716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/santa-fe-new-mexico-domenica-alle-ore.html' title='Santa Fe (New Mexico) domenica alle ore 12.00 in un centro commerciale: pensieri sciolti'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2913740969530272948</id><published>2010-09-06T11:10:00.002+02:00</published><updated>2010-09-06T11:11:06.388+02:00</updated><title type='text'>La prima “green university” al mondo</title><content type='html'>La prima “green university” al mondo&lt;br /&gt;A Fort Collins, in Colorado, ci sono 2 università: quella di Stato (CSU) e l’altra più commerciale e diffusa in tutto il West americano, che si chiama Phoenix University. La lotta tra loro è molto serrata misurandosi in numero di nuove iscrizioni annuali.&lt;br /&gt;Oggi è in vantaggio la CSU perché, per la prima volta al mondo, è stato aperta una scuola di specializzazione post laurea (2 anni di corso) sui temi della green economy. Le materie di studio sono l’uso urbano dell’acqua, il comportamento sociale, impatto sull’agricoltura, energie alternative, il ruolo del governo, la sanità e quindi la ricerca per una teoria generale.&lt;br /&gt;Oltre a questi aspetti  ne esiste un altro. Alla facoltà d’ingegneria è stato affidato il compito di modificare il motore su 4 monovolumi, affinchè possano muoversi grazie all’energia solare all’interno del campus. Questo significa progettare ex novo un tipo di batteria e un rapporto peso/motorizzazione adeguato, laddove neppure le case costruttrici si sono impegnate. &lt;br /&gt;Ogni tentativo di conoscere i dettagli tecnici della realizzazione sono risultati vani, perché il riservo è altissimo, in quanto è volontà dell’Università addivenire a un brevetto da commercializzare a vantaggio dell’Ateneo, utilizzando lo sforzo congiunto del corpo docenti e degli studenti così vincolati al segreto. Questa iniziativa quindi non è concordata con le case costruttrici le quali non sono (quelle americane) al momento interessate al progetto.&lt;br /&gt;Nonostante ciò esistono in questo Paese, delle officine di riprogettazione per autovetture che modellano sia tipologie d’auto esistenti, che “inventate” ad hoc, per le più disparate necessità. L’Università di Fort Collins si è rivolta in Florida alla Gator Moto www.gatormotouv.com per essere aiutata nella realizzazione. &lt;br /&gt;Chase,Brian, la cui email è Brian.Chase@ColoState.EDU è uno dei coordinatori universitari del progetto, svolgendo anche il ruolo di collegamento con la Gator per gli aspetti di progettazione ingegneristica.&lt;br /&gt;Domanda: come siete arrivati a questo progetto?&lt;br /&gt;Brian: l’università ha già in uso delle auto elettriche da diversi anni. Il passaggio dell’ateneo a “green” ci ha imposto non solo l’apertura di una scuola di specializzazione, con argomenti dedicati che ci venivano già richiesti dalla Pubblica Amministrazione, ma anche qualcosa di più concreto come la progettazione di un motore alimentato con batterie fotovoltaiche.&lt;br /&gt;Domanda: qualcosa del genere esiste già?&lt;br /&gt;Brian: si è stato giù studiato, ma è a solo livello sperimentale. E’ nostra volontà progettare, applicare e verificare la concreta esecuzione di questa idea, nel campo delle utilizzazioni “domestiche e locali”. E’ il caso di un idraulico, elettricista, impiegato che transita solo nell’area urbana, portando con sé l’attrezzatura da lavoro (fino a 15 quintali). A questo tipo d’utenza oltre il già esistente motore elettrico, che ha troppe limitazioni, vorremmo affiancare anche quello fotovoltaico, con potenzialità moltiplicate per 15 rispetto il primo. &lt;br /&gt;Domanda: quali sono le  metodologie e tecniche adottate?&lt;br /&gt;Brian: è una domanda che sarebbe corretto rivolgere alla Gator.&lt;br /&gt;L’intervista termina qui. Chiamata la Gator questa non risponde, ma indiscrezioni confermano che i problemi di progettazione sono i seguenti:&lt;br /&gt;a) “trovare” una superficie radiante idonea e si pensa che 2 mq siano sufficienti, ma è più comodo applicare un tetto all’autovettura o coprire di piastrelle il cofano e la parte superiore della macchina, con il rischio di scottarsi se si dovesse porre la mano sulla superficie?&lt;br /&gt;b) Nel caso si utilizzasse il cofano e il tetto dell’auto come superficie radiante, esiste un liquido freddo, per alimentare le batterie in base all’energia fotovoltaica?&lt;br /&gt;c) Nel caso dell’applicazione di un tetto all’auto che potrebbe anche essere superiore ai 2 mq d’esposizione, dovrà essere aerodinamico tanto da modificare l’attuale estetica delle correnti autovetture che diventeranno “a 2 piani”;&lt;br /&gt;d) Un forte impulso a questa idea viene dalle applicazioni spaziali del fotovoltaico, infatti alcuni ricercatori della NASA pare si siano messi in contatto con la Gator e collaborino con l’Università di Fort Collins.&lt;br /&gt;Non è possibile andare oltre senza infrangere il segreto industriale. Sicuramente che questa idea approdi a qualcosa di commercialmente utile è relativamente importante, perché il concetto è chiaro: è in atto il superamento di una fase tecnologica. &lt;br /&gt;La morale di questa storia è semplice: chi studia e svolge ricerca applicata, ha il potere di gestire il futuro. Questo vuol dire che non è più possibile immaginare i prossimi 10 anni con i canoni tecnologici di oggi (il riferimento corre al sorpasso cinese sugli Usa nei consumi pro-capite d’energia, ma se questa fonte fosse ormai obsoleta, cosa rappresenterebbe più il paragone?)&lt;br /&gt;Il futuro è di chi lo costruisce nella ricerca tecnologica e questo addivenire è custodito in un nuovo livello che si chiama “green economy”. Qui va chiarito però un concetto. Green non significa, in questo senso “verde” ma nuovo e diverso con rivisti parametri di costo-efficacia. Dobbiamo imparare a produrre più ricchezza spendendo meno materie prime, energia, mantenendo gli attuali livelli occupazionali. E’ vero che questa evoluzione è nata da una tensione ecologica (da cui conserva il nome di “green”) ma si è evoluta su un piano meno fazioso e trasversale, per cui è in atto una clamorosa e radicale revisione dei criteri di costo-efficacia. &lt;br /&gt;Qui si potrebbe anche arrivare sul filosofico-sociologico per cui vale la pena lavorare 10 ore al giorno per una qualità di vita non apprezzabile? Certo che il sacrificio è pagante, ma va monitorato. Questi concetti in Italia non sono stati ancora recepiti. In America invece rappresentano la differenza tra il prima e il dopo. Il prima, invasi dal “made in cina” e il dopo, dove si ritorna a prodotti “made in usa”. realizzati ad alta qualità con basso costo (fantascienza per i cinesi). In tal senso oggi 27 luglio ancora una volta la Jeep ha comprato 4 pagine di USA Today per informare il mondo che l’America è conosciuta per le sue bellezze, ma lo è di più per la sua tenacia (nel costruire un prodotto interamente americano – Jeep) “America is known for its beauty but it’s more known for its guts”, Jeep, the thing we make, make us.&lt;br /&gt;Le cose che noi facciamo ci migliorano. Non restiamo spettatori e miglioriamoci, facendo i nostri beni con la cultura che ci contraddistingue a costi competitivi e in un buon rapporto con l’efficacia. Questo è quel Green Rinascimento che ci aspettiamo da noi stessi. Forza Italia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2913740969530272948?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2913740969530272948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/la-prima-green-university-al-mondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2913740969530272948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2913740969530272948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/la-prima-green-university-al-mondo.html' title='La prima “green university” al mondo'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-4562045415708524039</id><published>2010-09-06T11:10:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:10:29.184+02:00</updated><title type='text'>Appunti da Los Alamos: l’importanza di un sistema universitario al servizio delle aziende</title><content type='html'>Appunti da Los Alamos: l’importanza di un sistema universitario al servizio delle aziende&lt;br /&gt;Sempre in New Mexico passo per la località di Los Alamos, “la città che non esiste”, quella che è stata costruita dal nulla, per progettare la bomba atomica, negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale. Oltre le memorie storiche, racchiuse in un paio di musei, tuttora sono presenti e attivi moltissimi laboratori di ricerca che studiano aspetti connessi all’energia nucleare.&lt;br /&gt;Senza sforzo ho contato almeno 7 strutture di ricerca, indicate da appena un numero di riferimento, molto protette e sorvegliate che si intuisce abbiano uno sviluppo non indifferente nel sottosuolo per diversi livelli (a giudicare dall’ampiezza del parcheggio e dall’esiguità del fabbricato visibile).&lt;br /&gt;Questo dinamismo che non è più storia ma attualità, lascia pensare molto. &lt;br /&gt;Negli Stati Uniti è attivo un sistema universitario che sviluppa ricerca pura, oltre al lavoro svolto nei laboratori, che sono la maggioranza rispetto alle scuole universitarie, impegnati anch’essi in ricerca ma a tempo pieno rispetto ai ritmi accademici.&lt;br /&gt;Insomma dove ci si gira, negli Stati Uniti, c’è ricerca.&lt;br /&gt;A cosa serve quest’attività? E’ semplice: per contrarre i costi di gestione delle attività economiche, apportando nuove soluzioni tecniche a processi di lavorazione noti.&lt;br /&gt;Se fosse così semplice perché negli USA questa forma d’investimento è scontata, mentre in Italia non lo è? Le università americane si finanziano svolgendo ricerca per le imprese private, (85% del loro budget) quelle italiane dipendono dai finanziamenti dello stato e dalle rette degli studenti: sono due mondi diversi! Non sono qui per scrivere di università, ma di aziende.&lt;br /&gt;Quante imprese italiane sentono il bisogno di abbattere i loro costi di lavorazione e gestione, affidandosi alle università o a quei consulenti aziendali, che vivono tra le imprese e l’attività di studio e ricerca? Francamente credo molto poche, (non penso d’essere particolarmente pessimista) mentre vedo qui negli USA un “movimento” d’idee, attorno alla produzione, che ruota su un asse i cui estremi sono: impresa-università-consulenza. &lt;br /&gt;Parlando con un certo numero d’imprenditori italiani nel corso di questi ultimi mesi, sia in consulenza che frequentanti i miei corsi, più o meno tutti lamentano un eccesso di spese nell’ordine del 12-15% per essere competitivi. Non ci sono statistiche nazionali e ufficiali su questo aspetto, ma credo sia più o meno indicativo per tutti. Ebbene in diversi casi si è intervenuto con successo, per quanto riguarda la mia materia, applicando procedure di marketing e di politica nella gestione del personale è stato possibile recuperare quel “gap”, ma c’è tutta l’area tecnica, che ancora è inesplorata. In Italia ci sono, ufficialmente (escludendo i precari) 16mila ricercatori a tempo pieno, ma solo 37 stanno studiando su un progetto relativo a un’impresa, che ha richiesto qualche miglioria nelle fasi di lavorazione. Negli USA il numero di ricercatori è un dato segreto, ma pare sia vicino alle 500.000 unità, escludendo quelli attivi nel campo sanitario e umanistico. Nel complesso si parla di 2,5 milioni di teste pensanti.&lt;br /&gt;Piccolo particolare: la Cina non ha neppure il numero di ricercatori attivi in Italia, e questo la dice lunga sulla credibilità e sostenibilità del suo sviluppo, come viene strombazzato ai 4 venti (superficialmente) anticipando addirittura un superamento sugli USA per ordine d’importanza e produzione nei prossimi anni. Ebbene, per restare nel campo dell’industria vera e propria, chimica, fisica, metallurgica, di quel mezzo milione di ricercatori, tra statali e privati, sostanzialmente il 70% sta studiando qualcosa che richieda la sua applicazione nei prossimi mesi, mentre una pattuglia dell’appena 20% progetta il futuro guardando a 10-15 anni. Il resto non si sa in quale campo sia applicato; ma lavora!&lt;br /&gt;Questa è l’America.&lt;br /&gt;Tornando a noi, quante imprese, che stanno leggendo queste righe e che potrebbero ricercare delle riduzioni di costo sul ciclo di produzione, hanno alzato il telefono e chiesto un contatto con la facoltà d’ingegneria più vicina per una ipotesi di soluzione? A ben guardare un’azione di questo tipo rientra nel concetto di produttività!&lt;br /&gt;Non è possibile che il secondo sistema manifatturiero d’Europa, abbia contatti con le università (dove si studiano le soluzioni) solo attraverso i figli che le frequentano (quando va bene). Serve, per competere (o anche restare sul mercato) che le imprese italiane “si diano una mossa”, chiedendo a chiunque abbia idee e soluzioni, d’abbattere i costi di produzione e gestione aziendale. Solo così ci si conquista il diritto a pensare il futuro con agiatezza nel presente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-4562045415708524039?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/4562045415708524039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/appunti-da-los-alamos-limportanza-di-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4562045415708524039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4562045415708524039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/appunti-da-los-alamos-limportanza-di-un.html' title='Appunti da Los Alamos: l’importanza di un sistema universitario al servizio delle aziende'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7961585942414910801</id><published>2010-09-06T11:08:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:09:45.965+02:00</updated><title type='text'>Attraversando da nord a sud il New Mexico</title><content type='html'>Attraversando da nord a sud il New Mexico: un esempio spettacolare d’organizzazione&lt;br /&gt;Sono anni che attraverso in lungo e per largo il New Mexico, ma non mi ero mai accorto di come uno stato, arido, spoglio e vittima di una natura ingrata si fosse così ben organizzato per vivere bene. L’occasione per capire questo concetto è nata all’Università di Albuquerque, importante centro dello Stato, dove per iscrivere mia figlia mi hanno chiesto quale facoltà tecnica avrebbe voluto seguire. Non hanno neppure perso tempo a discutere d’indirizzi umanistici, o di economia come marketing; no, sono andati diretti su ingegneria o fisica per proseguire con chimica e infine geologia. In quel mentre non ho capito una scelta così ridotta che ho  giudicato una rigidità. Successivamente recandomi a Las Cruces, poche miglia a nord di El Paso, ho lavorato presso il centro nazionale di missilistica congiunta tra le più forze armate e la NASA. Terminato questo impegno e percorrendo la interstate 25, che attraversa da sud a nord  tutto lo stato, osservo:&lt;br /&gt;- dalla missilistica schierata intorno all’area di White Sands;&lt;br /&gt;- alla astrofisica e comunicazione spaziale, collocata nel centro dello stato (chi si ricorda il film con Judie Foster, CONTACT? Ebbene l’ ho visitato )&lt;br /&gt;- quindi la ricerca nucleare sia per scopi civili che militari, situata sia nel deserto come a Los Alamos che in Albuquerque;   &lt;br /&gt;- la sanità quale ricerca medica a tutto campo, distribuita in molti centri e ospedali disseminati a pioggia.&lt;br /&gt;Un giovane che volesse lavorare in New Mexico, a questo punto che cosa studia? Sicuramente la geografia come la storia hanno un senso qui come altrove, ma è molto più probabile che dovrà impegnarsi in materie tecniche e diventare un buon ingegnere o astrofisico per ottenere un buon posto di lavoro. Fin qui l’America, ma il pensiero corre a “casa mia”, all’Italia. Penso alla provincia di Siracusa ad esempio. Perché in New Mexico (come in Arizona con l’industria aeronautica) e non da noi è stato affrontato il tema della specializzazione del lavoro in un’area depressa, per cui da arida ora è fertile di tecnici d’alta qualità a livello mondiale? Cosa ha fatto scattare la molla negli Stati Uniti e ancora non è partita in Italia? Non è questa le sede per dare risposte che il nostro paese attende da almeno un secolo. Sicuramente l’esperienza della Cassa del Mezzogiorno e dell’industrializzazione pesante del sud d’Italia, ha avuto una logica seguendo quanto qui in New Mexico è stato fatto, solo che:&lt;br /&gt;- gli italiani non hanno poi proseguito l’idea dell’industrializzazione del sud, divorati tra mille dubbi;&lt;br /&gt;- e gli americani sono partiti prima di tutto dalla scuola, formando una nuova generazione di tecnici da inserire a Los Alamos (citando uno dei tanti laboratori di ricerca) per generare nuove applicazioni.&lt;br /&gt;Traducendo questo ragionamento in aspetti compatibili per i lettori, mi vengono in mente quelle imprese che dicono: non possiamo perché non c’è liquidità, nessuno ci aiuta, viviamo in un deserto di prospettive, gli insoluti etc.. Non che questi problemi non siano gravi e urgenti, ma la ricerca dov’è? A Tucson (Arizona) ho visitato 7 rottamai diversi, che vincendo il contratto dall’Air Force smontano aerei riducendoli in lamiere di metallo. Si sono inventati un lavoro!&lt;br /&gt;Non vorrei l’esempio fosse troppo tirato, ma se da una terra arida un’intera generazione oggi vive di alta tecnologia, possono le nostre piccole aziende trovare attraverso la ricerca, lo studio, i contatti, i nuovi mercati, soluzioni tali da prosperare? Il motto dell’università di Las Cruces è: live, learn, thrive. (vivi, studia e prospera) La conclusione è semplice: non basta “fare impresa”, serve studiare (quale livello di scolarizzazione hanno i nostri capi d’azienda e responsabili?) e quindi creare pensiero, idee e punti di vista per trovarsi sempre un passo avanti rispetto “ai cinesi” che sanno lavorare tanto, pensare poco e creare ancora meno. Di cinesi qui in New Mexico e in Arizona, non c’è ne uno, tranne qualche spia con il compito di copiare e replicare. Saremo in grado, come PMI di rilanciare la nostra cultura d’impresa attraverso nuove idee da cercare ogni giorno in tutti i campi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7961585942414910801?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7961585942414910801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/attraversando-da-nord-sud-il-new-mexico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7961585942414910801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7961585942414910801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/attraversando-da-nord-sud-il-new-mexico.html' title='Attraversando da nord a sud il New Mexico'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5278399013780483678</id><published>2010-09-06T11:07:00.001+02:00</published><updated>2010-09-06T11:08:41.029+02:00</updated><title type='text'>Immerso nel vuoto abitato del deserto</title><content type='html'>Immerso nel vuoto abitato del deserto. Appunti dal Saguaro desert – Tucson fine giugno 2010: una nuova politica del personale&lt;br /&gt;Il punto di partenza (la tesi) è che sono convinto che si stava meglio quando stavamo peggio. Oggi, secondo me, manca l’umanità perché soffocata dall’individualismo più esasperato, quel nichilismo che ci ha resi soli e poveri, ricchi d’idee non praticabili e di chiacchiere pretestuose. Mancano i grandi concetti di fondo. Televisione e giornali si concentrano sul “fatterello” o il varietà d’intrattenimento, disertando sistematicamente la riflessione. Dove va la nostra società e su quali programmi? Ad esempio, la stessa vita di coppia/relazione che ci riguarda individualmente, quali passaggi segue oltre il monotono quotidiano? E poi, perché si fa l’amore? Si tratta solo di  un esercizio fisico, oppure abbiamo la possibilità di tradurre questa formula vitale in energia nuova per produrre idee-concetti-sensazioni, quanto tradizionalmente il tutto è destinato ad abitare le lenzuola? Nella ricerca di un senso e scopo, che vada oltre l’ovvio o il mero consumo dell’oggi, l’unica uscita che molti pensatori stanno maturando, per abbandonare lo stallo nel quale ci ritroviamo, vittime di una conflittualità patologica del tutti contro tutto, è quella di tornare indietro.&lt;br /&gt;Purtroppo solo affermare il mero concetto di “tornare sui propri passi”, equivale nel senso comune, a dichiarare un’eresia, ovvero una contraddizione per una società che deve ossessivamente andare avanti (ma nessuno sa dove) senza una meta se non la scoperta spesso traumatica del vuoto, privo di senso. Sul piano personale non credo nella globalizzazione e delocalizzazione, per cui non ho un briciolo di fiducia nella dittatura cinese e non considero valida la mentalità dell’andare avanti, perché non c’è altra alternativa. In realtà una possibilità c’è: resettare tutto e rincominciare da capo.&lt;br /&gt;Cosa vuol dire? &lt;br /&gt;Tornando indietro negli anni, il primo blocco di tempo che potrebbe offrire delle garanzie di stabilità e compattezza sociale, sono gli anni Cinquanta-Sessanta. Per accettare quel periodo serve “ripulirli” dagli eccessi di perbenismo che hanno subito, ma nonostante ciò, appare come una buona base di partenza, per riscoprire il gusto delle idee sui grandi scenari, cercando fiducia in un lavoro in corso d’evoluzione.&lt;br /&gt;Qui negli USA la ricerca dell’eroe, il culto del trovarsi al “servizio” della nazione come militare, vigile del fuoco, poliziotto o postino che sia, quindi la bandiera che sventola sulla porta d’ingresso di casa dei semplici privati, il ritorno a votare in massa per lo sceriffo come il magistrato della contea, esprimono una rivalutazione della qualità di vita, che noi europei e italiani abbiamo obiettivamente perduto.&lt;br /&gt;Chi da noi si sogna (oltre qualche partita di calcio) d’esporre la bandiera nazionale fuori casa o indicando con orgoglio un passato al servizio della nazione?&lt;br /&gt;Proseguendo nella ricerca di particolati significativi qui negli USA, non a caso un cartello pubblicitario sulla strada, reclamizzando case in costruzione, si riferisce non alla semplice casa come unità immobiliare, ma quale veicolo sociale per appartenere a una certa comunità di persone, che qualifica e migliora la vita della famiglie. Quindi non si compra casa per solo abitarla, ma anche per “entrare in società”, in quel determinato clan. Concetto che da noi è talmente implicito che è stato completamente scordato: “una volta chiusa la porta di casa il mio mondo è qui” &lt;br /&gt;Recependo il bisogno di un riposizionamento rispetto alla vita e ai suoi valori, per vivere meglio che invece “tirare la giornata”, servono nuove politiche del personale, in azienda, capaci di dare risposte a un bisogno di ruolo e prospettive per le persone, che appare obiettivamente perduto o comunque non chiaro. Possibile che si lavori solo per lo stipendio a fine mese? Dov’è il “sogno italiano” ed è conciliabile con quello personale? Se le persone non credono più in nulla non si va da nessuna parte, si ferma la creatività, la fantasia, l’amore e la voglia di vivere.&lt;br /&gt;Servono quindi nuove relazioni industriali che sappiano, ad esempio, andare oltre lo Statuto dei lavoratori, vecchio di 40anni e fuori luogo per quella mentalità che si vorrebbe ricostruire in un nuovo disegno di pace sociale in azienda, come anche in famiglia.&lt;br /&gt;Il ritorno alle origini è per “l’uomo integrale-totale”, quello che è sano in famiglia come al lavoro. Bisogna smetterla di spezzare la vita al lavoro da quella privata. Parsons questo lo ha spiegato (sociologo americano degli anni 60’) ma in quell’epoca c’era il Vietnam e quindi il bisogno di un’evasione dalla realtà, che ha guastato le grandi architetture sociali, per il solo gusto di contestarle trovando così un ruolo. &lt;br /&gt;E’ ora che ogni cosa torni a posto, prima di tutto in noi stessi e quindi nella collettività. Serve riprendersi quelle sensazioni assolute che qui nel deserto è facile capire nella sua crudele essenza, per trasferire il tutto nel rapporto di coppia in amore-odio-passione, quindi nel lavoro per fedeltà-dedizione-creatività e nella vita per moderazione-curiosità-responsabilità.&lt;br /&gt;Le parole appena dette, possono apparire come un sermone da Chiesa presbiteriana, però sono una soluzione; le altre che sentiamo dire, che prospettive offrono se non il deserto, quello vero da solitudine esistenziale senza uscite? Serve tornare ai valori.&lt;br /&gt;Ecco che tutto quanto qui detto, va ora trasformato in una politica del personale che abbassi i costi di gestione delle imprese e nobiliti il lavoro della nostra gente, uomini e donne, senza i quali nulla avrebbe senso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5278399013780483678?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5278399013780483678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/immerso-nel-vuoto-abitato-del-deserto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5278399013780483678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5278399013780483678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/immerso-nel-vuoto-abitato-del-deserto.html' title='Immerso nel vuoto abitato del deserto'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5848906754533579112</id><published>2010-09-06T11:06:00.000+02:00</published><updated>2010-09-06T11:07:05.929+02:00</updated><title type='text'>Un'overdose di spiritualità laica: il deserto (Arizona e California)</title><content type='html'>Un’overdose di spiritualità laica: il deserto (Arizona e California)&lt;br /&gt;L’ho fatto apposta. Per qualche giorno ho limitato al massimo i contatti con il mondo ritirandomi in una sorta di “meditazione”, attraverso il deserto del Mojave e del Joshua Tree National Park in California, come del Saguaro in Arizona e White Sands a Las Cruces, in New Mexico.&lt;br /&gt;Una botta di caldo intorno a 50 gradi e un silenzio totale, assoluto.&lt;br /&gt;Gli ingredienti per questa overdose di spiritualità sono il vuoto umano e la contemporanea ricchezza di stimoli essenziali, dove tutto s’amplifica rispetto a quanto siamo abituati. Il caldo, come il freddo, la presenza degli animali, il vento, il vuoto, il silenzio, il bisogno d’acqua e di ombra, quindi il sudore, l’idea di una doccia fresca che non c’è e la connessa “manutenzione di sistema” che ogni corpo umano richiede e che ora resta un desiderio. Quindi il tramonto, la notte, il buio, i rumori che accompagnano tutto questo e poi nuovamente il sole, il caldo, i pensieri da riordinare, il bisogno d’amare qualcosa che dia pace e altro ancora, sono tutti elementi di un nuovo alfabeto per esprimersi.  &lt;br /&gt;Perché questo bisogno d’assoluto e di ritorno all’essenzialità più totale? I computer spesso si “resettano” e io ho sentito il bisogno di darmi una resettata. &lt;br /&gt;Il motivo per questa “dieta spirituale” è funzionale alla necessità di pensare, scrivere e anche organizzare quelle soluzioni che la gente mi chiede, e di cui io vivo. Per cui ho la necessità d’immergermi nel vuoto abitato da nuovi scenari. In questo “mondo nuovo” ricerco l’essenza, la purezza e l’origine dei concetti, da cui ricostruire tutto l’ovvio, che diamo quotidianamente per scontato. Cosa scopro? Sapessi!&lt;br /&gt;Imparo a dare una misura al tempo per riempirlo di cose-pensieri-idee. Normalmente tra telefono,internet e contatti, si dice tanto, ma si pensa poco. Purtroppo le scelte vengono sempre fatte d’impulso sul “è stato sempre fatto così- speriamo che me la cavo – che non se ne accorgano” oppure peggio, con l’arroganza di sapere tutto. Qui nel vuoto abitato dal deserto non c’è nessuno che cerchi, chiami o voglia qualcosa. Si è soli con il bisogno di vivere fino a domani, creando qualcosa per cui valga la pena. Da questo sforzo masochistico, nascono poi le teorie di marketing e di sociologia dei consumi come della devianza, che permettono di tradurre “ i fatti degli uomini” in politiche aziendali. E’ proprio qui con l’alzarsi del sole, un venticello da mulinello e un caldo che non smette mai, ma cresce soltanto, che c’è la fucina per fondere e plasmare un pensiero nuovo e rigenerante, da portare sulle scrivanie delle imprese in prima linea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5848906754533579112?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5848906754533579112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/unoverdose-di-spiritualita-laica-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5848906754533579112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5848906754533579112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/unoverdose-di-spiritualita-laica-il.html' title='Un&apos;overdose di spiritualità laica: il deserto (Arizona e California)'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7473973499798280854</id><published>2010-09-06T11:04:00.000+02:00</published><updated>2010-09-06T11:05:47.199+02:00</updated><title type='text'>Prime considerazioni sul viaggio di lavoro negli USA - estate 2010</title><content type='html'>Prime considerazioni (fine giugno 2010 a San Francisco)&lt;br /&gt;Essendo passati 8 mesi dall’ultimo soggiorno americano (settembre 2009) il primo aspetto che devo assolutamente capire, appena giunto a San Francisco, sono gli effetti della crisi economica sulla vita di tutti i giorni degli americani. Il punto è semplice: si notano dei cambiamenti nella società civile per effetto delle difficoltà economiche esplose nel 2008?&lt;br /&gt;Non solo, ma come deciso oppositore dell’attuale presidente degli Stati Uniti, desidero anche verificare se le previsioni non felici, che formulai alla sua elezione, sono rimaste chiacchiere o si sono trasformate sia in fatti, che argomento di condivisione con altri studiosi.&lt;br /&gt;Sul primo aspetto “apriti cielo”, oltre alle mie personali considerazioni ne è nato un dibattito, qui negli USA tra specialisti, per cui ci stiamo “accapigliando”.&lt;br /&gt;Sostanzialmente ho trovato molta più povertà rispetto alla fine dell’estate scorsa. La gente povera c’era e c’è sempre stata, ma ora è di più. Chi dignitosamente (molti) e chi “come al solito” nelle forme tradizionali della povertà, il numero complessivo è crescente e osservabile dalla qualità e quantità dei consumi. In una settimana d’osservazione non ho mai fatto la fila al supermercato per pagare alla cassa, mentre questo negli anni scorsi non accadeva, a parità di fascia oraria e di centro abitato. La cronaca più comune riferisce che oggi, al posto della droga da sniffare, c’è l’alcool che corre a fiumi, a cui segue il parco auto più vecchio del solito, abiti più lisi etc..&lt;br /&gt;Un anno fa, tirando sul prezzo e solo grazie ad amici, 70 giorni di noleggio per un monovolume  costarono 3.500 dollari, quest’anno 2.300. &lt;br /&gt;La suite all’Hilton che in genere pago 80 dollari a notte (mi serve per azzerare il costo di ristorazione) ora la prendo a 60.&lt;br /&gt;La notte si vedono meno persone in giro e più ubriachi. La televisione trasmette meno programmi culturali e più intrattenimento (è privilegiata la crisi del Golfo del Messico per il petrolio disperso in mare, rispetto ai grandi temi di politica internazionale e quelli sociali, che hanno sempre dominato l’audience) Perché sono cambiati gli stili di vita degli americani in così breve tempo? E soprattutto perché in Europa non hanno subito una variazione così profonda?&lt;br /&gt;Ecco che ritorna attuale un tema dibattuto mille volte: noi e loro. Noi abbiamo la cassa integrazione, in grado di ritardare gli effetti sulla società civile della crisi economica e loro no. A parte il fatto che una qualche forma di tutela per 6 mesi c’è anche negli USA, ma concettualmente qui chi perde il lavoro, non ha più reddito subendo subito gli effetti della crisi in termini di contestuale calo drastico nei consumi. Su questo aspetto mi sento più europeo che americano, credendo nella validità sociale della cassa integrazione (ripercorro in ciò il pensiero macroeconomico di Keynes, per cui ai disoccupati si dia lavoro scavando al limite e per assurdo anche buche da ricoprire, l’importante è che ricevano un salario da spendere, consentendo all’economia di ripartire) però “loro”, gli amerikani, con quella “ruvidità sociale” che li contraddistingue stanno uscendo dalla crisi, mentre in Europa, ci stiamo entrando solo adesso, come ripercussioni sociali.&lt;br /&gt;La conclusione è semplice: l’uomo per reagire va stimolato (lasciandolo nella crisi della sua povertà quando “ci casca”) o protetto e fatto crescere grazie alla cassa integrazione guadagni?&lt;br /&gt;Relativamente al secondo aspetto, quello sul disastro politico del Signor Obama, abbozzo un sorriso quando il partito democratico accenna alla CNN di temere la perdita di qualche seggio a novembre, nelle elezioni di mezzo termine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7473973499798280854?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7473973499798280854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/prime-considerazioni-sul-viaggio-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7473973499798280854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7473973499798280854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/09/prime-considerazioni-sul-viaggio-di.html' title='Prime considerazioni sul viaggio di lavoro negli USA - estate 2010'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1508117780153797874</id><published>2010-07-27T17:50:00.000+02:00</published><updated>2010-07-27T17:51:02.267+02:00</updated><title type='text'>concetti innovativi</title><content type='html'>.........(estratto da un articolo sulla green university)....La morale di questa storia è semplice: chi studia e svolge ricerca applicata, ha il potere di gestire il futuro. Questo vuol dire che non è più possibile immaginare i prossimi 10 anni con i canoni tecnologici di oggi (il riferimento corre al sorpasso cinese sugli Usa nei consumi pro-capite d’energia, ma se questa fonte fosse ormai obsoleta, cosa rappresenterebbe più il paragone?)&lt;br /&gt;Il futuro è di chi lo costruisce nella ricerca tecnologica e questo addivenire è custodito in un nuovo livello che si chiama “green economy”. Qui va chiarito però un concetto. Green non significa, in questo senso “verde” ma nuovo e diverso con rivisti parametri di costo-efficacia. Dobbiamo imparare a produrre più ricchezza spendendo meno materie prime, energia, mantenendo gli attuali livelli occupazionali. E’ vero che questa evoluzione è nata da una tensione ecologica (da cui conserva il nome di “green”) ma si è evoluta su un piano meno fazioso e trasversale, per cui è in atto una clamorosa e radicale revisione dei criteri di costo-efficacia. &lt;br /&gt;Qui si potrebbe anche arrivare sul filosofico-sociologico per cui vale la pena lavorare 10 ore al giorno per una qualità di vita non apprezzabile? Certo che il sacrificio è pagante, ma va monitorato. Questi concetti in Italia non sono stati ancora recepiti. In America invece rappresentano la differenza tra il prima e il dopo. Il prima, invasi dal “made in cina” e il dopo, dove si ritorna a prodotti “made in usa”. realizzati ad alta qualità con basso costo (fantascienza per i cinesi). In tal senso oggi 27 luglio ancora una volta la Jeep ha comprato 4 pagine di USA Today per informare il mondo che l’America è conosciuta per le sue bellezze, ma lo è di più per la sua tenacia (nel costruire un prodotto interamente americano – Jeep) “America is known for its beauty but it’s more known for its guts”, Jeep, the thing we make, make us.&lt;br /&gt;Le cose che noi facciamo ci migliorano. Non restiamo spettatori e miglioriamoci, facendo i nostri beni con la cultura che ci contraddistingue a costi competitivi e in un buon rapporto con l’efficacia. Questo è quel Green Rinascimento che ci aspettiamo da noi stessi. Forza Italia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1508117780153797874?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1508117780153797874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/concetti-innovativi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1508117780153797874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1508117780153797874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/concetti-innovativi.html' title='concetti innovativi'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-8541648009184569640</id><published>2010-07-25T06:06:00.002+02:00</published><updated>2010-07-25T06:08:49.580+02:00</updated><title type='text'>consigli sulla lunghezza dei testi scritto</title><content type='html'>un frequentatore di corso di ISP mi scrive con un testo di sua iniziativa molto lungo, a quel punto lo invito a ridurre il tutto a 1.000 battute (compresi gli spazi). Con un paio di prove alla fine riesce a mettere tutte le sue 8mila in mille.&lt;br /&gt;A risultato riuscito gli scrivo riepilogando l'ordine di grandezza dei testi.&lt;br /&gt;Ecco cosa ne è emerso:&lt;br /&gt;visto che ci è riuscito!&lt;br /&gt;Spero che questo metodo della contrazione delle battute lo adotti come sistema di comunicazione. &lt;br /&gt;I tagli con cui si esprime un'idea sono:&lt;br /&gt;- 1.000 battute per restare in mente all'interlocutore e farsi richiamare per approfondire;&lt;br /&gt;- 5.000 battute per dare una chiarezza di fondo al discorso&lt;br /&gt;- 12/15.000 battute per un articolo che spieghi ogni cosa&lt;br /&gt;- 25.000/32.000 o anche 50.000 battute per un dossier&lt;br /&gt;prosegua così.&lt;br /&gt;Carlini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8541648009184569640?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8541648009184569640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/consigli-sulla-lunghezza-dei-testi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8541648009184569640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8541648009184569640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/consigli-sulla-lunghezza-dei-testi.html' title='consigli sulla lunghezza dei testi scritto'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-8845652381266187527</id><published>2010-07-24T08:01:00.002+02:00</published><updated>2010-07-24T08:08:27.049+02:00</updated><title type='text'>spunti e ragionamenti trasmessi su You Tube di 1 minuto</title><content type='html'>stanno per essere qui allegati messaggi della durata di 1 munuto tesi a riepilogare concetti già affrontati nei diversi corsi on line tenuti da ISP.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8845652381266187527?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8845652381266187527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/spunti-e-ragionamenti-trasmessi-su-you.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8845652381266187527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8845652381266187527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/spunti-e-ragionamenti-trasmessi-su-you.html' title='spunti e ragionamenti trasmessi su You Tube di 1 minuto'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-393480152720441101</id><published>2010-07-24T05:10:00.001+02:00</published><updated>2010-07-24T05:11:36.723+02:00</updated><title type='text'>le foto che sono state qui mostrate sono degli spunti</title><content type='html'>le foto qui mostrate sono:&lt;br /&gt;- degli spunti di oganizzazione dello spazio di vendita per il corso di Visual&lt;br /&gt;- degli spunti di riflessione per la propria personalità per il corso di PNL (programmazione tecnica linguistica)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-393480152720441101?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/393480152720441101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/le-foto-che-sono-state-qui-mostrate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/393480152720441101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/393480152720441101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/le-foto-che-sono-state-qui-mostrate.html' title='le foto che sono state qui mostrate sono degli spunti'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-6104760426901525610</id><published>2010-07-24T05:06:00.003+02:00</published><updated>2010-07-24T05:10:10.859+02:00</updated><title type='text'>altri spunti di organizzazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEpY-3YCLBI/AAAAAAAAAKA/TP9t2hLFBWM/s1600/a+day+off+in+Great+Falls+036.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEpY-3YCLBI/AAAAAAAAAKA/TP9t2hLFBWM/s320/a+day+off+in+Great+Falls+036.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497304132199001106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-6104760426901525610?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/6104760426901525610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/altri-spunti-di-organizzazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6104760426901525610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6104760426901525610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/altri-spunti-di-organizzazione.html' title='altri spunti di organizzazione'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEpY-3YCLBI/AAAAAAAAAKA/TP9t2hLFBWM/s72-c/a+day+off+in+Great+Falls+036.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2106947815718347255</id><published>2010-07-24T05:02:00.003+02:00</published><updated>2010-07-24T05:06:12.196+02:00</updated><title type='text'>ancora spunti per il corso di Visual (org. spazio di vendita)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEpYHH_wxdI/AAAAAAAAAJ4/Na2vWogNGu4/s1600/a+day+off+in+Great+Falls+035.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 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pensiero'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEpJ0Zejp9I/AAAAAAAAAJI/p_VpD4DiA-c/s72-c/Missil+Range+049.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5457288580653435583</id><published>2010-07-24T03:57:00.005+02:00</published><updated>2010-07-24T04:07:36.505+02:00</updated><title type='text'>chi produce pensiero deve concentrarsi a riflettere, ecco il perchè di questo ritiro spiriturale</title><content type='html'>&lt;a 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corsi in ISP'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEpG6CUNbaI/AAAAAAAAAIY/xcBoXs4MvaU/s72-c/Missil+Range+006.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-6291751549624123913</id><published>2010-07-23T07:54:00.001+02:00</published><updated>2010-07-23T07:55:57.506+02:00</updated><title type='text'>notare come l'intrattenimento in una libreria è stato studiato affinchè ....</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEku6DDhoNI/AAAAAAAAAIQ/KIE7-sWvii0/s1600/a+day+off+in+Great+Falls+066.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEku6DDhoNI/AAAAAAAAAIQ/KIE7-sWvii0/s320/a+day+off+in+Great+Falls+066.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5496976394969784530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-6291751549624123913?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/6291751549624123913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/notare-come-lintrattenimento-in-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' 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alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5496975323608011778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8725732921665860232?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8725732921665860232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/organizzazione-merce-esposta-in-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8725732921665860232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8725732921665860232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/organizzazione-merce-esposta-in-una.html' title='organizzazione dell&apos;intrattenimento in una libreria'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEkt7r6-VAI/AAAAAAAAAIA/vNW-HJQYyNM/s72-c/a+day+off+in+Great+Falls+055.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7501530199920019850</id><published>2010-07-23T07:48:00.003+02:00</published><updated>2010-07-23T07:50:01.479+02:00</updated><title type='text'>da un grande nome della distribuzione americana: THE HOME DEPOT</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEktZEhdweI/AAAAAAAAAH4/0uHKX_kZ2nE/s1600/a+day+off+in+Great+Falls+032.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEktZEhdweI/AAAAAAAAAH4/0uHKX_kZ2nE/s320/a+day+off+in+Great+Falls+032.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5496974728916484578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7501530199920019850?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7501530199920019850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/da-un-grande-nome-della-distribuzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' 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alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5496973743703458562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2922856580560010615?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2922856580560010615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/foto-osservare-il-sistema-organizzativo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2922856580560010615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2922856580560010615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/foto-osservare-il-sistema-organizzativo.html' title='foto: osservare il sistema organizzativo'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TEksfuUYAwI/AAAAAAAAAHo/7aHJQVXxID0/s72-c/a+day+off+in+Great+Falls+015.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-361716827540762442</id><published>2010-07-23T07:43:00.001+02:00</published><updated>2010-07-23T07:43:49.927+02:00</updated><title type='text'>la green university - novità completa</title><content type='html'>La prima “green university” al mondo&lt;br /&gt;A Fort Collins, in Colorado, ci sono 2 università: quella di Stato (CSU) e l’altra più commerciale e diffusa in tutto il West americano, che si chiama Phoenix University. La lotta tra loro è molto serrata misurandosi in numero di nuove iscrizioni annuali.&lt;br /&gt;Oggi è in vantaggio la CSU perché, per la prima volta al mondo, è stato aperta una scuola di specializzazione post laurea (2 anni di corso) sui temi della green economy. Le materie di studio sono l’uso urbano dell’acqua, il comportamento sociale, impatto sull’agricoltura, energie alternative, il ruolo del governo, la sanità e quindi la ricerca per una teoria generale.&lt;br /&gt;Oltre a questi aspetti  ne esiste un altro. Alla facoltà d’ingegneria è stato affidato il compito di modificare il motore su 4 monovolumi, affinchè possano muoversi grazie all’energia solare all’interno del campus. Questo significa progettare ex novo un tipo di batteria e un rapporto peso/motorizzazione adeguato, laddove neppure le case costruttrici si sono impegnate. &lt;br /&gt;Ogni tentativo di conoscere i dettagli tecnici della realizzazione sono risultati vani, perché il riservo è altissimo, in quanto è volontà dell’Università addivenire a un brevetto da commercializzare a vantaggio dell’Ateneo, utilizzando lo sforzo congiunto del corpo docenti e degli studenti così vincolati al segreto. Questa iniziativa quindi non è concordata con le case costruttrici le quali non sono (quelle americane) al momento interessate al progetto.&lt;br /&gt;Nonostante ciò esistono in questo Paese, delle officine di riprogettazione per autovetture che modellano sia tipologie d’auto esistenti, che “inventate” ad hoc, per le più disparate necessità. L’Università di Fort Collins si è rivolta in Florida alla Gator Moto www.gatormotouv.com per essere aiutata nella realizzazione. &lt;br /&gt;Chase,Brian, la cui email è Brian.Chase@ColoState.EDU è uno dei coordinatori universitari del progetto, svolgendo anche il ruolo di collegamento con la Gator per gli aspetti di progettazione ingegneristica.&lt;br /&gt;Domanda: come siete arrivati a questo progetto?&lt;br /&gt;Brian: l’università ha già in uso delle auto elettriche da diversi anni. Il passaggio dell’ateneo a “green” ci ha imposto non solo l’apertura di una scuola di specializzazione, con argomenti dedicati che ci venivano già richiesti dalla Pubblica Amministrazione, ma anche qualcosa di più concreto come la progettazione di un motore alimentato con batterie fotovoltaiche.&lt;br /&gt;Domanda: qualcosa del genere esiste già?&lt;br /&gt;Brian: si è stato giù studiato, ma è a solo livello sperimentale. E’ nostra volontà progettare, applicare e verificare la concreta esecuzione di questa idea, nel campo delle utilizzazioni “domestiche e locali”. E’ il caso di un idraulico, elettricista, impiegato che transita solo nell’area urbana, portando con sé l’attrezzatura da lavoro (fino a 15 quintali). A questo tipo d’utenza oltre il già esistente motore elettrico, che ha troppe limitazioni, vorremmo affiancare anche quello fotovoltaico, con potenzialità moltiplicate per 15 rispetto il primo. &lt;br /&gt;Domanda: quali sono le  metodologie e tecniche adottate?&lt;br /&gt;Brian: è una domanda che sarebbe corretto rivolgere alla Gator.&lt;br /&gt;L’intervista termina qui. Chiamata la Gator questa non risponde, ma indiscrezioni confermano che i problemi di progettazione sono i seguenti:&lt;br /&gt;a) “trovare” una superficie radiante idonea e si pensa che 2 mq siano sufficienti, ma è più comodo applicare un tetto all’autovettura o coprire di piastrelle il cofano e la parte superiore della macchina, con il rischio di scottarsi se si dovesse porre la mano sulla superficie?&lt;br /&gt;b) Nel caso si utilizzasse il cofano e il tetto dell’auto come superficie radiante, esiste un liquido freddo, per alimentare le batterie in base all’energia fotovoltaica?&lt;br /&gt;c) Nel caso dell’applicazione di un tetto all’auto che potrebbe anche essere superiore ai 2 mq d’esposizione, dovrà essere aerodinamico tanto da modificare l’attuale estetica delle correnti autovetture che diventeranno “a 2 piani”;&lt;br /&gt;d) Un forte impulso a questa idea viene dalle applicazioni spaziali del fotovoltaico, infatti alcuni ricercatori della NASA pare si siano messi in contatto con la Gator e collaborino con l’Università di Fort Collins.&lt;br /&gt;Non è possibile andare oltre senza infrangere il segreto industriale. Sicuramente che questa idea approdi a qualcosa di commercialmente utile è relativamente importante, perché il concetto è chiaro: è in atto il superamento di una fase tecnologica. &lt;br /&gt;La morale di questa storia è semplice: chi studia e svolge ricerca applicata, ha il potere di gestire il futuro. Questo vuol dire che non è più possibile immaginare i prossimi 10 anni con i canoni tecnologici di oggi (il riferimento corre al sorpasso cinese sugli Usa nei consumi pro-capite d’energia, ma se questa fonte fosse ormai obsoleta, cosa rappresenterebbe più il paragone?)&lt;br /&gt;Il futuro è di chi lo costruisce nella ricerca tecnologica; forza Italia non restiamo spettatori!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-361716827540762442?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/361716827540762442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/la-green-university-novita-completa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/361716827540762442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/361716827540762442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/la-green-university-novita-completa.html' title='la green university - novità completa'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2082611389349546964</id><published>2010-07-22T04:22:00.001+02:00</published><updated>2010-07-22T04:25:38.025+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano 9</title><content type='html'>Il cervello se non lo usi lo perdi. Un luogo di meditazione per chi ha responsabilità&lt;br /&gt;C'e' una strada, la 212 west, che collega Rapid City (Sud Dakota) a Billings (Montana) e prosegue fino al parco di Yellostone in Wyoming. Il tratto che vorrei fosse percorso da gente che lavora con la testa, è  di 95 miglia, tra le due città.&lt;br /&gt;L’itinerario è paragonabile a tanti altri che si sviluppano in tutta l'area poco a sud del confine canadese (c’è anche la 200 del Montana) e tutte hanno in comune un aspetto: la visuale su ampi spazi disabitati, in grado di dilatare al massimo la nostra capacità di percezione, volando con l’autovettura lanciata in velocità (75 miglia al massimo) su questo mare “vuoto”, ma ricco. &lt;br /&gt;In un ambiente del genere, lo spazio circostante è assolutamente vuoto, drammatico, nella sua bellezza. Apparentemente privo di vita, pullula di altre forme viventi, che non riusciamo a capire e vedere. Questa è la prateria del west americano, troppo umida per essere un deserto, troppo arida per coltivarla. Ebbene il concetto su cui stiamo ragionando è se lo spazio che ci circonda (il campo visivo si estende normalmente su un piano di 25 kmq) può essere tradotto in idee, opinioni, punti di vista e grandi visioni oppure è solo qualcosa che si guarda.&lt;br /&gt;In pratica vivere la città, con degli scenari molto definiti (vie, piazze, strettoie, gente, urla) favorisce il pensiero puro, quello che produce idee o per farlo serve anche lo spazio illimitato, quello che mette quasi paura nell’osservarlo, perché ci si sente soli su grandi distanze?&lt;br /&gt;Credo, perché vissuto molte volte e qui torno sempre, che nell'apparente vuoto assoluto d'umanità, è possibile vedere quei particolari della propria vita e lavoro, che normalmente sfuggono, ma che sono invece fondamentali. Nel caso degli imprenditori le grandi visioni d’insieme sono il sale della loro vita, senza il quale tutto resta normale, per un quotidiano d’ansietà e logorio snervante, che nulla produce. Non dico che i manager non lavorino; assolutamente!&lt;br /&gt;Affermo che lavorano male, facendo tutto, ma riflettendo poco, il che si misura in livelli di produttività bassi. Probabilmente si dovrebbe lavorare di meno o nella stessa quantità di ore, ma più con la testa, che con l’abitudine o con dosi sempre maggiori di rischio che non sempre è favorevole (anzi).&lt;br /&gt;Ebbene dove si può imparare il metodo e sistema per usare più il cervello che l’azzardo? Del resto la mente è un muscolo; se non lo si usa lo si perde. Se quanto detto è condiviso, a questo punto serve uno spazio che sia riflessivo dove poter pensare. Questo “luogo” ha bisogno della solitudine assoluta, animata al massimo, solo dai propri cari per dominarlo specie se è cosi esteso.&lt;br /&gt;Mi spiego.&lt;br /&gt;Rendersi conto d’essere soli sulla 212 west, senza una casa nel campo visivo per miglia e miglia da utilizzare come punto di riferimento, o una stazione di servizio, quindi un paesino ogni tanto, o anche una macchina nel senso contrario, mette paura.&lt;br /&gt;La paura per questo vuoto, va dominata da un atto di coraggio da trovare in se stessi, che dia logica e forza a quanto ci spaventa. Se questo è vero, ecco stabilito il nesso tra lo spazio geografico che ci circonda e la qualità e quantità d’idee che siamo capaci di produrre. Così facendo in uno spazio illimitato, inanimato, ma ricco di altre forme di vita, l'impegno nel cercare di possedere e capire  quello che ci circonda, scatena maggiore sensibilità ai particolari, alla vista e al bisogno di vedere ciò che non si vede.&lt;br /&gt;Ecco quell'esercizio formidabile che i nostri capitani di industria, rottamai, e metallari dovrebbero  affrontare, spenti computer e cellulari: guardare per capire. Trovare alleanze, allargarsi oltre i confini, innovazione di prodotto, ricerca rivolgendosi anche alle università, investimenti, valorizzazione nelle relazioni umane e cultura per l’impresa forgiata nel silenzio del pensiero profondo. La conclusione è che per gestire un'impresa bisogna pensare con il cuore e la mente e per farlo, va spento il mondo intorno, aprendosi a una scuola che acutizzi i sensi e consenta di mettere a fuoco quello che non si vede, ma di cui se ne ha un gran bisogno, perchè i costi invisibili sono quelli che massacrano l'azienda. La mancata produttività ne è un esempio. Costo invisibile significa anche che con la stessa organizzazione esistente, si potrebbe ottenere di più di quello che normalmente si raggiunge. Per riuscire in questo esercizio serve una nuova mentalità. Benvenuti nella 212 west.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2082611389349546964?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2082611389349546964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-9.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2082611389349546964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2082611389349546964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-9.html' title='taccuino americano 9'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1826475715758871635</id><published>2010-07-22T04:21:00.000+02:00</published><updated>2010-07-22T04:22:06.467+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano 8</title><content type='html'>Santa Fe (New Mexico) domenica alle ore 12.00 in un centro commerciale: pensieri sciolti&lt;br /&gt;E’ domenica mattina, per rilassarmi scelgo di fare quattro passi in una mall (centro commerciale) celebrando il culto dello shopping e guardando le vetrine.&lt;br /&gt;Sicuramente l’economia si basa su 3 pilastri: produzione, distribuzione e consumo. Gli Americani la produzione l’hanno delocalizzata in Cina, affrontando solo adesso la piaga della conseguente disoccupazione (da cui un moto inverso di rimpatrio delle attività). Alla produzione segue la distribuzione, nella quale effettivamente dagli USA, per la logistica, abbiamo molto da imparare. Infine il consumo. Su quest’ultimo aspetto gli americani hanno confuso il benessere con la quantità di beni sprecati, più che solo consumati.&lt;br /&gt;Il culto dello shopping, quale azione inutile ai fini esistenziali, assume in questo paese un livello senza precedenti. E’ una liturgia che divide la felicità dalla povertà.&lt;br /&gt;Per consumare questo rito sono stati costruiti chilometri di centri commerciali, in ogni città dove si ripetono gli stessi marchi, prodotti e offerte con una monotonia assoluta azzerando ogni forma di originalità relativa al luogo di produzione. Fin qui francamente, ogni nazione ha le sue preferenze.&lt;br /&gt;Il guaio è quando i beni indispensabili per il vivere degli Americani sono prodotti dai cinesi. Questo aspetto è stato già discusso nel “taccuino”, però è solo ora che noto in giro dei cartelli: made in USA. Non solo, ma lo stesso messaggio lo ha lanciato la marca automobilistica Jeep Cherokee: un prodotto americano fatto da americani per americani. E’ la fine della globalizzazione intesa come delocalizzazione della produzione per le necessità domestiche E’ anche la fine della Cina intesa come fabbrica del mondo. Ebbene con questi pensieri in testa, guardando le vetrine e compatendo quelle obese signore che si sfogano oltre che sul mangiare in un’orgia di pacchetti-pacchettini (speriamo che l’America inizi una robusta cura dimagrante) mi siedo per consumare un pezzo di pizza da Sbarro. Alle mie spalle si accomodano poco dopo, due uomini. Si tratta di un colloquio di selezione. &lt;br /&gt;Improvvisamente mi viene il dubbio che non sia affatto domenica, ma ogni controllo conferma il giorno festivo. Colto da curiosità, origlio. &lt;br /&gt;Il selettore è molto professionale formulando domande chiuse per ottenere risposte dirette. Quando si arriva alle lingue straniere conosciute, chiede: parla spagnolo? l’esaminato risponde: mi spiace, conosco solo il giapponese. Senza scomodarsi il selettore formula una domanda in giapponese e l’altro gli risponde correttamente. Dentro di me non posso che convenire su un fatto: questo candidato non ha mentito. I due proseguono ma mi alzo e proseguo la mia passeggiata. &lt;br /&gt;Penso all’Italia. &lt;br /&gt;In effetti noi siamo messi meglio degli Americani, nel senso che la fase del consumo non è così esasperata e non abbiamo delocalizzato in forme selvagge per i nostri consumi domestici, anche se un rimpatrio è saggio, com’è in atto.&lt;br /&gt;Il consumatore italiano è più selettivo per cui il made in china è isolato, pur rappresentando una minaccia nelle lavorazioni più semplici. Noi troviamo il made in china quale componente di un manufatto, mentre negli USA è offerto come prodotto finito, venduto sotto il marchio Wal Mart. Per noi italiani la lezione americana è molto importante per non cadere negli stessi errori che hanno fatto e dai quali si stanno ritirando. La lezione è smettere di delocalizzare se non per presidiare quel certo mercato perché il consumatore sta selezionando i prodotti in base alla provenienza. &lt;br /&gt;Bisogna quindi produrre in Italia per gli italiani, allargando però la gamma d’offerta nel prezzo e spiegare i diversi rapporti qualità/costo.&lt;br /&gt;Quindi snellire le procedure di relazione con il personale e la sua selezione perché le attuali agenzie di reclutamento non sanno fare questo mestiere, in Italia, perché, tra l’altro, afflitte da personale giovane non preparato capace di leggere i curricula parola per parola ma non attraverso le righe. Se non sappiamo scegliere gli uomini e le donne del futuro, e neppure allenare quelli/quelle che abbiamo, non avremo una storia. Concludendo questi “pensieri sciolti” da domenica mattina guardando le vetrine, si può pensare che la Cina sia un bluff e che ci sono tanti modi diversi di lavorare, tutti altamente professionali, compreso il selettore che con il sorriso sulle labbra dà del benvenuto al candidato. Perché invece da noi siamo tutti arrabbiati?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1826475715758871635?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1826475715758871635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1826475715758871635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1826475715758871635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-8.html' title='taccuino americano 8'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7193039464048538239</id><published>2010-07-22T04:20:00.001+02:00</published><updated>2010-07-22T04:20:42.444+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano 7</title><content type='html'>La prima “green university” al mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Fort Collins, in Colorado, ci sono 2 università: quella di Stato (CSU) e l’altra più commerciale per questo più diffusa in tutto il West americano, che si chiama Phoenix University. La lotta tra loro, combattuta attirando iscrizioni dalle matricole, è molto serrata. &lt;br /&gt;Oggi è in vantaggio la CSU perché, per la prima volta al mondo, è stato aperta una scuola di specializzazione post laurea (2 anni di corso) sui temi del verde. Le materie di studio sono l’uso urbano dell’acqua, studi di comportamento sociale, impatto sull’agricoltura, energie alternative, il ruolo del governo, la sanità e quindi lo studio per una teoria generale.&lt;br /&gt;Oltre a questi aspetti  ne esiste un altro. Alla facoltà d’ingegneria è stato affidato il compito di modificare il motore su 4 monovolumi (Dodge), affinchè possano muoversi grazie all’energia solare all’interno del campus. Questo significa progettare ex novo un tipo di batteria e un rapporto peso/motorizzazione adeguato, laddove neppure le case costruttrici si sono impegnate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7193039464048538239?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7193039464048538239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-7.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7193039464048538239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7193039464048538239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-7.html' title='taccuino americano 7'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7814071401346125865</id><published>2010-07-22T04:18:00.000+02:00</published><updated>2010-07-22T04:19:22.638+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano 6</title><content type='html'>Appunti da Los Alamos: l’importanza di un sistema universitario al servizio delle aziende&lt;br /&gt;Sempre in New Mexico passo per la località di Los Alamos, “la città che non esiste”, quella che è stata costruita dal nulla, per progettare la bomba atomica, negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale. Oltre le memorie storiche, racchiuse in un paio di musei, tuttora sono presenti e attivi moltissimi laboratori di ricerca che studiano aspetti connessi all’energia nucleare.&lt;br /&gt;Senza sforzo ho contato almeno 7 strutture di ricerca, indicate da appena un numero di riferimento, molto protette e sorvegliate che si intuisce abbiano uno sviluppo non indifferente nel sottosuolo per diversi livelli (a giudicare dall’ampiezza del parcheggio e dall’esiguità del fabbricato visibile).&lt;br /&gt;Questo dinamismo che non è più storia ma attualità, lascia pensare molto. &lt;br /&gt;Negli Stati Uniti è attivo un sistema universitario che sviluppa ricerca pura, oltre al lavoro svolto nei laboratori, che sono la maggioranza rispetto alle scuole universitarie, impegnati anch’essi in ricerca ma a tempo pieno rispetto ai ritmi accademici.&lt;br /&gt;Insomma dove ci si gira, negli Stati Uniti, c’è ricerca.&lt;br /&gt;A cosa serve quest’attività? E’ semplice: per contrarre i costi di gestione delle attività economiche, apportando nuove soluzioni tecniche a processi di lavorazione noti.&lt;br /&gt;Se fosse così semplice perché negli USA questa forma d’investimento è scontata, mentre in Italia non lo è? Le università americane si finanziano svolgendo ricerca per le imprese private, (85% del loro budget) quelle italiane dipendono dai finanziamenti dello stato e dalle rette degli studenti: sono due mondi diversi! Non sono qui per scrivere di università, ma di aziende.&lt;br /&gt;Quante imprese italiane sentono il bisogno di abbattere i loro costi di lavorazione e gestione, affidandosi alle università o a quei consulenti aziendali, che vivono tra le imprese e l’attività di studio e ricerca? Francamente credo molto poche, (non penso d’essere particolarmente pessimista) mentre vedo qui negli USA un “movimento” d’idee, attorno alla produzione, che ruota su un asse i cui estremi sono: impresa-università-consulenza. &lt;br /&gt;Parlando con un certo numero d’imprenditori italiani nel corso di questi ultimi mesi, sia in consulenza che frequentanti i miei corsi, più o meno tutti lamentano un eccesso di spese nell’ordine del 12-15% per essere competitivi. Non ci sono statistiche nazionali e ufficiali su questo aspetto, ma credo sia più o meno indicativo per tutti. Ebbene in diversi casi si è intervenuto con successo, per quanto riguarda la mia materia, applicando procedure di marketing e di politica nella gestione del personale è stato possibile recuperare quel “gap”, ma c’è tutta l’area tecnica, che ancora è inesplorata. In Italia ci sono, ufficialmente (escludendo i precari) 16mila ricercatori a tempo pieno, ma solo 37 stanno studiando su un progetto relativo a un’impresa, che ha richiesto qualche miglioria nelle fasi di lavorazione. Negli USA il numero di ricercatori è un dato segreto, ma pare sia vicino alle 500.000 unità, escludendo quelli attivi nel campo sanitario e umanistico. Nel complesso si parla di 2,5 milioni di teste pensanti.&lt;br /&gt;Piccolo particolare: la Cina non ha neppure il numero di ricercatori attivi in Italia, e questo la dice lunga sulla credibilità e sostenibilità del suo sviluppo, come viene strombazzato ai 4 venti (superficialmente) anticipando addirittura un superamento sugli USA per ordine d’importanza e produzione nei prossimi anni. Ebbene, per restare nel campo dell’industria vera e propria, chimica, fisica, metallurgica, di quel mezzo milione di ricercatori, tra statali e privati, sostanzialmente il 70% sta studiando qualcosa che richieda la sua applicazione nei prossimi mesi, mentre una pattuglia dell’appena 20% progetta il futuro guardando a 10-15 anni. Il resto non si sa in quale campo sia applicato; ma lavora!&lt;br /&gt;Questa è l’America.&lt;br /&gt;Tornando a noi, quante imprese, che stanno leggendo queste righe e che potrebbero ricercare delle riduzioni di costo sul ciclo di produzione, hanno alzato il telefono e chiesto un contatto con la facoltà d’ingegneria più vicina per una ipotesi di soluzione? A ben guardare un’azione di questo tipo rientra nel concetto di produttività!&lt;br /&gt;Non è possibile che il secondo sistema manifatturiero d’Europa, abbia contatti con le università (dove si studiano le soluzioni) solo attraverso i figli che le frequentano (quando va bene). Serve, per competere (o anche restare sul mercato) che le imprese italiane “si diano una mossa”, chiedendo a chiunque abbia idee e soluzioni, d’abbattere i costi di produzione e gestione aziendale. Solo così ci si conquista il diritto a pensare il futuro con agiatezza nel presente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7814071401346125865?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7814071401346125865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-6.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7814071401346125865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7814071401346125865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-6.html' title='taccuino americano 6'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-4914765113060612720</id><published>2010-07-22T04:17:00.000+02:00</published><updated>2010-07-22T04:18:16.642+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano 5</title><content type='html'>Attraversando da nord a sud il New Mexico: un esempio spettacolare d’organizzazione&lt;br /&gt;Sono anni che attraverso in lungo e per largo il New Mexico, ma non mi ero mai accorto di come uno stato, arido, spoglio e vittima di una natura ingrata si fosse così ben organizzato per vivere bene. L’occasione per capire questo concetto è nata all’Università di Albuquerque, importante centro dello Stato, dove per iscrivere mia figlia mi hanno chiesto quale facoltà tecnica avrebbe voluto seguire. Non hanno neppure perso tempo a discutere d’indirizzi umanistici, o di economia come marketing; no, sono andati diretti su ingegneria o fisica per proseguire con chimica e infine geologia. In quel mentre non ho capito una scelta così ridotta che ho  giudicato una rigidità. Successivamente recandomi a Las Cruces, poche miglia a nord di El Paso, ho lavorato presso il centro nazionale di missilistica congiunta tra le più forze armate e la NASA. Terminato questo impegno e percorrendo la interstate 25, che attraversa da sud a nord  tutto lo stato, osservo:&lt;br /&gt;- dalla missilistica schierata intorno all’area di White Sands;&lt;br /&gt;- alla astrofisica e comunicazione spaziale, collocata nel centro dello stato (chi si ricorda il film con Judie Foster, CONTACT? Ebbene l’ ho visitato )&lt;br /&gt;- quindi la ricerca nucleare sia per scopi civili che militari, situata sia nel deserto come a Los Alamos che in Albuquerque;   &lt;br /&gt;- la sanità quale ricerca medica a tutto campo, distribuita in molti centri e ospedali disseminati a pioggia.&lt;br /&gt;Un giovane che volesse lavorare in New Mexico, a questo punto che cosa studia? Sicuramente la geografia come la storia hanno un senso qui come altrove, ma è molto più probabile che dovrà impegnarsi in materie tecniche e diventare un buon ingegnere o astrofisico per ottenere un buon posto di lavoro. Fin qui l’America, ma il pensiero corre a “casa mia”, all’Italia. Penso alla provincia di Siracusa ad esempio. Perché in New Mexico (come in Arizona con l’industria aeronautica) e non da noi è stato affrontato il tema della specializzazione del lavoro in un’area depressa, per cui da arida ora è fertile di tecnici d’alta qualità a livello mondiale? Cosa ha fatto scattare la molla negli Stati Uniti e ancora non è partita in Italia? Non è questa le sede per dare risposte che il nostro paese attende da almeno un secolo. Sicuramente l’esperienza della Cassa del Mezzogiorno e dell’industrializzazione pesante del sud d’Italia, ha avuto una logica seguendo quanto qui in New Mexico è stato fatto, solo che:&lt;br /&gt;- gli italiani non hanno poi proseguito l’idea dell’industrializzazione del sud, divorati tra mille dubbi;&lt;br /&gt;- e gli americani sono partiti prima di tutto dalla scuola, formando una nuova generazione di tecnici da inserire a Los Alamos (citando uno dei tanti laboratori di ricerca) per generare nuove applicazioni.&lt;br /&gt;Traducendo questo ragionamento in aspetti compatibili per i lettori, mi vengono in mente quelle imprese che dicono: non possiamo perché non c’è liquidità, nessuno ci aiuta, viviamo in un deserto di prospettive, gli insoluti etc.. Non che questi problemi non siano gravi e urgenti, ma la ricerca dov’è? A Tucson (Arizona) ho visitato 7 rottamai diversi, che vincendo il contratto dall’Air Force smontano aerei riducendoli in lamiere di metallo. Si sono inventati un lavoro!&lt;br /&gt;Non vorrei l’esempio fosse troppo tirato, ma se da una terra arida un’intera generazione oggi vive di alta tecnologia, possono le nostre piccole aziende trovare attraverso la ricerca, lo studio, i contatti, i nuovi mercati, soluzioni tali da prosperare? Il motto dell’università di Las Cruces è: live, learn, thrive. (vivi, studia e prospera) La conclusione è semplice: non basta “fare impresa”, serve studiare (quale livello di scolarizzazione hanno i nostri capi d’azienda e responsabili?) e quindi creare pensiero, idee e punti di vista per trovarsi sempre un passo avanti rispetto “ai cinesi” che sanno lavorare tanto, pensare poco e creare ancora meno. Di cinesi qui in New Mexico e in Arizona, non c’è ne uno, tranne qualche spia con il compito di copiare e replicare. Saremo in grado, come PMI di rilanciare la nostra cultura d’impresa attraverso nuove idee da cercare ogni giorno in tutti i campi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-4914765113060612720?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/4914765113060612720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-5.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4914765113060612720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4914765113060612720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-5.html' title='taccuino americano 5'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7998424114091626793</id><published>2010-07-22T04:16:00.000+02:00</published><updated>2010-07-22T04:17:17.907+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano 4</title><content type='html'>Immerso nel vuoto abitato del deserto. Appunti da Phoenix primi di luglio 2010: l’imprenditore americano è più forte di noi, perché?&lt;br /&gt;Capita la differenza tra Europa e USA, nei termini di ricadute sociali della crisi e dell’importanza di revisionare il nostro modo di vivere, perché non è più in grado di produrre le soddisfazioni che ci servono, possiamo arrivare a un punto nodale di questa corrispondenza: come lavorano “loro” rispetto a “noi” alla luce del fatto che gli Stati Uniti saranno il primo paese a uscire dalla crisi?&lt;br /&gt;Osservando le differenze tra imprenditori italiani e statunitensi emergono dei fatti curiosi.&lt;br /&gt;I nostri sono (si parla dei migliori) molto interessati a sapere cosa avviene sul mercato e partecipano alla vita della rispettiva associazione, traendone informazioni e indicazioni. Quindi abbiamo dei personaggi che si guardano intorno cercando di capire, ma attendono per agire. Quelli statunitensi (ovviamente generalizzando) sono ugualmente partecipi a convegni e simposi con la connessa associazione, ma da buoni individualisti, hanno uno spiccato senso di ricerca della propria via per gestire i diversi momenti congiunturali.&lt;br /&gt;Detto in forme più dirette, qui negli USA si osa di più, si pensa di più e si fallisce anche di più, non solo per effetto di una dimensione più grande rispetto alla nostra, ma proprio come mentalità. E’ osservabile una felice unione tra individualismo (scelte perseguite) e spirito di gruppo (coordinazione e informazioni) per cui a tante imprese abbiamo altrettante politiche evolutive.&lt;br /&gt;Non a caso la Cina è stata inventata dagli imprenditori americani, perseguendo una geometria molto semplice: abbattere i costi di produzione, mantenendo sostanzialmente costanti i prezzi di vendita. Sto scherzando, ma non troppo. Oggi questo giochino è fallito, perché la globalizzazione intesa come delocalizzazione per produrre a favore del mercato di provenienza, lucrando sui bassi costi di produzione, avendo generato disoccupazione e povertà, nel paese d’origine, ha manifestato per intero la sua miopia. &lt;br /&gt;Infatti se il Giappone o la Corea del Sud esportano nel mondo idee e prodotti giapponesi o coreani, frutto del loro ingegno, la Cina invece, esporta negli USA quanto è stato pensato con idee americane, realizzato con fondi statunitensi e macchinari nordamericani in un corpo sociale malato di disoccupazione e quindi carente di liquidità per soddisfare i bisogni.&lt;br /&gt;E’ palese che questo gioco può reggere solo qualche anno (appunto dal 2000 al 2010) ma poi si rompe (infatti è dal 2008 che qualcosa non funziona).&lt;br /&gt;Al di là della geometria macroeconomica più ampia e dei suoi guasti già registrati, ogni singola impresa statunitense, per svolgere in proprio una sua politica commerciale, principalmente autonoma e calibrata ai suoi bisogni, necessita di figure che da noi non sono sviluppate! Non ci si riferisce solo a segretarie in grado di parlare altri idiomi, ma a un responsabile marketing che sia sganciato dal commerciale, un analista di mercati esteri, un alterego del proprietario autorizzato a criticare, quindi rapporti con la stampa, ricerca e studi.&lt;br /&gt;Questo da noi non c’è questo spirito a partire dalla proprietà che non sa accettare alcun contradditorio interno confermandosi per questo ancora a livello familiare. &lt;br /&gt;Quindi abbiamo da imparare dagli esempi di chi caduto si sta rialzando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7998424114091626793?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7998424114091626793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7998424114091626793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7998424114091626793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-4.html' title='taccuino americano 4'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2171994784337476461</id><published>2010-07-22T04:15:00.001+02:00</published><updated>2010-07-22T04:15:50.055+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano 3</title><content type='html'>Immerso nel vuoto abitato del deserto. Appunti dal Saguaro desert – Tucson fine giugno 2010: una nuova politica del personale&lt;br /&gt;Il punto di partenza (la tesi) è che sono convinto che si stava meglio quando stavamo peggio. Oggi, secondo me, manca l’umanità perché soffocata dall’individualismo più esasperato, quel nichilismo che ci ha resi soli e poveri, ricchi d’idee non praticabili e di chiacchiere pretestuose. Mancano i grandi concetti di fondo. Televisione e giornali si concentrano sul “fatterello” o il varietà d’intrattenimento, disertando sistematicamente la riflessione. Dove va la nostra società e su quali programmi? Ad esempio, la stessa vita di coppia/relazione che ci riguarda individualmente, quali passaggi segue oltre il monotono quotidiano? E poi, perché si fa l’amore? Si tratta solo di  un esercizio fisico, oppure abbiamo la possibilità di tradurre questa formula vitale in energia nuova per produrre idee-concetti-sensazioni, quanto tradizionalmente il tutto è destinato ad abitare le lenzuola? Nella ricerca di un senso e scopo, che vada oltre l’ovvio o il mero consumo dell’oggi, l’unica uscita che molti pensatori stanno maturando, per abbandonare lo stallo nel quale ci ritroviamo, vittime di una conflittualità patologica del tutti contro tutto, è quella di tornare indietro.&lt;br /&gt;Purtroppo solo affermare il mero concetto di “tornare sui propri passi”, equivale nel senso comune, a dichiarare un’eresia, ovvero una contraddizione per una società che deve ossessivamente andare avanti (ma nessuno sa dove) senza una meta se non la scoperta spesso traumatica del vuoto, privo di senso. Sul piano personale non credo nella globalizzazione e delocalizzazione, per cui non ho un briciolo di fiducia nella dittatura cinese e non considero valida la mentalità dell’andare avanti, perché non c’è altra alternativa. In realtà una possibilità c’è: resettare tutto e rincominciare da capo.&lt;br /&gt;Cosa vuol dire? &lt;br /&gt;Tornando indietro negli anni, il primo blocco di tempo che potrebbe offrire delle garanzie di stabilità e compattezza sociale, sono gli anni Cinquanta-Sessanta. Per accettare quel periodo serve “ripulirli” dagli eccessi di perbenismo che hanno subito, ma nonostante ciò, appare come una buona base di partenza, per riscoprire il gusto delle idee sui grandi scenari, cercando fiducia in un lavoro in corso d’evoluzione.&lt;br /&gt;Qui negli USA la ricerca dell’eroe, il culto del trovarsi al “servizio” della nazione come militare, vigile del fuoco, poliziotto o postino che sia, quindi la bandiera che sventola sulla porta d’ingresso di casa dei semplici privati, il ritorno a votare in massa per lo sceriffo come il magistrato della contea, esprimono una rivalutazione della qualità di vita, che noi europei e italiani abbiamo obiettivamente perduto.&lt;br /&gt;Chi da noi si sogna (oltre qualche partita di calcio) d’esporre la bandiera nazionale fuori casa o indicando con orgoglio un passato al servizio della nazione?&lt;br /&gt;Proseguendo nella ricerca di particolati significativi qui negli USA, non a caso un cartello pubblicitario sulla strada, reclamizzando case in costruzione, si riferisce non alla semplice casa come unità immobiliare, ma quale veicolo sociale per appartenere a una certa comunità di persone, che qualifica e migliora la vita della famiglie. Quindi non si compra casa per solo abitarla, ma anche per “entrare in società”, in quel determinato clan. Concetto che da noi è talmente implicito che è stato completamente scordato: “una volta chiusa la porta di casa il mio mondo è qui” &lt;br /&gt;Recependo il bisogno di un riposizionamento rispetto alla vita e ai suoi valori, per vivere meglio che invece “tirare la giornata”, servono nuove politiche del personale, in azienda, capaci di dare risposte a un bisogno di ruolo e prospettive per le persone, che appare obiettivamente perduto o comunque non chiaro. Possibile che si lavori solo per lo stipendio a fine mese? Dov’è il “sogno italiano” ed è conciliabile con quello personale? Se le persone non credono più in nulla non si va da nessuna parte, si ferma la creatività, la fantasia, l’amore e la voglia di vivere.&lt;br /&gt;Servono quindi nuove relazioni industriali che sappiano, ad esempio, andare oltre lo Statuto dei lavoratori, vecchio di 40anni e fuori luogo per quella mentalità che si vorrebbe ricostruire in un nuovo disegno di pace sociale in azienda, come anche in famiglia.&lt;br /&gt;Il ritorno alle origini è per “l’uomo integrale-totale”, quello che è sano in famiglia come al lavoro. Bisogna smetterla di spezzare la vita al lavoro da quella privata. Parsons questo lo ha spiegato (sociologo americano degli anni 60’) ma in quell’epoca c’era il Vietnam e quindi il bisogno di un’evasione dalla realtà, che ha guastato le grandi architetture sociali, per il solo gusto di contestarle trovando così un ruolo. &lt;br /&gt;E’ ora che ogni cosa torni a posto, prima di tutto in noi stessi e quindi nella collettività. Serve riprendersi quelle sensazioni assolute che qui nel deserto è facile capire nella sua crudele essenza, per trasferire il tutto nel rapporto di coppia in amore-odio-passione, quindi nel lavoro per fedeltà-dedizione-creatività e nella vita per moderazione-curiosità-responsabilità.&lt;br /&gt;Le parole appena dette, possono apparire come un sermone da Chiesa presbiteriana, però sono una soluzione; le altre che sentiamo dire, che prospettive offrono se non il deserto, quello vero da solitudine esistenziale senza uscite? Serve tornare ai valori.&lt;br /&gt;Ecco che tutto quanto qui detto, va ora trasformato in una politica del personale che abbassi i costi di gestione delle imprese e nobiliti il lavoro della nostra gente, uomini e donne, senza i quali nulla avrebbe senso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2171994784337476461?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2171994784337476461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2171994784337476461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2171994784337476461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-3.html' title='taccuino americano 3'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-6874239039826248592</id><published>2010-07-22T04:14:00.001+02:00</published><updated>2010-07-22T04:14:53.363+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano 2</title><content type='html'>Un’overdose di spiritualità laica: il deserto (Arizona e California)&lt;br /&gt;L’ho fatto apposta. Per qualche giorno ho limitato al massimo i contatti con il mondo ritirandomi in una sorta di “meditazione”, attraverso il deserto del Mojave e del Joshua Tree National Park in California, come del Saguaro in Arizona e White Sands a Las Cruces, in New Mexico.&lt;br /&gt;Una botta di caldo intorno a 50 gradi e un silenzio totale, assoluto.&lt;br /&gt;Gli ingredienti per questa overdose di spiritualità sono il vuoto umano e la contemporanea ricchezza di stimoli essenziali, dove tutto s’amplifica rispetto a quanto siamo abituati. Il caldo, come il freddo, la presenza degli animali, il vento, il vuoto, il silenzio, il bisogno d’acqua e di ombra, quindi il sudore, l’idea di una doccia fresca che non c’è e la connessa “manutenzione di sistema” che ogni corpo umano richiede e che ora resta un desiderio. Quindi il tramonto, la notte, il buio, i rumori che accompagnano tutto questo e poi nuovamente il sole, il caldo, i pensieri da riordinare, il bisogno d’amare qualcosa che dia pace e altro ancora, sono tutti elementi di un nuovo alfabeto per esprimersi.  &lt;br /&gt;Perché questo bisogno d’assoluto e di ritorno all’essenzialità più totale? I computer spesso si “resettano” e io ho sentito il bisogno di darmi una resettata. &lt;br /&gt;Il motivo per questa “dieta spirituale” è funzionale alla necessità di pensare, scrivere e anche organizzare quelle soluzioni che la gente mi chiede, e di cui io vivo. Per cui ho la necessità d’immergermi nel vuoto abitato da nuovi scenari. In questo “mondo nuovo” ricerco l’essenza, la purezza e l’origine dei concetti, da cui ricostruire tutto l’ovvio, che diamo quotidianamente per scontato. Cosa scopro? Sapessi!&lt;br /&gt;Imparo a dare una misura al tempo per riempirlo di cose-pensieri-idee. Normalmente tra telefono,internet e contatti, si dice tanto, ma si pensa poco. Purtroppo le scelte vengono sempre fatte d’impulso sul “è stato sempre fatto così- speriamo che me la cavo – che non se ne accorgano” oppure peggio, con l’arroganza di sapere tutto. Qui nel vuoto abitato dal deserto non c’è nessuno che cerchi, chiami o voglia qualcosa. Si è soli con il bisogno di vivere fino a domani, creando qualcosa per cui valga la pena. Da questo sforzo masochistico, nascono poi le teorie di marketing e di sociologia dei consumi come della devianza, che permettono di tradurre “ i fatti degli uomini” in politiche aziendali. E’ proprio qui con l’alzarsi del sole, un venticello da mulinello e un caldo che non smette mai, ma cresce soltanto, che c’è la fucina per fondere e plasmare un pensiero nuovo e rigenerante, da portare sulle scrivanie delle imprese in prima linea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-6874239039826248592?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/6874239039826248592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6874239039826248592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6874239039826248592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-2.html' title='taccuino americano 2'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7287267912891141490</id><published>2010-07-22T04:13:00.000+02:00</published><updated>2010-07-22T04:14:01.887+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano - 1</title><content type='html'>Prime considerazioni (fine giugno 2010 a San Francisco)&lt;br /&gt;Essendo passati 8 mesi dall’ultimo soggiorno americano (settembre 2009) il primo aspetto che devo assolutamente capire, appena giunto a San Francisco, sono gli effetti della crisi economica sulla vita di tutti i giorni degli americani. Il punto è semplice: si notano dei cambiamenti nella società civile per effetto delle difficoltà economiche esplose nel 2008?&lt;br /&gt;Non solo, ma come deciso oppositore dell’attuale presidente degli Stati Uniti, desidero anche verificare se le previsioni non felici, che formulai alla sua elezione, sono rimaste chiacchiere o si sono trasformate sia in fatti, che argomento di condivisione con altri studiosi.&lt;br /&gt;Sul primo aspetto “apriti cielo”, oltre alle mie personali considerazioni ne è nato un dibattito, qui negli USA tra specialisti, per cui ci stiamo “accapigliando”.&lt;br /&gt;Sostanzialmente ho trovato molta più povertà rispetto alla fine dell’estate scorsa. La gente povera c’era e c’è sempre stata, ma ora è di più. Chi dignitosamente (molti) e chi “come al solito” nelle forme tradizionali della povertà, il numero complessivo è crescente e osservabile dalla qualità e quantità dei consumi. In una settimana d’osservazione non ho mai fatto la fila al supermercato per pagare alla cassa, mentre questo negli anni scorsi non accadeva, a parità di fascia oraria e di centro abitato. La cronaca più comune riferisce che oggi, al posto della droga da sniffare, c’è l’alcool che corre a fiumi, a cui segue il parco auto più vecchio del solito, abiti più lisi etc..&lt;br /&gt;Un anno fa, tirando sul prezzo e solo grazie ad amici, 70 giorni di noleggio per un monovolume  costarono 3.500 dollari, quest’anno 2.300. &lt;br /&gt;La suite all’Hilton che in genere pago 80 dollari a notte (mi serve per azzerare il costo di ristorazione) ora la prendo a 60.&lt;br /&gt;La notte si vedono meno persone in giro e più ubriachi. La televisione trasmette meno programmi culturali e più intrattenimento (è privilegiata la crisi del Golfo del Messico per il petrolio disperso in mare, rispetto ai grandi temi di politica internazionale e quelli sociali, che hanno sempre dominato l’audience) Perché sono cambiati gli stili di vita degli americani in così breve tempo? E soprattutto perché in Europa non hanno subito una variazione così profonda?&lt;br /&gt;Ecco che ritorna attuale un tema dibattuto mille volte: noi e loro. Noi abbiamo la cassa integrazione, in grado di ritardare gli effetti sulla società civile della crisi economica e loro no. A parte il fatto che una qualche forma di tutela per 6 mesi c’è anche negli USA, ma concettualmente qui chi perde il lavoro, non ha più reddito subendo subito gli effetti della crisi in termini di contestuale calo drastico nei consumi. Su questo aspetto mi sento più europeo che americano, credendo nella validità sociale della cassa integrazione (ripercorro in ciò il pensiero macroeconomico di Keynes, per cui ai disoccupati si dia lavoro scavando al limite e per assurdo anche buche da ricoprire, l’importante è che ricevano un salario da spendere, consentendo all’economia di ripartire) però “loro”, gli amerikani, con quella “ruvidità sociale” che li contraddistingue stanno uscendo dalla crisi, mentre in Europa, ci stiamo entrando solo adesso, come ripercussioni sociali.&lt;br /&gt;La conclusione è semplice: l’uomo per reagire va stimolato (lasciandolo nella crisi della sua povertà quando “ci casca”) o protetto e fatto crescere grazie alla cassa integrazione guadagni?&lt;br /&gt;Relativamente al secondo aspetto, quello sul disastro politico del Signor Obama, abbozzo un sorriso quando il partito democratico accenna alla CNN di temere la perdita di qualche seggio a novembre, nelle elezioni di mezzo termine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7287267912891141490?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7287267912891141490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7287267912891141490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7287267912891141490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano-1.html' title='taccuino americano - 1'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-210026754375244370</id><published>2010-07-22T04:12:00.000+02:00</published><updated>2010-07-22T04:13:06.234+02:00</updated><title type='text'>taccuino americano</title><content type='html'>TACCUINO AMERICANO 2010&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serie di considerazioni qui espresse, scritte giorno per giorno costituenti un taccuino d’appunti, vengono pubblicate non tanto per raccontare “idee sparse”, quanto come occasione di riflessione per una scuola d’imprenditori. Qui ci sono molti di quegli spunti che servono come base di partenza per gestire un’impresa. Sicuramente non tutti gli aspetti sono colpiti, ma il senso di questi ragionamenti non è di scrivere un breviario per capi d’azienda, bensì andare a cercare la materia prima necessaria per aiutare nel carattere chi ha sulle spalle la responsabilità di produrre ricchezza nel benessere collettivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-210026754375244370?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/210026754375244370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/210026754375244370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/210026754375244370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/taccuino-americano.html' title='taccuino americano'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-873231914809001245</id><published>2010-07-22T04:09:00.001+02:00</published><updated>2010-07-22T04:11:39.080+02:00</updated><title type='text'>scrivendo a un mio cliente sul suo ufficio</title><content type='html'>Dopo avervi inviato degli spunti, presenti o futuri che siano sulla riorganizzazione del magazzino e forse di un prossimo showroom adesso parliamo di ufficio.&lt;br /&gt;L'Ufficio è il luogo di riordino delle idee; quelle che "fanno fatturato".&lt;br /&gt;Quindi l'ufficio non è bivacco ma pensatoio.&lt;br /&gt;Per pensare serve un ambiente che favorisca le idee.&lt;br /&gt;L'ordine dell'ufficio è quindi la fucina dove vedere cose che non ci sono ma si realizzeranno grazie a un lavoro attento e preciso sui particolari.&lt;br /&gt;Capite perchè mi arrampico fin quassù per trovare idee quelle stesse che state usando e che stiamo discutendo? Qui c'è un ordine naturale che seguo passo dopo passo e poi applico "in casa vostra"&lt;br /&gt;Foto 71 : tutte le immagini sono tratta da Office dept. la 71 fa vedere quant'è bello un semplice bagno dentro un supermercato!&lt;br /&gt;foto 76: quante possibilità per dare colore alle idee. Il colore!!!!!!!!!!! è strategico per la creatività.&lt;br /&gt;foto 77: esporre le idee a muro o un piano dei lavori rende a colpo d'occhio il quadro della situazione. Possibilmente appendete tutto quello che si può a muro proprio per ordinare e capire quindi meglio e di più.&lt;br /&gt;foto 83: l'organizzazione del tempo!!!!&lt;br /&gt;foto 85; bisogna pensare a tutto e c'è anche questo versante della vita al lavoro.&lt;br /&gt;foto 86: pensare sempre in grande andando oltre i meri confini geografici.&lt;br /&gt;Buon lavoro&lt;br /&gt;carlini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-873231914809001245?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/873231914809001245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/scrivendo-un-mio-cliente-sul-suo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/873231914809001245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/873231914809001245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/scrivendo-un-mio-cliente-sul-suo.html' title='scrivendo a un mio cliente sul suo ufficio'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-4311908968726449181</id><published>2010-07-22T04:08:00.000+02:00</published><updated>2010-07-22T04:09:39.009+02:00</updated><title type='text'>scrivendo a un mio cliente sull'organizzazione</title><content type='html'>Buongiorno Signori,&lt;br /&gt;queste sono le idee sulla riorganizzazione del magazzino o futuro showroom che vorrei potessimo discutere nel prossimo futuro.&lt;br /&gt;Sono realizzazioni tratte da un marchio molto famoso negli USA che si chiama The Home Depot che con 125 negozi in tutto il paese (ogni realizzazione è di 70.000 mq) serve 17 milioni di famiglie americane sulle 100 che abitano il paese.&lt;br /&gt;Ovviamente di foto ne ho fatte tantissime qui ne allego solo qualcuna per stimolarvi:&lt;br /&gt;foto 23: notare la descrizione ed esposizione&lt;br /&gt;foto 24: il particolare&lt;br /&gt;foto 25: la sistemazione&lt;br /&gt;foto 26: l'ordine&lt;br /&gt;foto 29: l'esposizione&lt;br /&gt;foto 30: l'uso di scale per accedere agli stoccaggi di merce ai piani superiori&lt;br /&gt;foto 32: che bei rubinetti&lt;br /&gt;foto 33: le docce!&lt;br /&gt;foto 34: le distanze&lt;br /&gt;foto 35: i flessibili&lt;br /&gt;foto 36: la descrizione e il prodotto (schema più da showroom che da magazzino però l'idea non guasta.&lt;br /&gt;Carlini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-4311908968726449181?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/4311908968726449181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/scrivendo-un-mio-cliente.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4311908968726449181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4311908968726449181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/07/scrivendo-un-mio-cliente.html' title='scrivendo a un mio cliente sull&apos;organizzazione'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7620635735837695744</id><published>2010-06-30T08:08:00.001+02:00</published><updated>2010-06-30T08:11:04.451+02:00</updated><title type='text'>gente organizzata</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCrf26n_NPI/AAAAAAAAAHg/ypEVZrq--X4/s1600/I10+to+Phoenix+087.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCrf26n_NPI/AAAAAAAAAHg/ypEVZrq--X4/s320/I10+to+Phoenix+087.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5488445230447277298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7620635735837695744?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7620635735837695744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/gente-organizzata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7620635735837695744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7620635735837695744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/gente-organizzata.html' title='gente organizzata'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCrf26n_NPI/AAAAAAAAAHg/ypEVZrq--X4/s72-c/I10+to+Phoenix+087.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-6848221724940859967</id><published>2010-06-27T17:24:00.000+02:00</published><updated>2010-06-27T17:25:18.843+02:00</updated><title type='text'>7 - fate colazione con me?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdtWO51VuI/AAAAAAAAAHY/Bb_Vp_0kJ5o/s1600/Coming+to+SFO+056.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdtWO51VuI/AAAAAAAAAHY/Bb_Vp_0kJ5o/s320/Coming+to+SFO+056.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487474899699455714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-6848221724940859967?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/6848221724940859967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/7-fate-colazione-con-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6848221724940859967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6848221724940859967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/7-fate-colazione-con-me.html' title='7 - fate colazione con me?'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdtWO51VuI/AAAAAAAAAHY/Bb_Vp_0kJ5o/s72-c/Coming+to+SFO+056.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-8831988363178856276</id><published>2010-06-27T17:22:00.001+02:00</published><updated>2010-06-27T17:23:59.262+02:00</updated><title type='text'>6 - fate colazione con me?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdtCHcrYwI/AAAAAAAAAHQ/jXLwSdKS18A/s1600/Coming+to+SFO+050.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdtCHcrYwI/AAAAAAAAAHQ/jXLwSdKS18A/s320/Coming+to+SFO+050.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487474554100736770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-8831988363178856276?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/8831988363178856276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/6-fate-colazione-con-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8831988363178856276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/8831988363178856276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/6-fate-colazione-con-me.html' title='6 - fate colazione con me?'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdtCHcrYwI/AAAAAAAAAHQ/jXLwSdKS18A/s72-c/Coming+to+SFO+050.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1552719613378580697</id><published>2010-06-27T17:21:00.001+02:00</published><updated>2010-06-27T17:22:32.883+02:00</updated><title type='text'>5 - fate colazione con me?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdssishUnI/AAAAAAAAAHI/SlYXjok88So/s1600/Coming+to+SFO+043.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdssishUnI/AAAAAAAAAHI/SlYXjok88So/s320/Coming+to+SFO+043.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487474183457821298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1552719613378580697?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1552719613378580697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/5-fate-colazione-con-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1552719613378580697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1552719613378580697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/5-fate-colazione-con-me.html' title='5 - fate colazione con me?'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdssishUnI/AAAAAAAAAHI/SlYXjok88So/s72-c/Coming+to+SFO+043.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7129444838653120921</id><published>2010-06-27T17:19:00.002+02:00</published><updated>2010-06-27T17:20:54.788+02:00</updated><title type='text'>4 - fate colazione con me?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdsQ-8wqCI/AAAAAAAAAHA/1c6v9cOAs4E/s1600/Coming+to+SFO+038.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; 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margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdpZZrzqsI/AAAAAAAAAGw/j3pBL5RIqFU/s320/Coming+to+SFO+033.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487470556086512322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2390157254998246886?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2390157254998246886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/2-fate-colazione-con-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2390157254998246886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2390157254998246886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/2-fate-colazione-con-me.html' title='2- fate colazione con me?'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdpZZrzqsI/AAAAAAAAAGw/j3pBL5RIqFU/s72-c/Coming+to+SFO+033.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-4773617430699306410</id><published>2010-06-27T17:06:00.002+02:00</published><updated>2010-06-27T17:07:24.303+02:00</updated><title type='text'>chi fa colazione con me?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdpAqGAcNI/AAAAAAAAAGo/w_Cd9bZ-UA8/s1600/Coming+to+SFO+029.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdpAqGAcNI/AAAAAAAAAGo/w_Cd9bZ-UA8/s320/Coming+to+SFO+029.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487470130994639058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-4773617430699306410?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/4773617430699306410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/chi-fa-colazione-con-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4773617430699306410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4773617430699306410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/chi-fa-colazione-con-me.html' title='chi fa colazione con me?'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TCdpAqGAcNI/AAAAAAAAAGo/w_Cd9bZ-UA8/s72-c/Coming+to+SFO+029.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5965994082937449331</id><published>2010-06-21T10:30:00.001+02:00</published><updated>2010-06-21T10:31:24.868+02:00</updated><title type='text'>Editoriale: quando non sai fare impresa!</title><content type='html'>Quando non sai fare azienda: la cultura del silenzio!&lt;br /&gt;di Giovanni Carlini, sociologo impegnato nel marketing&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cogliere direttamente l’essenza del problema serve un esempio: immaginiamo una coppia di giovani sposini che vorrebbe vivere tutta la vita insieme, invecchiando l’uno a fianco dell’altro. Il proposito è buono quanto condivisibile, forse sarà effettivamente così. Osservando bene, si scopre che entrambi i coniugi, o uno di essi, soffre di una spiccata sensibilità alle relazioni extra coniugali. Con questa informazione, quante probabilità ha la giovane coppia di passare la vita insieme? Qualcuno potrebbe dire: non è detto, il partner infedele o anche entrambi potrebbero maturare, ma la risposta sarebbe che ugualmente la percentuale di successo si ridurrebbe drasticamente a poche unità dal precedente seppur alto 70%; ora a un 5 forse 4%&lt;br /&gt;Se questo concetto è chiaro, proseguiamo nel dettaglio.&lt;br /&gt;Da anni si stanno spingendo le imprese alla massima efficienza possibile, quindi contrazione delle spese, ampliamento dei mercati, addestramento e formazione, uso delle lingue straniere, tecnologia e informatizzazione in ogni stadio. Non solo, parliamo di qualità, marketing, sito web, e-commerce e chi più ne ha ne metta, ma poi il crollo. Cosa manca a imprenditori che lavorano anche 12-13 ore al giorno e la sera vanno a letto ubriachi di stanchezza? Il dono della parola e la capacità di pensare!&lt;br /&gt;Interpellata questa “gente”, per portarla al clamore della stampa con interviste, domande, fotografie da pubblicare (in pratica pubblicità gratuita che viene diffusa in Italia e all’estero) come rispondono? Non dicono nulla, ovvero la risposta è una non risposta. &lt;br /&gt;In questi giorni sto scrivendo un Dossier Arabia Saudita per gli imprenditori occidentali del pulito (industria chimica e articoli per la pulizia) per focalizzare l’interesse in export che potrebbe avere quel mercato. Come già fu per la Russia, l’Arabia Saudita non risponde, ma non è una novità. Chi vuole avventurarsi in Libia, come in tutto il Medio Oriente, ad esempio, deve mettere in bilancio un’obiettiva difficoltà dell’interlocutore locale, il quale s’irrita se si dovessero prendere appunti giorno per giorno su quanto detto, perché nel loro stadio culturale, piace rincominciare da capo in ogni seduta della trattativa. Queste sono le loro regole “del gioco” e non a caso, come afferma Samuel P. Huntington, nel suo famoso libro “Lo scontro delle civiltà”, permangono ampie differenze tra stili di vita. Se ciò vale quando si tratta di “altre culture”, poi si scopre che tutto il mondo è paese. L’ultimo riferimento è per il grande e importante imprenditore del parquet di Brescia, che non sa spiccicare una parola di fronte a una banale richiesta d’intervista, sollecitata più volte, anche mezzo telefono. Triste farsi fare un pavimento da chi non ha la capacità di sintetizzare cosa rappresenti la sua impresa sul mercato oltre 4 assi, 2 chiodi e un po’ di colla. Ovviamente il riferimento s’estende anche al sud, cogliendo la provincia di Bari. Sono solo ultimi esempi di una lunga serie.&lt;br /&gt;Chiaramente sto insegnando alle giovani leve della futura imprenditoria, a non cadere nella trappola del non saper rispondere alle domande più semplici: cosa si vende, come va il mercato, quali prospettive e cosa si sta facendo. Però resta molto diffusa questa immaturità professionale, da parte dei nostri imprenditori. Come si può pretendere che non falliscano soggetti del genere, troppo indaffarati per pensare? Il mercato è sempre più selettivo; non è difficile indovinare da dove è già iniziato lo sfoltimento di un eccesivo numero d’imprenditori non maturi nel ruolo.&lt;br /&gt;Nel mondo della comunicazione (non tanto solo della globalizzazione) l’incapacità a spiegarsi dando, un senso al proprio ruolo sul mercato, è un peccato mortale. Porvi rimedio è semplice, basta smettere di lavorare senza pensare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5965994082937449331?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5965994082937449331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/editoriale-quando-non-sai-fare-impresa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5965994082937449331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5965994082937449331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/editoriale-quando-non-sai-fare-impresa.html' title='Editoriale: quando non sai fare impresa!'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7265276370889689662</id><published>2010-06-21T10:15:00.003+02:00</published><updated>2010-06-21T10:27:30.696+02:00</updated><title type='text'>foto per stimolare idee</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TB8iAoqIKvI/AAAAAAAAAGg/Tw1a-nm9oKc/s1600/hilo+lava.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TB8iAoqIKvI/AAAAAAAAAGg/Tw1a-nm9oKc/s320/hilo+lava.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485140265470012146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;è una foto scattata alla isole Hawaii. Esprime il deflusso della lava da un vulcano che ne erutta in continuazione. Questa è di 30 anni fa (annata di qualità)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7265276370889689662?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7265276370889689662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/foto-per-stimolare-idee.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7265276370889689662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7265276370889689662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/foto-per-stimolare-idee.html' title='foto per stimolare idee'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TB8iAoqIKvI/AAAAAAAAAGg/Tw1a-nm9oKc/s72-c/hilo+lava.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7118707284130573047</id><published>2010-06-19T17:42:00.002+02:00</published><updated>2010-06-19T17:49:15.444+02:00</updated><title type='text'>ISP si sposta e sbarca negli USA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TBzmvq8tbLI/AAAAAAAAAGY/J31ARWfesCE/s1600/detroit+036.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TBzmvq8tbLI/AAAAAAAAAGY/J31ARWfesCE/s320/detroit+036.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5484512152887585970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7118707284130573047?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7118707284130573047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/isp-si-sposta-e-sbarca-negli-usa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7118707284130573047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7118707284130573047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/isp-si-sposta-e-sbarca-negli-usa.html' title='ISP si sposta e sbarca negli USA'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TBzmvq8tbLI/AAAAAAAAAGY/J31ARWfesCE/s72-c/detroit+036.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2229918782389663509</id><published>2010-06-19T17:40:00.001+02:00</published><updated>2010-06-19T17:42:18.096+02:00</updated><title type='text'>Editoriale: la sintesi</title><content type='html'>E’ cambiato il gusto e il modo d’intendere il prodotto, da parte dei consumatori&lt;br /&gt;Di Giovanni Carlini – sociologo, esperto di marketing&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è sabato, siamo verso fine mese. Come sempre prendo le ultime 20-25 copie del Sole 24Ore e prima di cestinarle, riguardo rapidamente tutto. Si tratta di un’operazione di ripasso che dura circa tre ore, ritrovando i diversi articoli già letti e sottolineati, su cui ci sono anche degli appunti, spesso non generosi sui chi ha scritto. Da ciò segue l’archiviazione. Così riesco a far scorrere un tratto di tempo effettivamente minimo (neppure un mese) ma molto intenso, rendendomi conto di quanto quest’era corra, pur portandosi con sé un mondo di particolari. Grazie alla visione d’insieme delle quasi 1300 pagine sfogliate, provo a trarre delle sintesi.&lt;br /&gt;Il caso Pomigliano, la Grecia, lo scivolamento verso la deflazione, l’euro che non può morire ma il dollaro che non sta meglio, l’inutile litigiosità della politica, l’assenza di visuali, il calo del 70% produttivo per qualche impresa del settore automotive, l’export che tira, ma rappresenta solo una zattera per un mercato fermo, e un insieme d’altri mini aspetti. generano in me una domanda. Com’è possibile che ci siano interi settori che crollano nell’arco di pochi mesi? C’è poi l’inchiesta dove si scopre che la maggioranza degli imprenditori italiani più che temere l’insoluto è certa di una forte contrazione della domanda, in questo 2010. Se il quadro è questo, allora la sintesi non può che essere:&lt;br /&gt;a) il confronto per stabilire come sale o scende la produzione, non può essere applicato sul 2009 ma deve risalire a prima del giugno 2008; (inizio ufficiale della grande crisi odierna)&lt;br /&gt;b) se un bene (vedi autovettura) cade in termini di produzione con valori così grandi e in pochissimo tempo, non si tratta più solo di crisi, ma di un cambio nei gusti e desideri dei consumatori;&lt;br /&gt;c) è in atto uno spostamento dei bisogni verso nuovi modelli comportamentali di consumo più sobri, ecologicamente evoluti, non necessariamente più semplici sul piano tecnico, ma certamente accessibili e facili nell’uso;&lt;br /&gt;d) nel nuovo identikit di prodotto c’è uno stile di vita che cambia. Non è vero che tale evoluzione sia stata indotta dalla crisi, ma trae forza da nuovi modelli sociali. Ad esempio con il taglio delle pensioni (nel 1978 ci si ritirava con il 98% dello stipendio, nel prossimo futuro, per detta del Governatore della Banca d’Italia, si parla del 45%) stiamo modificando le regole sociali di base. Nella mia generazione i genitori erano più ricchi dei figli, oggi stiamo andando verso un modello di società “rovesciato”, per cui i giovani, nell’indefinitezza del lavoro alternante, saranno più ricchi dei loro genitori. Che sia giusto o sbagliato non lo so, da sociologo rilevo il cambio d’impostazione con gusti, pensieri, bisogni completamente diversi.&lt;br /&gt;Per un’azienda che vuole restare sul mercato, qualsiasi sia il segmento d’attività, il punto è se intercetta o no le nuove tendenze, che ancora non sono chiare per gli stessi consumatori alla ricerca di “altro”. Resterà protagonista chi saprà educare il cliente al suo prodotto e si preoccuperà di collaborare nel fare insieme qualcosa che serva a entrambi: per l’azienda che produce e chi consuma. Questo bisogno di formare il cliente però, non può più essere perseguito con la pubblicità massiccia, come fatto nei decenni precedenti, perché anche quel modello espressivo è superato. &lt;br /&gt;Purtroppo così il mondo si fa ancora più complesso e selettivo. Per navigarci serve utilizzare senza indugio tutti gli strumenti conosciuti ovvero un piano di marketing, una politica commerciale che ne esegua i diversi passaggi, una del personale, una strategia d’insieme, una di qualità. A ben guardare sono aspetti noti a tutti, ma non applicati, ed ecco perché qualcuno resterà e altri scompariranno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2229918782389663509?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2229918782389663509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/editoriale-la-sintesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2229918782389663509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2229918782389663509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/editoriale-la-sintesi.html' title='Editoriale: la sintesi'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1021610263076848603</id><published>2010-06-19T17:28:00.001+02:00</published><updated>2010-06-19T17:32:53.669+02:00</updated><title type='text'>qualcuno è soddisfatto del nostro lavoro</title><content type='html'>Estendo a tutti voi un commento di un nostro allievo, che appare soddisfatto.&lt;br /&gt;Grazie squadra dell'ISP&lt;br /&gt;giovanni  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--- Gio 10/6/10, bogettostefano@libero.it &lt;bogettostefano@libero.it&gt; ha scritto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: bogettostefano@libero.it &lt;bogettostefano@libero.it&gt;&lt;br /&gt;Oggetto: R: e vai!!&lt;br /&gt;A: "Giovanni Carlini" &lt;giocarlini@yahoo.it&gt;&lt;br /&gt;Data: Giovedì 10 giugno 2010, 23:05&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero un giorno, tra tanti anni, di poter ringraziare il destino che mi ha convinto a partecipare al corso della ISP....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1021610263076848603?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1021610263076848603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/qualcuno-e-soddisfatto-del-nostro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1021610263076848603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1021610263076848603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/qualcuno-e-soddisfatto-del-nostro.html' title='qualcuno è soddisfatto del nostro lavoro'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-927944141337494851</id><published>2010-06-08T12:28:00.001+02:00</published><updated>2010-06-08T12:28:56.675+02:00</updated><title type='text'>uno stimolo per essere migliori noi tutti</title><content type='html'>A tutti i miei studenti d’economia dei più corsi e classi.&lt;br /&gt;In prossimità degli esami, sia di maturità che di facoltà, al compimento del mio 52° anno d’età, desidero salutarvi focalizzando alcuni concetti.&lt;br /&gt;Vi ho preparati per essere una risposta a un bisogno. Quindi stimolati e arringati nel ragionare e porre in relazione i fatti tra loro. Sicuramente a molti ho dato come voto “zero”, quindi sgridati e inchiodati nei vostri balbettii e silenzi, ma con uno scopo ben preciso, costringervi a rispondere!&lt;br /&gt;Il filo conduttore delle nostre analisi è sempre stato costante: selezionare tra molti particolari solo quelli fondamentali, studiarli, assemblarli in un ragionamento che stia in piedi e collaudarlo. Le sfide che ho posto, avevano questo unico scopo: indurre a raccogliere tutte le conoscenze e organizzare-arrangiare-osare-tentare una soluzione. La vita è questa. Lo è per voi, che l’avete tutta schierata e non ne siete coscienti, lo è per me, che per la maggior parte è ormai alle spalle e ne sono cosciente.&lt;br /&gt;Indipendentemente dalla quantità di tempo che mi è stato concesso,  ho chiesto chi tra voi sarà il nuovo leader della nostra comunità, ho cercato il genio e contribuito a formarlo. Chi sarà il nuovo Krugman per l’economia, o il Nash nei calcoli matematici sulla teoria dei giochi; a chi ci affideremo per trovare idee, concetti, punti di vista. Quale faro saprà illuminarci nella ricerca tra nessi e logiche, per meglio vivere quotidianamente? Quindi vi esorto a pensare per tutta la vita, per amare di più chi vi sarà accanto e pubblicare studi e sensazioni, affinché ogni giorno della vostra esistenza sia anche nostro, acquisendo più pazienza, più idee, più coscienza e umanità, che non vuol dire affatto solidarietà, ma selezione e identificazione per schemi culturali.&lt;br /&gt;Ciò vuol dire che non esiste l’economia per tutti, ma va distinta a seconda dello schema sociale nel quale si vive. Imparai questi concetti tanti anni fa, scrivendo la tesi di laurea in economia, che applicai al Sud Africa dove allora, appena terminata l’apartheid, quel paese era di moda. Scrissi molto, ma quando poi cercai d’applicare, mi resi conto d’aver dimenticato l’aspetto sociale. Le persone modellano le soluzioni, tanto che l’una non è compatibile all’altra ed è per questo che esiste la scelta (forse libero arbitrio) tra più opzioni, concetto che vi ho insegnato, prevedendo il collasso sociale della Cina. Concludendo (tutto finisce anche se non sembra) non si nasce donne o uomini, ma lo si diventa, vi ho trovato ragazzi e trattato cercando in voi una promessa per questa società; siate degni della fiducia, riposta in voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-927944141337494851?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/927944141337494851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/uno-stimolo-per-essere-migliori-noi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/927944141337494851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/927944141337494851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/uno-stimolo-per-essere-migliori-noi.html' title='uno stimolo per essere migliori noi tutti'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-6024160719268386771</id><published>2010-06-04T22:05:00.000+02:00</published><updated>2010-06-04T22:07:24.122+02:00</updated><title type='text'>come scucire soldi ai contribuenti facendoli felici</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAlc51WwJEI/AAAAAAAAAGQ/DUEbw9inmqM/s1600/i+nomi+e+i+luoghi+2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAlc51WwJEI/AAAAAAAAAGQ/DUEbw9inmqM/s320/i+nomi+e+i+luoghi+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5479012570317726786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-6024160719268386771?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/6024160719268386771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/come-scucire-soldi-ai-contribuenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6024160719268386771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/6024160719268386771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/come-scucire-soldi-ai-contribuenti.html' title='come scucire soldi ai contribuenti facendoli felici'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAlc51WwJEI/AAAAAAAAAGQ/DUEbw9inmqM/s72-c/i+nomi+e+i+luoghi+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1698242363156790008</id><published>2010-06-04T22:02:00.001+02:00</published><updated>2010-06-04T22:05:09.047+02:00</updated><title type='text'>a chi piace il peperoncino?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAlccOtQmFI/AAAAAAAAAGI/oMAIEFgzroc/s1600/Albuquerque+165.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAlccOtQmFI/AAAAAAAAAGI/oMAIEFgzroc/s320/Albuquerque+165.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5479012061726939218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1698242363156790008?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1698242363156790008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/chi-piace-il-peperoncino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1698242363156790008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1698242363156790008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/chi-piace-il-peperoncino.html' title='a chi piace il peperoncino?'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAlccOtQmFI/AAAAAAAAAGI/oMAIEFgzroc/s72-c/Albuquerque+165.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-435789135998483315</id><published>2010-06-02T15:39:00.002+02:00</published><updated>2010-06-02T15:40:58.084+02:00</updated><title type='text'>i calendari che amo avere in ufficio e che non trovo in italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAZfWMgFsjI/AAAAAAAAAGA/PQCYSBb4zAs/s1600/Fort+Worth+143.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; 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margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAZd4wEW2XI/AAAAAAAAAFw/-ZMLAh3xtiw/s320/arizona+269.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5478169226300021106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2602802595248077547?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2602802595248077547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/in-un-mondo-che-legge-poco-e-guarda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2602802595248077547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2602802595248077547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/in-un-mondo-che-legge-poco-e-guarda.html' title='in un mondo che legge poco e guarda tanto le foto cercando in essa la sintesi che non sa trovare leggendo ecco delle immagini'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/TAZd4wEW2XI/AAAAAAAAAFw/-ZMLAh3xtiw/s72-c/arizona+269.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-4471905047794922367</id><published>2010-06-01T13:51:00.001+02:00</published><updated>2010-06-01T13:51:44.491+02:00</updated><title type='text'>sta partendo per il 10 giugno un corso di marketing aggressivo</title><content type='html'>marketing aggressivo significa redigere un piano di marketing e darsi una mossa sul mercato!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-4471905047794922367?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/4471905047794922367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/sta-partendo-per-il-10-giugno-un-corso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4471905047794922367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4471905047794922367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/sta-partendo-per-il-10-giugno-un-corso.html' title='sta partendo per il 10 giugno un corso di marketing aggressivo'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7925745051233657109</id><published>2010-06-01T13:49:00.001+02:00</published><updated>2010-06-02T15:39:27.928+02:00</updated><title type='text'>come fare un tema d'italiano - proposte e idee</title><content type='html'>COME SCRIVERE UN TEMA&lt;br /&gt;Appunti di lavoro dalla cattedra di storia, italiano ed inglese – prof. G. Carlini &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suggerimenti contenuti in questo appunto vanno applicati sia nello sviluppo di ricerche che per temi o qualsiasi nota informativa venga scritta per spiegare qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. – leggere molto attentamente il titolo del tema e immaginare come svilupparlo. Il paragone con un cantiere per costruire una casa è centrato; fondamenta, muri maestri, piano terra e via via fino al tetto.&lt;br /&gt;2. – porsi dalla parte di chi dovrebbe leggere quanto scrivete.&lt;br /&gt;3. – le prime 4 righe andrebbero scritte al termine della stesura del testo, perché sintetizzano quanto avete pensato sull’argomento e cosa ci sia d’originale nel vostro tema. In pratica, anche se non scrivete queste domande sul foglio dove state sviluppando il tema organizzatevi rispondendo a:&lt;br /&gt;a) perché vale la pena leggere questo scritto (3 righe)&lt;br /&gt;b) quali sono i presupposti all’argomento (15 righe)&lt;br /&gt;c) come oggi il fatto o quel certo aspetto è considerato, illustrandone i diversi punti di vista o possibilità di analisi (25 righe)&lt;br /&gt;d)  scegliere e motivare uno di questi aspetti e spiegarlo (22 righe)&lt;br /&gt;e) conclusioni (10 righe)&lt;br /&gt;si tratta di 75 righe ovvero due facciate di un foglio di protocollo e di una decina nella terza parte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esempio di tema: la convivenza tra razze diverse è possibile?&lt;br /&gt;Il primo modulo di 3 righe sviluppa questo aspetto: siamo alla ricerca di soluzioni di convivenza tra culture diverse pur sapendo che non possiamo farne a meno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo modulo di 15 righe: l’assenza di convivenza ha prodotto conflitti continui il cui costo è superiore a quelli di sopportazione nell’accettazione dell’altro. La prima guerra mondiale scoppiò perché i tedeschi ritennero d’essere migliori dei francesi e quindi gli inglesi più evoluti dei russi, gli italiani dei turchi……..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo modulo di 25 righe: nel mondo ci sono oggi culture non aperte al dialogo (islam fondamentalista) ed altre talmente disponibili, che sono entrare in una fase confusionale (occidente e post moderna). Grandi dittature come quella cinese si sono vestite con i panni del capitalismo tanto da apparire compatibili con le democrazie occidentali…………..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quarto modulo di 22 righe: tra dittature, fondamentalismi e società complesse la scelta che ritengo più completa è quella………….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il quinto modulo, quello conclusivo di 10 righe: la prossima guerra sarà globale perché tale è lo stile di vita che coinvolge tutti ma non solo, sarà anche complessa, perché trasversalmente coinvolgerà le intolleranze tra civiltà, ma in profondità la lotta sarà tra chi ha meno e chi vuole continuare ad avere di più. Quindi il confronto sarà tra dittature che vorranno affermarsi e democrazie sulla difensiva; chi vincerà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;N.B.&lt;br /&gt;Non fate frasi oltre le 2 righe. &lt;br /&gt;Serve sempre un soggetto, un verbo e complemento oggetto (Io mangio la mela)&lt;br /&gt;Ricordarsi le virgole ogni volta che la frase prosegue con “ma” o “chi-che” o che serve prendere aria nella lettura del testo.                                               &lt;br /&gt;                                                                                                 Buon lavoro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7925745051233657109?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7925745051233657109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/come-fare-un-tema-ditaliano-propost-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7925745051233657109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7925745051233657109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/come-fare-un-tema-ditaliano-propost-e.html' title='come fare un tema d&apos;italiano - proposte e idee'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-7698006431399382691</id><published>2010-06-01T13:48:00.001+02:00</published><updated>2010-06-01T13:49:26.171+02:00</updated><title type='text'>abbiamo lanciato un corso sulla lettrua del bilancio comunale</title><content type='html'>è un'esperienza che prende!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-7698006431399382691?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/7698006431399382691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/abbiamo-lanciato-un-corso-sulla-lettrua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7698006431399382691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/7698006431399382691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/06/abbiamo-lanciato-un-corso-sulla-lettrua.html' title='abbiamo lanciato un corso sulla lettrua del bilancio comunale'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-983304688666643080</id><published>2010-05-31T00:13:00.003+02:00</published><updated>2010-05-31T00:13:50.454+02:00</updated><title type='text'>Una botta di vita</title><content type='html'>Non sentendo più un mio cliente da qualche mese, mi sono permesso di telefonargli per salutarlo e questi mi invita immediatamente a pranzo; non potevo dirgli di no a fronte di così tanta insistenza. Ovviamente parliamo di lavoro, insoluti, cassa integrazione, mercati che non rispondono come dovrebbero, vendite che non girano etc, ma, stavolta spunta un MA di quelli grandi come una casa: una sorpresa clamorosa. L’Amore. Il mio cliente si è re-innamorato. &lt;br /&gt;Tralasciamo l’amore vivo, quello di serie A con la moglie da 25 anni, qui si parla della serie B con altra donna, non necessariamente coetanea.&lt;br /&gt;Quest’uomo è riuscito a conciliare 2 affetti attingendo da entrambe le situazioni, tant’è vero che quando tutto crolla intorno a lui, dentro il suo intimo sente che c’è Lei! &lt;br /&gt;Non entriamo nel dettaglio di quale “lei” sia, sicuramente c’è una forza e un’energia nuova, che rigenera la precedente esperienza e rilancia.&lt;br /&gt;Molti sono gli aspetti morali che qui si potrebbero “pizzicare”, ma non è questo lo scopo. Il punto è un altro. Se la crisi dell’euro in realtà non è un problema monetario, ma di un intero sistema sociale, spendaccione e superficiale che arriva al capolinea, cosa resta a noi comuni mortali e quali energie risollevare?&lt;br /&gt;Ebbene quando si chiede all’altra parte del cielo di poter guardare il mondo con i suoi occhi, di udire tramite le sue capacità, di tradurre e re-imparare il mondo se spiegato da lei (o da lui) cambia tutto e si acquisisce una energia creativa nuova, che abbiamo sempre avuto, ma non correttamente impiegata. Purtroppo abbiamo permesso alla noia d’entrare nei nostri rapporti affettivi inceppando “la forza”. In questo caso (moralmente discutibile, ma formidabile nella nuova energia ritrovata) c’è un uomo rigenerato che lotta come un gladiatore perché vivo quanto forte, stimolato e determinato. In conclusione bisogna cercarsi un’amante per uscire dalla crisi? NO! Necessita valorizzare quello che si ha (nell’amore come nel lavoro) per farlo fiorire nuovamente. Le doti migliori e le formule più sagaci per lottare con successo, quando tutto ci crolla intorno, le abbiamo dentro. Gli uomini e le donne hanno anche la formidabile capacità di dare del loro meglio, quando si trovano a raschiare il barile per sfamarsi, cerchiamo d’evitare il peggio per ritrovarci migliori. La scelta (non premeditata) di questo imprenditore che ha saputo evitare il suicidio dopo ben “due turni” di carcerazione (in fase d’indagini e di smaltimento della condanna)  per appena 3 anni e mezzo. Sbagliato o giusto, non è questa la sede. Certamente, grazie all’amore ora c’è un imprenditore che è un produttore di energia e questo fa la differenza per se stesso, la sua famiglia, le maestranze, i creditori, la banca e tutto il sistema economico. Ritroviamo il meglio di noi stessi. Le strade sono infinite, l’obiettivo è uno solo. Buon lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-983304688666643080?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/983304688666643080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/una-botta-di-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/983304688666643080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/983304688666643080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/una-botta-di-vita.html' title='Una botta di vita'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-4712413568650850172</id><published>2010-05-31T00:13:00.001+02:00</published><updated>2010-05-31T00:13:25.154+02:00</updated><title type='text'>Tutto fnito?</title><content type='html'>I recuperi di borsa di lunedi fanno pensare che tutto sia finito, e che l’euro abbia concluso la sua crisi. Non solo, abbiamo anche sentito grandi dichiarazioni di plauso, da parte delle massime autorità dello Stato italiano, che si complimentavano per il buon lavoro.&lt;br /&gt;Guardano oltre, la situazione appare più complessa:&lt;br /&gt;- il rischio (remoto ma non assurdo) non è tanto che la Grecia venga espulsa dall’area euro, ma che la Germania abbandoni;&lt;br /&gt;- le soluzioni adottate domenica 9 maggio, non modificano gli errori di fondo della moneta euro, che resta valida dal Mare del nord al Mediterraneo, dai Balcani all’Atlantico ed è proprio questo il suo maggior difetto;&lt;br /&gt;- i forti recuperi di borsa di lunedi 10 maggio non danno l’idea di un ritorno degli investitori, ma di azioni di “ricopertura” da operazioni speculative al ribasso ormai troppo rischiose, il che significa che resta in tutta la sua ampiezza il dramma di una moneta senza una politica comune;&lt;br /&gt;- il cambio contro dollaro non è cambiato restando a 1,28 senza prospettive di reali modiche.&lt;br /&gt;Se questi sono i passaggi fondamentali dell’attuale crisi annunciata sull’euro che si fa? Francamente sarebbe opportuno aprire un tavolo di consultazione attraverso la Redazione di Siderweb, per ragionare specificatamente per il settore siderurgia, su apposite soluzioni valide qui e non per altri.&lt;br /&gt;Sicuramente il primo passaggio è, indipendentemente dalla moneta che stiamo utilizzando, è certo che non siamo andati a cercarci nuovi mercati sostitutivi di quelli tradizionali? “E si torna a bomba”, gira che ti rigira siamo sempre lì: la presenza che si ha sul mercato!&lt;br /&gt;Tutto quanto stiamo assistendo è sostanzialmente “folclore”, se l’azienda si è mossa o si darà una sveglia cercando appositi mercati di sbocco, ma nel qual caso non sia stato lanciato un nuovo modo di fare impresa, con costi non contenuti ma meglio gestiti e una adeguata proiezione verso altri mercati, questo secondo colpo della crisi rischia d’essere micidiale.&lt;br /&gt;Per chi è a corto d’idee, conviene che le metta a fattor comune con altri. Mark Twain disse: se ci incontriamo a abbiamo un dollaro a testa, scambiandocelo restiamo sempre con un dollaro cada uno, ma se li mettessimo insieme su un progetto comune, diventerebbero due e faremmo più strada.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-4712413568650850172?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/4712413568650850172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/tutto-fnito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4712413568650850172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4712413568650850172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/tutto-fnito.html' title='Tutto fnito?'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-4889260407379731337</id><published>2010-05-31T00:12:00.001+02:00</published><updated>2010-05-31T00:12:58.068+02:00</updated><title type='text'>Quando il lavoro bisogna andare a cercarselo</title><content type='html'>Penso alla cena che mi è stata offerta dal direttivo dell’Associazione Industriali degli stampi, ma anche a diversi miei clienti che mi chiedono la stessa cosa: perché dobbiamo andare noi a cercare il lavoro, quando solo due anni fa si mettevano in fila e aspettavano il loro turno per essere serviti?&lt;br /&gt;Più per sdrammatizzare che altro, a questo tipo di domande rispondo che quando avevo 25 anni, erano le ragazze a chiedermi se fossi libero per la serata, mentre ora a 50 anni, con infinita pazienza e delicatezza, sono io che chiedo alle mie coetanee se hanno del tempo da riempire durante la sera. Il sorriso e l’ilarità dei miei interlocutori, serve per smorzare la tensione e finalmente “accendere il cervello”. Il mercato è cambiato, le regole sono cambiate, gli scenari sono mutati!&lt;br /&gt;E’ inutile proseguire nell’interrogarsi sul perché sia tutto cambiato. Come una malattia o il lutto che divide il prima con il dopo. La vita è fatta così e l’economia fa parte della vita. Prima si poteva fare un qualcosa che oggi non si può più ripetere. Assodato ciò come reagire? &lt;br /&gt;Le nuove regole sono in corso di traduzione, nel senso che sono attive da quasi 24 mesi, ma non le abbiamo ancora capite del tutto.&lt;br /&gt;Sul piano generale premia l’auto finanziamento, quindi l’allargamento dei mercati (più estero o più nicchie di mercato in quello nazionale) una contrazione nel numero dei dipendenti o un loro radicale re-impiego, meno delocalizzazione se finalizzata al mercato interno, ma ancora valida se intesa come presidio per mercati emergenti. &lt;br /&gt;Utilizzo degli strumenti più comuni per la gestione aziendale come un piano di marketing, la contabilità analitica, quindi l’ingresso di figure nuove in azienda non più assunte, ma rigidamente consulenti ad altissimo turn over.&lt;br /&gt;L’invio sistematico dei figli a studiare per anni, soprattutto all’estero, quindi prendere l’abitudine a viaggiare visitando la locale camera di commercio fissando magari qualche appuntamento con dei colleghi, di cui non se ne immagina neppure l’esistenza.&lt;br /&gt;Imparare a leggere, meditare, pensare anziché solo fare. I frettolosi superficiali non servono più, il loro tempo è scaduto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-4889260407379731337?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/4889260407379731337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/quando-il-lavoro-bisogna-andare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4889260407379731337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/4889260407379731337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/quando-il-lavoro-bisogna-andare.html' title='Quando il lavoro bisogna andare a cercarselo'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-2902348174376237442</id><published>2010-05-31T00:11:00.002+02:00</published><updated>2010-05-31T00:12:09.042+02:00</updated><title type='text'>Non siamo la Grecia ma quasi</title><content type='html'>Tutti discutono relativamente al peso e distribuzione dei sacrifici derivanti dalla recente manovra correttiva del governo. Francamente il problema è mal posto. Il punto in discussione non è chi paga di più o di meno, ma se siamo disposti a salvare la moneta unica o no.&lt;br /&gt;Il costo del salvataggio dell’euro per l’Italia è di 24 miliardi (stimato e non definitivo) quello degli altri paesi sembra che siano più oneroso ma non consola.&lt;br /&gt;A questo punto, assodato che si è scelto di mantenere la moneta comunitaria quale minore dei mali come agire a livello individuale? Sicuramente l’emigrazione verso l’area del dollaro o l’oro, perde di significato perché volente o no, questa moneta ce la teniamo.&lt;br /&gt;Viene così a decadere “un problema di scelta”, per cui restiamo (intrappolati) in un quadro valutario certo anche se in crisi. L’ipotesi che la Grecia resti nell’area UE ma se ne vada la Germania, ha perso di sostanza, per cui tutto sommato si sta meno peggio di 10 giorni fa, dove tutto era in discussione. Questo vuol dire vivere meglio?&lt;br /&gt;No, non viviamo meglio, ma il quadro è più chiaro. Finalmente i dubbi se la crisi stia per essere superata o quell’altalena per cui oggi va bene, ma ieri era pessimo, sono superati. Ci troviamo nel pieno della seconda parte (la più dura) di una crisi che nata fuori dall’Europa, adesso incarna il nostro modo di vivere e di pagare quanto ci serve.&lt;br /&gt;Per dirla in una parola, adesso la “crisi” è nostrana la cui soluzione dipende solo da noi. Come? Semplice! In una fase di rottura del mercato (quando i prezzi perdono il loro corrispettivo con la realtà perché gonfiati da speculazione) qual è quella che stiamo vivendo, per uscirne fuori serve “un patto” (ricordate il New Deal di Roosevelt?) tra produttori e consumatori, tra stato e cittadini.&lt;br /&gt;Tradotto in termini operativi, la singola impresa dovrebbe lanciare un tipo di pubblicità articolata in questa maniera: produciamo italiano, conserviamo i nostri posti di lavoro, non alziamo i prezzi e manteniamo la qualità del “made in italy”, ci comprate?&lt;br /&gt;Sono necessarie nuove politiche del personale che traducano l’azienda non più in un posto dove solo di lavora ma, invece, si vive. Quindi se l’azienda è vissuta servono mense, asili, gite per i dipendenti e il tutto per conciliare l’identificazione tra persona e impresa.&lt;br /&gt;Si dovranno stimolare manager (o cercarne di nuovi) che sappiano parlare alle maestranze per coinvolgerle in un progetto comune; salvaguardare il proprio stipendio, TFR e pensione.&lt;br /&gt;Maggiore formazione (non per scaldare i banchi) ma per produrre idee.&lt;br /&gt;Più “arroganza” sui mercati per vendere, innovazione, tecnologia, fantasia e cultura. Ecco la parola magica! La crisi dell’euro, è stato già detto su queste colonne, non è una crisi finanziaria, ma sociale e il disorientamento delle persone si “cura” solo con la cultura, ovvero la produzione d’idee e partecipazione al clan aziendale e/o sociale per renderlo più forte.&lt;br /&gt;All’individualismo-nichilismo (sino ad ora imperante) in azienda serve il gruppo, la squadra, il team fatto di dirigenti, segretarie, impiegati e operai, uniti per far grande un nome e loro con essi.&lt;br /&gt;Quanto scrivo non è stupida esaltazione, ma l’ho visto per anni in Giappone, l’ho studiato negli USA e respirato in Canada, ma non vissuto in Italia.&lt;br /&gt;Dove sono i nuovi manager che sappiano spiegare questo nuovo modo di lavorare agli italiani? La caccia è aperta! Anche perché questa potrebbe essere l’ultima battuta di caccia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-2902348174376237442?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/2902348174376237442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/non-siamo-la-grecia-ma-quasi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2902348174376237442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/2902348174376237442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/non-siamo-la-grecia-ma-quasi.html' title='Non siamo la Grecia ma quasi'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-9030550971914958770</id><published>2010-05-31T00:11:00.001+02:00</published><updated>2010-05-31T00:11:30.958+02:00</updated><title type='text'>La pignoleria di chi ha torto</title><content type='html'>Essendo sociologo amo le persone; ne osservo i comportamenti, pregi e difetti, l’abbigliamento quale codice espressivo e quindi il modo come agiscono sia da soli che in gruppo. Studio le scelte di consumo e i riti seguiti per piacere e farsi vedere quindi l’amore, l’odio, le passioni come in genere le soluzioni adottate per relazionare con gli altri e se stessi. Tutto è materia prima con cui fare i conti ogni giorno.&lt;br /&gt;Un comportamento umano (molto italiano) che continua a stupirmi è la pignoleria della gente quando si picca di cogliere in flagrante qualcuno vendicandosi di peccati propri, non ancora scoperti. E’ il caso del pedone che sta transitando (causa lavori pubblici) sul bordo della strada e le moto lo sfiorano, quasi a colpire la sua presenza. Ma anche dei gestacci degli automobilisti al ciclista, che non sa della pista ciclabile collocata magari sulla carreggiata opposta. Quel gusto tutto italico di fiammeggiare gli abbaglianti in corsia di sorpasso sull’autostrada, senza accorgersi che l’autovelox sta immortalando il momento. &lt;br /&gt;Gli esempi proseguono; il ciclista sul marciapiede e il viso indignato dei pedoni benestanti magari rei di evasione fiscale, quindi la signora che bofonchia qualcosa quando si trova un’intera famiglia schierata che passeggia sul marciapiede ostacolando flussi di velocità più elevati.&lt;br /&gt;Perché amo l’America?&lt;br /&gt;Escluse isole di nevrosi come New York, da cui mi tengo distante, ciò che apprezzo nella gente del Nord America è il basso livello di conflittualità sociale per cui il litigio, quale espressività della persona, resta residuale, possibile ma non costante. Da noi è il contrario.&lt;br /&gt;Ragioni storiche giustificano questa divaricazione strutturale tra comportamenti.&lt;br /&gt;In Italia caduto il fascismo si abrogò nel regime lo stato, che ne era pregno, senza sostituirlo con quello liberale, compromesso e squalificato perché di pochi; ormai la socializzazione delle masse era un credo. Si dovette optare per una repubblica dei partiti. A quel punto gli italiani si divisero (e a volte si uccisero anche) tra democristiani, socialisti e comunisti. Non solo, ma gli stessi concorsi pubblici furono vinti da candidati in base alle percentuali delle ultime elezioni politiche (ad esempio 42% dei vincitori di concorso agli iscritti alla DC, il 20% al PCI e così via) Tutto questo fino a tangentopoli, dove con i partiti cadde anche il sindacato e gli italiani si trovarono orfani. Negli anni Novanta alla parola Dio fu cancellata la “D” curandosi del restante Io. Da allora l’individualismo più esasperato (per la precisione nichilismo) è la costante patologica del nostro comportamento quotidiano. Litighiamo perché siamo intimamente soli, ma lo abbiamo voluto. &lt;br /&gt;L’andare a criticare gli altri, serve a rispondere al bisogno di trovare la pagliuzza nell’occhio degli altri, dimenticandosi di quella trave che pesa sulla nostra coscienza. Dando un nome meno filosofico a questa patologia, troviamo la dissonanza cognitiva. In pratica sentirsi qualcosa che non si è, pur pretendendo di riceverne le connesse soddisfazioni, entrando in crisi d’ansia e depressione se non appagati a un livello che non ci spetta, ma che abbiamo immaginato e inventato per noi. Questa è la nostra fotografia. In pratica dei casinisti organizzati.&lt;br /&gt;Per guarire servirebbe essere educati dalla grande politica, quella degli ideali oppure sopravvivere a un disastro, tale da rimettere ordine tra le cose che contano e quelle superflue. &lt;br /&gt;Il guaio è che questo “disordine” entra anche dentro le decisioni delle nostre famiglie e aziende. Urge una stagione di pulizia morale interna ad hoc, che non possiamo pretendere che altri facciano per noi. L’abbiamo voluto l’individualismo? Allora anche la cura dev’esserlo, mentre chi non si muove resta ancora più isolato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-9030550971914958770?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/9030550971914958770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/la-pignoleria-di-chi-ha-torto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/9030550971914958770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/9030550971914958770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/la-pignoleria-di-chi-ha-torto.html' title='La pignoleria di chi ha torto'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-42951317504852305</id><published>2010-05-31T00:09:00.000+02:00</published><updated>2010-05-31T00:10:33.077+02:00</updated><title type='text'>La crisi sociale dell'euro</title><content type='html'>L’idea di fondo è semplice: la crisi della moneta europea non si limita a essere solo un aspetto finanziario, ma in realtà colpisce un modo di vivere, quindi è una crisi sociale. &lt;br /&gt;Spiegare un concetto così articolato, in poche righe, è veramente difficile, ma userò degli esempi. Ricordate quanto costava, in lire, un primo piatto al ristorante prima che si adottasse l’euro? Ebbene eravamo sulle 7.000 lire che sono state tradotte in 7 euro.&lt;br /&gt;Berlusconi, in quel periodo chiese un cambio a 1050 lire per 1 euro, ma la coppia Ciampi/Prodi si piegò al volere della Bundesbank per 2.000. Il vero obiettivo in realtà era, oltre a figurare tra i primi a entrare nella moneta unica (aspetto futile) fu quello di dimezzare la capacità di spesa degli italiani e tagliare così un clamoroso debito pubblico, che ci avrebbe portato agli standard del crack argentino del 2001.&lt;br /&gt;Vediamo oggi cosa è accaduto. Il confronto si spiega tra l’area euro e quella del dollaro, dove vivo per 3 mesi all’anno.&lt;br /&gt;Passando da un’università all’altra, da costa a costa, per le mie necessità dormo in una suite all’Hilton dove usufruisco della cucina, tagliando così il costo di ristorazione. Ebbene sapete quanto pago? A seconda della sede, il prezzo oscilla tra gli 80 e i 130 dollari. Parlo di una suite che a Milano costerebbe dai 300 ai 600 euro (alla faccia dei 28 milioni di visitatori previsti per l’Expo 2015) Ovviamente l’Hilton mi dà il parcheggio, un ufficio dove di notte posso lavorare per servire i clienti in Italia mentre sono all’estero; tutto ovviamente compreso. Se volessi andare in un family  ristorante, con 6 dollari c’è il menù di carne o per 9 quello di pesce. Il noleggio del monovolume da 3.000 di cilindrata è per 42 dollari al giorno, uno stipendio medio è di 1.200 dollari, una casa la si compra tra i 100/150mila dollari e un’ora d’insegnamento, che in Italia mi viene pagata 24 euro, negli USA viaggia sui 100 dollari.  &lt;br /&gt;Gli esempi possono continuare, ma il concetto è chiaro: l’euro è una moneta virtuale per 16 sistemi economici di un club a 27 dotati di 16 idiomi diversi, governi, parlamenti e storia. Il dollaro è per 50 stati (provincie di un impero) che concorrono con 1 presidente, 1 congresso per un ruolo nel mondo. La domanda è: ma i nostri strateghi non ci avevano pensato prima?&lt;br /&gt;Caspita quanta superficialità!&lt;br /&gt;Oggi un piatto di pasta viene venduto a 7/10 euro quando ne costa 5, un magistrato riceve oltre 7.000 euro di stipendio, (14 milioni di lire) un medico tra mutua e studio quasi 9.000 (18 milioni di lire) e un operario 1.200 euro ed il nostro sistema produttivo funziona a lire non in euro. Nel binomio sistema economico e moneta, abbiamo un’economia che produce in lire e una moneta che compete con il dollaro, ovvero abbiamo dollarizzato la lira (quello che scrissi nel 1999). Non fate il confronto economia italiana con l’euro, ma con il dollaro e non vi sembra che sia stonato questo rapporto?&lt;br /&gt;Conclusione: un sistema sociale di faciloneria è al capolinea. Abbiamo troppo ecceduto, spesso, giocato, now the party is over!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-42951317504852305?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/42951317504852305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/la-crisi-sociale-delleuro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/42951317504852305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/42951317504852305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/la-crisi-sociale-delleuro.html' title='La crisi sociale dell&apos;euro'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1331130577710015172</id><published>2010-05-31T00:08:00.000+02:00</published><updated>2010-05-31T00:09:47.347+02:00</updated><title type='text'>come immagino la reazione alla crisi</title><content type='html'>Ogni giorno mi arrivano molte email da studenti e lettori che mi chiedono: come dobbiamo comportarci per gestire/vivere un momento così difficile e prolungato?&lt;br /&gt;Qui si potrebbero pensare tante cose magari già dette, trite e ritrite ma non applicate. Stamattina è accaduto un fatto che credo meritorio di riflessione.&lt;br /&gt;Andando di buon ora a prendere il passante ferroviario per recarmi all’Università, sullo stesso marciapiede mentre cammino poco avanti a me, c’è una signora.&lt;br /&gt;Francamente carina, quasi cinquantenne, l’ho guardata e dentro il mio intimo ho sorriso, perché vedere una donna dignitosamente bella è sempre un piacere. Assorto in questi pensieri per trovare energia e carica da spendere durante il giorno, improvvisamente la signora lancia un’imprecazione: senza bagnarla, uno scroscio d’acqua proveniente da un terrazzo la lambisce. In ordine dimensionale si è trattato di un pentolino d’acqua rovesciato su una pianta di fiori, senza guardare se sul marciapiede qualcuno stesse passando.&lt;br /&gt;Osservo lo sconcerto della Signora la quale si porta sul bordo esterno del marciapiede e grida cercando di ricevere una risposta da chi obiettivamente ha sbagliato; lancia quindi un paio di richieste del tipo: chi c’è lassù, ma vi pare il modo, state più attenti.&lt;br /&gt;Nel frattempo supero la Signora e vado altre, ma Ella non si muove da dove si trova e prosegue a parlare con la facciata del condominio.&lt;br /&gt;Continuo a camminare e mi volto per seguire il fatto, vedendo che la malcapitata si è portata sul marciapiede opposto e prosegue a chiamare “un qualcuno” che non c’è, quindi inveire contro il palazzo e cercare soddisfazione che non ha.&lt;br /&gt;Questa caparbietà mi incuriosisce e proseguo a vederla da lontano. Lei è ancora li ferma, chiama qualcuno che non gli risponde e stavolta alza anche il cellulare per…..non so cosa.&lt;br /&gt;Sicuramente l’attentato a chi ha bisogno d’essere “carina” è grave, ma la reazione è da scoppiata! Se a tutti capita di perdere le staffe, la sensazione che ho oggi più di ieri, è che i nostri imprenditori stanchi d’essere in trincea (fra poco sono 24 mesi) a volte “diano i numeri” fissandosi su aspetti che non sono quelli più importanti. Allora cosa rispondere a chi mi chiede come gestire la crisi? Semplice! Le energie le hai dentro, usale facendo per la tua azienda quello che hai sempre pensato e non osato perché adesso o mai più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1331130577710015172?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1331130577710015172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/come-immagino-la-reazione-alla-crisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1331130577710015172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1331130577710015172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/05/come-immagino-la-reazione-alla-crisi.html' title='come immagino la reazione alla crisi'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5036018393154863680</id><published>2010-02-23T17:09:00.000+01:00</published><updated>2010-02-23T17:10:50.070+01:00</updated><title type='text'>apprezzamento da parte degli studenti - grazie Carrà da Milano!</title><content type='html'>Gentile Prof. Carlini,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sono io che La ringrazio molto sia  per aver dedicato del tempo ai file che Le ho inviato, sia per glii utili consigli che mi ha fatto avere.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cordiali saluti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Jas Carra&lt;br /&gt;Via Sant'Angelo,26&lt;br /&gt;20077 Melegnano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5036018393154863680?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5036018393154863680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/02/apprezzamento-da-parte-degli-studenti_23.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5036018393154863680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5036018393154863680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/02/apprezzamento-da-parte-degli-studenti_23.html' title='apprezzamento da parte degli studenti - grazie Carrà da Milano!'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-1065208260652220539</id><published>2010-02-23T17:08:00.000+01:00</published><updated>2010-02-23T17:09:37.062+01:00</updated><title type='text'>apprezzamento da parte degli studenti - grazie Dorotea da Palermo!</title><content type='html'>Salve prof,&lt;br /&gt;è con vero piacere che mi accingo a frequentare un altro dei suoi dinamici corsi. Lo so che non è un corso di marketing, ma mi sembra educato presentarmi.&lt;br /&gt;Sono Dorotea, ho 39 anni e vivo a Palermo, precisamente a Mondello, a pochi passi dal mare.&lt;br /&gt;Sono ragioniere in cerca di occupazione, in questo momento mi sto guardando un pò intorno.&lt;br /&gt;Perchè ho scelto il corso di gestione finanziaria?&lt;br /&gt;cerco di accrescere un bagaglio culturale che nel tempo, per il troppo lavoro è rimasto un pò statico&lt;br /&gt;perchè ISP?&lt;br /&gt;Perchè conosco la loro professionalità e quella dei loro docenti. &lt;br /&gt;Purtroppo per impegni universitari non potrò assistere alle prime due lezioni, ma dalla prossima settimana sarò presente.&lt;br /&gt;Per il prof.: vedrò le lezioni in differita.&lt;br /&gt;Buon inizio a tutti.&lt;br /&gt;Dorotea&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-1065208260652220539?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/1065208260652220539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/02/apprezzamento-da-parte-degli-studenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1065208260652220539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/1065208260652220539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/02/apprezzamento-da-parte-degli-studenti.html' title='apprezzamento da parte degli studenti - grazie Dorotea da Palermo!'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-791832233831648222.post-5713276571820111948</id><published>2010-02-23T17:01:00.001+01:00</published><updated>2010-02-23T17:08:43.566+01:00</updated><title type='text'>Le Regole d'ingaggio - ecco cosa ricevono tutti prima del corso</title><content type='html'>Benvenuti al corso ISP di Gestione del credito &lt;br /&gt;Questa lettera serve per iniziare a conoscerci; scritta dal vostro docente è indirizzata ai partecipanti.&lt;br /&gt;Cos'è ISP&lt;br /&gt;Si tratta di una scuola attiva in tutt'Italia.&lt;br /&gt;Conta 1.650 professionisti impegnati contemporaneamente nella formazione. &lt;br /&gt;Il taglio delle lezioni è sempre molto pratico quanto diretto, al fine di fornire un prodotto immediatamente applicabile.&lt;br /&gt;Causa l'eterogenietà delle classi, la cattedra svolge sempre anche un ruolo di amalgama tra i diversi partecipanti, per cui si sottolinea per tutti l'opportunità di conoscere e ampliare i rapporti tra tutti i frequentatori di corso, al fine di confrontare e aprire un dialogo che spesso va oltre la sola lezione.&lt;br /&gt;Isp fattura per ora solo 5 milioni di euro, ma crescerà. E' presente sul mercato da 20 anni e ha la direzione a Imola (BO) anche se, in realtà, ogni studio professionale dei docenti professionisti è considerabile come una sede dell'Isp.&lt;br /&gt;Si prega di prendere visione dell'elenco dei corsi che Isp ha attivi, visionandone il sito e il connesso blog, che rappresenta una sorta di ritrovo stile caffè, per le imprese e persone che hanno sostenuto i diversi corsi.&lt;br /&gt;http://ispformazione.blogspot.com/&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Testi di riferimento e bibliografia&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Normalmente viene fornito un testo che è quanto ha scritto chi sviluppa il corso, che non esclude una sterminata serie di libri normalmente rintracciabili in ogni libreria specializzata. &lt;br /&gt;Nonostante la sola lettura dei testi, verrà fornita una successione d'appunti da studiare per cui è buona norma NON CONSIDERARE IL CORSO LIMITATAMENTE ALLE ORE ALLA SETTIMANA, MA AL CONTRARIO COINVOLGERE TUTTO IL PERIODO CHE STIAMO INSIEME usando l'email come mezzo di ragionamento. &lt;br /&gt;L'incontro on line è solo di sintesi-discussione ed esercitazione per quanto pensato e ragionato, durante i diversi giorni che si intervallano tra una lezione e l'altra.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Stile di relazione&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Amo considerare il mio ruolo più di moderatore-provocatore, che di docenza a tutti gli effetti. In questo modo chiederò, ogni 20/30 minuti a qualche "volontario", di riepilogare ciò che è stato appena detto e spiegato, coinvolgendo ogni partecipante nel fare "comunità". &lt;br /&gt;Oltre il tempo dedicato alla singola lezione, resto a completa disposizione di chiunque, anche fuori da quegli orari, per domande ed approfondimenti. Il mio cellulare, telefono ed email sono aperti, per l'intera durata del corso ai frequentatori.&lt;br /&gt;In base a questa disponibilità è opportuno, lezione durante, limitarsi alle domande "contingenti" e dirette, lasciando quelle impegnative ad un tratto personalizzato, perchè potrebbero non interessare anche gli altri. In pratica mi scrivete delle lettere-email nelle quali chiarite anche a voi stessi la tematica e mi aiutate ad impara anch'io da voi stessi!&lt;br /&gt;Sulla base di questa procedura, chi sente la necessità di approfondire è pregato di:&lt;br /&gt;- spiegare mezzo scritto quale sia il problema&lt;br /&gt;- indicare cosa si sia creduto prima e perchè "il nuovo" è percepito non immediatamente condivisibile;&lt;br /&gt;- spedire il tutto o spiegarlo mezzo comunicazione a voce.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Metodica d'intervento&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Soffro la solitudine ed amo una metodica di reazione molto vivace quanto diretta nelle mie lezioni. Desidero anche che ogni partecipante investa 10 euro in un microfono e 21 in cam, al fine di agevolare l'approccio in forme immediate, anzichè usare la sola chat inserita nella pagina del corso, che comporta molto tempo d'attesa e di risposta. (attenzione che non percepisco percentuali sulle vendite di microfoni e cam in italia)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Rapporti professionali docente-frequentatore di corso&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Isp lascia integralmente liberi i suoi docenti d'accettare consulenze private dai propri allievi. Anzi, la Scuola apprezza di dimostrare come sia possibile passare dal pratico della lezione, alla dura quanto complessa realtà della singola azenda. (Ecco perchè ogni studio professionale è anche una sede Isp in italia)&lt;br /&gt;Spesso accade, in genere nella seconda metà del corso, che il 60% dei partecipanti voglia proseguire in una fase avanzata della formazione, perchè gli stessi frequentati si sono conosciuti ed amalgamati, ed a volte anche in interazione e sinergia tra imprese. Il livello avanzato, diventa così talmente specialistico, che è funzionale e tagliato esattamente per quel gruppo di persone/aziende e non altre.&lt;br /&gt;In questo caso il corso può anche diventare a più voci di docenza, coinvolgendo altri formatori il che trasla il tutto in un seminario di studi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Chi sono&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;52 anni, libera docenza di sociologia dei consumi, marketing e organizzazione aziendale negli atenei di milano, bergamo e negli USA. &lt;br /&gt;Libero professionista, normalmente vengo convocato da chi mi conosce tramite i miei corsi o scritti, e si tratta o di un imprenditore che non riesce a produrre a costi competitivi per restare sul mercato o di chi ha bisogno d'ampliare rapidamente il proprio mercato e fatturato.&lt;br /&gt;Editorialista per le riviste della Confindustria, sono corrispondente dagli USA, dove mi reco per 3 mesi all'anno, per intervistare e scrivere quanto poi viene pubblicato, oltre a tenere singoli seminari di formazione in più atenei (Chicago, Niagara Fall, New York, San Francisco e Colorado Springs)&lt;br /&gt;Non servo più di 4-5 clienti contemporaneamente, al fine di offrire quella dedizione che spesso manca nella libera professione (in italia), perchè impegnata con troppi clienti.&lt;br /&gt;Normalmente assisto piccole-piccolissime realtà (artigianali con 2-4 dipendenti) o PMI (fino a 50 unità lavorative)&lt;br /&gt;In Isp seguo la coordinazione didattiva ed alcuni aspetti di sviluppo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Buon lavoro a tutti&lt;br /&gt;Giovanni Carlini &lt;br /&gt;(è gradito un OK di ricevuta a ricezione messaggio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/791832233831648222-5713276571820111948?l=ispformazione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ispformazione.blogspot.com/feeds/5713276571820111948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/02/le-regole-dingaggio-ecco-cosa-ricevono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5713276571820111948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/791832233831648222/posts/default/5713276571820111948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ispformazione.blogspot.com/2010/02/le-regole-dingaggio-ecco-cosa-ricevono.html' title='Le Regole d&apos;ingaggio - ecco cosa ricevono tutti prima del corso'/><author><name>Giovanni Carlini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17189202345349458244</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_PwzktIaW76Y/SfgVu36FNUI/AAAAAAAAABA/zEI3FaL1hv8/S220/Giovanni.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
