Buongiorno Signori,
il programma di questa settimana è molto "aziendalista".
Il concetto è semplice: a che serve in azienda il bilancio?
Va aperta subito una riflessione: di bilanci ce ne sono almeno 2, uno civilistico (che ai fini aziendali non serve a nulla se non a pagare le tasse) e uno riclassificato (che è strategico per le scelte d'impresa).
Considerato che in Italia la massa dei commercialisti e quindi amministrativi è impegata al 99% sulla versione civilistica e fiscale del bilancio (quella che non serve a nulla) questo corso cerca di traghettarvi in una visione e uso del bilancio a favore dell'azienda affinchè possiate discutere "a tu per tu" con l'impreditore sulle scelte più idonee per gestire l'impresa.
In pratica vi sto portando a una visione europea ma sopratutto "amerikana" del bilancio come mezzo di misura dell'efficienza aziendale per restare sul mercato.
L'attuale crisi preme sulle imprese e molte sono o stanno fallendo ( + 563% a Napoli di fallimenti nel 2009 rispetto il 2008, quindi +271,4% a Brescia, + 230,5% a Bologna, + 511,1% a Genova, + 47,3% a Milano)
Capite che in un contesto di questo tipo la risposta non può più essere quella "classica" di una chiacchierata tra di noi cultori del bilancio fiscale ma al contrario dobbiamo riscoprire il gusto della praticità e funzionalità che si misura in cose utili per l'azienda anzichè per il fisco (basta il commercialista per questo).
Fatta questa introduzione per stasera vi vorrei armati di:
- pazienza;
- carta e penna;
- calcolatrice;
- l'ultimo bilancino 1.1.-30.10 (o al 30 settembre se proprio non ce la si fa)
- con l'allegato a questa email stampato e sotto i vostri occhi.
- tenete a portata di mano il codice civile, libro V "del lavoro" dal Titolo II al VI escluso.
Grazie, a stasera.
il prof.
martedì 17 novembre 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento