venerdì 3 luglio 2009

il gusto di un mangiare ingurgitato - dal Canada 3 luglio

E’ noto come qui in Nord America ci siano più obesi che in Europa. Molti, su questo aspetto hanno detto la loro, tirando un po’ “la coperta” da una parte o verso l’altra, esaltando la dieta mediterranea e quindi l’import americano di pasta, sughi (Barilla) e di olio extravergine. Ma per quanto si sostituisca il vino alla birra o peggio ai superalcolici, questi statunitensi e canadesi sono prevalentemente, nella vita privata (mai o raramente in quella pubblica) “sbronzi e grassi”.
Eppure le donne sono carine (visto con gli occhi di maschio latino in trasferta)
Evidentemente qui serve il sociologo per leggere come le persone interpretano il menù a tavola e non tanto da come i cibi sono composti.
Nel rituale coast to coast (3.500 miglia, 5 giorni di viaggio andando comodi) ho notato finalmente che qui, in Nord America il gusto non è mai singolo ma la somma di altri cibi messi insieme.
Mi spiego.
A noi in Italia piace la mozzarella, quindi il prosciutto, i pomodori, un pizzico di sale e dell’olio extra vergine, quindi infine del pane. La mentalità culinaria nord americana è decisamente più semplice: perché mangiare separatamente degli ingredienti, quando questi possono essere messi tutti insieme? Ecco che la caprese diventa un ottimo panino ripieno arricchito di salse di ogni genere. Descritta in questo modo, la cosa appare decisamente molto superficiale, ma va osservato come la somma di tanti gusti ne crei uno nuovo, che non è affatto la sintesi dei singoli. Più o meno come i figli per le coppie, che si nascono dalla loro unione, ma che pur esprimendone i caratteri assumono spesso vita propria.
In questo caso l’occhio da sociologo serve per estendere dal modo di concepire la tavola e la degustazione, lo stile di vita.
Da noi in Italia, sopratutto, abbiamo specialisti in economia ad esempio, che nulla sanno di sociologia perché hanno confuso la matematica con la psicologia. L’effetto pratico è la crisi in corso sotto gli occhi di tutti, che nessuno ha saputo prevedere perché troppo concentrato nel rispettivo ambito mentale.
Qui negli Usa c’è un aspro dibattito, sulle pagine dei più importanti giornali, tra uno storico dell’economia che da dell’analfabeta a un premio nobel per l’economia perché non riesce a vedere oltre la punta del suo naso.
Insomma la sintesi tra cibi, che ha qui creato un gusto nuovo, è il segnale di una mentalità che specializzandosi, ha perso la ampie visioni panoramiche, sole in grado, di farci capire quale rotta stiamo seguendo e se stiamo per entrare in collisione con un iceberg alla deriva.
Al contempo anche il gusto per il singolo alimento, vedi casa nostra, non ci reso immuni da un eccesso di specializzazione che ha ucciso la interdisciplinarietà, ma mentre da noi ancora nessuno se ne accorto, qui la polemica è feroce!
Per concludere: un nuovo gusto che derivi dalla massificazione di altri cibi è un ottimo modo per ingrassare senza capire il perché. La lotta all’obesità, nel Nuovo Mondo, può passare solo dalla separazione dei sapori per assaggiarne quantità distinte.
Al contempo l’orgia di sapere specialistico, in particolare di matrice europea, a cui il Nord America non è immune, non ci è più particolarmente utile, perché abbiamo bisogno di visioni d’insieme e integrate, sapendo che il particolare interagisce con mille altri passaggi. Ecco la lezione che si trae per gestire un’azienda o la nostra vita personale, vedendo mangiare la gente da queste parti.

8 commenti:

  1. sapere e immaginare nella mia mente , gente, che mangia così, francamente mi sa un pò di vomito, cioè mi fa schifo.Anch'io mangio + cose,+gusti, ma sempre un sapore alla volta per carità. Cerco di sentirne il gusto, il profumo,a volto sto anche attenta a come mi viene servito, e poi prima di mangiare cerco di pensare se mi fa bene alla mente e al corpo, cioè se lo digerisco.
    Così come nel mio lavoro, cerco di specializzarmi al meglio nella mia professione principale e mi aggiorno interagendo per quanto mi è possibile, con vari documenti, lasciandomi coinvolgere UN PO' da altre discipline. E così in tutte le altre scelte della mia vita.Tante cose sì, ma sempre una alla volta per favore! Diversamente.....
    " un mondo obeso "
    Francesca t

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  2. anch'io sono abbastanza selettiva sia nelle scelte di lavoro, sia nelle scelte culinarie, non scelgo mai delle attività che esulano totalmente dalla mia esperienza lavorativa perchè se sono nell'amministrazione non posso essere architetto, posso esprimere un mio modesto parere ma rimane pur sempre modesto e così in cucina mi cimento nelle torte salate che di dolce non hanno nulla oppure faccio i dolci che mangio dopo il salato e comunque non metto mai il salato insieme al dolce tipo crauti con marmellata...raramente assaggio qualcosa, ma torno sempre sui miei passi...è anche un fatto di cultura...noi siamo un paese microscopico in confronto all'America ma penso che sono le nostre specializzazioni microscopiche ad essere utili, non solo per gli Americani, ma per tutti...la strada giusta? un vecchio proverbio dice che sta sempre nel mezzo...ok cerchiamo di metterlo in pratica...

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  3. ragazze ma come siete critiche da queste parti! Il concetto è semplce. L'eccessiva specializzazione non ha saputo metterci al riparo da una crisi annunciata, quindi è un metodo limitato che ha fatto il suo tempo. Oggi la cultura non è specializzazione ma conoscenza a vasto raggio. Certo che abbiamo bisogno di un medico che sappia fare il suo mestiere ma vi immaginate se in sala operatoria potessimo avere un ingegnere insieme a un medico, all'anestesista, al ferrista e all'infermiera? Insomma serve l'equipe per poter gestire la complessità della vita e questo a partire da quella privata alla professionale.

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  4. non siamo critiche, siamo giuste.
    Ok l'idea dell'equipe è perfetta, ma in sala operatoria, dovremo sempre avere un eccellente ingeniere, un perfetto chirurgo una brava anestesista e così via.
    aaaahhhhh gestire la complessità della vita,
    uuurcaa adesso arriva l'equipe
    avrò a che fare con questa roba, io che sono così egocentrica.
    Auguri gente, rimbocchiamoci le maniche.






















































    .

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  5. E' vero, dobbiamo rimboccarci tutti le maniche e chissà che collaborando insieme, gli specializzati con chi ha le visioni di insieme, non si crei una cultura nuova, adatta a questo mondo modificato sia socialmente che sotto il profilo delle professioni per non avere più crisi come questa e per vivere meglio tutti quanti...c'è davvero tanto lavoro da fare...io ci sto...

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  6. Buongiorno prof,
    Sono pienamente d'accordo con lei quando dice che "abbiamo bisogno di visioni d’insieme e integrate, sapendo che il particolare interagisce con mille altri passaggi".
    Suprattutto dopo il corso do PNL eseguito con lei 2 mesi fa, che mi ha "aperto" la mente e reso molto piu attento verso le necessità dei clienti, di quello che dobbiamo offrire a loro.
    Anche perche se voi essere in "top", devi anticipare le eventuali richieste, documentarti, avere la risposta alle sue problematiche, insomma fare sempre "i compiti" a casa, perche se i clienti scelgono noi, dobbiamo essere "i migliori" rispetto agli altri.
    Adesso, dopo un paio di mesi dal corso PNL, ho un approccio diverso con i miei clienti, dimostrandoli che il mio lavoro non consta solo nel fornire un preventivo dopo un sopralluogo.
    Il cliente attende si un professionista, ma anche una persona con quale confidarsi, scambiare delle emozioni, che ha il tempo di sentire quello che ha combinato il suo cane, il figlio o il marito. Incredibile ribaltamento per me che pensavo che sul lavoro, quello che premia, è solo la proffesionalità.
    Grazie prof!
    Marius

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  7. che belle cose che sono scritte qui

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  8. grazie a tutti coloro che sono intervenuti, ma lo sapete che potete scrivere voi direttamente compreso colui che non si è espresso e ha lasciato appositamente tanto spazio vuoto (tale è il suo pensiero?)

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