Concettualmente questo articolo nasce come conclusivo al Dossier America, per i lettori di SIDERWEB nel contesto del Taccuino Americano 2010, ma sono accaduti dei fatti così gravi di vita vissuta e utili a tutti, che meritano d’essere illustrati affinchè possano dare conforto in caso di difficoltà.
Ieri, partito da Elko (nel nord del Nevada) dopo 9 ore di guida, attraversando paesaggi di una solitudine estrema, belli quanto terribili e per questo formativi, arrivo finalmente a Las Vegas. Francamente durante il tragitto, assorto dal contesto e dalle 500 miglia percorse, non ho prestato attenzione ai messaggi sul cellulare.
Giunto in camera scopro d’aver speso, con la mia carta di credito, ben 2.500 dollari a New York durante lo stesso pomeriggio. In Italia sono le 5 del mattino e pago 30 euro in telefonate per parlare con qualcuno della carta di credito, che ovviamente non trovo, per capire se è un errore, quindi alla quarta telefonata decido di bloccare la carta.
Non solo ma dandomi da fare, invio anche un fax di disconoscimento della spesa, al numero per le emergenze del gestore della carta che, però, nelle ore notturne ha disattivato la ricezione!
Non resta che attendere le 9 del mattino (ora italiana) e parlare sia con la banca che ha ricevuto le mie ultime 3 email senza rispondermi, che con un operatore della carta il quale mi conferma l’addebito, ma non la sua validità (chissà che vuol dire), mi invita a stare tranquillo e mi chiede di rifarmi vivo l’11 agosto per contestare l’addebito (ma se sto parlando il 4 d’agosto, perché farmi richiamare nuovamente?) L’operatore conclude che se addebito ci sarà, al rientro in Italia (a settembre) presenterò alle autorità italiane una denuncia, quindi rigetterò le spese. In questo modo la banca è probabile, che nell’arco di qualche mese, dopo aver eseguito l’addebito, mi restituisca il tutto. Francamente perplesso da tanto distacco rispetto a chi mi dovrebbe consigliare e aiutare, decido di “fare di testa mia”, perché non mi fido del sistema italiano.
Alle prime ore dell’alba (americane) mi reco presso uno dei punti vendita, a Las Vegas, della catena di supermercati TARGET, affinchè, tramite la locale sicurezza, informino New York che non riconosco quelle spese, fatte poche ore prima con la mia carta di credito.
Quindi mi reco presso la stazione di polizia, sempre di Las Vegas e sporgo denuncia che viene contestualmente inviata a New York. A me si rilascia ricevuta con il numero di telefono dell’agente di polizia di New York, incaricato d’investigare sui fatti.
Armato di denuncia, ritorno nel supermercato TARGET e completo la mia prima dichiarazione.
Giunta a sera torno da TARGET per accertarmi che sia partita la segnalazione a New York, non trovo il funzionario, ma mi viene fornito un numero telefonico gratuito a cui spiegare nuovamente i fatti, aprire così un file e vedermi riconosciute le scuse ufficiali (per iscritto, mezzo email) dalla Società che conferma il rimborso di quanto illegalmente addebitatomi.
Forte di tutti questi passaggi inoltro ogni cosa in Italia sia alla banca che all’Ufficio sicurezza della carta i quali non hanno risposto (forse non sanno cosa fare).
Conclusioni. Il sistema americano sarà anche in crisi, ma funziona; quello italiano probabilmente non è in crisi ma non funziona, perché non sa gestire le problematiche.
Al di là delle informazioni utili qui contente, la morale è semplice: passare al contrattacco! Non fidarsi del lassismo includente delle nostre istituzioni bancarie e “inventari” una propria via, costringendo le strutture italiane a inseguire e aderire alla nostra iniziativa.
Quest’articolo doveva iniziare con queste parole: dobbiamo rassegnarci a non avere più, per i prossimi anni, una guida nelle scelte del sistema americano in economia come in politica, ma alla luce di quanto accaduto e imparato in queste ore, il pezzo va rivisto, affermando che questa nazione è sana nella struttura sociale quanto funzionale, anche se in crisi sul piano economico e politico. Ecco perché l’America sarà la prima a uscire delle difficoltà. Pensandoci bene assomiglia alle nostre aziende, sane nella struttura, ma che segnano il passo. Quindi per essere certi di superare la nostra crisi serve che la struttura aziendale, motivazionale e commerciale sia sana!
lunedì 6 settembre 2010
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