lunedì 6 settembre 2010

Un'overdose di spiritualità laica: il deserto (Arizona e California)

Un’overdose di spiritualità laica: il deserto (Arizona e California)
L’ho fatto apposta. Per qualche giorno ho limitato al massimo i contatti con il mondo ritirandomi in una sorta di “meditazione”, attraverso il deserto del Mojave e del Joshua Tree National Park in California, come del Saguaro in Arizona e White Sands a Las Cruces, in New Mexico.
Una botta di caldo intorno a 50 gradi e un silenzio totale, assoluto.
Gli ingredienti per questa overdose di spiritualità sono il vuoto umano e la contemporanea ricchezza di stimoli essenziali, dove tutto s’amplifica rispetto a quanto siamo abituati. Il caldo, come il freddo, la presenza degli animali, il vento, il vuoto, il silenzio, il bisogno d’acqua e di ombra, quindi il sudore, l’idea di una doccia fresca che non c’è e la connessa “manutenzione di sistema” che ogni corpo umano richiede e che ora resta un desiderio. Quindi il tramonto, la notte, il buio, i rumori che accompagnano tutto questo e poi nuovamente il sole, il caldo, i pensieri da riordinare, il bisogno d’amare qualcosa che dia pace e altro ancora, sono tutti elementi di un nuovo alfabeto per esprimersi.
Perché questo bisogno d’assoluto e di ritorno all’essenzialità più totale? I computer spesso si “resettano” e io ho sentito il bisogno di darmi una resettata.
Il motivo per questa “dieta spirituale” è funzionale alla necessità di pensare, scrivere e anche organizzare quelle soluzioni che la gente mi chiede, e di cui io vivo. Per cui ho la necessità d’immergermi nel vuoto abitato da nuovi scenari. In questo “mondo nuovo” ricerco l’essenza, la purezza e l’origine dei concetti, da cui ricostruire tutto l’ovvio, che diamo quotidianamente per scontato. Cosa scopro? Sapessi!
Imparo a dare una misura al tempo per riempirlo di cose-pensieri-idee. Normalmente tra telefono,internet e contatti, si dice tanto, ma si pensa poco. Purtroppo le scelte vengono sempre fatte d’impulso sul “è stato sempre fatto così- speriamo che me la cavo – che non se ne accorgano” oppure peggio, con l’arroganza di sapere tutto. Qui nel vuoto abitato dal deserto non c’è nessuno che cerchi, chiami o voglia qualcosa. Si è soli con il bisogno di vivere fino a domani, creando qualcosa per cui valga la pena. Da questo sforzo masochistico, nascono poi le teorie di marketing e di sociologia dei consumi come della devianza, che permettono di tradurre “ i fatti degli uomini” in politiche aziendali. E’ proprio qui con l’alzarsi del sole, un venticello da mulinello e un caldo che non smette mai, ma cresce soltanto, che c’è la fucina per fondere e plasmare un pensiero nuovo e rigenerante, da portare sulle scrivanie delle imprese in prima linea.

Nessun commento:

Posta un commento