PNL è comunicazione, quindi non si può non parlare anche di quella empatica-emotiva-epidermica che si sintetizza nel rapporto umano/fisico, quindi l'amore.
A che serve l'amore se non a trasmettere e portare dentro l'altro, un nostro stato emozionale profondo? in pratica si tratta di comunicazione! e questo è un modo di "parlare" dove non si perde neppure una sillaba.
Laddove ogni giorno mangiamo (forse troppo) pensiamo (magari poco) facciamo (e se facessimo di meno per ottenere di più?) litighiamo e ci "incazziamo" (potremmo risparmiarcelo) o peggo non facciamo, non diciamo, non esprimiano, come si svolgono tutti questi passaggi, ivi compreso il respirare, c'è anche l'amore, quindi la comunicazione, ergo "il sesso".
La sessualità è un ponte lanciato tra sponde per dirsi qualcosa.
Se questo è vero, possiamo non parlarne in un corso di comunicazione?
Secondo punto: qual'è il nesso con le tecniche di vendita.
Semplice! se non "vivi", non esprimi, quindi non dici, allora non vendi!
La vendita è sempre la conclusione di un lungo passaggio dove:
a) non diamo nulla a nessuno, ma facciamo capire di avere le risposte;
b) si compra solo ciò che si capisce, ma noi l'abbiamo spiegato affinchè vengano da noi?
c) siamo sempre terribilmente innovativi e motivati, evitando l'esibizionismo fine a se stesso.
Per poter essere a+b+c bisogna vivere in forma completa, ovvero saper narrare a se stessi (prima di tutto) e poi ad altri qualcosa di interessante e originale che abbiamo pensato, quindi, tra i più aspetti, dobbiamo essere persone complete (quelle che respirano, mangiano, pensano e sanno donare amore) ecco perchè la sessualità fa parte della comunicazione umana, contribuendo alla personale maturazione.
Uome (uomini + donne) maturi, sanno sopratutto esprimere, quindi "vendono" attenzione verso di loro da parte di altri.
Tutto qui.
In questi termini, posso non parlare anche di espressività della sessualità nella completezza della personalità?
giovanni
giovedì 30 aprile 2009
La fortuna d'avere degli esempi
Stavo facendo lezione quando ad un certo punto, rispondendo a una domanda di uno studente, ho organizzato la risposta in questo modo: ....sono contento di avere 50 anni perchè ho vissuto, nella mia gioventù, con degli esempi che mi hanno dato energia e spunto nel resto della vita.
Non che oggi non ce ne siano, ma "prima" il concetto di punto di riferimento-esempio, era più marcato e quindi "vivere era più semplice".
In linea di massima, tutti gli esempi di cui ho goduto, mi hanno impresso dentro di me, energia nuova in perpetua evoluzione, pensando costantemente che "il dopo, ciò che avverrà" sarà meglio di oggi. In tal senso le mie guide mi aiutarono non tanto ad essere ottimista, ma a vedere il mondo come un meccanismo dove "puoi fare, contribuire, portare, dire, smontare, rielaborare, tornare indietro e così via".
Questa cultura del fare è quella che mi anima ogni giorno e, per chi mi conosce, rappresenta energia pura.
Ecco a cosa servono gli esempi.
giovanni
Non che oggi non ce ne siano, ma "prima" il concetto di punto di riferimento-esempio, era più marcato e quindi "vivere era più semplice".
In linea di massima, tutti gli esempi di cui ho goduto, mi hanno impresso dentro di me, energia nuova in perpetua evoluzione, pensando costantemente che "il dopo, ciò che avverrà" sarà meglio di oggi. In tal senso le mie guide mi aiutarono non tanto ad essere ottimista, ma a vedere il mondo come un meccanismo dove "puoi fare, contribuire, portare, dire, smontare, rielaborare, tornare indietro e così via".
Questa cultura del fare è quella che mi anima ogni giorno e, per chi mi conosce, rappresenta energia pura.
Ecco a cosa servono gli esempi.
giovanni
mercoledì 29 aprile 2009
INVESTIMENTI INNOVATIVI - combattere la crisi
ARTICOLO PUBBLICATO A STAMPA - aprile 2009 (area pompe idrauliche e siderurgia)
L’investimento in un momento di crisi
di Giovanni Carlini – sociologo
Crisi o non crisi, se ne esca e si resti, il concetto di impresa non può essere messo in discussione delocalizzandolo definitivamente (significherebbe abbattere il nostro livello di civiltà) al contrario, va adattato al ciclo della domanda. Si rammenta che l’attuale momento di ripensamento dei nostri stili di vita, che ci ha colpito, qui in Italia come in Europa dall’estate 2008, non proviene dal lato dell’offerta (le aziende non hanno subito privazione di capacità produttiva) ma da quello della domanda: la gente compra meno, perché sente di vivere in un contesto di grave incertezza.
Questo stato di indefinitezza comunque è ormai entrato anche nel tessuto produttivo nazionale, trasferendosi dalle famiglie alle decisioni d’impresa. La domanda che ci si pone adesso è: che fare quando non si sa esattamente come muoversi?
A differenza delle famiglie, in effetti, le aziende hanno una “via d’uscita” da percorrere in questi momenti di incertezza, che consiste nell’investire anche per abbattere i costi di produzione. Obiettivamente questo percorso è quello che ha abbracciato l’industria siderurgica cinese, con grande impegno, pensando già al dopo-crisi, fra 2 anni, per conquistare nuove fette di mercato.
Anche in Italia c’è chi si è lanciato su questa prospettiva e il pensiero, qui riportato a livello di puro esempio, corre alla Metalpres Donati Spa di Camignone (BS) www.metalpresdonati.it attiva nel campo dello stampaggio pressofusione di parti di alluminio. Il concetto è semplice. Il costo di produzione, espresso in KW/h su tre turni lavorativi al giorno, era a quota 75.000 per produrre componenti per l'industria automobilistica, parti di tenuta a pressione e elementi per l'industria dell'arredamento, illuminazione, riscaldamento, come infine elettrodomestici.
Un livello di consumo di questo tipo, non era più tollerabile per restare sul mercato e la direzione si è posta il problema di trovare delle soluzioni. La vera difficoltà è che di brevettato e direttamente utilizzabile, in questo senso, non esiste oggi sul mercato, perché va studiato di volta in volta. Fortunatamente la Metalpres, aveva goduto, nel passato, dei servizi della GN Tecnopompe di Castell Mella (BS) www.gntecnopompe.it che si era impegnata su un livello di soluzioni mai spinto fino a rivedere l’intero assetto dei consumi di produzione. A conti fatti, quanto prima era di 75.000 KW/h al mese, oggi è di 60.000. Cosa è accaduto?
Il lavoro è stato eseguito sull’impianto di raffreddamento forni, studiando un sistema per migliorare e ottimizzare sia il funzionamento che il risparmio energetico, per mezzo di pompe; ma vediamone i particolari.
STRUTTURA DELL’IMPIANTO
Si tratta di una realizzazione basata inizialmente su 2 pompe sommerse da pozzo, con potenza 15 KW cadauna, che operando in alternanza, mantengono sia la pressione costante nell’impianto sanitario dell’azienda, che il reintegro della vasca di ritorno per le acque calde (quella evaporata per intendersi). Con l’installazione di 2 inverter si ha la modulazione delle pompe in base alla richiesta di acqua. Proseguendo nella descrizione, ci sono nella vasca dell’acqua calda 4 pompe verticali a gambo sommerso (delle quali 2 da 15 KW e le altre da 7,5 KW) che prelevano l’acqua, mandandola alle torri di raffreddamento, collocate sopra l’impianto in una vasca di recupero per l’acqua fredda. Anche queste 4 pompe lavorano sotto inverter, mantenendo il livello della vasca costante, il che permette d’avere, in caso di avaria, il tempo materiale d’intervento senza spegnere l’impianto.
Sotto queste vasche dell’acqua raffreddata, sono montate altre 5 pompe verticali per esterno, che mantengono la pressione costante in base al consumo dell’impianto di raffreddamento forni. (complessivamente il sistema richiede quindi 11 pompe)
Il quadro elettrico, appositamente rivisto e studiato è in grado di mantenere la pressione e la costanza di 3 aree: nell’impianto di raffreddamento forni, nelle vasche di prelievo e infine in quelle dell’acqua raffreddata grazie al controllo della temperatura.
Gli inverter installati nel quadro elettrico, sono subordinati alla logica di controllo del PLC (si tratta di un computer per impartire gli ordini). Così attraverso la connessione MODBUS (ovvero una metodologia di linguaggio tra il computer PLC e gli inverter) è possibile gestire la rotazione giornaliera degli inverter in modo di suddividere equamente il carico di lavoro delle pompe.
Come appena spiegato, la comunicazione tra i vari quadri è garantita e gestita, in MODBUS tra PLC e inverter; in particolare i PLC sono interconnessi con un cavo di rete ethernet collegati ad un HUB al quale è possibile connettersi con un PC remoto, per il monitoraggio dei parametri. In più se si ha la possibilità di essere collegati attraverso l’indirizzo IP, per monitorare l’impianto, è possibile agire anche da internet, collegandosi semplicemente al server aziendale.
INVESTIMENTO
L’onere di spesa è stato pari a 70.000 euro comprendenti: manutenzione completa delle pompe, fornitura e installazione del quadro elettrico come infine, il collaudo dell’impianto. Va rammentato che in base alla Legge 24 dicembre 2007, n. 244 – G.U. n. 300 del 28 dicembre 2007 (Legge Finanziaria 2008 - art 1 comma 20) è possibile usufruire di una detrazione dall’imposta lorda, pari al 20% della spesa sostenuta.
Concludendo Da questa crisi che è ancora lunga (servono 2 anni per uscirne perché non è misurabile solo in quantità di produzione industriale, ma in quote di troppo ecceduto nelle nostre vite personali, da cui una sorta di purificazione nella moderazione dei consumi) uscirà un nuovo modo di produrre, decisamente più “pulito”, ecologico e a basso impatto ambientale, come energetico. Quanto qui descritto, anticipa e ci presenta una tendenza, che conviene studiare subito per applicarla “ieri”.
L’investimento in un momento di crisi
di Giovanni Carlini – sociologo
Crisi o non crisi, se ne esca e si resti, il concetto di impresa non può essere messo in discussione delocalizzandolo definitivamente (significherebbe abbattere il nostro livello di civiltà) al contrario, va adattato al ciclo della domanda. Si rammenta che l’attuale momento di ripensamento dei nostri stili di vita, che ci ha colpito, qui in Italia come in Europa dall’estate 2008, non proviene dal lato dell’offerta (le aziende non hanno subito privazione di capacità produttiva) ma da quello della domanda: la gente compra meno, perché sente di vivere in un contesto di grave incertezza.
Questo stato di indefinitezza comunque è ormai entrato anche nel tessuto produttivo nazionale, trasferendosi dalle famiglie alle decisioni d’impresa. La domanda che ci si pone adesso è: che fare quando non si sa esattamente come muoversi?
A differenza delle famiglie, in effetti, le aziende hanno una “via d’uscita” da percorrere in questi momenti di incertezza, che consiste nell’investire anche per abbattere i costi di produzione. Obiettivamente questo percorso è quello che ha abbracciato l’industria siderurgica cinese, con grande impegno, pensando già al dopo-crisi, fra 2 anni, per conquistare nuove fette di mercato.
Anche in Italia c’è chi si è lanciato su questa prospettiva e il pensiero, qui riportato a livello di puro esempio, corre alla Metalpres Donati Spa di Camignone (BS) www.metalpresdonati.it attiva nel campo dello stampaggio pressofusione di parti di alluminio. Il concetto è semplice. Il costo di produzione, espresso in KW/h su tre turni lavorativi al giorno, era a quota 75.000 per produrre componenti per l'industria automobilistica, parti di tenuta a pressione e elementi per l'industria dell'arredamento, illuminazione, riscaldamento, come infine elettrodomestici.
Un livello di consumo di questo tipo, non era più tollerabile per restare sul mercato e la direzione si è posta il problema di trovare delle soluzioni. La vera difficoltà è che di brevettato e direttamente utilizzabile, in questo senso, non esiste oggi sul mercato, perché va studiato di volta in volta. Fortunatamente la Metalpres, aveva goduto, nel passato, dei servizi della GN Tecnopompe di Castell Mella (BS) www.gntecnopompe.it che si era impegnata su un livello di soluzioni mai spinto fino a rivedere l’intero assetto dei consumi di produzione. A conti fatti, quanto prima era di 75.000 KW/h al mese, oggi è di 60.000. Cosa è accaduto?
Il lavoro è stato eseguito sull’impianto di raffreddamento forni, studiando un sistema per migliorare e ottimizzare sia il funzionamento che il risparmio energetico, per mezzo di pompe; ma vediamone i particolari.
STRUTTURA DELL’IMPIANTO
Si tratta di una realizzazione basata inizialmente su 2 pompe sommerse da pozzo, con potenza 15 KW cadauna, che operando in alternanza, mantengono sia la pressione costante nell’impianto sanitario dell’azienda, che il reintegro della vasca di ritorno per le acque calde (quella evaporata per intendersi). Con l’installazione di 2 inverter si ha la modulazione delle pompe in base alla richiesta di acqua. Proseguendo nella descrizione, ci sono nella vasca dell’acqua calda 4 pompe verticali a gambo sommerso (delle quali 2 da 15 KW e le altre da 7,5 KW) che prelevano l’acqua, mandandola alle torri di raffreddamento, collocate sopra l’impianto in una vasca di recupero per l’acqua fredda. Anche queste 4 pompe lavorano sotto inverter, mantenendo il livello della vasca costante, il che permette d’avere, in caso di avaria, il tempo materiale d’intervento senza spegnere l’impianto.
Sotto queste vasche dell’acqua raffreddata, sono montate altre 5 pompe verticali per esterno, che mantengono la pressione costante in base al consumo dell’impianto di raffreddamento forni. (complessivamente il sistema richiede quindi 11 pompe)
Il quadro elettrico, appositamente rivisto e studiato è in grado di mantenere la pressione e la costanza di 3 aree: nell’impianto di raffreddamento forni, nelle vasche di prelievo e infine in quelle dell’acqua raffreddata grazie al controllo della temperatura.
Gli inverter installati nel quadro elettrico, sono subordinati alla logica di controllo del PLC (si tratta di un computer per impartire gli ordini). Così attraverso la connessione MODBUS (ovvero una metodologia di linguaggio tra il computer PLC e gli inverter) è possibile gestire la rotazione giornaliera degli inverter in modo di suddividere equamente il carico di lavoro delle pompe.
Come appena spiegato, la comunicazione tra i vari quadri è garantita e gestita, in MODBUS tra PLC e inverter; in particolare i PLC sono interconnessi con un cavo di rete ethernet collegati ad un HUB al quale è possibile connettersi con un PC remoto, per il monitoraggio dei parametri. In più se si ha la possibilità di essere collegati attraverso l’indirizzo IP, per monitorare l’impianto, è possibile agire anche da internet, collegandosi semplicemente al server aziendale.
INVESTIMENTO
L’onere di spesa è stato pari a 70.000 euro comprendenti: manutenzione completa delle pompe, fornitura e installazione del quadro elettrico come infine, il collaudo dell’impianto. Va rammentato che in base alla Legge 24 dicembre 2007, n. 244 – G.U. n. 300 del 28 dicembre 2007 (Legge Finanziaria 2008 - art 1 comma 20) è possibile usufruire di una detrazione dall’imposta lorda, pari al 20% della spesa sostenuta.
Concludendo Da questa crisi che è ancora lunga (servono 2 anni per uscirne perché non è misurabile solo in quantità di produzione industriale, ma in quote di troppo ecceduto nelle nostre vite personali, da cui una sorta di purificazione nella moderazione dei consumi) uscirà un nuovo modo di produrre, decisamente più “pulito”, ecologico e a basso impatto ambientale, come energetico. Quanto qui descritto, anticipa e ci presenta una tendenza, che conviene studiare subito per applicarla “ieri”.
Un esempio su cui riflettere: rapporti banca/impresa
ARTICOLO PUBBLICATO SULLA STAMPA IMPRENDITORIALE (area siderugia) - mese di aprile 2009
Un esempio su cui riflettere in queste ore
di Giovanni Carlini
I produttori cinesi possono accedere a finanziamenti in banca, praticamente quasi senza limiti e con interessi minimi a patto che comprino materia prima. L’agevolazione è solo per questa necessità ed è ovviamente pilotata dal governo. Giusto o errato?
LE PREMESSE
A tutti gli operatori del mercato, in Italia come all’estero, è noto quanto il Governo Cinese abbia già lanciato una campagna d’acquisti di materia prima, in tutto il mondo, utilizzando le ampie giacenze di valuta che ha accumulato dal 2002 (data d’ingresso nel mercato mondiale su chiamata dagli USA in un ampio processo di globalizzazione). A fine marzo sono stati “investiti”, su questo aspetto nel sostegno al mercato interno, ben 1,05 miliardi di dollari dallo State Reserves Bureau, per 590mila tonnellate di alluminio e 159mila di zinco, oltre a qualche altro metallo non ferroso.
Il motivo per cui questo articolo è scritto, non risiede nel commentare l’iniziativa del Governo che comunque ha una sua logica, sia se applicata nell’accaparramento di materia prima, che in particolare a entrare in posizione di leader negli assetti societari dei maggiori produttori mondiali. Qui vorremmo discutere della contemporanea azione dei produttori locali, che con lo stesso intento, forti di un appoggio bancario mai sperimentato sino ad ora, comprano-accaparrano a prezzi di mercato (bassi) materia prima, da utilizzare nel futuro.
LE BANCHE CINESI E QUELLE ITALIANE
Entrambi i sistemi bancari, il cinese e quello italiano, non hanno avuto particolari danni dai titoli tossici di origine statunitense.. Mentre sappiamo che le banche americane hanno investito (nel loro rapporto tra riserve e denaro prestato ai clienti) fino a 58 volte, quelle italiane si sono spinte mediamente su una leva finanziaria di 8 volte, mentre il progetto di una normativa bancaria globale ipotizza un rapporto ottimale di 10 volte. Dati sulle banche cinesi non ce ne sono, ma non c’è motivo di temere che si siano spinte oltre. Sicuramente in Italia c’è il problema di un’eccessiva esposizione verso l’est d’Europa, che per i cinesi verrebbe tradotto in posizioni aperte principalmente sull’Africa. A conti fatti, considerando questi parametri, sorge una domanda: perché gli istituti di credito cinesi si sono spinti così in avanti nel sostegno ai produttori di acciaio cinesi, a patto che accaparrino materia prima in tutto il mondo? E’ semplice! Loro sono una dittatura e noi una democrazia. Da loro uno decide, da noi un intero arco costituzionale. Ma anche al netto di queste profonde-profondissime differenze, il confronto resta ugualmente sul tavolo di analisi.
PURCHE’ SI ACCAPARRI MATERIA PRIMA
Il rischio bancario nel prestare denaro a bassi tassi, purchè investito in materia prima, assume per le banche un profilo molto basso se quest’azione è pilotata, garantita e controllata dall’organo di governo. Ovviamente in questo caso, ovvero la costituzione di una scorta strategica, presso le stesse aziende utilizzatrici, la valutazione di merito è riservata soltanto al governo in carica.
CHI SUGGERISCE AL NOSTRO GOVERNO UNA INIZIATIVA DI QUESTO GENERE?
I fatti, a titolo di esempio sono stati descritti, proseguire a ragionarci sopra non porta oltre se non nel chiedersi: chi può proporre una “italianizzazione” di questo spunto d’origine asiatica? Sicuramente se a muoversi fosse la UE (percorso forse lungo, ma decisamente più serio specie sotto campagna elettorale) si assumerebbe un peso e respiro tale da coinvolgere anche gli inquilini dell’altra sponda dell’Atlantico. Resta fermo un concetto: qui non si tratta di sostenere il prezzo della materia prima, perché figlio di una speculazione selvaggia che doveva finire e tale è accaduto. Al contrario il punto in questione è prepararsi al dopo, a quando bisognerà produrre nuovamente. Quindi discutere, ad esempio, anche di tariffe elettriche (in Cina i produttori lavorano con un risparmio dell’1% sui costi di produzione) per costruire il futuro. Chi può suggerire questi spunti al Governo Italiano?
Un esempio su cui riflettere in queste ore
di Giovanni Carlini
I produttori cinesi possono accedere a finanziamenti in banca, praticamente quasi senza limiti e con interessi minimi a patto che comprino materia prima. L’agevolazione è solo per questa necessità ed è ovviamente pilotata dal governo. Giusto o errato?
LE PREMESSE
A tutti gli operatori del mercato, in Italia come all’estero, è noto quanto il Governo Cinese abbia già lanciato una campagna d’acquisti di materia prima, in tutto il mondo, utilizzando le ampie giacenze di valuta che ha accumulato dal 2002 (data d’ingresso nel mercato mondiale su chiamata dagli USA in un ampio processo di globalizzazione). A fine marzo sono stati “investiti”, su questo aspetto nel sostegno al mercato interno, ben 1,05 miliardi di dollari dallo State Reserves Bureau, per 590mila tonnellate di alluminio e 159mila di zinco, oltre a qualche altro metallo non ferroso.
Il motivo per cui questo articolo è scritto, non risiede nel commentare l’iniziativa del Governo che comunque ha una sua logica, sia se applicata nell’accaparramento di materia prima, che in particolare a entrare in posizione di leader negli assetti societari dei maggiori produttori mondiali. Qui vorremmo discutere della contemporanea azione dei produttori locali, che con lo stesso intento, forti di un appoggio bancario mai sperimentato sino ad ora, comprano-accaparrano a prezzi di mercato (bassi) materia prima, da utilizzare nel futuro.
LE BANCHE CINESI E QUELLE ITALIANE
Entrambi i sistemi bancari, il cinese e quello italiano, non hanno avuto particolari danni dai titoli tossici di origine statunitense.. Mentre sappiamo che le banche americane hanno investito (nel loro rapporto tra riserve e denaro prestato ai clienti) fino a 58 volte, quelle italiane si sono spinte mediamente su una leva finanziaria di 8 volte, mentre il progetto di una normativa bancaria globale ipotizza un rapporto ottimale di 10 volte. Dati sulle banche cinesi non ce ne sono, ma non c’è motivo di temere che si siano spinte oltre. Sicuramente in Italia c’è il problema di un’eccessiva esposizione verso l’est d’Europa, che per i cinesi verrebbe tradotto in posizioni aperte principalmente sull’Africa. A conti fatti, considerando questi parametri, sorge una domanda: perché gli istituti di credito cinesi si sono spinti così in avanti nel sostegno ai produttori di acciaio cinesi, a patto che accaparrino materia prima in tutto il mondo? E’ semplice! Loro sono una dittatura e noi una democrazia. Da loro uno decide, da noi un intero arco costituzionale. Ma anche al netto di queste profonde-profondissime differenze, il confronto resta ugualmente sul tavolo di analisi.
PURCHE’ SI ACCAPARRI MATERIA PRIMA
Il rischio bancario nel prestare denaro a bassi tassi, purchè investito in materia prima, assume per le banche un profilo molto basso se quest’azione è pilotata, garantita e controllata dall’organo di governo. Ovviamente in questo caso, ovvero la costituzione di una scorta strategica, presso le stesse aziende utilizzatrici, la valutazione di merito è riservata soltanto al governo in carica.
CHI SUGGERISCE AL NOSTRO GOVERNO UNA INIZIATIVA DI QUESTO GENERE?
I fatti, a titolo di esempio sono stati descritti, proseguire a ragionarci sopra non porta oltre se non nel chiedersi: chi può proporre una “italianizzazione” di questo spunto d’origine asiatica? Sicuramente se a muoversi fosse la UE (percorso forse lungo, ma decisamente più serio specie sotto campagna elettorale) si assumerebbe un peso e respiro tale da coinvolgere anche gli inquilini dell’altra sponda dell’Atlantico. Resta fermo un concetto: qui non si tratta di sostenere il prezzo della materia prima, perché figlio di una speculazione selvaggia che doveva finire e tale è accaduto. Al contrario il punto in questione è prepararsi al dopo, a quando bisognerà produrre nuovamente. Quindi discutere, ad esempio, anche di tariffe elettriche (in Cina i produttori lavorano con un risparmio dell’1% sui costi di produzione) per costruire il futuro. Chi può suggerire questi spunti al Governo Italiano?
LA CRISI ECONOMICA 2009 - strumenti di supporto
Sulla crisi in corso parleremo veramente molto.
In questo contributo vengono qui rese accessibili delle slide (2 file) che spiegano alle imprese che fanno parte del "circuito isp" cosa aspettarsi a titolo di supporto come cassa integrazione, sostegni vari, mobilità etc.
I dati sono aggiornati ad oggi 29 aprile, data in cui sono ancora in corso trattative tra l'INPS e le parti sociali per estendere le più coperture ai lavoratori.
Quanto qui scritto è stato studiato e concordato direttamente con l'INPS quindi non è una mia valutazione personale dello stato dell'arte nella normativa, (anche se mi assumo l'onere di rispondere nel dettaglio su ogni passaggio) ma uno studio concordato e definito in ogni sua parte con i diretti responsabili dell'INPS.
Buona lettura
http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/Ammortizzatori_sociali.pdf
http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/Ammortizzatori_sociali_in_deroga.pdf
In questo contributo vengono qui rese accessibili delle slide (2 file) che spiegano alle imprese che fanno parte del "circuito isp" cosa aspettarsi a titolo di supporto come cassa integrazione, sostegni vari, mobilità etc.
I dati sono aggiornati ad oggi 29 aprile, data in cui sono ancora in corso trattative tra l'INPS e le parti sociali per estendere le più coperture ai lavoratori.
Quanto qui scritto è stato studiato e concordato direttamente con l'INPS quindi non è una mia valutazione personale dello stato dell'arte nella normativa, (anche se mi assumo l'onere di rispondere nel dettaglio su ogni passaggio) ma uno studio concordato e definito in ogni sua parte con i diretti responsabili dell'INPS.
Buona lettura
http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/Ammortizzatori_sociali.pdf
http://ispitalia.homedns.org:8880/areablog/Ammortizzatori_sociali_in_deroga.pdf
martedì 28 aprile 2009
Benvenuti
questo blog serve a discutere.
Di cosa?
Semplice! come mantenere il cervello acceso, come evitare la formazione inutile e trovare quella che effettivamente serva in quel momento per quella necessità.
A che serve formarsi?
E' necessario per avere idee, spunti, punti di vista, opinioni, grazie alle quali si interviene o si resta in silenzio, si offre parte di noi stessi, si dice, si cambia, si vive, si pensa e in definitiva ci si sente con una quota in più di vita da percorrere anche oggi.
Un grosso problema nella società moderna è la comunicazione. Tutti sanno percepire ma restiamo "al palo" quando non sappiamo spiegare, spesso si pretende ma non si sa ottenere e così via. Formarsi ha lo scopo di poter essere qualcosa.
Qui, grazie alla scuola ISP che è "una casa comune" possiamo discutere di ciò, progettare corsi per solo noi stessi, cercare altri che ci seguano o si uniscano a noi per disfare, pensare, scrivere, o anche solo esserci.
Isp è una Società commerciale, ma prima di tutto è una comunità di persone che vive, suda, soffre, pensa, sbaglia e si rialza.
Noi siamo questo, vieni anche tu?
grazie - giovanni e tutta la comunità ISP
Di cosa?
Semplice! come mantenere il cervello acceso, come evitare la formazione inutile e trovare quella che effettivamente serva in quel momento per quella necessità.
A che serve formarsi?
E' necessario per avere idee, spunti, punti di vista, opinioni, grazie alle quali si interviene o si resta in silenzio, si offre parte di noi stessi, si dice, si cambia, si vive, si pensa e in definitiva ci si sente con una quota in più di vita da percorrere anche oggi.
Un grosso problema nella società moderna è la comunicazione. Tutti sanno percepire ma restiamo "al palo" quando non sappiamo spiegare, spesso si pretende ma non si sa ottenere e così via. Formarsi ha lo scopo di poter essere qualcosa.
Qui, grazie alla scuola ISP che è "una casa comune" possiamo discutere di ciò, progettare corsi per solo noi stessi, cercare altri che ci seguano o si uniscano a noi per disfare, pensare, scrivere, o anche solo esserci.
Isp è una Società commerciale, ma prima di tutto è una comunità di persone che vive, suda, soffre, pensa, sbaglia e si rialza.
Noi siamo questo, vieni anche tu?
grazie - giovanni e tutta la comunità ISP
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