6 mesi fa scrissi al Presidente della Repubblica lamentandomi per un'eccessiva spinta all'integrazione sociale tra italiani e immigrati, in assenza di un referendum che stabilisca:
- se vogliamo l'integrazione;
- in che misura volerla;
- con chi realizzarla.
Di fatto nel nostro Paese tutto l'impianto legislativo, relativo alla materia è illegale, perchè non sostenuto da un pronunciamento della nazione la quale è "anestetizzata" su questo aspetto.
E' vero che abbiamo eletto un parlamento, ma in assenza di una effettiva analisi in materia.
Risultato pratico, l'Azione Cattolica che era in crisi di attività, tramite la Caritas, si è inventata un mestiere: aiutare gli immigrati senza preoccuparsi degli assetti sociali nel nostro paese.
A questo sforzo, per ricavarsi un ruolo nella società, anche una parte della politica ha trovato collocazione. Ma nessuna di queste fazioni si è mai sognata (o teme) di andare a chiedere a noi tutti se ci sta bene o no.
E' vero vivo a Milano, non sono qui per dire che islamico fondamentalista è male o altro, mi chiedo solo perchè questo paese non ha avuto la possibilità di dire la sua, in merito a una trasformazione radicale nella vita quotidiana di tutti.
Andiamo al referendum per una marea di "schiocchezze" e ci scordiamo la vita quotidiana.
Apprezzerei leggere il punto di vista di altri, affinchè mi aiutino a capire.
Però non scrivetemi quando già il Presidente mi ha inviato mezzo lettera, sulla convenienza dell'INPS per pagare le pensioni, sul fatto che i nostri connazionali non vogliono fare i muratori etc..etc.. mi servono concetti di integrazione sociale (sposerei un islamico?) e di raccordo tra trasformazione della società e assenza di un pronunciamento su questo aspetto.
grazie
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Si Giovanni sono in accordo con te. L'immigrazione non è solidarietà ma interesse per chi aveva perso un ruolo nella società e se l'è inventato di sana pianta. Ma sai non parlo solo della Chiesa Romana Apostolica che tutto sommato fa la sua parte anche comprensibile, parlo di forze sociali che in assenza di valori si sono riempite la bocca con la BUFOLA della soliderietà.
RispondiEliminaSpesso questa parola serve solo a coprire un vuoto abissale.
Ora siamo senza aver mai espresso la nostra una società multietnica senza che nessuno abbia predisposto un piano sociale di integrazione. Troppo facile integrare senza una educazione a questo.
Risultato pratico? il razzismo è parte integrante della vita quotidiana di tutti. Come si esplica? In una divisione sociale tra noi e loro che si trovano tra noi! Ci sono gli ingredienti per quello che accade tutti i giorni e che leggiamo sul giornale.
Soluzioni? tornare indietro e porre dei limiti a ciò che non è stato mai regolato ma stavolta con un mandato popolare che ad oggi manca!
Grazie per aver sollevato questo vespaio Giovanni portandolo dalla Presidenza della Repubblica a noi!
Abito in un piccolo paese dove l'unica scuola materna è parrocchiale. Quando anni fa sono arrivati i primi extracomunitari di diversa religione ma con l'esigenza di portare i figli all'asiolo il gestore, ovvero il prete, fu di larghe vedute: accogliamo tutti con le loro esigenze. Poi col tempo le cose sono degenerate: no al crocifisso, no alle canzoni di natale con la recita, no alla preghiera prima del pranzo, no a... Allora pure lui disse basta. Stabilì che quella è una scuola parrocchiale e quindi cattolica con tutte le caratteristiche della scuola cattolica quindi con la poesia di Pasqua e le canzoncine di Natale con Gesù bambino e tutto il resto. Non c'è il personale sufficiente per garantire l'uscita del bambino per ogni cosa che ha una vaga idea religiosa. Pertanto a chi non va bene, pazienza, c'è un'altra materna statale a 8 km. Integrazione si. ma chi si deve integrare?
RispondiEliminasi cri sono in accordo con te anche se vivo a roma e non ho il privilegio di essere mamma come te la vita ha riservato.
RispondiEliminaLo spunto che ci ha permesso qui di "discutere" confrontandoci, dovrebbe partire da più lontano. Fermo restando che il punto di vista di "Giovanni" (vai a capire se è suo o lo riporta per dovere di cronaca ma questo poco importa) sulla necessità di un referendum è innegabile e ha ragione!
Quando cambia la nostra vita non basta una generica delega politica al parlamento che poi fa quello che vuole.
La politica d'immigrazione va decisa da noi tutti senza la cui espressione per voto tutto il resto è illegale.
Chiuso questo aspetto c'è n'è un altro più profondo.
Noi tutti ci scaldiamo per la solidarietà ai terremotati, ci inventiamo l'accoglienza per gli immigrati, troviamo e dichiariamo eroi coloro che fanno il loro mestiere (seppur con passione) ma tutto questo "entusiasmo" in realtà copre un vuoto abissale.
Non voglio fare la sociologa (questo è il mestiere del nostro coordinatore - Giovanni) ma l'immigrazione se non la inseriamo in una problematica di superficialità complessiva di gente annoiata alla ricerca di un qualcosa da fare non se ne esce fuori.
Ecco, secondo me, le coordinate per impostare il tema "immigrazione" che parte molto più a monte rispetto al suo semplice fenomeno.
Nadia
ho già avuto modo di esprimersi su questo tema, ma apprezzo quando scrive "cri" e quindi anche nadia.
RispondiEliminaCredo, nei miei 40 anni, padre e marito che un passo indietro non sia non onorevole quando si riconosce di aver sbagliato.
Anni fa si diceva; indietro non si torna!
Invece la maturità impone un indietro si deve andare se avanti è sbagliato proseguire.
Un ripensamento sul chi deve convivere con noi credo sia innegabile senza con questo andare addosso a qualcuno o con campagna di denigrazione pubblica. Ma chiedere che la si pianti che gli immigrati debbano poter iscriviere i figli a scuola se non sono regolari è un dovere civico.
E la sanità? noi paghiamo la sanità anche per gli irregolari, perchè?
L'assegnazione degli alloggi popolari è anche per non cittadini immigrati, perchè?
Direi che si è troppo ecceduto!
ecco dov'era l'intervento di cri!
RispondiEliminaSai cri io sono a milano e da noi ogni cosa è più sfumata (come visibilità) ma sapessi quanto segna dentro. Qui nella metropoli ti rendi conto di quanto sia cretino parlare di multiculturalità e di questo concedimi sono contento, non amo mischiarmi con gente e razze che veramente hanno qualche secolo prima di discutere a pari con noi!