Attraversando da nord a sud il New Mexico: un esempio spettacolare d’organizzazione
Sono anni che attraverso in lungo e per largo il New Mexico, ma non mi ero mai accorto di come uno stato, arido, spoglio e vittima di una natura ingrata si fosse così ben organizzato per vivere bene. L’occasione per capire questo concetto è nata all’Università di Albuquerque, importante centro dello Stato, dove per iscrivere mia figlia mi hanno chiesto quale facoltà tecnica avrebbe voluto seguire. Non hanno neppure perso tempo a discutere d’indirizzi umanistici, o di economia come marketing; no, sono andati diretti su ingegneria o fisica per proseguire con chimica e infine geologia. In quel mentre non ho capito una scelta così ridotta che ho giudicato una rigidità. Successivamente recandomi a Las Cruces, poche miglia a nord di El Paso, ho lavorato presso il centro nazionale di missilistica congiunta tra le più forze armate e la NASA. Terminato questo impegno e percorrendo la interstate 25, che attraversa da sud a nord tutto lo stato, osservo:
- dalla missilistica schierata intorno all’area di White Sands;
- alla astrofisica e comunicazione spaziale, collocata nel centro dello stato (chi si ricorda il film con Judie Foster, CONTACT? Ebbene l’ ho visitato )
- quindi la ricerca nucleare sia per scopi civili che militari, situata sia nel deserto come a Los Alamos che in Albuquerque;
- la sanità quale ricerca medica a tutto campo, distribuita in molti centri e ospedali disseminati a pioggia.
Un giovane che volesse lavorare in New Mexico, a questo punto che cosa studia? Sicuramente la geografia come la storia hanno un senso qui come altrove, ma è molto più probabile che dovrà impegnarsi in materie tecniche e diventare un buon ingegnere o astrofisico per ottenere un buon posto di lavoro. Fin qui l’America, ma il pensiero corre a “casa mia”, all’Italia. Penso alla provincia di Siracusa ad esempio. Perché in New Mexico (come in Arizona con l’industria aeronautica) e non da noi è stato affrontato il tema della specializzazione del lavoro in un’area depressa, per cui da arida ora è fertile di tecnici d’alta qualità a livello mondiale? Cosa ha fatto scattare la molla negli Stati Uniti e ancora non è partita in Italia? Non è questa le sede per dare risposte che il nostro paese attende da almeno un secolo. Sicuramente l’esperienza della Cassa del Mezzogiorno e dell’industrializzazione pesante del sud d’Italia, ha avuto una logica seguendo quanto qui in New Mexico è stato fatto, solo che:
- gli italiani non hanno poi proseguito l’idea dell’industrializzazione del sud, divorati tra mille dubbi;
- e gli americani sono partiti prima di tutto dalla scuola, formando una nuova generazione di tecnici da inserire a Los Alamos (citando uno dei tanti laboratori di ricerca) per generare nuove applicazioni.
Traducendo questo ragionamento in aspetti compatibili per i lettori, mi vengono in mente quelle imprese che dicono: non possiamo perché non c’è liquidità, nessuno ci aiuta, viviamo in un deserto di prospettive, gli insoluti etc.. Non che questi problemi non siano gravi e urgenti, ma la ricerca dov’è? A Tucson (Arizona) ho visitato 7 rottamai diversi, che vincendo il contratto dall’Air Force smontano aerei riducendoli in lamiere di metallo. Si sono inventati un lavoro!
Non vorrei l’esempio fosse troppo tirato, ma se da una terra arida un’intera generazione oggi vive di alta tecnologia, possono le nostre piccole aziende trovare attraverso la ricerca, lo studio, i contatti, i nuovi mercati, soluzioni tali da prosperare? Il motto dell’università di Las Cruces è: live, learn, thrive. (vivi, studia e prospera) La conclusione è semplice: non basta “fare impresa”, serve studiare (quale livello di scolarizzazione hanno i nostri capi d’azienda e responsabili?) e quindi creare pensiero, idee e punti di vista per trovarsi sempre un passo avanti rispetto “ai cinesi” che sanno lavorare tanto, pensare poco e creare ancora meno. Di cinesi qui in New Mexico e in Arizona, non c’è ne uno, tranne qualche spia con il compito di copiare e replicare. Saremo in grado, come PMI di rilanciare la nostra cultura d’impresa attraverso nuove idee da cercare ogni giorno in tutti i campi?
lunedì 6 settembre 2010
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