Da Bismarck a Great Falls – cambiando il fuso orario. Galoppando nella prairie
Come faccio a dare voce e significato in parole a quello che ho visto e provato oggi percorrendo in 12 ore 550 miglia di prateria?
Ma andiamo con ordine.
Lasciata Minneapolis in 5 ore è stata raggiunta la capitale del Nord Dakota, una cittadina il cui nome è tutto un programma: Bismarck.
Ma che ci farà la memoria del Cancelliere tedesco del 1860 quassù al confine con il Canada? Tralasciando questi particolari “imbarazzanti”, trovo una città veramente ospitale, tranquilla, solidale verso il turista, non intasata da alcuna forma di fretta, ma neppure d’indolenza. La popolazione è tutta bianca e quando gli dico che vengo dall’Italia mi rispondono: perché è qui, cosa la spinge in una città dove nevica e c’è ghiaccio da ottobre a maggio?
Simpatico poi l’albergo che non mi ha fatto pagare una delle due notti perché le inservienti si erano dimenticate di montarmi il nuovo telo della doccia che qui si cambia ogni giorno, mentre le lenzuola si tengono fino a 3 giorni! (le incongruenze)
Comunque mi interessava questo stato, che non conoscevo, perché volevo vedere la prairie (prateria) quella verde, fertile, coltivata e non la solita brulla, bruciata dal sole (Kansas) o tempestata dagli uragani (Nebraska) In effetti ho trovato quello che cercavo: una mare verde. Uno spazio senza limiti che sciocca nella sua estensione, perennemente percorso dal vento che ne segna l’andamento sull’erba. La prospettiva però s’infittisce quando, lasciato il Nord Dakota con 12 ore di auto entro in Montana, per raggiungere Great Falls e percorro la statale 200 West.
Santo cielo che paesaggi e che emozione!
martedì 21 luglio 2009
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